Mikka guardò la lista dei regali: ne mancava solo uno.  Uscì dalla fabbrica per avvisare Babbo Natale che il sacco non era ancora pronto. Era calata silenziosa silenziosa una fitta nebbia che gli offuscava la vista. Quando arrivò alla casa di Babbo, bussò alla porta, anche se era già socchiusa. Niente. Nessun rumore. Una forte raffica di vento spalancò la porta; quello che Mikka vide gli sembrò un incubo: cuscini strappati, sedie rovesciate, pareti graffiate e… una fioca luce proveniente dallo studio. L’elfo si avvicinò e vide una busta da lettera inchiodata al muro. Egli esitò e poi la aprì; all’interno, tutta spiegazzata, vi era una lettera. La srotolò e lesse: “A tutti gli elfi, sono partito in anticipo per la consegna dei regali. Ho preso il sacco”. Firmato: Babbo.

“Oh, no! No, non va bene… per niente!”, imprecò Mikka.

Si recò dalla sua amica, Luisa, che avrebbe saputo dove si trovava Babbo Natale: Luisa era un elfo P.D.B.N. (preferito di Babbo Natale) e quindi conosceva ogni cosa di lui. Lei, però, sapeva solo che B.N. si trovava a Creta in quel momento. A Mikka non restava altra scelta per salvare la situazione: prese il regalo mancante, montò su Cupido, l’unica renna che, casualmente, era rimasta nella stalla, e, salito sul dorso dell’animale, partì al galoppo. Cupido aveva il pelo morbido ma ribelle, gli zoccoli che si muovevano a una velocità incredibile.

“Ecco, guarda, Babbo Natale dona regali nelle case laggiù!”.

Cupido, con un salto, arrivò dove l’elfo gli aveva indicato. Dopo aver consegnato il regalo mancante a Babbo, diventò anche lui elfo P.D.B.N. per il suo atto di coraggio.

Tornato a casa, Mikka si buttò sul suo letto e sprofondò in un sonno felice.

Sofia Carbonara (Scuola Primaria Anna Frank)

Condividi l'articolo: