Sono Gaia e quest’anno frequento la terza media. Questo significa che presto dovrò affrontare una scelta molto importante per il mio futuro: decidere quale scuola superiore frequentare. A pensarci, sembra una decisione semplice, ma in realtà non lo è affatto. Le possibilità sono tante, le opinioni di chi mi sta intorno sono diverse e io non ho ancora le idee del tutto chiare.
Alcune persone mi consigliano un certo tipo di scuola perché magari sono brava in una determinata materia. Per esempio, io sono brava in inglese e mi piace molto, quindi qualcuno mi suggerisce automaticamente il liceo linguistico. Certo, le lingue mi interessano, ma non tutte allo stesso modo: con lo spagnolo, per esempio, non vado per niente d’accordo! Questo mi fa capire che non basta essere bravi in una materia per scegliere una scuola che la approfondisca. Bisogna anche chiedersi se quella materia ci piace davvero, se abbiamo voglia di studiarla ancora e se ci immaginiamo ad affrontarla ogni giorno per cinque anni.
Altri mi dicono di non farmi condizionare dalla scuola che sceglieranno le mie amiche. In fondo, è vero che decidere in base alle amicizie non sarebbe la scelta migliore, perché ognuno ha le proprie capacità, i propri interessi e i propri sogni. Allo stesso tempo, però, non posso negare che l’idea di ritrovarmi in una classe piena di persone che non conosco mi faccia un po’ paura. E se non riuscissi a fare amicizia? Se non mi trovassi bene? Oppure se, al contrario, scoprissi di poter conoscere persone nuove e stringere amicizie inaspettate? A volte, infatti, la paura di ciò che non conosciamo ci impedisce di vedere le opportunità che potrebbero aspettarci.
Prendere una decisione così importante, soprattutto a tredici anni, non è facile. Mi viene in mente quando, da piccola, dovevo scegliere tra due giochi e mi facevo mille domande: “E se poi con questo non ci gioco? E se non mi piace più dopo qualche giorno? E se cambio idea e voglio l’altro?”. Oggi le scelte sono diverse e hanno conseguenze più importanti, ma il dubbio di fondo è sempre lo stesso: e se poi mi pentissi della mia decisione?
Forse, però, il problema è proprio questo: vorrei essere sicura al cento per cento di scegliere la scuola giusta, ma come si fa a esserlo se non si può conoscere in anticipo tutto quello che succederà? Nessuno può sapere con certezza come si troverà in una nuova scuola, quali materie scoprirà di amare o quali difficoltà dovrà affrontare. A volte, per capire che cosa fa davvero per noi, bisogna provare, mettersi in gioco e accettare anche la possibilità di sbagliare.
Per questo, quando inizierò a partecipare agli open day, spero di trovare una scuola che sia davvero adatta a me: un posto in cui poter coltivare i miei interessi, scoprire nuove passioni e imparare cose che mi saranno utili per il futuro. Vorrei riuscire a immaginarmi in quelle aule, con i nuovi professori e i nuovi compagni, e sentire che quella potrebbe essere la strada giusta per me.
Naturalmente, spero di trovarmi bene in classe, di riuscire a gestire lo studio e la vita sociale senza impazzire dopo nemmeno una settimana e di affrontare le difficoltà senza scoraggiarmi subito. So che all’inizio non sarà tutto semplice, perché ogni cambiamento richiede tempo e un po’ di coraggio. Ma forse è proprio questo il bello di iniziare un nuovo percorso: avere la possibilità di crescere, conoscere persone diverse e scoprire parti di sé che ancora non si conoscono.
Gaia Pisciotta