DIECI RAGAZZE PER ME

Dieci ragazze per me della scrittrice Florisa Sciannamea è una raccolta di brevi racconti che ha come tema principale la donna, di cui prende in considerazione le numerose e varie sfaccettature. Protagoniste dei dieci racconti sono, infatti, dieci “ragazze” e le loro vite. Con il titolo, come si potrà leggere dall’intervista che le abbiamo rivolto, l’autrice intende fare volutamente riferimento alla canzone “Dieci ragazze per me” di Lucio Battisti.

Ma lasciamocelo dire dalla stessa Florisa…

GIORNALISTI: Questo libro parla di tante donne che hanno vissuto una vita particolare. Come definirebbe le sue protagoniste in una sola parola?

FLORISA SCIANNAMEA: Per definire queste donne ci vorrebbero tantissimi aggettivi, ma penso che “uniche”, “normali” e “speciali” siano quelli perfetti.

G: A quale di loro è più affezionata?

F: La donna a cui tengo di più è certamente Faduma, perché ho avuto la fortuna di conoscerla e di starle vicino anche in momenti particolari come il giorno dopo il parto del suo secondo figlio, ma anche perché era una ragazza dolce, affettuosa e gentile.

G: C’è qualcuna che le assomiglia?

F: Mi assomiglia molto Maria Pugliese, la mia professoressa di storia dell’arte, perché condivido pienamente il suo concetto di bellezza, che non si riferisce all’apparenza esteriore ma alla bellezza interiore.

G: Il titolo del suo libro ricorda una canzone di Lucio Battisti.

F: Sì, certo. E’ proprio dalla quella canzone che ho preso spunto. “Dieci ragazze per me” mi ha fatto riflettere molto. Quando ascoltai per la prima volta decisi di scrivere un libro partendo dal suo titolo e ci sono riuscita!

G: Benissimo, ora parliamo un po’ della sua carriera di scrittrice. Dove trova l’ispirazione per i suoi fantastici libri?

F: Dagli avvenimenti di tutti i giorni. Li trasformo, certo, ma non del tutto, in modo da renderli immaginari quel tanto che basta a renderli affascinanti e in modo che abbiano una morale sottintesa, così come ho detto prima riguardo alla canzone di Battisti.

G: Come è cambiata la sua vita scrivendo?

F: E’ migliorata. Grazie ai libri posso esprimere la mia opinione, i miei pensieri, le mie emozioni; posso condividere me stessa e magari “parlare” indirettamente a chi mi legge.

G: Lei ha studiato al Liceo Artistico e poi all’Accademia delle Belle Arti. Come ha scoperto la vena della scrittura?

F: In realtà la mia prima ambizione non era quella di scrivere e pubblicare libri o di essere conosciuta come scrittrice. Io amavo (e amo ancora tantissimo) disegnare e sapevo di avere un certo talento in questo. Perciò solo tardi ho provato a scrivere qualcosa, senza mai pubblicare peraltro, perché avevo paura. Con il passare del tempo la paura è sparita (non del tutto, ma quasi), mi sono fatta coraggio e mi sono lanciata in quest’altra avventura. Ho deciso così di scrivere dei veri e propri libri (inserendo anche un pezzo del mio cuore, i disegni) e, quando ho trovato degli editori interessati al mio lavoro, di pubblicarli.

G: Quando scrive un libro, ha già tutta la storia in mente o la elabora strada facendo?

F: Prima di cominciare la storia creo un piccolo bozzetto in mente sull’argomento che devo trattare, poi strada facendo penso ai personaggi (nome, caratteristiche fisiche, carattere, funzione nella storia) e ai luoghi dove ambientare le storie.

G: Che sensazione si prova dopo aver scritto un libro?

F: Si prova felicità e soddisfazione, ma anche paura di sentire, leggere, ricevere dei commenti negativi riguardo quello che hai scritto.

G: Lei ha partecipato a molti incontri con molti alunni di tutte le età: che cosa le hanno trasmesso questi incontri?

F: Mi hanno arricchito e incuriosito: ogni singolo alunno esprime opinioni, pensieri, stati d’animo tutti suoi, uno diverso dall’altro e uno più unico dell’altro. Mi hanno fatto riflettere molto.

G: Insomma, si impara anche dai più piccoli …

La ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato. Prima di salutarla le chiediamo un’ultima cosa: se potesse lanciare un messaggio ai suoi lettori, e in particolare ai ragazzi dell’Istituto Zingarelli, che cosa direbbe loro?

F: Augurerei loro di riuscire ad evitare nella propria vita sia i rimpianti sia i rimorsi. E li incoraggerei a vivere sempre in maniera coerente con le proprie idee, con le proprie passioni e il proprio modo di essere per non tradirsi mai.

Alice Frigerio, Luca Lo Presti