Nella società di oggi la noia è spesso vista come qualcosa da evitare.
Siamo circondati da stimoli digitali continui: social network, video, messaggi e giochi.

Le nostre giornate sono piene di attività programmate e ritmi molto veloci, e quando c’è un momento vuoto, prendiamo subito il telefono per riempirlo. Concordo, tuttavia, con quanto scritto da Rodrigo Santodomingo per il numero del 5 dicembre della rivista Internazionale, nell’articolo “Il potenziale nascosto della noia” : l’assenza di spazi vuoti può avere conseguenze psicologiche importanti.

Possiamo diventare più ansiosi, dipendenti dagli stimoli, meno pazienti e meno capaci di adattarci alle situazioni esterne a noi.

Dal punto di vista creativo, senza noia è più difficile immaginare e riflettere, non a caso per noi adolescenti scrivere un testo a volte è difficile, perché è come se avessimo poco da dire. Messi di fronte al vuoto, restiamo fermi.

Certo, se dura troppo, la noia può portare tristezza, e senso di inutilità e, soprattutto nei giovani, può favorire l’isolamento.

Secondo me la noia non va eliminata, ma gestita.

Un po’ di noia può aiutarci a conoscerci meglio e a creare, a cercare un equilibrio tra stimoli e momenti di calma.

Davide Rutigliano



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