Categoria: Libri

INTERVISTA A SIMONETTA BITASI, UNA LETTRICE SPECIALE

A maggio è venuta a trovarci nella nostra scuola Simonetta Bitasi, una delle più note consulenti letterarie e lettrici professioniste in Italia, famosa per aver inventato il progetto “Il lettore ambulante” che si propone di portare i libri fuori dai circuiti tradizionali e farli incontrare direttamente con le persone.

Abbiamo fatto due chiacchiere con lei e le abbiamo rivolto qualche domanda. Ecco cosa ci ha raccontato!

Che genere di libri legge o preferisce leggere?

In realtà da molto tempo non ho un genere preferito. Prediligo la narrativa quindi i romanzi, ma leggo anche un po’ di saggi e più che altro cerco di variare.

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Incontro con Simonetta Bitasi

Il 14 maggio mi sono recato in auditorium per incontrare Simonetta Bitasi, uno degli ideatori del progetto ReadMore. Durante l’incontro abbiamo parlato dei libri letti nel corso dell’anno scolastico e abbiamo condiviso le nostre opinioni e riflessioni sulle storie che ci hanno colpito di più.

Il progetto ReadMore è un’iniziativa dedicata alle scuole secondarie che incoraggia i ragazzi a leggere ogni giorno per almeno venti minuti, liberamente e senza obblighi. Lo scopo del progetto è quello di far diventare la lettura un’abitudine piacevole, capace di stimolare la fantasia, la curiosità e la crescita personale.

Io ho letto il libro L’anatra zoppa e la gallina cieca, una storia divertente e allo stesso tempo commovente che racconta la nascita di una grande amicizia tra un’anatra zoppa e una gallina cieca.…

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Quattro stregoni in cerca d’autore

Narratore: la classe terza C è per la prima volta tranquilla. Gli studenti sono completamente rapiti dalla lettura del dramma di Pirandello: Sei personaggi in cerca d’autore.

L’insegnante, la Prof, li guida attraverso questa avventura, mentre, come fa sempre, si tocca i capelli formando dei riccioli:

– Ragazzi, questi personaggi stanno cercando qualcuno che racconti la loro storia; vogliono essere conosciuti, desiderano che qualcuno parli delle loro emozioni e del loro carattere.

Hamza con un espressione interessata: Prof, quindi i personaggi vogliono essere capiti a fondo dall’autore in modo tale da fargli scrivere una storia che rispecchi il loro carattere?…

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Inizia tutto da un gioco

Inizia tutto da un gioco, da una prova, per curiosità.

Inizia con un “Solo per questa volta” o con solo l’intento di togliersi lo sfizio.

Un gioco dal quale sembra facile uscire, un gioco che “deve essere per forza giocato, almeno una volta nella vita”. Se no, rimani con l’idea di “non aver mai provato il vero divertimento della vita”. 

Alla fine decidi di iniziare a giocare, ma poi il gioco cambia le regole, senza avvisarti. Il tasto per uscire diventa sempre più irraggiungibile. 

E allora arrivano le convinzioni, per rassicurarti, per pensare che vada tutto bene, anche se in fondo sai benissimo che stai raggiungendo il fondale.…

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La mia dipendenza

Pur essendo un ragazzo ho anche io una dipendenza, ossia usare lo smartphone.

Quando arrivo a casa la prima cosa che faccio è prenderlo iniziare a guardare i video. Quasi sempre senza che io me ne accorga il tempo passa ed io ne ho sempre meno per me.

So che questa abitudine mi sta condizionando e rubando molto tempo che potrei utilizzare diversamente, ma è come se non riuscissi proprio a farne a meno.
Alcuni miei compagni si lamentano per i troppi compiti, ma io so che se finisco tardi, la causa sta nel fatto che anche mentre studio, interrompo spesso per guardare il telefono.…

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Smettere quando si vuole. E’ sempre possibile?

A volte non è così semplice smettere di fare qualcosa, anche quando sappiamo che non ci fa bene o quando ci diciamo che possiamo farlo in qualsiasi momento.

Spesso pensiamo di avere tutto sotto controllo, ma poi ci accorgiamo che non è proprio così.

Nel romanzo “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo, Zeno è convinto di poter smettere quando vuole. Ogni sigaretta diventa “l’ultima”, un momento in cui promette a se stesso che sarà davvero la fine. Però, subito dopo, trova una scusa per accenderne un’altra.

Zeno è un inetto e quindi si inganna da solo: trasforma la sua debolezza in un ragionamento pieno di giustificazioni, dice che smetterà domani, che oggi non è il giorno giusto, che ha bisogno di un’ultima sigaretta per iniziare bene il nuovo proposito.…

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E’ difficile smettere, anche se non è l’ultima sigaretta

E’ proprio vero che spesso è difficile interrompere un’abitudine negativa.

Come nel caso di Zeno, si dice che quella sarà l’ultima volta, l’ultima sigaretta, ma alla fine si finisce per rifarlo, per ricadere nell’abitudine.

Una brutta abitudine che ho acquisito in questo periodo è quella di restare sveglio fino a tarda notte, e  nonostante io sappia che questo mi fa male alla salute e al benessere sia fisico sia mentale, continuo a farlo.

A differenza di Zeno, però, non dico che quella sarà l’ultima notte che lo farò, perché ho imparato a conoscermi, e quindi so che anche la notte dopo e quella dopo ancora resterò sveglio.…

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Storie di coraggio. Dal libro allo spettacolo

Giovedì 12 febbraio 2026, siamo andati in auditorium per vedere lo spettacolo Qui non si
vendono più bambole tratto dal libro Per questo mi chiamo Giovanni, che abbiamo letto in
classe in questo periodo.
L’opera parla della storia di un ragazzo di dieci anni, di nome Giovanni nato nello stesso
giorno in cui è morto Giovanni Falcone e costruisce un legame tra la sua vita quotidiana e la
mafia. Infatti Giovanni frequenta le scuole elementari e nella sua classe c’è un bullo di nome
Tonio, che va in giro per la scuola chiedendo soldi ai suoi compagni. Nessuno ha il coraggio
di dire alla maestra o alla preside ciò che succede, perché temono ritorsioni da parte di
Tonio che li ha più volte minacciati.…

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Qui non si vendono più bambole

Giovedì 12 febbraio abbiamo assistito in auditorium allo spettacolo Qui non si vendono più bambole, ispirato al libro Per questo mi chiamo Giovanni.

Giovanni è un ragazzo di Palermo di dieci anni. Suo padre come regalo di compleanno decide di raccontargli il motivo vero della scelta del suo nome in onore di un grande uomo. Così inizia a parlargli di Giovanni Falcone, gli mostra i luoghi dove ha vissuto e gli spiega il suo impegno contro la mafia.

La compagnia Oltrepalco ha deciso di mettere in scena questa storia usando gli strumenti dell’arte teatrale. Infatti ha scelto di utilizzare sul palco degli oggetti come le scarpe per rappresentare un coltello, i lacci delle scarpe per i tentacoli del “mostro” e una bustina di aspirina per simboleggiare lo scioglimento di Giuseppe in un bidone pieno d’acido.…

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Discriminare per sfogare la rabbia: la lezione di Rosso Malpelo

Rosso Malpelo è emarginato, denigrato e schernito da tutta la gente del paese solo perché è ritenuto “diverso” dagli altri. Subire quotidianamente la cattiveria della sua comunità, insieme alla morte del padre, lo porta ad uno stato di assoluta disperazione e depressione, tanto che incomincia ad adottare nella realtà i comportamenti cattivi che non ha mai avuto, ma che gli sono stati attribuiti dalla gente.

Lo vedevano come un bambino cattivo e lui, disperato, lo è diventato.

Questa situazione, più un secolo dopo, la ritroviamo ancora oggi; infatti i gruppi di adolescenti della mia generazione sono pieni di offese e insulti verso chi viene considerato “diverso” in qualcosa.…

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