LE FAKE NEWS

Le fake news si sono molto diffuse ultimamente, soprattutto a causa della tecnologia usata in modo scorretto. In internet e sulle piattaforme online, infatti, le fake news si diffondono in modo sempre più frequente e rapido. Apparentemente esse hanno tutto l’aspetto di notizie autentiche, ma in realtà vengono diffuse non per informare, bensì per manipolare l’opinione pubblica e suscitare reazione come la paura e l’insicurezza.
Ma come facciamo a distinguere una notizia falsa da una vera? 

A scuola stiamo appunto trattando questo argomento: gli insegnanti ci hanno consigliato di verificare la credibilità delle affermazioni di fronte alle quali ci troviamo e i siti da cui provengono per smascherate le “bufale” come, ad esempio, quelle che sono circolate in questi anni di pandemia sul covid-19 (per esempio, “bere un bicchierino di liquore a base di sambuco, o un caffè corretto al liquore di sambuco,  protegge dal Covid-19”; oppure “è inutile vaccinarsi contro SARS-CoV-2 e anche fare il richiamo con la terza dose di vaccino perché ormai circola solo la variante Omicron che non è pericolosa”; oppure “più ci vacciniamo più aumentano le varianti del virus”, o ancora “se mangio più proteine produco più anticorpi e potenzio le difese immunitarie” e tantissimi altri).

E’ importante sviluppare lo spirito critico e imparare a distinguere i fatti dalle opinioni, così come è indispensabile chiedersi da dove provengono le informazioni, chi ha scritto e pubblicato la notizia, se essa è neutrale o se nasconde il messaggio che qualcuno vuole diffondere servendosene; se l’argomento è riportato anche su altri canali noti e seri e in quale formato (news, reti sociali, YouTube, servizi di messaggeria) è stata pubblicato, ecc.

Concludo dicendo che ho deciso di scrivere questo articolo perchè vorrei far capire ai ragazzi, ma anche agli adulti, che non tutto quello che leggiamo/sentiamo è verità.

Claudia Fortini

Photo de Guerre

La Guerre est cruelle!
Pauvre Ukraine,
dans les rues détruites et désolées,
Les Mères échappent pour protéger leurs Enfants 
Les Pères  se battent  pour la Patrie.

La Guerre est ruine,
Air froid et humide ,
Partout sang et poudre,
Cris suffoqués par la peur 
Des chars qui avancent ,
Les femmes pleurent la mort de leurs maris 
De leurs fils , de leurs amis.

La guerre est  folie 
La négation absolue de la vie
Qui mène à la mort et à la fin.
La guerre est la  débacle des Peuples.

Traduzione

Foto di guerra


La Guerra è crudele!
Povera Ukraine, 
per le strade distrutte e desolate,
Le Madri fuggono per proteggere i loro figli,
i Padri combattono per la loro Patria.


La Guerra è rovina, 
l’aria fredda  e  umida,
ovunque sangue e polvere,
grida soffocate dalla paura
dei carri armati che avanzano,
le donne piangono la morte dei loro mariti, 
dei loro figli, dei loro amici.


La guerra è follia,
negazione assoluta della vita
che conduce alla morte, alla fine.
La guerra è la sconfitta dei Popoli.

Francesco Dambruoso (disegno di Gaia Brunetti)

Réflexions

Quand les immeubles s’effondrent,
Quand les vies s’éteignent,
Quand les larmes remplacent les souris 
C’est la guerre.


Et si tout ça ne suffit pas
à la rendre intolérable,
Et si quelqu’un pense
Qu’on peut trouver 
Quelque chose de positif 
Dans la mort d’innocents …


Il faut réfléchir 
Sur la Paix, sur la Guerre,
Sur la Liberté , sur l’Égalité
Et Il faut comprendre
Que si nos Valeurs disparaîssent ,
Il est plus difficile d’espérer dans un avenir meilleur.

Traduzione

Riflessioni

Quando i palazzi crollano
Quando le vite si spengono
Quando le lacrime sostituiscono i sorrisi
É la guerra.

E se tutto ciò non basta
A renderla inaccettabile,
e se qualcuno pensa 
che si possa trovare 
qualcosa di positivo
nella morte di innocenti…

Bisogna riflettere
Sulla Pace, sulla Guerra,
sulla Libertà, sull’Uguaglianza,
E bisogna comprendere 
Che se  i nostri valori spariscono
È più difficile sperare in un avvenire migliore.

Alberto Spagnolo (disegno di Gaia Brunetti)

EVOLUZIONE IN AZIONE 5

5. DIVERSI CASI DI EVOLUZIONE: UCCELLI

Gli uccelli dei nostri giorni come i passeri, i piccioni, le ghiandaie, i polli e i tacchini discendono tutti da Dinosauri, per la precisione dai Teropodi Aviani, ovvero dinosauri con sembianze da uccello e, cosa importantissima, dotati di piume!
I dinosauri, quindi, non erano come quelli di Jurassic Park, che certo è un film stupendo ma sicuramente non affidabile dal punto di vista scientifico.
Il vero Velociraptor Mongoliensis era così e non così.

Ora, giustamente, vi stareste chiedendo: “Ma i dinosauri non si erano estinti?”
I dinosauri aviani non si sono mai estinti, o meglio non si è estinta la maggior parte di loro! I superstiti all’impatto dell’asteroide sono sopravvissuti fino ai giorni nostri e sono i progenitori delle colorate creature che popolano i nostri giardini e non solo.

Evoluzione ghiandaia azzurra (Senocita Crestata)

5.1 E’ GIUSTO DIRE “CERVELLO DI GALLINA”?

Il corvo della Nuova Caledonia (Corvus Moneduloides) ci dà una risposta ben chiara a questa domanda: “No”. Recenti studi affermano che questo volatile ha un numero di neuroni più denso rispetto agli altri uccelli. Come suggerisce il nome, questo corvide vive in Nuova Caledonia e numerose testimonianze di studiosi dell’argomento ci riferiscono la sua innata intelligenza: molti hanno affermato di aver visto questi animali intenti a catturare larve dai tronchi degli alberi, utilizzando bastoncini dalle specifiche caratteristiche, evidentemente atte a diversi scopi! Alcuni bastoncini erano, infatti, seghettati e adatti all’attaccamento con la larva predata, altri erano più sottili, ricurvi e appuntiti, utili, invece, al logoramento dei frutti.

In generale tutti i corvi hanno gradi di intelligenza superiori alla norma, tanto è vero che sono tra i pochi animali in gradi di organizzare veri e propri funerali.
Ecco i passaggi del rito:

  1. uno stormo osserva un cadavere;
  2. lo stormo si posa più vicino possibile al cadavere;
  3. lo stormo gracchia disperato come piangendo, finché qualcosa non li spaventa.
    Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto i miti sugli animali, in questo caso sui corvi, considerati “porta sfortuna” oppure “presagio di morte”, siano stupidi ed insensati.

5.2 RETTILIANI…? SUL SERIO?!
LE TEORIE PIU’ STRANE RIGUARDO L’EVOLUZIONE

E se i dinosauri non si fossero mai estinti? Vi siete mai fatti questa domanda? Io sì, molte volte: mi sono informato, ho letto qualche articolo e ho visto qualche video su Youtube e su Discovery Channel. Sono stato fortunato, lo ammetto, perché ho trovato una risposta alle mie domande, ma, certo, sono rimasto davvero sopreso quando ho visto le fotografie che vi mostro qui sotto.

Questa sorta di alieno/rettiliano sarebbe l’attuale Troodon evoluto.

Per chi non sa cos’è un Troodon, si tratta di un dinosauro teropode aviano molto simile al suo cugino più famoso, il Velociraptor Mongoliensis.
Il Troodon era, per quanto ne sappiamo, molto intelligente vista la grandezza del suo cervello in relazione al corpo e ai ritrovamenti fossili. Questi ultimi testimoniano la presenza di rametti in bocca all’animale, che, quasi certamente, li usava come utensili, proprio come fa il corvo della Nuova Caledonia di cui vi ho parlato nel paragrafo precedente.
La scultura umanoide dell’immagine è opera del paleontologo canadese Dale Russel, venuto a mancare 3 anni fa. Il suo modello è frutto di diverse convinzioni per niente affidabili. Russel pensava che l’Evoluzione fosse finalizzata a rendere più intelligente possibile l’organismo in questione, ovvero che quell’organismo si avvicinasse sempre di più a noi: la razza Umana. Quindi, concludendo, pensava che le diverse caratteristiche del Troodon potessero convertirsi in una sorta di corpicino bipede ed umanoide molto simile a un rettiliano, ovvero una sorta di uomo-rettile personaggio delle fantasie metropolitane.

Giovanni Deperte

P. S.: ESSENDO ORMAI GIUNTO ALLA FINE DEL MIO RACCONTO A PUNTATE, VORREI PRIMA DI TUTTO RINGRAZIARE CORDIALMENTE CHI LO LEGGERA’ E LO CONDIVIDERA’ SU ZINGARELLINEWS.IT.

SPERO CHE CON “EVOLUZIONE IN AZIONE” ABBIA IMPARATO NON SOLO COS’E’ L’EVOLUZIONE, MA ANCHE A VOLER BENE A CHI L’HA STUDIATA PER NOI, A ME CHE VE L’HO RACCONTATA, E SOPRATTUTTO A CHI L’HA VISSUTA.

GRAZIE A TUTTI!

EVOLUZIONE IN AZIONE 3- LA STORIA DELL’EVOLUZIONISMO: le prime intuizioni.

3.1 De Lamark: il fondatore dell’Evoluzionismo

L’evoluzionismo è la scienza che motiva l’evoluzione.  Il primo a pensare che le forme di vita abbiano avuto dei cambiamenti durante la loro esistenza fu J. Baptiste de Lamark (Bazentin 1744- Parigi 1829) che sostenne la sua idea in base a tre idee guida:

1.la grande varietà di viventi adattatasi al proprio habitat;

2.l’ereditarietà dei criteri acquisiti che riguardava l’animale e la sua prole lasciandovi le proprie caratteristiche;

3.l’uso e il non uso degli organi, come per esempio il lungo collo della giraffa che gli serve per cibarsi delle fronde più alte.

3.2 Darwin: il naturalista esploratore

Diversi anni dopo de Lamark emerse un nuovo evoluzionista: Charles Darwin (Shrewsbury 1809-Downe 1882). Nel 1831 il giovane Charles si imbarcò, a soli 22 anni, sul Beagle (una navetta militare britannica) per una spedizione verso il Sud America. Del suo lungo viaggio gradì soprattutto la sosta nell’arcipelago delle Galàpagos. In questo suo tragitto fece delle considerazioni a mio avviso molto interessanti, annotò la somiglianza tra un fossile di gliptodonte (sottospecie di armadillo primitivo) e un armadillo odierno, la presenza delle magnifiche testuggini giganti delle isole circonstanti (Chindolos Niger), gradì soprattutto la fermata nell’arcipelago delle Galàpagos. In questo suo tragitto fece delle considerazioni a mio avviso molto interessanti, annotò: la somiglianza tra un fossile di gliptodonte (sottospecie di armadillo primitivo) e un armadillo odierno, la presenza delle magnifiche testuggini giganti delle isole circonstanti (Chindolos Niger),

 e la presenza di diversi tipi di fringuelli (appartenenti alla sottofamiglia degli Geospini), tutti molto simili tra loro ma con becchi diversi l’uno dall’altro.

Il primo, dal becco più grosso, si è adattato a frantumare noci e altri frutti dalla spessa copertura, mentre l’ultimo di questi fringuelli ha un becco più fragile ed appuntito adatto alla cattura degli insetti.

                          

La teoria evoluzionistica, che trascrisse anche nell’Origine delle Specie il saggio scientifico più tradotto della storia, prevedeva diversi punti principali:

  1. variabilità dei caratteri;                      
  2. eredità dei caratteri innati;
  3. adattamento all’ambiente;
  4. lotta per la sopravvivenza;
  5. selezione naturale e isolamento geografico.

Giovanni Deperte

L’Origine delle Specie di Charles Darwin (1859)

NOSTALGIE CALCISTICHE #2

La Bari della Meravigliosa Stagione Fallimentare

Una squadra senza soldi ad un passo dalla Serie A

Bentrovati, lettori di Zingarellinews!

Oggi voglio raccontarvi un altro capitolo della Bari, che certamente per alcuni di voi sarà molto interessante e che forse vi farà tornare in mente alcuni momenti passati con l’orgoglio di essere un tifoso barese.

Non sono qui per fare la solita analisi del campionato, assolutamente no: rischierei di diventare  noioso non solo per chi legge, ma anche per me che scrivo. Piuttosto voglio raccontarvi una storia, o meglio una favola, perché questa storia ha un morale, un insegnamento; una storia ricca di emozioni, vittorie e sconfitte, la storia di una squadra senza soldi arrivata ad un passo dal paradiso, ad un passo dalla Serie A.

  1. Inizio della storia

La nostra favola inizia in una calda e afosa estate, cosa che a Bari non è una novità. Ci troviamo nel 2013 e la società biancorossa, dopo la retrocessione in Serie B e lo scandalo del calcioscommesse, (di cui vi ho già raccontato nel mio precedente articolo, che vi invito a leggere se non l’avete ancora fatto) non gode di una buona salute finanziaria. Il presidente Vincenzo Matarrese prova a risollevarne le sorti vendendola, ma non ci riesce. Intanto la società barese ingaggia un nuovo allenatore, Carmine Gautieri (che però, diciotto giorni dopo la sua firma, lascia la panchina biancorossa a causa di motivi familiari) e affida la panchina a Roberto Alberti e Nunzio Zavettieri, due nomi che resteranno nel cuore della tifoseria biancorossa. La squadra comincia la stagione con tanti problemi e parte svantaggiata, perché viene penalizzata di 3 punti ancor prima dell’inizio.

  1. Fallimento dentro e fuori dal campo

La prima vittoria arriva un po’ in ritardo, alla 4° giornata, dopo due pareggi e una sconfitta, dopodiché  il campionato continua con alti e bassi senza che si mostri una chiara idea di gioco. Quando inizia il girone di ritorno si cominciano a vedere i primi veri problemi: la Bari perde due partite consecutivamente contro la Reggina e il Brescia, ma soprattutto perde 4-0 contro il Modena, una vera e propria umiliazione che porta i biancorossi in zona play-out.

Fuori dal campo, dopo le dimissioni del presidente Vinella, i tifosi temono il fallimento e la loro paura diventa realtà quando il 10 marzo 2014 viene dichiarato il fallimento della società, affidata a due curatori fallimentari.

  1. Il miracolo

Ma torniamo in campo: la squadra del duo Alberti-Zavettieri comincia a collezionare vittorie su vittorie, sostenuta dal suo pubblico che insieme ai calciatori non vuole deludere la città,  qualunque sia il futuro del club. La Bari, grazie a sette risultati utili consecutivi, riesce ad uscire dalla zona play-out e finalmente i giocatori possono permettersi di sognare una possibile classificazione ai play-off. Dopo la sconfitta contro il Latina la squadra, costantemente sostenuta dai suoi tifosi sia al San Nicola sia in trasferta, colleziona cinque vittorie consecutive portandosi in piena zona play-off nonostante un ulteriore punto di penalizzazione. Fuori dal campo, i tifosi aspettano una nuova proprietà. Nonostante lo slogan virale “Comprate la Bari” inventato dal centrocampista Sciaudone, le prime due aste risultano deserte. Anche il più ottimista dei tifosi vede l’ombra del calcio dilettantistico da cui dovrebbe ripartire la Bari, ma il 20 maggio accade l’impensabile: al termine della terza asta la squadra biancorossa conosce il suo nuovo proprietario, l’ex arbitro Gianluca Paparesta, che si aggiudica i beni aziendali della società per 4,8 milioni di euro. Nasce così il Football Club Bari 1908. I tifosi sono in festa, il passato è già stato dimenticato, ora si pensa ad un futuro roseo e pieno di emozioni.

  1. “Riprendiamola! Riprendiamola, questa serie A!”

Dieci giorni dopo l’ufficialità della nuova proprietà, la Bari conclude il campionato al 7° posto, in piena zona play-off, al termine di una grande rimonta. Lo spettacolo, però, non finisce qui. La squadra arriva ai play-off senza pressione e con tutta la stima e l’incoraggiamento dei propri tifosi. Il primo ostacolo è il Crotone, squadra contro cui i biancorossi non hanno vinto in nessuna delle due gare in campionato; contro ogni aspettativa, la Bari batte nettamente il Crotone per 3-0 e si qualifica per le semifinali. Il San Nicola è una bolgia: invasioni di campo, i tifosi che abbracciano i giocatori e tanta euforia sugli spalti. I galletti dovranno affrontare il Latina, prima in casa e poi in trasferta. La gara di andata termina in parità, 2-2, con il gol di Ristovski al 90° che gela un San Nicola già certo della vittoria. I tifosi non aspettano altro che la gara di ritorno e vanno in massa a Latina. La partita è da cardiopalma: la Bari passa in vantaggio al 73°, pareggia il Latina su rigore all’81°, raddoppia il Latina all’84°… È finita. Non basta il gol di Galano nei minuti finali, la partita termina 2-2: il Latina va in finale grazie alla sua classificazione in campionato più alta della squadra biancorossa, ma il Bari esce dai play-off senza aver perso nemmeno una delle tre partite. 

  1. Morale della favola

Dopo l’uscita della Bari dai play-off i tifosi baresi, commossi, applaudono e incoraggiano la squadra; i giocatori sono increduli: non avrebbero mai pensato ad una simile festa da parte dei loro sostenitori, soprattutto dopo una “sconfitta”. Questo significa che i tifosi baresi sono speciali, sono i tifosi che qualsiasi squadra vorrebbe avere, sono tifosi che incoraggiano SOPRATTUTTO nei momenti di difficoltà e che sanno apprezzare l’impegno di una squadra che ha sempre saputo ripagare la loro fiducia e il loro sostegno.

Tommaso Tedesco Quartulli

THE CROW’S EGG

Nel corso del primo quadrimestre io e la mia classe abbiamo assistito alla proiezione di un film che mi ha molto colpito e che mi ha fatto conoscere un’altra parte del mondo.
Grazie all’Associazione Balafon, che da tanti anni a Bari si occupa di intercultura attraverso il cinema, ho potuto vedere Kaaka Muttai (titolo originale del film), prodotto in India nel 2014 dal regista indiano M. Manikandan.
Il titolo, che tradotto significa Uova di corvo, è legato ad un’abitudine dei due bambini protagonisti del film: essi, che si fanno chiamare Grande Uovo di Corvo e Piccolo Uovo di Corvo, sottraggono le uova dai nidi dei corvi nella baraccopoli indiana in cui vivono e se ne nutrono di nascosto alla madre e alla nonna. Il loro papà è in prigione e vivono nella povertà assoluta. La loro vita viene improvvisamente stravolta dall’apertura di una pizzeria proprio nel luogo in cui
solitamente giocano, oltre che dall’arrivo in casa di una televisione che pubblicizza la bontà della pizza.
Essi vorrebbero tanto assaggiare questa squisitezza della cucina occidentale, ma non possono permettersi di comprarne una, così chiedono aiuto ad un loro amico “che conta” e recuperano soldi
rubando del carbone. Nonostante il denaro raccolto, però, non vengono ammessi alla pizzeria perché vestiti di stracci. Decidono allora di recuperare altri soldi per comprarsi dei vestiti decenti.
Nel frattempo la nonna, per accontentarli, prova a preparare una pizza in casa, ma i ragazzi la deridono perché non è filante come quella della pubblicità. Dopo essere riusciti a trovare dei vestiti nuovi, Grande Uovo di Corvo e Piccolo Uovo di Corvo ritornano in pizzeria, dove però non solo non vengono accettati, ma vengono addirittura maltrattati. Per loro fortuna, tuttavia, il maltrattamento viene ripreso da un video e i proprietari della pizzeria, per evitare di essere denunciati e pagare una multa, offrono loro libero accesso alla pizzeria e pizza gratis per sempre.
Finalmente i due ragazzini riescono ad assaggiare la tanto desiderata pizza, ma ne rimangono molto delusi: la trovano troppo lontana dalle loro aspettative e pensano che, alla fine, era molto meglio quella preparata dalla loro adorata nonna, che nel frattempo è volata via in cielo.
Questo film mi ha fatto riflettere sul fatto che alcuni paesi, come appunto l’India, sono afflitti dalle disparità economiche e dalle discriminazioni sociali: una parte della popolazione è ricchissima e l’altra è poverissima e per quest’ultima anche andare a scuola non è un diritto garantito, laddove prevalgono le esigenze della famiglia (come in questo caso guadagnare per fare uscire il papà di prigione).
Inoltre ho pensato a come gli uomini siano sempre attratti da ciò che non hanno, anche se molto lontano dalla loro cultura, e a come spesso rimangano delusi proprio nel momento in cui riescono ad ottenerlo. Dovremmo piuttosto imparare ad apprezzare ciò che abbiamo e a goderne ogni giorno.

SANDRO TONALI
Sta nascendo una stella a Milano

Sandro Tonali nasce l’8 maggio del 2000 a Sant’Angelo Lodigiano, in provincia di Lodi, e
inizia a dare i primi calci nel campetto dell’oratorio della sua città. Ben presto, rendendosi
conto delle sue capacità, i genitori lo portano a giocare a Milano e lo iscrivono alla
Lombardia Uno.
Il suo primo allenatore, Davide Gatti, lo ricorda molto bene, non per ciò che era in grado di
fare in campo ma per la sua spiccata maturità e per il fatto che, pur essendo un bambino
chiuso e silenzioso, era comunque sempre sveglio e attivo.
Dopo la stagione 2008/2009 nella categoria Pulcini, viene notato dal Piacenza: l’anno
successivo la società romagnola lo tessera.
Dopo 3 stagioni tra le fila dei piacentini, Sandro viene acquistato dal Brescia, dove viene
allenato tra i giovanissimi da Sergio Volpi, che rimane stregato dalla sua tecnica formidabile.
Il 26 Agosto 2017 il lodigiano debutta in prima squadra nella partita di Serie B contro
l’Avellino, anche se subito dopo torna nella rosa primavera perché non dotato di un contratto
da professionista. Finalmente nel 2018 viene impiegato a cadenza regolare e trova la sua
prima rete tra “i grandi” nel match contro i granata della Salernitana.
Dopo la promozione della Leonessa nella massima serie, Tonali debutta il 25 Agosto 2019
contro il Cagliari e segna la sua prima rete contro il Genoa con un fantastico gol su punizione.
Il 9 settembre viene acquistato con la formula del prestito oneroso dal MIlan, la sua squadra
del cuore che ha amato sin da bambino.
Dopo una prima stagione sottotono, le critiche sono tante ma Sandro grazie alla sua maturità,
riesce a trovare la giusta carica e la continuità tanto da mettere a tacere tutti coloro che ne
hanno parlato in termini negativi. Infatti, nonostante la stagione deludente, viene riscattato
dai rossoneri per 7 milioni di euro.
Pioli, nella stagione successiva, si fida del mediano e Sandro ritrova il suo equilibrio e la
continuità.
Ma adesso vogliamo mettere da parte la biografia di Sandro e vogliamo soffermarci sulle
caratteristiche tecniche di questo promettente calciatore.
Tonali, come Andrea Pirlo, inizia la sua carriera nel Brescia e proprio come quest’ultimo è un
centrocampista con un’impressionante visione di gioco, un precisissimo passaggio lungo e
una grande capacità di utilizzare entrambi i piedi.
Sandro, inoltre, ha moltissime caratteristiche in comune con il mitico Gennaro Gattuso, il
giocatore al quale ha sempre dichiarato di ispirarsi:

  • la grinta
  • la leadership
  • l’abilità di “Rubapalloni”
  • il grande controllo palla
  • il tiro dalla distanza
    Tatticamente parlando, infine, Tonali può essere utilizzato come mezzala o come mediano in
    un centrocampo a 3.
    Ci auguriamo che Sandro faccia la carriera che si merita e che venga notato di più dai mass
    media e dai maggiori club europei.
    A Milano sta nascendo una stella: si chiama Sandro Tonali e ha il cuore Rossonero.

Francesco Dambruoso e Mattia Lojacono

EVOLUZIONE IN AZIONE 1

1.L’ORIGINE DELLA VITA:
PREMESSA

L’origine della vita sul nostro pianeta risale a svariati milioni di anni fa, durante l’era Paleozoica, quando il nostro mondo era costellato di gyser e rigagnoli d’acqua.

I primi abitanti del nostro pianeta furono i batteri, sviluppatasi grazie all’acqua e al calore dell’atmosfera dovuta al continuo ribollire dei gyser. Essi si riproducevano ad oltranza rendendo le acque piene di minuscoli esserini unicellulari. Da questi esserini si evolveranno altri organismi come i pesci polmonati da cui vennero fuori i primi rettili da cui a loro volta uscirono i gloriosi e magnifici Dinosauri che dominarono il nostro mondo per circa 300 milioni di anni durante il Mesozoico (diviso in Triassico, Giurassico e Cretaceo) fino alla loro estinzione dovuta ad un meteorite.

Dopo i Dinosauri del Mesozoico verranno fuori i mammiferi del Cenozoico (diviso in: Paleocene, diviso in Paleogene, Eocene e Oligocene; Neogene, diviso in Pliocene e Miocene; Neozoico, diviso in Pleistocene e Olocene).
Oggi gli abitanti della Terra si distinguono in flora
(piante) e fauna (animali).

Giovanni Deperte

ARMSTRONG SULLA LUNA.

Neil Armstrong nacque il 5 agosto 1930 nell’Ohio, Stati Uniti.
Astronauta statunitense di fama mondiale, è stato, con la missione Apollo 11, il primo uomo a mettere piede sulla Luna, il 20 luglio 1969.
Le immagini che lo riprendono mentre passeggia sul suolo lunare e mentre
raccoglie, insieme al collega Buzz Aldrin, del materiale lunare sono state
trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo, e tanti particolari di quel filmato
sono rimasti indelebili nella storia e nella memoria dell’umanità intera.
Tra questi sicuramente c’è la famosa frase pronunciata da Armstrong appena avvenuto l’allunaggio : “Houston, Tranquility Base here. The Eagle has landed”, che tradotta in italiano significa : “Houston, qui base della tranquillità, l’Eagle è atterrato”.
In realtà, oltre ad Armstrong e Buzz vi era anche un terzo astronauta , Michael Collins, il quale rimase nell’orbita lunare pilotando il modulo di comando. I tre astronauti, una volta tornati sulla Terra, rimasero in quarantena per paura che sulla Luna potessero esse stati esposti a patogeni sconosciuti, ma dopo 21 giorni di quarantena non presentarono alcun sintomo di malattia e poterono tornare alla vita normale.
E’ noto a tutti, ma è utile ricordarlo, che dietro ogni missione c’è sempre una lunga preparazione: infatti gli astronauti prima di prendere parte ad una qualsiasi partenza devono sottoporsi a preparazioni fisiche molto dure perché simulano le situazioni peggiori in cui l’astronauta o in generale l’equipaggio , potrebbe trovarsi durante la missione; in genere queste simulazioni cominciano un anno prima della partenza e si concludono con la scelta dell’equipaggio più idoneo alla missione.
Poco dopo questa impresa spaziale Armstrong annunciò pubblicamente di non avere più intenzione di volare nello spazio e dopo circa un paio di anni si congedò dalla NASA, dedicandosi all’insegnamento dell’ ingegneria aerospaziale presso l’università di Cincinnati in Ohio.
Era una persona riservata, non rilasciava molte interviste né amava mettersi in mostra e neppure concedere autografi; non sopportava il business intorno alla sua persona e teneva la sua vita privata lontana dai riflettori. Diceva che guardare la Terra da un altro punto di vista lo aveva cambiato, la sua mente andava oltre e i suoi occhi vedevano l’infinito. Morì il 14 settembre 2012, a 82 anni e, secondo il suo desiderio, il suo corpo fu cremato e le sue ceneri sparse nell’oceano Atlantico.

Fabrizio Papa