Categoria: Ragazzi

Un’amicizia nata tra i banchi di scuola

Mi chiamo Antonella e ho una migliore amica di nome Giada. Ci conosciamo da circa… anzi no, lo scoprirete alla fine!

Quando è iniziato quest’anno alle medie pensavo che non sarei riuscita a socializzare con nessuno. Ero molto timida e, sinceramente, all’inizio mi stavano antipatici quasi tutti i miei compagni (chiedo scusa!).

Il 16 ottobre io e Giada siamo diventate compagne di banco. All’inizio non andavamo molto d’accordo: ci stavamo antipatiche a vicenda e non avrei mai immaginato che saremmo diventate così legate. Col passare del tempo, però, abbiamo iniziato a conoscerci meglio e ho capito quanto fosse importante per me.…

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L’amore: un sentimento difficile da spiegare

Cos’è davvero l’amore?
Questa è una domanda che mi pongo spesso. Nel dizionario l’amore viene definito come “un sentimento di grande affetto verso una persona, che porta a volerle bene e a cercare la sua compagnia”. Ma è davvero solo questo?

Secondo me no. L’amore non è uguale per tutti e ognuno lo vive in modo diverso. Per alcune persone può significare affetto, per altre fiducia, protezione o semplicemente sentirsi capiti.

Per me amare significa tenere davvero a qualcuno, ammirarlo per ciò che è e fidarsi completamente di lui. Significa sapere che quella persona ci sarà sempre nei momenti difficili, pronta ad aiutarci e a rialzarci quando ne avremo bisogno.…

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LASCIARE LA PROPRIA CASA

La “piccola me”, fin dall’infanzia, è vissuta a Modugno, un’insolita periferia a cui si è profondamente affezionata. Nel 2023 si è trasferita a Bari, e questo è stato il dolore più grande che porta con sé ancora oggi.

Qui, pian piano, nonostante mille errori, ha imparato a crescere, diventando sempre più responsabile. È cresciuta tra risate, litigi, pianti, momenti di divertimento e felicità, in un semplice condominio con persone che le hanno fatto stare bene.

A Bari ha fatto tante amicizie e si è anche divertita, ma con quell’enorme sofferenza sempre nel cuore.

A volte immagina che Modugno sia come un amico immaginario fedele, capace di celebrare i suoi successi più importanti e di starle accanto nei momenti di fallimento.…

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Ti penso

Ti penso…

Ti pensavo ieri da sola, nel buio che ho creato mettendo la testa sotto le coperte. E mentre ero a cena con i miei genitori chiedendomi come stavi.

Ti pensavo mentre passeggiando ho incrociato lo sguardo di un ragazzo in motorino. Era uguale al tuo. Solo che tu porti la bicicletta; ti ho pensato quando con l’intento di salutare mia madre ho urtato una sconosciuta; ti ho pensato oggi mentre, tentando di non guardare, a testa bassa sono passata davanti a casa tua. Ti penso sempre. Il buio, la notte, la solitudine sono condizioni sufficienti ma non necessarie come diresti tu.…

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Il silenzio che ferisce

Ieri in classe abbiamo parlato di come le parole usate incautamente possano offendere o ferire, addirittura, le persone a cui le rivolgiamo.

La professoressa ci ha letto il Manifesto della comunicazione non ostile e poi ciascuno di noi ha commentato la “regola” che ritiene più importante.

Per me, è “Anche il silenzio comunica”, l’ultima regola, la numero10.

Il silenzio di chi abbiamo davanti, infatti, è terribile perché la persona che non ti parla perché è offesa con te non vuole ascoltare il tuo punto di vista, non ti lascia spiegare il perché delle tue scelte, non ti permette neanche di scusarti o di capire come farti perdonare per tornare ai “bei vecchi tempi”.…

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Le parole hanno conseguenze

Le parole hanno conseguenze, ma non tutti lo sanno. O almeno, lo si sa, ma a volte non ci si rende conto che ciò che si dice può far male. Quando si crede di scherzare, non si comprende che una persona dal carattere fragile potrebbe sentirsi molto male.

Io ho provato quanto fanno male le parole nel momento in cui ero più fragile, e il dolore è stato grande anche perché le parole provenivano da persone a cui volevo un mondo di bene e da cui non mi sarei mai aspettata di essere ferita.

Non credo che non capissero che mi avrebbero fatto soffrire, perché non è difficile immaginare che sentirsi chiamare “cessa” o “cane” possa arrecare dolore.…

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Non mi sento al sicuro nella mia città

In molti mi chiedono se mi sento al sicuro nel posto in cui vivo e la verità è che a quattordici anni la mia libertà finisce esattamente quando inizia a calare il sole perché muovermi da sola è diventato un esercizio di ansia continua che nessuno di noi dovrebbe conoscere così bene a questa età. 

Prendere il bus dopo un certo orario non è per me qualcosa di normale, ma una sfida, dato che le fermate sono spesso popolate da persone che hanno chiaramente bevuto troppo o che urlano senza motivo rendendo l’aria pesante e facendomi venire voglia di scappare il più lontano possibile.…

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Vivere la propria città senza paura

Negli ultimi anni il tema della sicurezza sociale è diventato sempre più importante, anche all’interno di indicatori come il Global Peace Index. Questo aspetto non riguarda solo i dati oggettivi, ma soprattutto la percezione delle persone. Sentirsi sicuri significa poter vivere la propria città senza paura, e questo dovrebbe essere un diritto garantito, non un privilegio.
Per quanto riguarda la mia esperienza, nella città in cui vivo non mi sento sempre al sicuro, in particolare come ragazza. 

La situazione è più evidente durante il fine settimana, quando, di sera, vado in centro con i miei amici.

Anche in zone frequentate, non necessariamente isolate, provo spesso una sensazione di disagio quando mi trovo da sola.…

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Un mercoledì indimenticabile

Il 15 aprile, nell’Aula Magna dell’Università Aldo Moro, qui a Bari, si è svolta un’esperienza davvero speciale: un incontro-dibattito nel quale sono stati presentati degli “stati ideali”. Tra le classi partecipanti c’era anche la mia, la 3C dell’Istituto Comprensivo Nicola Zingarelli, che ha preso parte con entusiasmo a questo importante evento.

All’inizio ero convinto che sarebbe stato un pomeriggio lungo e piuttosto noioso, invece, già dopo le prima parole dei docenti che ci hanno accolto, qualcosa è cambiato: ho iniziato a sentirmi coinvolto, curioso, quasi sorpreso da quanto stava accadendo intorno a me.

Quello che mi ha colpito davvero è stato il modo in cui, senza accorgermene, sono passato dall’essere distaccato al sentirmi completamente dentro l’esperienza.…

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La III C tra gli Studenti in Cattedra

Mercoledì 15 aprile 2026 siamo stati anche noi STUDENTI IN CATTEDRA, nell’Aula Magna dell’Ateneo dell’Università degli Studi di Bari.

Mediante un video, abbiamo presentato il nostro Stato ideale, frutto dell’unione tra le nostre idee, quello che abbiamo studiato e imparato in questi tre anni, e i numerosi dialoghi nati a seguito del progetto Philosophia Ludens, tenutosi nel mese di dicembre grazie al supporto di alcuni alunni del Liceo Socrate di Bari.

Insieme a noi erano presenti gli alunni della scuola della “Tommaso Fiore” di Terlizzi, che hanno presentato il loro lavoro.

La parte più importante del pomeriggio è stata quella del dibattito: noi e i nostri “colleghi” di Terlizzi abbiamo parlato dei problemi della società in cui viviamo e soprattutto dei problemi della scuola, che per noi ragazzi è sicuramente un luogo fondamentale, non fosse altro perché lì trascorriamo tante ore delle nostre giornate.…

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