LA MODA A SCUOLA… COSA NE PENSANO I PROF?

Ciao! Vi siete mai chiesti cosa ne pensano della moda gli insegnanti della nostra scuola? Bene, perché oggi vi porterò dai miei professori e a loro chiederò di rispondere a qualche domanda sull’abbigliamento degli alunni. Il tema della moda è da sempre al centro di numerosi dibattiti e chi meglio di chi ci osserva quasi ogni giorno a scuola può offrirci delle soluzioni. 

Si parte subito con le domande dirette alla prof Bianco, Sallustio e Di Liso […]

Professor Di Liso, secondo lei come si vestono gli alunni?

“Ogni alunno ha il suo stile” commenta il prof di italiano, aggiungendo che “la maggior parte degli alunni veste in modo sportivo ma anche casual”. Professoresse, vale lo stesso anche per voi?

“Scegliere i vestiti è qualcosa di personale ma allo stesso tempo accomuna più persone. Ci sono ragazzi che indossano felpe con cappuccio, sneakers e indumenti firmati da aziende note come Adidas e Nike, altri che non badano più di tanto a quello che indossano. 

Un pensiero che condivido anche io. Grazie professori. E adesso passiamo alla professoressa Romanazzi e alla professoressaPasquale. Secondo voi, come dovrebbero vestirsi gli alunni a scuola?

“Beh, diciamo che il punto chiave è che dovreste vestirvi in modo semplice e adeguato a scuola, cercando di non essere troppo appariscenti e mantenendo uno stile sobrio. Ci riferiamo soprattutto a chi per seguire le ultime mode indossa abiti poco adatti soprattutto nel periodo estivo”

Magari qualcuno leggendo l’articolo imparerà a non commettere questi errori. Ringraziamo le due prof e chiudiamo l’intervistacon la professoressa Sapia e la professoressa Papagna. Qual è secondo voi il look perfetto per un ragazzo della nostra età a scuola?

“L’ideale sarebbe vestirsi in modo sportivo, ma con un tocco di originalità. Indossare vestiti comodi e scarpe da tennis, facendo emergere la propria personalità.

Un ottimo consiglio.

Così si conclude questo mio articolo sulla moda della scuola, con la speranza sia di poterlo ampliare in futuro, magari intervistando anche tutti gli altri professori, sia nostri lettori possano ascoltare i consigli dei miei prof.

Marisol Lazazzera

INCONTRO FRA REALTÁ DIFFERENTI

Gli alunni dialogano con
il rifugiato Hashim Frought

Il 15 ottobre, un gruppo di alunni delle classi seconde dell’Istituto Nicola Zingarelli di Bari ha incontrato, attraverso la piattaforma elettronica Zoom, il rifugiato afgano Hashim Frought, un’esperienza emozionante che ha colpito molto sia i ragazzi che i professori!

Hashim ha raccontato le difficoltà del viaggio che ha intrapreso qualche anno fa per lasciare il suo Paese di origine, per scappare dalla guerra e trovare un posto in cui vivere meglio.

Ha raccontato dei molteplici paesi che ha dovuto attraversare prima di arrivare in Italia, nella città di Bari, dove ha trovato una nuova famiglia pronta ad accoglierlo. Hashim ha testimoniato le terribili realtà dell’Afghanistan e le criticità delle condizioni di vita

Hashim ha raccontato della vita terribile di bambini e adolescenti afghani: i bambini sono costretti a studiare per le strade, invece che stare in edifici scolastici adeguati all’apprendimento, cosa che a noi sembra scontata!!!

 Inoltre, per andare a scuola, devono percorrere tanti km a piedi, spesso vedendosi costretti a superare degli ostacoli.

I ragazzi subiscono le conseguenze della guerra sul loro corpo, perdendo addirittura alcuni arti e i piccoli studenti sono costretti a maneggiare armi, anche durante le ore di studio, per la paura di un attacco improvviso.

Hashim ha quindi raccontato la condizione delle donne afgane che hanno un ruolo quasi inesistente nella società

Purtroppo, le ragazze hanno possibilità di studiare solo fino all’età di 13 anni. Superata questa età, sono costrette a rimanere nelle proprie abitazioni per prendersi cura della famiglia e della casa.

Hashim ha confidato che i suoi sogni più grandi sono: tornare nel Paese di origine per rivedere i genitori e fratelli, e andare in Norvegia per riabbracciare sua moglie e vivere lì la sua vita insieme alla sua nuova famiglia, nonostante il forte legame con Bari e le persone che lo hanno supportato nei momenti difficili.

Ciò che più ha colpito i ragazzi è che Hashim, pur portando con sé il peso delle sue esperienze in Afghanistan, ha sviluppato una passione per la poesia che per lui rappresenta un rifugio e un momento durante il quale si allontana dai pensieri negativi, dando voce al proprio cuore.

Ha anche scritto alcuni componimenti che ha recitato.

Questo incontro ha lasciato un grande tesoro nei ragazzi, aprendo loro la mente sulle realtà che ci sembrano tanto lontane… ha insegnato che la bellezza della poesia ci può salvare dall’orrore e dalle paure! E ancora, che nascere in un paese in guerra, non vuol dire non avere un posto nel mondo!

Che, anche quando tutto sembra finito, non bisogna perdere la speranza… perché ci sarà sempre un posto nel mondo dove incontrare qualcuno pronto a dare una mano e a regalare un sorriso.

Beatrice Stallone
Mattia Sbiroli

UN PICCOLO VIAGGIO ATTRAVERSO LA GINNASTICA RITMICA

Siete pronti per fare una piccola escursione all’Angiulli? Seguitemi!
La Società Ginnastica Angiulli è un’associazione sportiva fondata a Bari nel 1906 e sono davvero
tanti gli sport che si praticano qui: basket, calcio, judo, karate, lotta, pesistica, pattinaggio, tennis,
ginnastica artistica e ritmica. Oggi vi porterò ad esplorare il mio sport preferito: la ginnastica
ritmica!
La ginnastica ritmica è una disciplina della ginnastica ed uno sport olimpico principalmente
femminile, di squadra o individuale.
Ma torniamo a noi … mi sto avvicinando al gazebo della ginnastica ritmica: è davvero gigante e
ospita tante giovani atlete che si allenano felici!!
Da quest’anno anche io, dopo tanti anni di danza, ho deciso di praticare questa disciplina e, ogni
volta che inizio la lezione, provo felicità, gioia ed entusiasmo poiché è il mio vero desiderio da
quando ero piccola.
Essere entrata nella squadra di ginnastica ritmica per me è stato un sogno che si è realizzato ed
anche quando sono a casa a volte mi capita di andare da una stanza all’altra facendo le ruote
oppure di ripetere le materie orali di scuola facendo la verticale!
Per praticare la ginnastica ritmica si utilizzano diversi attrezzi, quelli fondamentali sono: il cerchio,
la palla, il nastro, la corda e le clavette. Il mio strumento preferito è il nastro e, anche se
quest’anno la nostra insegnante sta dando priorità alla palla, so che presto arriverà anche ilsuo
momento!!.
Ora che sono qui vicino al gazebo della ginnastica ritmica ed osservo le mie compagne di corso al
lavoro, finalmente, comprendo qual è la cosa che mi entusiasma di più e che mi ha coinvolto così
tanto: è lo spirito di squadra! Infatti, noi non siamo solo compagne di corso, ma ci aiutiamo e ci
supportiamo sempre, non è solo importante che ognuna di noi sia brava, ma la cosa più
importante è che tutta la squadra raggiunga gli obiettivi che l’insegnante ci assegna. Ci sentiamo
davvero parte di un’unica “famiglia” e anche quando siamo davvero stanche, dopo tante ore di
allenamento, siamo comunque sempre felici. Nei prossimi mesi parteciperemo anche a delle gare
e sono sicura che per me sarà un’esperienza unica.
Auguro davvero con tutto il cuore ad ogni ragazza e ad ogni ragazzo di praticare uno sport che gli
faccia battere il cuore e… tutti per uno, uno per tutti!!!

Greta Feroni

Marvel, la storia di un mito

Siamo a New York, nel 1939, pronti ad assistere alla nascita, quasi casuale, di una casa editrice che, inizialmente piccola, è diventata una delle più importanti al mondo: la Timely Pubblications. La storia di questa nascita è divertente e imprevista e merita di essere raccontata. 

Un piccolo editore, chiamato Frank Torpey, decide di pubblicare un fumetto di otto pagine dedicato a Namor, il principe di Atlantide. Il fumetto, però, non piace a nessuno e i numeri successivi non escono proprio.

A salvare dalla disperazione Torpey arriva un altro editore, Martin Goodman, che ha intenzione di lanciare una rivista a fumetti e quindi contatta Torpey per rilevare la sua attività, acquistando tutto il materiale prodotto fino a quel momento. Goodman riprende la pubblicazione della rivista di Torpey sotto il marchio Timely Comics, cambiandone il titolo: nasce così la rivista “Marvel Comics”. 

Per molti anni è Goodman a creare i tanti eroi e personaggi che affiancano Namor: La torcia umana, Angel, Ka Za e, durante la Seconda Guerra Mondiale, anche Capitan America, l’eroe patriottico che tutti ancora conosciamo e amiamo. E’ un successo strepitoso! 

Dopo un po’ di tempo, però, alcuni personaggi smettono di essere prodotti, perché il pubblico è cambiato e non li segue più. 

Nonostante il grande successo, la Marvel fino al 1961 è ancora seconda rispetto alla DC Comics, che, fin dagli anni 40, è stata leader indiscussa delle pubblicazioni a fumetti. 

Nel 1960 Goodman assume come tuttofare un nipote, Stanley Lieber, che in seguito comincerà a scrivere sceneggiature per le storie a fumetti e che, come i suoi personaggi, si trasforma presto in un supereroe: Stan Lee. 

Stan Lee non è solo uno sceneggiatore, ma diventa ben presto il direttore che porta la Marvel al successo planetario attuale. 

E’ lui a lanciare una linea di fumetti di genere supereroico, che esordisce nel 1961 con I fantastici quattro, creati insieme al disegnatore Jack Kirby. A differenza dei personaggi della DC, i nuovi personaggi Marvel non sono solo supereroi che combattono il crimine, ma soprattutto scienziati, esploratori, astronauti, detti Imaginauts (immaginauti) che aprono la Age of Marvels, l’Era delle meraviglie. 

Nel 1962 nascono altri due personaggi che cambiano ulteriormente l’idea dei supereroi: Spiderman, un adolescente che acquista super poteri casualmente, per colpa del morso di un ragno, e Hulk, uno scienziato che diventa mostruoso, verde e fortissimo, a causa di un incidente nel suo laboratorio. Questi due personaggi fanno capire che, a differenza dei 

personaggi DC, non si diventa supereroi per scelta, ma perché si è destinati a diventarlo. 

Nel 1963 nasce l’Universo Marvel, cioè un universo narrativo in cui vivono tutti i personaggi Marvel, che, a differenza dei personaggi DC che si incontrano solo nella Justice League, interagiscono tra loro, creando tantissimi crossover tra le varie serie. Nello stesso anno nascono anche gli Avengers. 

Dal 1966 Stan Lee e Jack Kirby vengono affiancati da altri sceneggiatori e disegnatori. 

Nel 1969 in America cominciano a calare le vendite di fumetti e questo porta a una crisi di tutto il settore. La Marvel negli anni 70 comincia a pubblicare anche fumetti di altro genere, come horror, avventura, arti marziali. 

Negli anni 80 pubblica Transformers e G.I. Joe, ma i supereroi sono ancora in crisi. 

Nel 1996 rischia il fallimento, ma negli anni 2000 è acquistata dalla Disney, che rilancia tutto il Marvel Universe (a partire dalle grandi saghe cinematografiche, che fanno da tramite a fumetti e merchandising) portando la Marvel al successo mondiale di oggi. 

E per il futuro … ci aspetta una nuova era!

Andrea Moleas

ALL’OPEN DAY DELLA ZINGARELLI C’E’ ANCHE IL GREEN

Il 20 novembre è stata organizzata una giornata di accoglienza dei bambini provenienti dalle quinte classi
delle scuole elementari della città di Bari, per presentare loro le attività che si svolgono presso l’istituto
Nicola Zingarelli di Bari.
Noi alunni della classe II H, per l’occasione, abbiamo realizzato cartelloni sul tema dei cambiamenti
climatici, che sono stati oggetto di studio nell’ambito dell’UDA trasversale di educazione civica, con la
prof.ssa Elisabetta Troccoli.
Abbiamo, inoltre, confezionato coccarde, segnalibri e sacchetti con semi di piante di vario tipo, come regalo
da dare ai piccoli visitatori.
I bambini, da noi accolti con un caloroso benvenuto, hanno mostrato da subito curiosità ed entusiasmo per
i vari stand che esponevano materiale scolastico, allestiti da noi ragazzi.
La postazione della classe II H, in particolare, presentava 1 gioco interattivo ed un fumetto, entrambi
sultema dei cambiamenti climatici.
Il gioco consiste in una Escape Room e si chiama: “Fai la differenza”, traendo spunto dalla frase di Greta
Thumberg nel libro dal titolo “Nessuno è troppo piccolo per fare la differenza”. Oltre a divertire ed
appassionare, esso vuole anche insegnare ad essere bravi cittadini e amici dell’ambiente. Si articola in 4
missioni, ognuna con 5 domande tra cui 2 sbagliate e 1 corretta, superate le quali, si vince una meravigliosa
medaglia di bravo cittadino.
Molti bambini hanno giocato alla Escape Room con il nostro supporto e sono arrivati fino in fondo,
superando le missioni e vincendo il premio che siamo stati orgogliosi di consegnare a tutti loro.
Abbiamo mostrato, in questo modo, come si lavora qui alla Zingarelli, quanti progetti riusciamo a realizzare,
oltre al percorso curriculare e quanto veniamo stimolati a produrre idee e utilizzare la tecnologia.I bambini
hanno manifestato entusiasmo ed interesse verso il gioco e le altre attività presentate e abbiamo anche
sensibilizzato tutti loro al tema dei cambiamenti climatici.
E’ stato divertente anche per noi ragazzi, che ci siamo sentiti adulti, maturi e soddisfatti del nostro duro
lavoro, compensato dai sorrisi dei bambini!

Mattia Sbiroli e Beatrice Stallone

Mensa di S. Annibale: la bellezza di un semplice gesto

Riso, biscotti, salsa e pasta, sono solo alcuni degli alimenti donati dagli studenti del I.C. Nicola Zingarelli di Bari agli ospiti della mensa di S. Annibale nella parrocchia del Villaggio del fanciullo della città.

Come afferma Sebastiano G.: “É stata un’esperienza davvero formativa perché ha insegnato molto a tutti coloro che sono stati presenti”.

L’iniziativa “Agire per cambiare” è partita su invito di alcune insegnanti della scuola che hanno proposto agli alunni di tutte le classi dell’istituto di partecipare attivamente ad una raccolta di alimenti che sarebbero stati poi consegnati dagli alunni stessi e dalle loro famiglie alla mensa di Sant’Annibale di Bari.

È partita così una corsa alla solidarietà a cui tutti gli alunni dell’Istituto stanno contribuendo con entusiasmo, non solo portando viveri, ma anche realizzando cartelloni e simboli colorati arricchiti da messaggi di speranza che verranno appesi nella sala da pranzo e i volontari della mensa inseriranno nelle “buste d’asporto” da consegnare.

8 ottobre: I ragazzi della “partenza”

É stato bello per gli alunni partecipare attivamente, smistando il cibo su vari tavoli e rivolgendo le proprie domande ai sacerdoti e ai volontari che, a loro volta, erano molto felici di rispondere.

Tanto è stato il desiderio di aiutare il prossimo che alcuni alunni hanno ritenuto bello e, soprattutto utile, regalare numerosi pacchi di mascherine, perché non sempre sono alla portata di tutti.

“Non è stata soltanto una giornata formativa – afferma Chiara T. – ma una giornata molto produttiva dal punto di vista dell’anima. Un’esperienza stupenda.”

“I senza tetto non sono  persone pericolose o incapaci – come dichiara Giulia G. – ma semplicemente persone che hanno bisogno di aiuto.”

Un viaggio nella solidarietà che accompagnerà gli studenti dell’I. C. Nicola Zingarelli per tutto l’anno scolastico. Un modo per dare l’opportunità agli alunni e alle loro famiglie di offrire il proprio contributo da bravi cittadini, per crescere INSIEME.

Giulia Della Marca