Territorio e Paesaggio: incontro con il professor Sacha De Giovanni

Nell’ambito del progetto “Parole Verdi”, le classi prime del nostro istituto hanno avuto il privilegio di partecipare a un incontro con il professor Sacha De Giovanni, presidente dell’Associazione Italiana Geografi – sezione di Foggia. Il professore, che è docente universitario di Geografia Economica e Geografia del Turismo presso l’Università degli Studi di Foggia, è un appassionato studioso del rapporto tra l’uomo e il territorio.

La parte più interessante dell’incontro è stata la spiegazione della differenza tra due parole che spesso usiamo come sinonimi, ma che in realtà significano cose diverse: territorio e paesaggio.

Il territorio è un bene comune dell’umanità e non è fatto solo di natura, ma comprende anche tutto ciò che l’uomo ha costruito e trasformato nel corso del tempo: strade, campi coltivati, muretti a secco, città. Possiamo pensarlo come lo spazio in cui viviamo, lavoriamo e organizziamo la nostra vita. Il territorio si misura, si gestisce, si può modificare.

Il paesaggio è invece il “volto” del territorio, cioè ciò che noi vediamo e percepiamo con i nostri occhi e con le nostre emozioni. Quando osserviamo un tramonto sul mare, un uliveto o le grotte di Castellana, stiamo “leggendo” un paesaggio. Il paesaggio non è solo visivo: coinvolge i sentimenti, i ricordi e il senso di appartenenza a un luogo. Per questo due persone diverse possono guardare lo stesso territorio e vivere paesaggi molto diversi. E per questo spesso il paesaggio è ciò che noi sentiamo e chiamiamo “casa”.

In breve: il territorio è la realtà concreta dello spazio; il paesaggio è il modo in cui noi lo percepiamo e lo interpretiamo.

Il professore ci ha spiegato che l’uomo ha sempre modificato il territorio per soddisfare le proprie esigenze. Modificare può significare cambiare o migliorare, e se fatto nel modo giusto può portare grandi benefici: un territorio curato diventa più sereno, confortevole e bello da vivere. Ma la parola chiave è sostenibilità: dobbiamo trasformare il territorio rispettando la natura e pensando anche a chi verrà dopo di noi.

Il professor De Giovanni ci ha parlato anche della Puglia, la nostra regione, ricca di luoghi straordinari. Tra questi, le Grotte di Castellana, uno dei sistemi carsici più famosi d’Italia, e i trulli di Alberobello, le caratteristiche costruzioni a cono in pietra che sono patrimonio UNESCO. Un altro elemento tipico del paesaggio pugliese sono le grandi distese di ulivi circondati da muretti a secco: costruzioni realizzate dall’uomo con le pietre del territorio, senza usare cemento, incastrando le pietre l’una nell’altra. Sono un esempio perfetto di come l’uomo possa trasformare il territorio in modo armonioso.

Il professore ci ha anche parlato delle lame, termine pugliese per indicare i solchi erosivi scavati dall’acqua nel territorio nel corso di millenni. La Lama Balice, ad esempio, si è prosciugata a causa dell’intervento dell’uomo, che ha alterato l’equilibrio naturale di questo corso d’acqua. È un esempio di come le nostre azioni possano avere conseguenze gravi sul territorio. Quando avviene un nubifragio e provoca allagamenti o danni, la prima reazione è spesso quella di arrabbiarsi. Ma il professore ci ha insegnato una cosa importante: dobbiamo arrabbiarci con noi stessi, non con la natura. Gli eventi atmosferici fanno parte del ciclo naturale. Siamo noi esseri umani che, costruendo in modo sbagliato, cementificando i suoli e abbandonando il territorio, lo rendiamo vulnerabile ai fenomeni naturali.

L’incontro con il professor De Giovanni si è concluso con un messaggio semplice ma molto forte: il mondo è un posto meraviglioso, e il territorio è la nostra casa comune. Dobbiamo imparare a vederlo con gli occhi del paesaggio – con curiosità, rispetto ed emozione – e a prendercene cura ogni giorno, con scelte sostenibili e consapevoli.

Angelica Alizzi, Alessia Parise

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