Giorno: Aprile 25, 2026

Quanto mi sento sicura nella mia città

La sicurezza sociale di una città non riguarda solo l’assenza di crimini, ma anche come si sentono le persone che ci vivono, la loro percezione della città stessa.

È quindi un dato soggettivo, che dipende da esperienze personali, notizie e passaparola.

A Bari, questa percezione cambia in base all’orario e alla zona: ci sono aree in cui si può camminare tranquillamente con i propri amici, e altre che “è meglio evitare“, perché pericolose. 

Ne sono degli esempi piazza Umberto, la zona della stazione o alcuni quartieri periferici. 

La situazione peggiora di sera, quando tutto sembra fare più paura ed essere più pericoloso. …

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Non mi sento al sicuro nella mia città

In molti mi chiedono se mi sento al sicuro nel posto in cui vivo e la verità è che a quattordici anni la mia libertà finisce esattamente quando inizia a calare il sole perché muovermi da sola è diventato un esercizio di ansia continua che nessuno di noi dovrebbe conoscere così bene a questa età. 

Prendere il bus dopo un certo orario non è per me qualcosa di normale, ma una sfida, dato che le fermate sono spesso popolate da persone che hanno chiaramente bevuto troppo o che urlano senza motivo rendendo l’aria pesante e facendomi venire voglia di scappare il più lontano possibile.…

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Vivere la propria città senza paura

Negli ultimi anni il tema della sicurezza sociale è diventato sempre più importante, anche all’interno di indicatori come il Global Peace Index. Questo aspetto non riguarda solo i dati oggettivi, ma soprattutto la percezione delle persone. Sentirsi sicuri significa poter vivere la propria città senza paura, e questo dovrebbe essere un diritto garantito, non un privilegio.
Per quanto riguarda la mia esperienza, nella città in cui vivo non mi sento sempre al sicuro, in particolare come ragazza. 

La situazione è più evidente durante il fine settimana, quando, di sera, vado in centro con i miei amici.

Anche in zone frequentate, non necessariamente isolate, provo spesso una sensazione di disagio quando mi trovo da sola.…

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Un mercoledì indimenticabile

Il 15 aprile, nell’Aula Magna dell’Università Aldo Moro, qui a Bari, si è svolta un’esperienza davvero speciale: un incontro-dibattito nel quale sono stati presentati degli “stati ideali”. Tra le classi partecipanti c’era anche la mia, la 3C dell’Istituto Comprensivo Nicola Zingarelli, che ha preso parte con entusiasmo a questo importante evento.

All’inizio ero convinto che sarebbe stato un pomeriggio lungo e piuttosto noioso, invece, già dopo le prima parole dei docenti che ci hanno accolto, qualcosa è cambiato: ho iniziato a sentirmi coinvolto, curioso, quasi sorpreso da quanto stava accadendo intorno a me.

Quello che mi ha colpito davvero è stato il modo in cui, senza accorgermene, sono passato dall’essere distaccato al sentirmi completamente dentro l’esperienza.…

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Prima di parlare ASCOLTA!

Tra le regole del Manifesto delle Parole _o_stili , quella che reputo più importante, è la numero 4 : “Prima di parlare bisogna ascoltare” . Questa regola ci dice implicitamente che nessuno sa tutto e che nessuno ha sempre ragione. 

Bisogna ascoltare con onestà e apertura mentale, con il desiderio dii capire veramente chi abbiamo di fronte, sia pure davanti ad uno schermo. 

Ho scelto questa regola perché ritengo che a volte le persone giudicano senza sapere quali problemi possa nascondere una persona, facendola stare male. Anche molto male, a volte.

Come ci ricorda il Manifesto della comunicazione non ostile, invece, bisogna essere empatici nei confronti degli altri e ricordare che le parole possono essere pietre e, se pronunciate senza ascolto, possono ferire una parte debole dell’animo delle persone. …

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