Categoria: Ragazzi

“La leva calcistica della classe ’68” nel 2026

La canzone “La leva calcistica della classe ’68” di Francesco De Gregori parla di un ragazzo di nome Nino che vive il suo sport preferito come un inferno.

Molti, ascoltandola, potrebbero pensare che lui sia solo un bambino che vuole essere bravo nello sport che pratica, ma dietro quel “qualsiasi” bambino si nasconde non solo la paura, ma angoscia, disagio, sofferenza, ossessione. Perché se sbagli “sei scarso” e se sei scarso, prima o poi arriva “Questo sport non fa per te, hai mai pensato di provarne un altro?”

Ma Nino non vuole sentire quelle parole. La canzone parla di com’è crescere, di come potrebbe crescere per Nino se non ci fosse la paura a frenarlo.…

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Ho paura di perderti

Ho paura di perderti, di non essere più felice senza di te…

So che alcune volte non sono la migliore amica che desideri. Io faccio del mio meglio: voglio essere una di quelle amiche che è sempre disponibile e che non si ammala mai quando la sua migliore amica ha bisogno di lei.

A volte posso sembrare arrabbiata oppure, quando metto due punti interrogativi alla fine di una domanda, pensi che tu abbia detto qualcosa che non dovevi dire. Questa cosa mi fa sorridere perché, per me, è un segno di amicizia, anche se secondo me tu non la pensi come me.…

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Sbagliando si impara

A volte sbagliare porta a scoperte inaspettate, come quella dei ghiaccioli.

“Sbagliando si impara” è un proverbio che veniva usato già nell’antica Roma. Tutti noi lo conosciamo perché ci è stato detto oppure perché lo abbiamo ripetuto a qualcuno. Lo scrittore Gianni Rodari, però, lo modificò in modo geniale dicendo: «”Sbagliando si impara” è un vecchio proverbio. Il nuovo potrebbe essere: sbagliando si inventa».

Ed è proprio così: ogni errore è un’opportunità per inventare qualcosa di nuovo, per migliorarsi, per diventare più forti e fare esperienza. Sbagliare è inevitabile, ma crescere grazie agli errori commessi è una scelta.

Il primo passo è accettare di aver sbagliato senza fare drammi; il secondo è cercare di trovare una soluzione.…

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La danza mi ha migliorato la vita

La danza per me è tutto, davvero tutto. Non è soltanto uno sport o un passatempo: è il mio modo di esprimere le emozioni, di divertirmi e di sentirmi libera. Quando ballo provo tante sensazioni diverse che si mescolano tra loro: gioia, entusiasmo, energia, ma anche emozione e soddisfazione.

Ho iniziato a danzare quando avevo solo tre anni. Ricordo che all’inizio ero molto timida e un po’ spaventata, ma allo stesso tempo curiosa di imparare nuovi passi e di scoprire questo mondo così affascinante. Le prime lezioni non sono state facili: a volte pensavo di non essere abbastanza brava e mi veniva voglia di mollare tutto.…

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Mi manchi

Mi manchi come ai bambini piccoli manca il ciuccio. Mi manchi come all’estate manca il sole.

Mi manchi come al gelato manca il cono. Mi manchi come a un telefono scarico manca il caricabatterie.

Mi manchi come al caffè manca lo zucchero. Mi manchi come al cielo, di notte, mancano le stelle.

Mi mancano le tue battute, il tuo profumo, i nostri bagni al mare insieme, il vederti ogni giorno e persino lo spaventarmi quando, per un giorno, non ti vedevo. Mi manca il tuo profumo… quello buonissimo che sentivo anche a un chilometro di distanza.

E mi mancano soprattutto i tuoi abbracci, quelli che mi davi anche quando avevo la febbre o qualche sintomo contagioso.…

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Sotto il sole di Riccione e… oltre

Questo film parla di un ragazzo non vedente di nome Vincenzo, che va in vacanza con la mamma. Durante una giornata al mare conosce Furio e i due diventano subito amici.

Qualche giorno dopo, Furio iscrive Vincenzo a un’app di incontri. Qui il ragazzo conosce Camilla, una bellissima ragazza dai capelli rossi, con gli occhi scuri, tante lentiggini e una voce dolce e tranquilla. I due iniziano a sentirsi tramite messaggi vocali e, con il passare del tempo, Vincenzo si innamora di lei.

Vincenzo però non sa che Camilla ha già un ragazzo. Nonostante questo, le chiede di fidanzarsi e lei accetta.…

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Murales green LILT 2026

Disegnare e dipingere un murales per la mia scuola per il progetto “Guadagnare salute con la LILT”???’ Se qualcuno me ne avesse parlato qualche mese fa non ci avrei mai creduto! E invece mi è stata data questa bellissima opportunità e ne sono molto felice!

Disegnare mi piace da matti, lo faccio sin da quando ero piccolo perchè ho un grande maestro, mio fratello, che per me è il più bravo di tutti! Ho sempre cercato di imitarlo, non sono bravo quanto lui, ma ci provo! E’ stata la prima persona a cui ho parlato di questo progetto e mi ha incoraggiato molto.…

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Movi-menti: lo sport ci rende felici

Da qualche settimana la nostra scuola è più bella grazie al murales dello sport, che noi ragazzi delle classi prime abbiamo ideato e realizzato insieme all’artista Daniela Sersale.

Io sono immensamente felice di aver partecipato a quest’opera, perché per la prima volta nella mia vita mi sono sentita parte di qualcosa di davvero grande e importante: qualcosa che resterà nel tempo …

L’artista che lo ha realizzato insieme a noi è una persona speciale: è stata molto accogliente e gentile, considerando tutte le nostre idee e facendoci sempre sentire importanti. Dai suoi occhi si vedeva quanto fosse felice di lavorare con noi e questo ha reso l’atmosfera sempre gioiosa.…

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Il murales della LILT: MOVI + MENTI!

Dallo scorso anno i ragazzi delle classi della nostra scuola hanno l’opportunità di realizzare un murales su una parete esterna grazie ad un bellissimo progetto a cura della LILT Bari. Quest’anno è toccato a noi! Il murales che abbiamo realizzato in collaborazione con l’artista Daniela Sersale ha come tema il movimento e per noi rappresenta energia, libertà e cambiamento; attraverso i colori vivaci, le linee e le immagini abbiamo cercato di trasmettere l’idea di qualcosa che non si ferma mai, proprio come la vita e i nostri sogni. Tutto è iniziato con una fase di brainstorming e progettazione durata alcuni giorni: in questi primi incontri abbiamo discusso insieme il significato del movimento e conosciuto l’artista, Daniela; in seguito abbiamo condiviso idee, lanciato spunti e collaborato attivamente tutti insieme.…

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Un’amicizia nata tra i banchi di scuola

Mi chiamo Antonella e ho una migliore amica di nome Giada. Ci conosciamo da circa… anzi no, lo scoprirete alla fine!

Quando è iniziato quest’anno alle medie pensavo che non sarei riuscita a socializzare con nessuno. Ero molto timida e, sinceramente, all’inizio mi stavano antipatici quasi tutti i miei compagni (chiedo scusa!).

Il 16 ottobre io e Giada siamo diventate compagne di banco. All’inizio non andavamo molto d’accordo: ci stavamo antipatiche a vicenda e non avrei mai immaginato che saremmo diventate così legate. Col passare del tempo, però, abbiamo iniziato a conoscerci meglio e ho capito quanto fosse importante per me.…

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