DANIELE NICASTRO RACCONTA “GRANDE” ALLA ZINGARELLI

Il 28 Aprile la classe 3D ha avuto la straordinaria opportunità di incontrare a scuola lo scrittore Daniele Nicastro, autore dell’appassionante romanzo “Grande”.

Questa esperienza non solo ci ha offerto la possibilità di conoscere un noto scrittore come Nicastro e di discutere con lui di un libro che abbiamo particolarmente amato, ma ha rappresentato quasi un ritorno alla normalità, in particolare agli incontri in presenza con gli autori che ci sono mancati tantissimo.

Nicastro, entrato nella nostra classe, è stato accolto da un applauso generale, suscitato dall’emozione di incontrarlo. Si è presentato parlandoci delle sue origini siciliane, evincibili dal suo cognome, e del suo trasferimento nel Nord Italia insieme alla sua famiglia, dettato dall’impossibilità di trovare lavoro al Sud. Ha parlato anche della sua passione per i videogames e per le Serie TV. Dopo questa breve presentazione sono iniziate le nostre domande.

Gli abbiamo chiesto se avesse vissuto in prima persona le vicende narrate nella storia e abbiamo appreso che, pur non avendo vissuto direttamente gli eventi raccontati, nel delineare la psicologia del protagonista (Luca), si è sicuramente ispirato alla sua adolescenza: ad esempio i frequenti litigi e gli scontri di Luca con i genitori molto hanno in comune con il “Daniele adolescente”.

Molto interessante è stato scoprire che prima di diventare scrittore, Nicastro era un ghost writer, cioè scriveva libri in “anonimato” senza che il suo nome fosse pubblicato sulla copertina dei libri, condizione che è divenuta col passare degli anni sempre più insopportabile.

L’autore ci ha spiegato anche che per la scelta del titolo del romanzo è stato decisivo il suggerimento di un suo “grande” amico e “grande” scrittore: Davide Morosinotto. Ebbene sì, proprio lui! L’autore de “Il rinomato catalogo…”, “Il fiore perduto dello sciamano K”, …! Lo stesso che abbiamo incontrato a scuola in prima media e di cui abbiamo letto e amato tanti romanzi!

Molte domande sono state poi formulate relativamente alla psicologia di altri personaggi del libro, scoprendo tante curiosità.

La figura di Paolo, cugino del protagonista, è nata ad esempio dal desiderio di sorprendere il lettore, “trasgredendo volutamente gli stereotipi”: Luca, ragazzo di Torino, si rivela molto disobbediente e irresponsabile; Paolo, siciliano, si caratterizza per il rispetto delle regole ed il forte senso di Giustizia.

Prima di autografare i nostri libri, Nicastro ci ha annunciato l’uscita a Maggio di un suo nuovo romanzo, “Vengo io da te”, di cui ci ha anticipato in breve l’avvincente trama. Che state aspettando? Correte in libreria ad acquistarlo!

Per noi è stato un onore accogliere in classe Daniele Nicastro e ci auguriamo che in futuro ci sia data la possibilità di vivere tante altre esperienze così coinvolgenti e formative.

Tommaso Tedesco Quartulli e Gabriele De Marzo

DANIELE NICASTRO OSPITE D’ECCEZIONE ALLA ZINGARELLI

Giovedì 28 aprile nella scuola Zingarelli alcune classi terze hanno incontrato lo scrittore Daniele Nicastro, autore del romanzo che ha dato il via al progetto di educazione civica svolto durante quest’anno scolastico. “Grande”, il titolo del libro, è un romanzo di formazione che ha accompagnato le nostre lezioni e i nostri dibattiti tra alunni e professori, i quali si sono immersi nella lettura e si sono affezionati ai personaggi. L’argomento principale potrebbe sembrare la mafia, tematica tutt’oggi ancora molto attuale, ma dietro la trama si nasconde un avvincente racconto di formazione che trasmette preziosi valori, soprattutto a noi ragazzi. 

Luca, un ragazzino che vive in Piemonte, viene costretto dai genitori a rinunciare alla vacanza con i suoi amici per andare a trovare la nonna malata in un piccolo paesino della Sicilia, di cui i suoi genitori sono originari… Qui passerà tutta l’estate e incontrerà un ragazzo di nome Mario, dal cui modo di fare Luca è affascinato: impennare sul motorino, avere tanti amici intorno che obbediscono a qualunque cosa lui dica, tante ragazze, serate mozzafiato… L’indole da adolescente ribelle di Luca, lo spinge ad avvicinarsi a questo mondo, facendo quello che secondo lui è da grande, senza nemmeno accorgersi del grosso rischio a cui va incontro. Luca inizialmente non se ne accorge, perché immagina che la mafia sia qualcosa di molto lontano dal vissuto quotidiano, cioè  che sia solo quella che si legge nei libri o si vede nei film… Nemmeno le prediche del cugino Paolo, un ragazzino responsabile e obbediente (l’opposto di Luca), sono servite a fargli cambiare idea, essendo ormai accecato da quel subdolo ambiente! Eppure, essendo Luca intelligente, percepisce che qualcosa non va, ma non riesce ad ammetterlo a se stesso, perché non vuole rinunciare a ciò che ha conquistato. Da qui nasce l’interessante trama, interessante e coinvolgente…

Come in tutti i libri dell’autore, è stato descritto e delineato un bel percorso di crescita della maggior parte dei personaggi, trattando valori che noi ragazzi dovremmo imparare per crescere e diventare davvero grandi!

Dal romanzo è stato tratto anche un film, girato interamente da due giovanissimi registi e recitato da piccoli attori che hanno fatto un passo in avanti per realizzare il loro sogno ed entrare in questo nuovo mondo.

Daniele Nicastro è stato gentile e disponibile nel raccontare degli aneddoti inediti che si celano dietro le vicende dell’estate di Luca e abbiamo avuto anche l’occasione di consegnargli un cartellone con la nostra analisi dei personaggi e i disegni di come li immaginiamo.

È stata una bellissima esperienza e soprattutto il libro ci ha insegnato davvero tanto! Ognuno di noi dovrebbe prendere spunto dalla crescita di Luca.

Nicole Ida Nitti

disegni di Davide Troccoli

VENTOTENE, L’ISOLA DELLA PACE

A largo delle coste laziali e campane, tra l’isola d’Ischia e l’isola di Ponza, c’è un’altra isola, quella in cui Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni scrissero “Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto”, il documento che noi oggi conosciamo come “Manifesto di Ventotene” e che viene indicato come unica soluzione per la salvezza della civiltà europea. Ed è proprio con questo spirito di Europa unita che dal 21 al 24 Aprile 2022, l’istituto Marconi-Hack di Bari ha mandato a Ventotene una sua delegazione di seconde liceali e una più piccola delegazione di classi terze, quarte e quinte dell’istituto tecnico. I pullman sono partiti da Bari la sera del 20 Aprile e da allora fino al ritorno, il 24 aprile, gli alunni hanno trascorso quattro giorni intensi, tra impegno di delegati parlamentari nelle simulazioni e puro divertimento, così come accade in una normale gita scolastica. Subito dopo lo sbarco sull’isola, infatti, gli studenti delle varie classi hanno partecipato ad una simulazione del parlamento Europeo, divisa in quattro sessioni e durata per 12 ore, al termine della quale hanno scritto una raccomandazione parlamentare. Il tema dibattuto riguardava lo spreco alimentare e ogni studente ha dovuto mettersi nei panni del rappresentante di uno stato a lui assegnato e argomentare sulle possibili strategie da proporre, senza però fare alcun torto al partito politico europeo di appartenenza. A seguito di molteplici dibattiti moderati e non dalla presidenza e gestiti direttamente dai parlamentari, i partiti politici hanno creato due schieramenti, ossia due alleanze politiche, nel cui nome sono state scritte le raccomandazioni “passate”, poi riportate nuovamente in parlamento per la delibera ufficiale. Un “gioco” di ruolo che ha fatto ben comprendere cosa significhi far parte di una comunità europea che non bada alle esigenze del singolo stato, bensì bada alle esigenze di tutti gli stati che ne fanno parte.

Ovviamente questa esperienza non poteva non essere corollata da visite storico-naturalistiche sulla meravigliosa isola di Ventotene, il cui vento (di qui il nome) è parte integrante delle sue bellezze; né potevano Non potevano mancare le fantastiche serate passate tutti insieme: studenti e docenti hanno reso questa visita formativa produttiva anche a livello sociale, permettendo di rafforzare o di iniziare piacevolmente la conoscenza di persone appartenenti a sezioni diverse e dando la possibilità a tutti gli alunni di vedere i propri docenti da un punto di vista diverso, sotto un’altra veste e fuori dal ruolo istituzionale, rendendo più forte e vicino il rapporto studente-docente.

Gli alunni che hanno vissuto questa “avventura” ormai hanno, seppure a malincuore, lasciato le rive dell’isola, ma, rileggendo per l’ultima volta la frase

Per l’Europa di Ventotene

Isola della pace

che si vede dal mare, saranno felici di cedere la staffetta ad altri alunni dell’Istituto, che presto sperimenteranno e vivranno la stessa affascinante e formativa esperienza.

Mario Recchia (Liceo delle Scienze Applicate Margherita Hack)

LA ZINGARELLI ALLE OLIMPIADI DI SPAGNOLO

Quest’anno, così come nei due anni precedenti, si sono svolte le Olimpiadi di Spagnolo, competizione regionale che si tiene intorno alla metà di Aprile con la proclamazione dei vincitori a Maggio.

La partecipazione alle olimpiadi prevede lo svolgimento di due prove, una scritta (che comprende una parte dedicata alla grammatica e una dedicata alla produzione di un testo) e una orale (che consiste nella descrizione in 15 minuti di un’immagine scelta dall’esaminatore). La difficoltà di queste prove cambia in base al livello:

  • A1 escolar (classi seconde della scuola secondaria di primo grado);
  • A2 escolar (classi terze della scuola secondaria di primo grado);
  • A2/B1 (classi seconde della scuola secondaria di secondo grado);
  • B1 (classi terze della scuola secondaria di secondo grado);
  • B2.1(classi quarte della scuola secondaria di secondo grado);
  • B2.2 (classi quinte della scuola secondaria di secondo grado).

Tra gli alunni della nostra scuola che quest’anno si sono cimentati in queste particolarissime olimpiadi ci sono state Dalila e Lidia, due ragazze della classe 3^ I. Per avere un’idea della loro esperienza, abbiamo deciso di intervistarle:

  1. Dalila, cosa ti ha spinto a partecipare alle olimpiadi di spagnolo?

Io avevo già partecipato l’anno scorso ed ero arrivata seconda, perciò ho voluto iscrivermi anche quest’anno e ho voluto riprovare per cercare di vincere.

  1. Che sensazioni hai provato prima di svolgere la prova scritta?

Mi sentivo un po’ in ansia anche se, avendo già partecipato l’anno scorso, ero già a conoscenza del procedimento della prova.

  1. Che sensazione hai provato quando hai saputo di averla superata?

Non mi aspettavo una comunicazione di questo genere, ma quando l’ho saputo sono stata molto contenta, perché a me da sempre piacciono le lingue, perciò riuscire a superare la prova mi ha fatto stare bene.

  1. Hai avuto più difficoltà nella prima o nella seconda prova?

Nello scritto non ho avuto difficoltà perché la mia professoressa in classe ci ha sempre fatto scrivere molti testi, quindi ero più preparata. Nell’orale ho avuto un po’ di difficoltà, poiché fino al momento della prova nessuno sa di che cosa dovrà parlare e, quindi, non mi sono potuta esercitare come avrei voluto.

  1. Come ti senti ora che questa esperienza è terminata?

Mi sento molto meglio adesso, perché ho avuto una grande possibilità di mettermi in gioco e l’ho sfruttata al meglio senza rimanere delusa: spero di arrivare anche quest’anno sul podio! Sicuramente, se ne avrò la possibilità, mi iscriverò anche l’anno prossimo!

E ora tocca a Lidia!

  1. Come ti sentivi prima di iniziare la prima prova?

Nonostante il fatto che la mia professoressa non mi avesse fatto sentire nessuna pressione, ero un po’ agitata, come può succedere prima di un compito in classe o di una verifica.

  1. Hai incontrato delle difficoltà durante la prima prova?

La grammatica mi è sembrata molto semplice, forse perché la mia professoressa ci fa svolgere molti esercizi; nella produzione del testo ho avuto più difficoltà perché non mi piace molto esprimermi per iscritto. Comunque, anche se non ho avuto buonissimi risultati, mi sono impegnata al massimo.

  1. Che cosa hai provato quando hai finito la prova?

Mi sono sentita meglio, sollevata, perché l’avevo finita e non avevo più quella sensazione di ansia che si ha anche quando bisogna svolgere un compito in classe.

  1. Che sensazioni hai avuto quando hai saputo di non averla superata?

Ero molto delusa e amareggiata perché, nonostante le difficoltà che ho incontrato, pensavo di potercela fare, anche se non è stato così. Sono comunque contenta perché almeno ci ho provato. Spero che Dalila riesca ad arrivare sul podio.

  1. Ti iscriveresti di nuovo ad una competizione di questo genere?

Si, lo rifarei perché è stato molto interessante e mi ha preparato per altri eventuali esami di lingua; inoltre, mi è servito per migliorare la mia preparazione nella lingua spagnola, che sicuramente mi servirà in futuro.

Chiara Della Marca, Martina Piazzolla,

A SCUOLA NEL REGNO UNITO

La scuola italiana funziona, non funziona, è datata, è in fase di transizione, è …. E la scuola degli altri paesi europei? Come è organizzata e come funziona?

In questo articolo vi parlo del modello scolastico del Regno Unito e delle differenze con quello italiano; chissà che non possiamo prendere qualche idea interessante …

Le scuole inglesi si dividono in maintained (scuole statali) e independent (scuole private). Sin dal XIX secolo il sistema scolastico del Regno Unito crede fortemente nella decentralizzazione delle decisioni in materia di istruzione: sono infatti le Local Education Authorities (LEAs), 96 in tutto il paese, che amministrano tutto il sistema e si occupano di garantire che l’istruzione pubblica gratuita venga fornita in modo adeguato in tutto il Paese.

Non è quindi il Ministero della Pubblica Istruzione (Department for Education & Skills, fondato soltanto nel 1964) a occuparsi in maniera diretta delle scuole, come accade in Italia, nonostante esegua costantemente controlli.

GLI ORDINI DEL SISTEMA SCOLASTICO INGLESE SONO TRE, COME DA NOI:

-Primary Education (Istruzione primaria): riguarda la fascia di età che va dai 4/5 agli 11 anni. L’obbligo scolastico parte dai cinque anni, ed è suddivisa in tre tipi:

   infant (5 -7 anni), junior (7- 11 anni), junior e infant (5 -11 anni)

Secondary Education (Istruzione Secondaria): l’istruzione secondaria copre la fascia dagli 11 ai 16 anni, età a cui termina l’obbligo scolastico.

Tertiary Education (Istruzione Terziaria): l’istruzione superiore non è obbligatoria, ma una percentuale vicina al 90% del totale degli studenti continua a frequentare la scuola fino ai 18 anni, quando si consegue il diploma, necessario per iscriversi all’università.

IL NATIONAL CURRICULUM

Più di vent’anni fa, nel 1988, l’Education Reform Act ha introdotto un programma comune a tutte le scuole per quel che concerne le materie fondamentali; a 7 e 11 anni gli studenti sostengono esami di inglese, matematica e scienze. Le scuole private sono esentate dal seguire le direttive della scuola pubblica, ma solitamente adottano anch’esse quello che viene definito il National Curriculum.

Il National Curriculum è formato da diverse fasi chiave (key stages) e 10 materie: 3 materie chiave (inglese, matematica e scienze) e 7 materie propedeutiche (informatica, storia, geografia, musica, arte, educazione motoria, lingua straniera).

SCUOLA SUPERIORE

L’istruzione superiore è strutturata secondo un sistema stabilito nel 1938, e poi migliorato e perfezionato nei decenni successivi. 

Si tratta di un sistema tripartito: ci sono le Grammar School (i nostri licei), le Technical School (gli istituti tecnici) e le Modern School (gli istituti professionali). Quelle che invece sono chiamate Public School di pubblico hanno ben poco, perché sono scuole private solitamente destinate solo a un’elite. Le LEA territoriali nel secondo dopoguerra proposero di estendere la Grammar School alla totalità degli studenti: dal momenti che non potevano accogliere tutti gli studenti, vennero istituite le Comprehensive School.

Le giornate scolastiche sono organizzate in modo autonomo dalle singole scuole, cosa che non avviene nel nostro Paese,  ma la giornata scolastica tipo è più o meno questa: lezione dalle 9 alle 12, pausa pranzo e poi altre due ore di lezione nel pomeriggio. In alcune scuole, soprattutto quelle private, era obbligatoria la divisa fino al conseguimento del cosiddetto GCSE (cioè fino ai 16 anni), ma dagli ultimi due anni non è più obbligatorio indossarla nemmeno nelle scuole private.

GLI INSEGNANTI

Per esercitare la professione gli insegnanti sono tenuti a ottenere la qualifica del Department for Education and Skills e a essere registrati al General Teaching Council. Dopo un periodo di prova solitamente gli insegnanti hanno contratti a tempo indeterminato. Gli stipendi sono regolati da un contratto nazionale, ma ci sono retribuzioni supplementari in base ai risultati, cosa che non accade in Italia. Le scuole possono dare premi, incentivi e gratifiche per trattenere i professori più bravi. Il contratto di base degli insegnanti prevede 1265 ore di servizio annuali.

Le ore settimanali di lavoro sono circa 37. La busta paga annuale di un insegnante del Regno Unito è di circa 32 mila euro, in Italia invece un insegnante guadagna circa 23 mila euro all’anno.

Nonostante gli insegnanti italiani non siano pagati quanto quelli inglesi offrono comunque un’istruzione di qualità che permette agli alunni italiani di competere con quelli degli altri stati. 

Purtroppo però, molti degli studenti più in gamba si trasferiscono all’estero per avere possibilità lavorative migliori, in questo modo l’Italia perde ogni anno molte menti per le quali ha investito le proprie risorse.

Sara Medici

LA SOLIDARIETA’ AL VILLAGGIO DEL FANCIULLO

Che cos’è la solidarietà? A noi piace pensare che sia l’insieme di pensieri e azioni che non lasciano nessuno da solo sulla strada della vita.

Dall’inizio di quest’anno scolastico, ogni due venerdì, due classi della scuola secondaria dell’Istituto Zingarelli, che frequento, si recano alla Chiesa “Cuore Immacolato di Maria”, anche conosciuta come “chiesa del Villaggio del Fanciullo”, per donare alimenti che vengono utilizzati dai volontari della mensa per cucinare i pasti a diverse famiglie in difficoltà.

Il 25 febbraio è toccato alla mia e ad un’altra classe della scuola: posso assicurarvi che é stata un’esperienza fantastica!

Durante tutta la settimana precedente il grande giorno, le professoresse ci hanno aiutato a riflettere sulla solidarietà e sul suo valore: con la professoressa di italiano abbiamo lavorato sulle parole che esprimono vicinanza e affetto tra le persone (appoggio, dono, compagnia …) e le abbiamo utilizzate per scrivere dei biglietti che accompagnassero i nostri doni.

Con la professoressa di arte abbiamo creato dei fiori con la carta velina e con la carta crespa e poi altri bigliettini; la professoressa di matematica e scienze, la più tecnologica tra tutte, ha realizzato per noi un “Word Art” (Nuvola di Parole ) con tutte le parole sulle quali abbiamo riflettuto. Infine, abbiamo deciso di inserire i nostri pensieri all’interno di “mani” di tutti i colori.

Il tempo che abbiamo trascorso al Villaggio del Fanciullo è stato molto più bello di quanto immaginassi: abbiamo lasciato i nostri doni, presentato i nostri lavori e anche ” intervistato ” i volontari. E’ stato interessante sentire la loro testimonianza e anche le storie che hanno raccontato i nostri compagni di terza media, i quali hanno parlato di persone note che hanno avuto il coraggio di vivere oltre se stesse e di impegnarsi davvero per gli altri.

Alla fine del pomeriggio, tutti noi ragazzi abbiamo avuto la possibilità di trattenerci e stare un po’ insieme: un dono anche questo, soprattutto in tempi di Covid …

Questa del Villaggio del Fanciullo é stata una bellissima esperienza; come dice la canzone, “si può fare di più” e lo faremo: questo è stato , però, un inizio che mi porterò sempre nel cuore.

Alessia Romito

LOG@RITMI: IL SALVEMINI APRE LE PORTE AL MONDO DELLA SCIENZA

Riparte in presenza il grande viaggio all’interno della scienza proposto dal Liceo Scientifico “G. Salvemini” con la sesta edizione di Log@Ritmi. Quale modo migliore per comprendere ciò che si studia sui libri, se non parlare direttamente con gli esperti nel settore? Dal momento che comprendere la scienza significa comprendere il mondo attorno a noi, gli interventi degli ospiti offrono non solo una maggiore competenza in ambito scientifico, ma una vera e propria lezione di vita. “I doveri della scienza” è il titolo che evidenzia il tema principale di queste tre giornate all’insegna della responsabilità individuale e sociale, che fanno da cornice (o forse da specchio) al quadro di una realtà complicata e non troppo rosea.

Tutti ci siamo chiesti almeno una volta cosa abbiano provato gli inventori delle armi nucleari: si tratta di progresso scientifico o decadenza morale? Così si apre la prima giornata di Log@Ritmi, con l’intervento del professor Cufaro Petroni che ci spiega la responsabilità civile dello scienziato.  A seguire, non viene meno l’attenzione verso i problemi climatici e gli effetti fisici e sociali che essi comportano, analizzati dagli esperti Rodolfo Guzzi e Sebastiano Stramaglia. È interessante soffermarsi sull’insegnamento trasversale fornito da queste conferenze che non si limitano a riportare dati o a spiegare singoli fenomeni, ma coinvolgono discorsi più ampi quali la scienza nella filosofia o l’aspetto sociale e individuale.

La seconda giornata inizia con un tocco femminile grazie all’intervento di Luisa Torsi, professoressa di chimica presso l’Università di Bari. “Senza le donne? Non se ne parla” – sono queste le parole che introducono il discorso dell’esperta che mira alla rappresentanza equa dei due generi nei consessi della società. La presenza femminile in alcuni settori lavorativi, il processo di potenziamento della donna, la legge Golfo-Mosca e le quote rosa sono solo alcuni degli argomenti trattati, tutti sostenuti sulla base di dati e testimonianze. Non meno importante è l’intervento di Antonio Moschetta, illuminante non solo dal punto di vista scientifico ma anche morale. Dopo essersi soffermato sul metabolismo e sull’importanza di un organismo sano, pone l’attenzione sull’utilità delle critiche in quanto slancio per poter migliorare il nostro lavoro e permetterci di crescere. Mai come ora è evidente il rapporto intrinseco tra scienza e realtà.

Voglio soffermarmi, però, sull’ultimo intervento della seconda giornata: quello di Tommaso Fiore, professore ordinario in pensione di Anestesiologia e Rianimazione presso l’Università di Bari. In un periodo storico in cui lo scenario della guerra diventa sempre più incombente, il richiamo al libro di Thomas Mann La montagna incantata assume un significato estremamente attuale. È così che emerge la contrapposizione tra il “folle mondo dei sani”, che esplicano il proprio tempo guerreggiando, e quello dei malati. Entrando nel vivo del discorso, l’argomento a cui fa riferimento è la responsabilità del medico e la dignità del paziente, binomio interessante se consideriamo la modernità del concetto di responsabilità in relazione alla lunga storia della medicina. Viene messo in luce il rapporto medico-paziente che costituisce la responsabilità medica. Analizzata da un punto di vista più ampio, essa include un discorso politico in cui il governante è responsabile nei confronti di chi lo ha eletto ed è posto sotto giudizio. Allo stesso modo l’etica della responsabilità consiste nel pensare alle conseguenze delle proprie azioni e accettare il giudizio in base alle conseguenze che esse hanno. È qui che entra in gioco il ruolo del medico, colui che deve essere in grado di prevedere tutti i risultati di ciò che fa in modo da poter instaurare un rapporto solido e professionale con il paziente. Risulta senz’altro illuminante ed educativo il modo in cui Fiore parla di medicina da un punto di vista storico, etico e sociale.

L’ultima giornata di Log@Ritmi comprende l’intervento del professor Pascazio che, attraverso una capacità comunicativa notevole, ha attirato l’attenzione dei ragazzi su argomenti complessi dal punto di vista matematico ma affascinanti, soffermandosi sul premio Nobel a Giorgio Parisi. A seguire la conferenza di Mario Carparelli, accompagnato da Francesco Paolo de Ceglia e Dario Acquaviva. Chi afferma che la letteratura e la filosofia non possano intrecciarsi con la scienza, deve fare i conti con il dialogo presentato, nel quale si pone l’attenzione sul filosofo Giulio Cesare Vanini che, ricercando le cause naturali degli eventi, ha portato un grande contributo alla scienza. Per terminare questo viaggio all’insegna della scienza, il professor Angelo Bassi (in collegamento da Trieste) ci porta nel cuore dell’immenso mondo della fisica quantistica per poter spiegare l’inspiegabile attraverso un discorso capace di intrecciare sapientemente alle nozioni di fisica considerazioni di tipo umanistico ed epistemologico.

La sesta edizione di Log@Ritmi è stata un successo, organizzata nel rispetto delle norme vigenti, ma soprattutto ricca di spunti preziosi. Fisica, matematica, storia, filosofia, sociologia, medicina: un’esplosione di conoscenze che trovano riscontro nella realtà. Estremamente attuale e fonte di grande riflessione, con Log@Ritmi il liceo Salvemini apre ancora una volta le porte al mondo della scienza a tutto tondo.

Giorgia De Feo

INTERNATIONAL MODEL UNITED NATIONS: L’ONU GESTITA DAI RAGAZZI!

Tutti voi sapete cosa è l’ONU e come funzionano le sue riunioni. Quello che forse non tutti sapete, invece, è cosa sia l’IMUN, che con l’ONU ha comunque a che fare.

IMUN (International Model United Nations) è un progetto che si configura come una vera e propria simulazione delle assemblee dell’ONU, nella quale ogni delegato (ergo qualsiasi studente voglia partecipare) è l’ambasciatore di un Paese e deve assumere lo stesso modus pensandi della Nazione che rappresenta. La simulazione va tenuta in lingua inglese (non colloquiale) e deve assumere toni diplomatici, non soltanto nei dialoghi o nei dibattimenti ma persino nel dresscode, cioè nel codice di abbigliamento che va rigorosamente rispettato. Tali simulazioni avvengono in tutte le zone d’Italia; IMUN-Napoli è stata l’edizione del Mezzogiorno e si è tenuta dal 13 al 15 Gennaio 2022 presso il Maschio Angioino (Antisala e Sala dei Baroni) e il Complesso di San Domenico (Sala del Capitolo) a Napoli.

In generale, quindi, i Model United Nations danno vita ad un role-playing game in cui ogni studente dibatte con gli altri partecipanti sui temi realmente discussi all’interno degli organi dell’ONU (in base ad ogni commissione assegnata). Durante la simulazione i delegati tengono discorsi, preparano bozze di risoluzioni e raccomandazioni indirizzate ad altri Stati e organismi, negoziano con alleati e avversari, risolvono conflitti, imparano a muoversi nel rispetto delle regole di procedura della conferenza. In altre parole, essi mettono in moto le risorse della cooperazione internazionale per risolvere i problemi mondiali.

Ma non solo! La simulazione inizia ancor prima dell’incontro fra tutti i delegates: ogni partecipante, in compagnia dello staff didattico, si esercita in una pre-conference durante la quale gli studenti possono capire al meglio l’andamento di un MUN e conoscere le regole di procedura che, salvo dovute semplificazioni, ricalcano da vicino quelle veramente applicate dagli organi dell’ONU.

Attualmente, tuttavia, IMUN è solo uno dei tanti progetti promossi da United Network, l’associazione culturale più importante nel campo dei Models che simula i congressi internazionali e che coinvolge ogni tipologia di scuola di primo e secondo grado. Assieme ai piani di IMUN, un’altra classe di simulazioni molto amata dagli studenti è MUNER-New York, l’esperienza alla quale partecipano ragazzi provenienti da tutto il mondo, che si riuniscono all’interno del Palazzo di Vetro dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, ossia proprio nel luogo in cui si tengono le vere Assemblee Generali delle Nazioni Unite.

L’associazione United Network offre a tutti gli studenti e studentesse numerose opportunità per realizzare i propri sogni, non solo nel caso in cui si voglia intraprendere una carriera diplomatica e/o politica, ma anche per poter acquisire capacità e competenze di cittadinanza attiva (tecniche di relazione interpersonale, strategie per lavorare in un team, spirito di iniziativa e imprenditorialità, attitudine al problem solving…) avendo modo di rapportarsi con dei veri e propri colleghi e instaurando nello stesso momento delle amicizie le quali, sulla base delle testimonianze date anche da numerosi ex-partecipanti, sono durate per anni! Tra tutti i vecchi delegates di un UN, alcuni si sono distinti in modo particolare. Uno di loro, Alessandro D’Anna (Chief of Staff del Sud-Italia di United Network, ), ha voluto rilasciare un’intervista, fornendo la sua eclettica prospettiva circa il progetto IMUN e le specialità che UN ha modo di conferire ad ognuno:

L’Italian Model United Nations è nato dall’esigenza di portare in Italia un mondo nuovo: un grandissimo gioco di ruolo capace di far comprendere agli studenti italiani come approcciarsi alle sfide che la politica internazionale affronta tutti i giorni, come confrontarsi e come mediare per arrivare ad una Resolution comune. Il percorso di UN e di IMUN è iniziato undici anni fa e in pochi anni siamo riusciti ad organizzare la più grande simulazione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite d’Europa, con diverse edizioni regionali e più di 6000 studenti partecipanti provenienti da 500 scuole. Siamo orgogliosamente una ONG con status consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. Noi di United Network crediamo che sia importante che i ragazzi comprendano che parlare insieme agli altri e trovare una posizione terza, diversa, rispetto alla propria sia una vera e propria ricchezza. Il nostro motto è “People Have The Power”: siamo un acceleratore di talenti, pensiamo che tutti ne abbiano uno, anche se nascosto. Attraverso le nostre simulazioni, cerchiamo di rendere gli studenti consapevoli dei loro super powers, con lo sviluppo di soft skills che saranno utili alla loro vita e alla società del futuro, dove saranno loro a comandare.”

Allora ragazzi, cosa aspettate? Cominciate a diventare padroni delle vostre scelte: entrate in UN e IMUN!

Vincenzo Santoro (Liceo delle Scienze Applicate Margherita Hack)

ZINGARELLINEWS: LA VOCE DEI RAGAZZI!

Sabato 29 gennaio, alle ore 16,30, si è tenuta, in modalità on line, la tavola rotonda di presentazione del web giornale Zingarellinews, al quale da mesi, ormai, stiamo lavorando.

Insieme alla Dirigente Manuela Baffari, alle docenti referenti del progetto e ad altre insegnanti, ai genitori e agli alunni, erano presenti anche l’assessora Paola Romano, diverse persone che vogliono bene alla nostra scuola, come la preside Valeria Cristiano e la dottoressa Terry Marinuzzi, e i rappresentanti delle associazioni che ci accompagneranno in questa avventura e che hanno creduto che fosse realizzabile anche quando davvero era solo un’idea. Un’idea bella, quasi un sogno, per molti di noi, un sogno di quelli che ti tengono compagnia quando devi stare chiuso in casa e vedere gli amici è un miraggio …

Molti di noi sono arrivati in questa scuola solo quest’anno e non si conoscono ancora bene, ma anche i ragazzi delle altre classi hanno avuto modo di frequentare poco i propri compagni a causa della pandemia; figuriamoci, poi, quanto poco hanno potuto familiarizzare con qualche ragazzo o ragazza delle altre classi!!!

Ebbene, grazie a Zingarelli News, abbiano avuto, e abbiamo, la possibilità di conoscerci e, seppure a distanza, di lavorare insieme!

Le nostre classi virtuali (quella dei ragazzi di prima media, anche detta “I migliori!”, quella dei ragazzi di seconda, il nostro Desk, e quella degli “Inviati Speciali “ delle terze) ci stanno consentendo di fare qualcosa di bello INSIEME, una parola insolita in tempi di Covid e che però, alla nostra età, racchiude un mondo …

Tornando alla tavola rotonda, dopo che la Dirigente ha sintetizzato le caratteristiche e gli obiettivi del nostro giornale, è intervenuto il direttore di LSD Magazine Michele Traversa, che è il nostro simpaticissimo formatore e che sembra quasi uno di noi, per il suo carattere allegro e aperto. Subito dopo hanno preso la parola Maria Panza, presidentessa dell’associazione Parcodomingo e Angela Albanese e Domenico Diacono, dell’associazione Anto Paninabella.

Maria Panza ha presentato la sua associazione, uno dei luoghi belli della nostra città, un’associazione che ha come centro un orto urbano (Orto Domingo) ma che è anche una vera e propria comunità in cui si può sperimentare il concetto di città sostenibile per la natura e anche per gli uomini. Ci hanno colpito molto la sua riflessione sul tempo e sull’importanza che esso riveste nella vita delle piante, della natura e soprattutto delle persone. Ne abbiamo riparlato in classe e abbiamo riflettuto sul tempo che ciascuno di noi deve concedersi per imparare, per crescere: il tempo della pazienza e anche dell’attesa …

Angela Albanese e Domenico Diacono ci hanno raccontato la storia della loro figlia Antonella e ci hanno spiegato cosa faccia, in suo onore, l’associazione Antopaninabella. Domenico ha sottolineato che Antonella era una ragazza che appariva serena, ma che nascondeva alcune difficoltà esistenziali dietro un’apparente facciata di felicità, come molti di noi … L’obiettivo di Domenico e Angela, ora che purtroppo Antonella non c’è più, è quello di confrontarsi con i genitori e i ragazzi sul tema delle fragilità e delle insicurezze degli adolescenti perché ciò che è accaduto a lei Antonella non accada mai più a nessun ragazzo e a nessuna ragazza. Di quanto ci hanno detto restano parole di cura e di attenzione, l’idea che insieme è più facile crescere e affrontare le paure che tutti noi abbiamo: sembrare deboli, non essere perfetti, non essere capiti e poi essere giudicati, di peso, etichettati …

In rappresentanza del Comune di Bari, che ringraziamo per aver reso possibile il nostro sogno, era presente l’assessora Paola Romano, che è restata con noi fino al termine dell’incontro: quando frequentava il liceo anche lei scriveva per un giornale scolastico e ci ha detto che diversi suoi compagni, ora, sono giornalisti affermati!! Chissà che anche qualcuno di noi non diventi un giornalista o uno scrittore! Certo che sarebbe proprio bello!

Insomma, la nostra presentazione/tavola rotonda è stato un incontro ricco di emozioni e di scambi; hanno parlato anche alcuni genitori e diversi ragazzi, ciascuno dei quali ha potuto spiegare come sono nati i primi articoli e cosa fa per il giornale.

L’incontro si è concluso con il proposito di continuare ad ampliare sempre di più questo progetto, in modo che la nostra voce si possa diffondere in città e magari, chissà, anche altrove.

Continuate a seguirci: pubblicheremo i nostri articoli ogni sabato e in occasione di ricorrenze o eventi particolari.

Ah, dimenticavamo: ospiteremo anche gli articoli di quanti, esterni alla nostra scuola, avranno voglia di unirsi a noi in questa piccola ma anche grande (anzi grandissima!) avventura.

Rebecca Albrizio, Sara Medici, Elisabetta Romanini

ASPETTANDO IL TORNEO DI ISTITUTO “ZARAY WITH US”

Tra le classi terze della scuola secondaria di primo grado avrà inizio a breve un torneo di pallavolo, che si concluderà verso la fine dell’anno scolastico. Ogni classe, con i rispettivi professori di scienze motorie, si sta impegnando per conseguire la vittoria o classificarsi tra i primi posti. I professori hanno un compito davvero arduo perché, a causa della pandemia, le ore trascorse in palestra negli ultimi anni sono state pochissime e, nonostante l’impegno dei docenti e dei ragazzi, le “ lacune” da colmare sono tante. Il nostro torneo è dedicato a Zaray, una ragazzina che frequentava il nostro istituto e che è venuta a mancare prematuramente qualche anno fa. Ricordarla con una manifestazione sportiva ci riempie di gioia e di entusiasmo. Per l’occasione ho voluto intervistare il capitano della mia squadra, Sergio Smaldone, che ammiro per le sue doti tecniche e per “l’energia positiva” che trasmette ai suoi compagni di squadra in qualsiasi momento.\ -Cosa ti aspetti da questo torneo? Mi aspetto e mi auguro di uscirne vincitore insieme a tutta la squadra e mi impegno a gareggiare nel pieno rispetto delle regole di gioco. -Hai fiducia nella tua squadra? Nutro grandissima fiducia nei miei compagni di squadra, ai quali sono riconoscente per avermi scelto come “capitano”. -Secondo te cosa ha spinto i tuoi compagni ad eleggerti capitano? Credo che apprezzino le mie “doti sportive” ed il mio impegno assiduo per creare un clima di fiducia e di collaborazione. -Qual è secondo te la carta vincente di una squadra di pallavolo? Ritengo che la carta vincente sia una squadra affiatata, perchè da “soli si va più veloce ma insieme si va più lontano” Ringraziando Sergio Smaldone per la disponibilità, invito i lettori a continuare a “leggerci” e a fare il tifo per noi.

Tommaso Tedesco Quartulli