MYRA SA TUTTO: CONVERSAZIONE CON LUIGI BALLERINI

Il 6 giugno abbiamo incontrato “virtualmente” il dottor Luigi Ballerini, autore del libro di narrativa che abbiamo letto nel corso di quest’anno scolastico: Myra sa tutto

Il libro è ambientato in una realtà distopica nella quale Myra, un’intelligenza artificiale al servizio del Governo, regola la vita di tutte le persone, spiandole continuamente, profilandole, e indirizzandole in tutte le loro scelte, da quelle più banali a quelle più importanti. 

Tutti vivono, dunque, convinti di essere liberi e nel mondo migliore possibile tranne dei ragazzi che, essendosi accorti di vivere “in una bolla”, decidono di uscirne per riconquistare la libertà: tra sogni, amori, litigi lottano per salvarsi da una vita priva di autenticità. Ce la faranno?

Il finale del libro ci ha fatto molto discutere, dal momento che alcuni di noi lo hanno “letto” in un modo, altri in modo completamente diverso.

Abbiamo chiesto lumi a Ballerini, il quale ci ha spiegato che Myra sa tutto, come molti libri, è scritto per metà dall’autore e per metà dai lettori, nel senso che le interpretazioni di ognuno variano in base alla sensibilità e all’esperienza, e sono tutte valide.

Ha aggiunto che ci sono “i bravi scrittori” che già in partenza sanno come sviluppare il racconto in tutte le sue parti, e quelli che si immedesimano nei personaggi e sviluppano la storia passo dopo passo, quasi insieme a loro.

E’ stato molto piacevole parlare con lui, forse anche perché, essendo uno psicanalista, è entrato subito in sintonia con noi, facendoci sentire a nostro agio e apprezzati per tutte le domande che gli abbiamo posto.

Luigi Ballerini è stato puntualissimo e questo ci ha colpito molto favorevolmente: credevamo, infatti, che collegarsi con una classe di ragazzini potesse essere per uno scrittore affermato, semplicemente un fastidioso dovere al quale assolvere; glielo abbiamo anche detto e lui quasi si è sorpreso, rivelandoci che i lettori sono le figure più importanti per uno scrittore, addirittura più dell’editore e del redattore…

Gli abbiamo rivolto le nostre domande.

Una di quelle che più ci interessavano di più riguardava la sua opinione sull’influenza dei social media nella società:  in fondo, è proprio questo il tema centrale del suo romanzo. Ci ha risposto che l’influenza che i social Network esercitano sulle coscienze delle persone è ormai un fatto indiscutibile, tanto che diverse fondamentali scelte, come la Brexit e le elezioni dell’ex presidente degli USA, sono state al centro di inchieste che hanno dimostrato quanto siano state provocate da gestioni “propagandistiche” di dati nel web (in particolare si riferiva allo scandalo della Cambridge Analytica).

A questo proposito, è emerso un altro aspetto molto interessante legato ai condizionamenti che le persone subiscono in diversi contesti. Un nostro compagno, infatti, avendo notato che su diverse copertine dei romanzi di Ballerini è presente un occhio, gliene ha chiesto la ragione. Lui ha risposto che la copertina viene scelta dall’editore e spesso è diversa a seconda del luogo di pubblicazione dell’opera, per via dei diversi “gusti” dei lettori di ciascun paese. Si è soffermato su questo argomento, spiegandoci, cosa che non sospettavamo, quanto siano importanti le copertine dei libri e quanto condizionino il successo o l’insuccesso di una pubblicazione.

Uno di noi ha chiesto se avesse mai pensato di fare di “Myra sa tutto” un film o una serie tv. Lui ci ha detto che nel 2020 il libro è stato selezionato al M.I.A.  tra i migliori 10 prodotti letterari dell’anno e che esiste la possibilità che diventi una serie tv: noi lo speriamo!! 

A proposito, gli abbiamo chiesto se ha in programma un sequel e ci ha sorpreso dicendoci che nel romanzo “Alla seconda umanità”, in un certo senso, vengono svelate le verità riguardanti “la cellula dei dissidenti” di cui, nel finale di “Myra sa tutto”, non si parla. 

Il tempo è trascorso molto velocemente e ci siamo salutati non prima di avergli strappato il consenso ad essere intervistato a settembre per il nostro ZigarelliNews.

A presto, dottor Ballerini!!

Classe 2^C

BANKSY AL TEATRO MARGHERITA DI BARI

Oggi , insieme ai miei compagni di classe, in occasione della tanto attesa gita dell’anno 2021-2022 , ho visitato la fantastica mostra di Banksy, al Teatro Margherita.

La mostra è allestita all’interno di uno spazio espositivo tutto nero, organizzato in piccoli ambienti dalla struttura che mi ha ricordato un piccolo labirinto.

Le opere sono posizionate in vari modi ma ciascuna in giusta evidenza: alcune affiancate da grandi fotografie che le ritraggono sul muro della città nella quale sono comparse per la prima volta.

Ogni opera (o quasi?)  è corredata da una didascalia che ne spiega il significato e ne racconta la storia.

Girando per la sala, si possono anche leggere alcune riflessioni scritte da Banksy  nei suoi libri, molte contro il capitalismo.

Una frase che ha colpito molto sia me che i miei compagni (tanto che abbiamo deciso di fotografarci proprio avendola come sfondo) è questa: non possiamo fare nulla per il mondo finché il capitalismo non crolla, nel frattempo dovremo andare tutti a fare acquisti per consolarci. In fondo, spesso, è proprio quello che facciamo …

Tornando a parlare delle opere, devo dire che ci sono piaciute molto tutte, ma che, da un sondaggio svolto tra noi studenti, le più gettonate sono state le seguenti:

Il lanciatore di fiori.

Rappresenta un uomo che lancia all’aria dei fiori,  simboli di amore  e pacifismo.

È stata prodotta nel 2003 in Palestina tramite stancil.

CND soldier è il suo nome e rappresenta due soldati che dipingono il simbolo della pace.

Sempre per arrivare agli ideali di pace banchi utilizza i topi, simboli del declino della società ed emblema di tutte le pecche dell’umanita, prime fra tutte la guerra e le disuguaglianze.

L’opera “ riguardante i topi “ che più ci ha ispirato è questa :

Abbiamo molto apprezzato anche L’uomo Angelo della polizia: su di esso non si trovano molte informazioni,  ma noi lo abbiamo interpretato come un poliziotto, felice di essere morto per il suo lavoro .

 Ci sono piaciute  molto anche le opere sul tema del punk  e quelle nelle quali vengono ritratte banane al posto di pistole per far capire quanto la guerra sia una cosa stupida, quasi ridicola, se ci si pensa bene.

I miei compagni ed io ci siamo divertiti ad interpretare l’opera nella quale vengono ritratti due uomini vestiti da banana: i due uomini hanno un costume, come se fossero dei bambini, e quindi non certro adatti a fare la guerra  .

Abbiamo particolarmente gradito questo modo dell’autore di dipingere un argomento così serio, ma con ironia.

Anche all’immagine rappresentante il punk, non è stato attribuito un vero significato ma noi abbiamo interpretato così : il ragazzo che ascolta e suona questa musica così forte e da duro viene rappresentato farsi ancora sistemare o vestiti dalla mamma , e questo sottolinea come dietro ad un apparente vero duro ci possa essere ancora un bambino.

Il quadro che abbiamo trovato più significativo  invece è questo : Jack e Jill.

Bansky ha cercato di rappresentare  due bambini con un giubbotto antiproiettile a significare, a nostro parere, la protezione eccessiva che i genitori danno ai figli, talvolta impedendo loro di diventare se stessi.

Per ultimo quadro ho deciso  di trattare del più famoso e anche più bello a parer mio: la bambina col palloncino.

Il palloncino simboleggia la speranza e l’amore  che ci sono ancora ma che questo mondo “ ci sta facendo volare via “ come il palloncino. 

Che dire per concludere questa veloce carrellata: correte a godervi anche voi Banksy!!!

Luca Delle Grazie

A SCUOLA DI CROWDFUNDING

Fino a qualche giorno fa non sapevo cosa fosse il Crowdfunding, e voi lo sapete?

Mercoledì 11 maggio ho avuto l’onore di partecipare alla terza edizione dell’European Crowdfunding Festival, che si è tenuto presso la sala de Trizio dell’Università di Bari, organizzato dalla dottoressa Rosa Porro, esperta di Crowdfunding della stessa Università.

Il Crowdfunding è una raccolta di fondi (realizzata spesso tramite internet, più precisamente grazie a piattaforme on line) di diversa entità, anche piccoli, versati da persone che decidono di prendere parte alla realizzazione economica di un progetto o di un’idea. Tale idea può essere di qualsiasi genere, di solito, però, si tratta di idee innovative oppure a vantaggio di uno o più gruppi di persone.

E’ stato davvero interessante ascoltare i racconti di esperti nazionali ed internazionali che si sono confrontati sulle opportunità che il Crowdfunding offre alla comunità, condividendo le loro conoscenze e soprattutto le loro esperienze sul campo.

Il primo a prendere la parola è stato il professor Luca Sabia, che ha parlato di un aspetto molto  importante: perché qualcuno dovrebbe dare soldi per un progetto di altri? La risposta sembra ovvia (perché gli piace e perché se ne sente parte) ma è proprio lì che sta il cuore di questo strumento che potrebbe sembrare semplicemente di natura economica ma che in realtà funziona solo se le persone “si sentono dalla stessa parte”: un Crowdfundung, insomma, va a buon fine se  i potenziali donatori vengono coinvolti al punto da reputare il progetto tanto utile o anche solo tanto bello da decidere di “adottarlo” e farne parte.

Dopo il professor Sabia ha parlato la dottoressa Elena Sodano, fondatrice di CasaPaese, presso Cicala (Catanzaro), esperta di Terapia Espressiva Corporea. E’ stato appassionante sentire il racconto di come, grazie ad un’azione di Crowdfunding, è nata questa meravigliosa grande casa per persone affette da diverse forme di demenza.

La dottoressa Sodano ha raccontato che cos’è CasaPaese, la grande casa non solo di anziani, ma anche di giovani colpiti dalla malattia, e ha sottolineato che i malati di demenza potrebbero non ricordare fatti, persone, addirittura volti, ma non dimenticheranno mai le emozioni vissute e l’amore ricevuto, quindi è giusto che vivano in un luogo nel quale siano amati e siano liberi di esprimere se stessi, senza essere trattati come persone “che non capiscono”.

Un’altra ospite che mi ha molto impressionato è stata Doa Naqvi, professoressa  indiana che si è soffermata sull’importanza del Crowdfunding per i giovani, i quali, attraverso questo strumento, possono avventurarsi nel territorio inesplorato dell’imprenditorialità per sostenere le proprie iniziative.

Successivamente è arrivato, dico così perché è stato fisicamente con noi, come la dottoressa Sodano, il fondatore di “Produzione dal Basso”, Angelo Rindone, che ha condiviso un’altra esperienza di Crowdfunding: quella che ha riguardato gli innovativi “Vasi di Milano”, apparentemente semplici vasi da balcone, ma che consentono di rilevare la presenza di inquinamento nell’aria. Il racconto è stato entusiasmante! Un gruppo di studenti del Politecnico di Milano ha creato una community e con questa ha condiviso il progetto che è stato poi realizzato grazie alla raccolta di fondi promossa proprio da “Produzioni dal Basso”. Ascoltare Rindone è stato come avere la prova che il ragionamento della Doa Naqvi funziona: il Crowdfunding è davvero un’occasione per i giovani, che spesso hanno difficoltà a far decollare idee valide e innovative!!

Successivamente abbiamo ascoltato il dottor Fabio Viola, esperto di Crowdfunding attraverso la gamification: i videogiochi sono le più efficaci piattaforme partecipative, e vengono utilizzate anche per avvicinare le persone a temi e problemi sociali e indurle a farsi carico di progetti attivi in questi ambiti.

L’ultimo intervento che ho ascoltato è stato quello del professor Massimo Melchiori, che ha parlato di come la comunicazione, se efficace e capace di generare il necessario coinvolgimento dei possibili donatori, rappresenti una delle leve fondamentali a disposizione di chi è interessato a lanciare un’ iniziativa di Crowdfunding.

Insomma è stata una mattinata fuori dal comune, impegnativa, devo ammettere, ma grazie alla quale ho imparato tante cose: spero che queste mie parole aiutino anche i miei amici ad affacciarsi a questo interessante mondo che, chissà, potrebbe rappresentare il nostro futuro!

Arianna Manfredi

Crowdfunding per CasaPaese

Arianna- Il vaso innovativo dei giovani milanesi