Il fumo è normale per me, lo è sempre stato e probabilmente sempre lo sarà.
Sono abituata alla scia di odore nauseante che lascia ovunque si trovi, all’ingiallimento, quasi marcimento, dei denti, del corpo e degli organi vitali di coloro che un giorno hanno fumato una sigaretta per poi non smettere più.
Secondo i dati, nel corso del tempo, gli adulti che fumano sono diminuiti, mentre gli adolescenti no, anzi, sono leggermente aumentati.
Per aiutarli a cambiare questa terribile abitudine, proviamo a riflettere su quali sono i motivi per cui spesso ne sono vittime. Esempi familiari: se qualcuno vede i genitori fumare è abituato all’idea del fumo e alla f ine lo considera accettabile, normale. Modelli: se gli amici “popolari” fumano, viene spontaneo volerlo fare, per non parlare dei modelli che derivano da film serie TV. Curiosità: alcuni iniziano a fumare per la curiosità di fare il cosiddetto “tiro” che in realtà non è quasi mai solo uno. Ma il motivo che vince su tutti tra i giovani è una sorta di conformismo sociale: il fumo aiuta a fare amicizia, a stare nel gruppo, a non essere presi in giro, ad essere come gli altri, insomma.
A mio parere fumare non serve, quello che serve, invece, è capire chi vogliamo essere e cosa vogliamo fare senza farci condizionare troppo dall’opinione altrui.
Penso che sia importante anche fare prevenzione tra i giovani e far capire davvero quali rischi si corrono fumando; per è molto utile fare prevenzione in ambito scolastico, magari organizzando degli incontri con delle associazioni o semplicemente dedicando un po’ di tempo per fare delle ricerche in autonomia e capire le conseguenze di certe abitudini.
Penso che queste azioni debbano avvenire soprattutto durante scuole medie, quando ragazzi sono più “vulnerabili” perché sempre preoccupati di farsi accettare dal gruppo.
Vania Maino
disegno di Elena Bottiglieri