Margaret stava aspettando Babbo Natale con impazienza. Sotto l’albero aveva posato dolcemente la letterina.

Latte e biscotti erano pronti per essere bevuti e mangiati. Lasciarono l’albero e il presepe accesi solo per quella notte, ma Margaret aveva deciso di non dormire. Era solo una la notte in cui aveva possibilità di vederlo, perciò fece finta di addormentarsi.

Così la mamma pensava che stava dormendo per davvero. Una volta che la sua mamma e il suo papà si furono addormentati, uscì dalla sua camera, camminò in punta di piedi lungo il corridoio e fece capolino dalla porta. Udì un magico tintinnio.

Era lui… Babbo Natale con il suo elfo uscì dal camino e posò il suo regalo sotto l’albero. Margaret, sempre più incuriosita, si avvicinò un po’ di più, fissando costantemente Babbo Natale, senza mai distogliere lo sguardo. Poi, però, Babbo si sentì osservato.

Andò a guardare più attentamente e la scovò. Senza arrabbiarsi, l’accolse con un sorriso amichevole. «Oh, oh, oh! Ciao, mia piccola elfa!» esclamò Babbo Natale.

«Tu sei Margaret, giusto?» le domandò. «Vieni a fare un giro con me, visto che si sveglia!» «Va bene!» pronunciò lei contenta. Margaret si mise scarpe e giubbotto, fecero un giro sulla slitta e mentre volavano Babbo le presentò le sue renne, cioè Donato, Cupido, Saltarello Freccia, Fulmine, Cometa, Ballerina e Rudolph.

Poi le spiegò la storia di ognuna di loro, specialmente quella di Rudolph, la renna guida. Una volta arrivata l’alba, Babbo la riportò a casa e felice Margaret lo salutò e dormì circa altre due ore.

Quando si risvegliò, sì, aveva il suo regalo, ma per ila prossima volta avrebbe chiesto sicuramente un Natale come questo.

Albachiara Partipilo

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