CIMICI CHE PASSIONE!

Salve a tutti! Sono Michelangelo e vi voglio parlare di pace.

Ma voglio farlo in modo speciale. Sì, perché vorrei parlarvi di pace parlandovi delle… cimici.

Voi direte: “Ma cosa c’entrano le cimici con la pace?!?” Ebbene sì, moltissime cimici sono PACIFISTE!!! Perché? Perché non fanno proprio nulla di male, puzzano e basta!!!

A parte gli scherzi, in genere le cimici sono considerate organismi dannosi o comunque fastidiosi, ma si tratta di un vero e proprio pregiudizio, poiché non tutte le cimici sono uguali: ne esistono di BELLE e di BRUTTE.

CIMICI BELLE:

Tra le cimici belle ci sono le comuni cimici che si incontrano in giardino, le cosiddette “puzzone” (stinkbugs per gli inglesi). Queste sono le cimici “sante”, un mito per gli altri insetti che le invidiano per il loro ruolo di controllori biologici: esse, infatti, hanno un regime alimentare zoofago, cioè vivono a spese di uova o larve di altri insetti nocivi per tante specie vegetali. Insomma, veri e propri pezzi grossi nel loro ambiente!

CIMICI BRUTTE:

Tra le cimici decisamente brutte ci sono le cosiddette “cimici d’acqua giganti”: si tratta di esseri pieni di rabbia, che non si fanno problemi a mangiare QUALSIASI pesce gli si presenti davanti.

Le femmine di questa specie possono deporre tantissime uova sul dorso del maschio, che sembra venuto dai peggiori incubi dei bambini (poverino!) e che non può volare ma che riesce comunque a spostarsi molto velocemente e a tenere le uova al sicuro finché non si schiudono completamente.

Queste cimici hanno il corpo largo 2-3 dita, due zanne degne delle fauci peggiori e una saliva ad altissimo contenuto tossico: un loro morso procura una delle ferite più dolorose che un insetto possa provocare ad un essere umano.

La loro dieta è piuttosto varia: mangiano pesci, bisce, girini, lumache e persino anatroccoli, serpenti e tartarughe. Non per niente sono tra gli insetti più grandi al mondo…

Ma lasciamo perdere queste cimici “brutte” che vivono lontano da noi (per lo più in America) e passiamo a cimici altrettanto “brutte” che, al contrario, possono esserci moltooooo vicine: le cimici dei letti!

Sono più piccole dell’unghia del mignolo di un neonato e sono MILIARDI SU MILIARDI!!!

Pungono come le zanzare perché come la zanzare si nutrono di sangue, ma la cosa peggiore é che possono insinuarsi SOTTO I NOSTRI LETTI!!!

Beh, a queste è giusto dire “CHE SCHIFO”!!!


Michelangelo Capparelli

LA VERA VITA DEI CAVALLI

I cavalli sono affascinanti.

Molti di noi li conoscono soltanto come animali per praticare sport e che stanno chiusi nei maneggi, ma per fortuna non è sempre così.

Nonostante i cavalli siano mammiferi addomesticati ormai da più di 5.000 anni, il loro comportamento sociale rimane selvatico. Essi non vivono mai da soli, ma si riuniscono in branchi chiamati harem; ogni harem è composto da due/quattro giumente e da alcuni puledri di due/tre anni, età oltre la quale i giovani sono spinti a lasciare il gruppo. Le giumente abbandonano raramente il loro harem di origine e solo per periodi molto brevi legati ai primi calori, quando vanno in cerca di uno stallone singolo. I maschi, invece, si allontanano dall’harem familiare per unirsi a gruppi formati da soli maschi, in cui passano la maggior parte del tempo a giocare e a simulare combattimenti per sviluppare il carattere da futuri capifamiglia. Quando, intorno ai cinque anni, diventano socialmente maturi, lasciano questi harem “da scapoli” per creare un loro harem familiare costruendo un rapporto con una giumenta, sfidando un capofamiglia e sostituendolo in caso di vittoria, oppure rimpiazzando uno stallone morto. 

Il gruppo familiare è una struttura stabile che può durare anche per anni, in cui gli stalloni si occupano delle loro giumente e queste a loro volta si prendono cura dei puledri anche dopo lo svezzamento. Si può capire la stabilità di un gruppo osservando attività come bere l’acqua e mangiare insieme, seguirsi in fila indiana, scacciarsi le mosche a vicenda, rotolarsi, dormire insieme. 

I cavalli hanno bisogno di uno spazio in cui trovare tutte la risorse necessarie alla sopravvivenza. Questo territorio si chiama “dominio vitale” e la sua ampiezza dipende da numerose varianti quali soprattutto il clima, la presenza di acqua, la distribuzione vegetale, le asperità del territorio, ecc. Ogni harem è molto legati al suo dominio, ma non lo difende dai suoi simili: di solito gli harem si evitano a vicenda, ma se si incontrano possono arrivare a condividere lo stesso dominio vitale spartendosi le risorse. Quando capita che due harem abbiano la necessità di usufruire della stessa risorsa, come ad esempio l’acqua, viene rispettata un’apparente gerarchia: la famiglia più numerosa ha accesso prioritariamente, quella meno numerosa deve aspettare il suo turno.

Chi l’avrebbe mai detto, vero?

Chissà quanti sogni nascondono i nostri amici cavalli rinchiusi nei box del maneggio, potendo solo immaginare come sarebbe la loro vita in libertà!

Laura Guitto

La vita e le caratteristiche dei rettili e degli anfibi

6. MENZIONI ONOREVOLI

I rettili, come avete potuto intuire, sono dei veri supereroi, perché dotati di abilità che solo Madre Natura sa dare.

Ma esiste un animale ancora che sa adattarsi tanto da sorprendere ancora di più ?Seguitemi ancora per qualche pagina e lo scoprirete!

6.1 BASILISCO VERDE

Il Basilisco Verde è dotato dalla capacità di camminare sull’acqua, grazie alla quale riesce a sfuggire ai predatori; viene anche chiamato ‘’Lucertola Gesù Cristo’’, proprio con riferimento ai versi del vangelo nei quali Gesù cammina sull’acqua.

Quest’adattamento è reso possibile dall’accumulo di bollicine d’aria che si concentra sotto le zampe dell’animale, con l’aumentare della sua velocità.

(Basilisco, Basiliscus plumifrons).

Il basilisco vive nelle paludi del centro e sud America.

6.2 SUPER RANE E SUPER SERPENTI

(Rana volante di Wallace, Rhacophorusnigropalmatus). 

Di rane abbiamo parlato abbondantemente, ma si sa, non si finisce di imparare mai su nulla. A quanto pare, negli ultimi milioni di anni d’evoluzione, si sono messe a volare o meglio a planare… In Malesia è possibile incontrare, infatti, la rana volante di Wallace, che per sfuggire ai predatori si lancia da un albero all’altro, planando, grazie alla membrana delle zampe. A questa straordinaria dote, tuttavia, fa eco quella del suo predatore, il serpente volante, il quale ha sviluppato questa stessa abilità, essendo in grado di allargare le costole per creare un flusso d’aria sotto al corpo, e riuscire, in tal modo, a stabilizzarsi in aria.

Quello di cui vi ho appena parlato è un mirabile esempio di evoluzione convergente, cioè quando due animali diversi optano per approvvigionamenti differenti per poi raggiungere lo stesso obiettivo.

6.2 LA BELLEZZA DELL’ESSERE GECHI

I gechi sono i rettili di maggior successo evolutivo in assoluto e sono capaci di tanti “trucchetti” stupefacenti.

Vengono classificati in arboricoli e terricol. I primi sono dotati della capacità di avanzare senza alcuna difficoltà su pareti verticali, grazie alle setole adesive che si nascondono sotto alle loro zampe.

(Geco diurno del Magadascar, Phelsuma magadascariensis grandis).

La forza che li attrae alle pareti in maniera così rilevante, è stata studiata dal fisico olandese van der Waals.

I gechi terricoli come il Geco Leopardino non hanno bisogno di arrampicarsi e sono famosi per essere i ‘’cammelli’’ del mondo squamato, poiché trattengono tutte le risorse nutritive nelle loro code, come i cammelli fanno nelle loro gobbe.

Eublepharis macularius - Wikipedia

Devo precisareun paio di cose: i gechi leopardini hanno degli artigli e non delle setole adesive come i loro cugini arboricoli e sono gli unici nel loro genere (Eublepharis) ad essere dotati di ciglia per parare i forti venti dell’Asia nord orientale dove vivono.

RINGRAZIAMENTI

Per la redazione di questo articolo è stata fondamentale la lettura di un capitolo del libro ‘’Il coccodrillo ha il cuore tenero’’, scritto dal divulgatore scientifico di Prato, Willy Guasti, anche direttore del canale youtube ‘’Zoosparkle’’, che vi invito a visionare perché è pieno di interessanti contenuti naturalistici e zoologici che vengono raccontati in maniera divertente e originale.

Zoosparkle

Tutto il resto è frutto della mia passione per questi animali, da sempre incentivata dalla mia famiglia, dai miei amici e dalla visione di Jurassic Park e dei documentari della BBC di cui “mi nutro” da quando avevo circa 5 anni.

Un grazie indiretto a Steven Spielberge a David Attenbourough, due personaggi che non hanno bisogno assolutamente di presentazione.

Giovanni Deperte

LA VITA E LE CARATTERISTICHE DEGLI UCCELLI

Parte seconda

3.3 NUTRIMENTO

Nel corso del tempo, gli uccelli hanno cambiato numerose volte i loro stili di vita, anche in considerazione dei cambiamenti che hanno riguardato la loro alimentazione. Proprio grazie a tali cambiamenti, infatti, oggi sfoggiano artigli, becchi adatti in ogni situazione, approvvigionamenti sonori che captano ogni vibrazione, e una vista eccellente.

RAPACI CARNIVORI

I Rapaci, ovvero gli uccelli predatori, sono dotati di artigli e becchi potentissimi che utilizzano per catturare le loro prede. 

Poiana di Harris che caccia.

I rapaci sono sia diurni (poiana di Harris), sia notturni (allocco europeo).

I rapaci notturni, ovvero gufi e civette, sono dotati di precipue caratteristiche che li rendono tra i cacciatori più efficaci presenti in natura: un volo silenziosissimo, reso possibile dalla conformazione delle penne che durante il volo affettano l’aria uniformemente, rendendo così irraggiungibile ogni minima vibrazione di suono, e una struttura auricolare complessa, tale da essere in grado di recepire anche i rumori più lievi di una potenziale preda.

Ingrandimento al microscopio penna di un Gufo delle Nevi (Bubo Scandiacus).

RAPACI FRUGIVORI: PAPPAGALLI

Oltre ai Rapaci carnivori troviamo anche i Rapaci frugivori, ovvero i pappagalli. Questi ultimi sono dotati di becchi alquanto potenti (acune specie riescono addirittura a frantumare e mangiare le noci più dure del Brasile).

Ara Giacinto (Anodorhynchushyacinthinus).

I pappagalli più grandi come le Are Giacinto vivono in piccoli stormi, mentre quelli più piccoli vivono i grandi stormi, che sovente distruggono interi raccolti.

Parrocchetto Monaco (Myiopsitta Bonaparte).

Ci sono anche pappagalli che non volano: Kakapo in Nuova Zelanda.

Kakapo (Strigops habroptila).

FRUGIVORI ONNIVORI

I frugivori mangiano inparticolare la frutta, ma sono perlopiù anche onnivori.

Un esempio straordinario di questi vertebrati è l’Uccello Gatto Verde, chiamato così per il suo verso, che può sembrare il miagolio di un gatto morente o il lamento di un bambino. Oltre ad essere frugivoro, l’Uccello Gatto Verde si nutre anche di fiori, di piccoli uccelli e piccoli rettili. Vive nelle foreste umide dell’Australia.

Ailuroedus Crassirostri (the Green Cat-Bird). 

INSETTIVORI

Gli uccelli insettivori, come si può intuire, si nutrono di insetti. Sono generalmente più piccoli e caratterizzati da affilati e robusti becchi. Tra questi uccelli e gli altri animali si possono notare atti di simbiosi. Per chi non sa cos’è la Simbiosi è un processo in cui due forme naturali si aiutano a vicenda.

Immaginiamo, ad esempio, di essere nella Rift Valley, non sarà impossibile osservare un bufalo che viene aiutato da una bufaga che gli stacca via tutti i parassiti dalla pelle: così facendo, lui si risparmia una notte di fastidio e l’uccello vampiro guadagna una bella cenetta!

 Un Bufalo (BubalusBubalis) con una bufaga (Buphagus).

ONNIVORI

Uno degli esempi più straordinari di uccelli onnivori è il superbo e grandissimo pollo: dovendo adattarsi allo stile di vita domestico, ha perso la sua foggia primordiale per rinunciare a planare e ad avere un corpo slanciato.

Il pollo è onnivoro e si nutre sia di mais e di grano o altri cereali, sia di insetti e altri animali, come piccoli serpenti non velenosi.

PESCIVORI o ITTIOFAGI

La maggior parte di uccelli ittiofagi è acquatica.

Le caratteristiche principali quest’ultimi sono:

  • penne e piume impermeabili;
  • potenti pinne per avanzare in acqua;
  • becchi robusti e affilati per afferrare la preda.

Un esempio perfetto è l’Albatros Urlatore, che situffa in acqua a grande velocità per catturare le sue prede.

Albatros Urlatore (Diomeidae).

Un altro esempio è quello dei pinguini, di tutti i generi, che però non possono volare e cacciano i pesci nuotando.

Tra le razze di uccelli ittiofagi ritroviamo anche una sottospecie di uccelli pescatori molto abili: i trampolieri.  Tutti gli uccelli ittiofagi, talvolta anche i carnivori, utilizzano le loro lunghe gambe per muoversi lentamente in acqua e attendere con molta calma qualche pesce succulento da ingoiare tutt’intero.

Un becco a scarpa che caccia (Balaeniceps rex).

3.4 INTELLETTO

Molte volte si sente dire che gli uccelli sono animali poco intelligenti, tanto è vero che esiste il modo di dire << avere un cervello di gallina>>.

Questo non è del tutto vero perché ci sono uccelli che riescono a prosperare al meglio nel loro ambiente proprio grazie alla loro intelligenza . Uno di questi è il Corvo della Nuova Caledonia che riesce persino a modellare i piccoli rami in base alle proprie esigenze (per esempio logorare frutta o scavare la legna degli alberi per estrarre degli insetti).

Corvo della Nuova Caledonia (Corvus Moneduloides).

3.5 ACCOPPIAMENTO

Gli uccelli sono molti romantici e capita di vederli mentre cantano, danzano o nutrono la lorocompagna. Generalmente il maschio è il più colorato e sgargiante della coppia. Alcuni tipi di uccelli stabiliscono legami talmente forti con la compagna o con il compagno che restano insieme … finché morte non li separi.

Piccione (Columbia livia).

Giovanni Deperte

LOUIS

Non ricordo nulla. Davvero. All’ improvviso mi sono ritrovato solo, per strada. E poi… le macchine che si fermavano di colpo, le persone che si sbracciavamo, alcuni che mi chiamavano, altri che mi rincorrevano. Io guardavo tutti, non capivo e correvo via.

Era come se non li sentissi, sapevo solo che dovevo continuare a correre.

Poi qualcuno mi ha bloccato. Mi ha messo una mano sul dorso. “Lasciami andare!” – avrei voluto abbaiare. E invece ero lì, bloccato su quel maledetto marciapiede.

La mano è diventata presto morbida. Ha cominciato ad accarezzarmi… E gli occhi di chi mi teneva fermo cercavano il mio sguardo… Ma io continuavo a non capire. “Diamine, cosa sta succedendo?”

Ogni tanto qualcuno si fermava, per rendersi conto, per chiedere: una mamma con un ragazzino, una donna con un cane, un uomo. Si è formato un capannello. Io… io continuavo a non capire.

È passato molto tempo, forse un’ora. Ero in balia di quella gente ma anche e soprattutto di me stesso, del mio desiderio di riprendere a correre per andare… andare? Ma dove?

Sono arrivati i vigili. Io ero lì e loro parlavano di me. Hanno fatto delle telefonate.

Poi sono arrivati altri uomini. Mi hanno fatto salire su una strana macchina.

Ora sono qui. In una stanza arieggiata. Mi danno da bere e da mangiare. Mi parlano.

All’inizio ho avuto l’istinto di difendermi. Poi ci ho rinunciato. Non ce n’era bisogno.

Di una sola cosa sono sicuro: la mia famiglia non verrà a riprendermi. Perché io una famiglia ce l’avevo, ma… Forse sono troppo vecchio, forse ho fatto qualcosa di male, forse non ero più simpatico, forse non li rendevo più felici…

Io però una famiglia la vorrei di nuovo…

Se ti va, vieni almeno a trovarmi. Sono al Canile Sanitario di Bari. Mi faresti tanto piacere.

Louis (con l’aiuto della maestra Barbara Buono, Scuola Primaria Anna Frank)

LA VITA E LE CARATTERISTICHE DEGLI UCCELLI

PARTE PRIMA

1. STORIA E CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI UCCELLI

Gli uccelli sono il risultato di milioni di anni di evoluzione dei dinosauri sopravvissuti al cataclisma causato dal noto asteroide 66 milioni di anni fa.

Le caratteristiche che li accomunano sono le seguenti:

  • piume;
  • due zampe;
  • un becco;
  • due ali; 
  • ossa cave.

Il tempo ha plasmato i primi dinosauri aviani, come l’Archeopteryx, ‘’trasformandone’’ le mandibole in becchi e rendendo cave le loro ossa per rendere possibile il volo.

Gli uccelli, con un’evoluzione durata decine di migliaia di millenni, si sono adattati e perfezionati al punto da essere in grado di vivere in tutti e sette i continenti del nostro pianeta: li troviamo, infatti, nelle strade delle città d’occidente (basti pensare ai piccioni), ma anche in oriente e perfino in  Antartide (i pinguini).

Ci sono uccelli che volano e uccelli che non volano

2. DIETE

Una delle tante classificazioni degli uccelli è quella che tiene conto della loro alimentazione: 

In base a questa, infatti, vengono distinti in:

  • Onnivori; 
  • Rapaci (carnivori e frugivori); 
  • Frugivori; 
  • Insettivori; 
  • Ittiofagi.

3. CAPACITA’

3.1 VOLO

L’evoluzione ha dotato questi animali, come detto prima, del dono più inimmaginabile: volare.

Col tempo le prime goffe planate dei piccoli teropodi aviani diventarono veri e propri voli verso l’alto, che si sono conservati negli uccelli di oggi i quali utilizzano questa abilità per migrare, cercare cibo o cacciarlo.

3.2 CANTO 

Oltre che al volo, quando pensiamo agli uccelli, ci viene subito in mente il richiamo che emettono: alcuni cantano per segnalare un pericolo, altri per svelare la loro presenza, altri ancora per attrarre la compagna. 

E’ stata catalogata una grandissima varietà di versi: l’uccello lira è capace di memorizzare e riprodurre anche più di 200 rumori e suoni diversi.

Uccello lira (Menuramenura).

Segue

Giovanni Deperte

PILLOLE DI APICOLTURA

L’Apicoltura è una pratica che consiste nell’allevamento di api finalizzato alla produzione del miele. Quest’ultimo viene ricavato sfruttando i prodotti dell’arnia, intesa come “alveare”, popolata da un esteso gruppo di api.

LE DIVERSE TIPOLOGIE DI ARNIE

Le arnie in cui “risiedono” le api mellifere sono di vario tipo, infatti, distinguiamo :

–  le arnie “razionali”, che presentano una struttura a cassetto da cui si estraggono i favi mobili (raggruppamento di celle a base di cera d’api) dove l’apicoltore (indossando una tuta protettiva) ricovera le api, le quali successivamente secernono il miele;

– le arnie più primitive, prive di favi mobili, chiamate “bugno villico”.

LA GERARCHIA DELLE API NELLE ARNIE

L’intero gruppo dell’arnia è dovuto alla Regina che occupa tutta la sua vita a riprodursi con i fuchi (le api maschio) per produrre nuove uova. Da queste uova successivamente nasceranno diverse altre api, ovvero: diversi nuovi fuchi e diverse nuove operaie, sempre femmine.

Nel nido il tipo di ape che si da più da fare è l’operaia poichè si occupa dell’impollinazione dei fiori nei chilometri circostanti all’arnia e dell’ allevamento delle larve neonate.  

Grazie alle loro funzioni le api ci conferiscono una vita prosperosa, ricca di diversi tipi di piante permettendo così il ciclo vitale di diversi ecosistemi.

Giovanni Deperte e Gabriele Raffaele Lapadula

PLASTICA OMICIDA: PLANET, NO PLASTIC!

Spero che non vi siate persi l’interessantissima mostra fotografica Planet or Plastic, che si è tenuta al Teatro Margherita fino al 22 marzo.
Ero al corrente della pericolosità della plastica per il nostro pianeta, ma devo dire che molte delle cose che ho appreso visitando Planet or Plastic sono state per me del tutto inaspettate, anzi, sconvolgenti!
Per esempio, voi sapevate che in Cina risiede il più grande mercato della plastica? Ci sono più di 70.000 stand che vendono un incredibile numero di oggetti realizzati interamente in plastica: dalle piscine gonfiabili alle posate per la cucina, ai fiori artificiali. Oltre a questo, che già di per sé è inquietante, in Cina in ogni tipo di negozi è presente una quantità sbalorditiva di questo materiale omicida…
E sapete che ogni anno vengono buttate in mare più di otto tonnellate di plastica???
La mostra fotografica è stata per me un vero e proprio tour alla scoperta di pericoli a volte ignoti.
Per fortuna le notizie non sono state solo negative e ho tirato un po’ il fiato ammirando i negozi indonesiani che hanno sostituito la plastica con materiali naturali.
Le buone notizie, però, non sono state molte, e la seconda sezione della mostra riportava foto di esseri viventi letteralmente distrutti dalla plastica: mi ha colpito molto il bambino in mezzo a tante, anzi, tantissime mascherine. Secondo alcune stime, durante il picco della pandemia sono state usate e gettate sulla riva del fiume, in un solo mese, circa 129 miliardi di mascherine e 65 miliardi di guanti: questo è veramente inquietante e allo stesso tempo incredibile!
Un’altra fotografia che davvero mi è restata impressa nella mente è “Shedbird”, il piccolo albatro di Laysan, morto soffocato per aver mangiato troppa plastica, come ha affermato la scienziata CynthiaVanderlip.
Nell’ultima parte della galleria, forse per lasciare un po’ di speranza a noi poveri visitatori, erano visibili tutte le industrie che cercano di smantellare più plastica possibile: purtroppo tutta quella eliminata dal 2016 è solo un quinto di tutta quella esistente a livello globale…
Sono uscito dalla mostra con un pensiero fisso in testa, e proprio con questo pensiero desidero concludere il mio articolo: PREFERIAMO LA VITA E IL PIANETA ALLA PLASTICA!!!

Nathan Amodio

EVOLUZIONE IN AZIONE 5

5. DIVERSI CASI DI EVOLUZIONE: UCCELLI

Gli uccelli dei nostri giorni come i passeri, i piccioni, le ghiandaie, i polli e i tacchini discendono tutti da Dinosauri, per la precisione dai Teropodi Aviani, ovvero dinosauri con sembianze da uccello e, cosa importantissima, dotati di piume!
I dinosauri, quindi, non erano come quelli di Jurassic Park, che certo è un film stupendo ma sicuramente non affidabile dal punto di vista scientifico.
Il vero Velociraptor Mongoliensis era così e non così.

Ora, giustamente, vi stareste chiedendo: “Ma i dinosauri non si erano estinti?”
I dinosauri aviani non si sono mai estinti, o meglio non si è estinta la maggior parte di loro! I superstiti all’impatto dell’asteroide sono sopravvissuti fino ai giorni nostri e sono i progenitori delle colorate creature che popolano i nostri giardini e non solo.

Evoluzione ghiandaia azzurra (Senocita Crestata)

5.1 E’ GIUSTO DIRE “CERVELLO DI GALLINA”?

Il corvo della Nuova Caledonia (Corvus Moneduloides) ci dà una risposta ben chiara a questa domanda: “No”. Recenti studi affermano che questo volatile ha un numero di neuroni più denso rispetto agli altri uccelli. Come suggerisce il nome, questo corvide vive in Nuova Caledonia e numerose testimonianze di studiosi dell’argomento ci riferiscono la sua innata intelligenza: molti hanno affermato di aver visto questi animali intenti a catturare larve dai tronchi degli alberi, utilizzando bastoncini dalle specifiche caratteristiche, evidentemente atte a diversi scopi! Alcuni bastoncini erano, infatti, seghettati e adatti all’attaccamento con la larva predata, altri erano più sottili, ricurvi e appuntiti, utili, invece, al logoramento dei frutti.

In generale tutti i corvi hanno gradi di intelligenza superiori alla norma, tanto è vero che sono tra i pochi animali in gradi di organizzare veri e propri funerali.
Ecco i passaggi del rito:

  1. uno stormo osserva un cadavere;
  2. lo stormo si posa più vicino possibile al cadavere;
  3. lo stormo gracchia disperato come piangendo, finché qualcosa non li spaventa.
    Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto i miti sugli animali, in questo caso sui corvi, considerati “porta sfortuna” oppure “presagio di morte”, siano stupidi ed insensati.

5.2 RETTILIANI…? SUL SERIO?!
LE TEORIE PIU’ STRANE RIGUARDO L’EVOLUZIONE

E se i dinosauri non si fossero mai estinti? Vi siete mai fatti questa domanda? Io sì, molte volte: mi sono informato, ho letto qualche articolo e ho visto qualche video su Youtube e su Discovery Channel. Sono stato fortunato, lo ammetto, perché ho trovato una risposta alle mie domande, ma, certo, sono rimasto davvero sopreso quando ho visto le fotografie che vi mostro qui sotto.

Questa sorta di alieno/rettiliano sarebbe l’attuale Troodon evoluto.

Per chi non sa cos’è un Troodon, si tratta di un dinosauro teropode aviano molto simile al suo cugino più famoso, il Velociraptor Mongoliensis.
Il Troodon era, per quanto ne sappiamo, molto intelligente vista la grandezza del suo cervello in relazione al corpo e ai ritrovamenti fossili. Questi ultimi testimoniano la presenza di rametti in bocca all’animale, che, quasi certamente, li usava come utensili, proprio come fa il corvo della Nuova Caledonia di cui vi ho parlato nel paragrafo precedente.
La scultura umanoide dell’immagine è opera del paleontologo canadese Dale Russel, venuto a mancare 3 anni fa. Il suo modello è frutto di diverse convinzioni per niente affidabili. Russel pensava che l’Evoluzione fosse finalizzata a rendere più intelligente possibile l’organismo in questione, ovvero che quell’organismo si avvicinasse sempre di più a noi: la razza Umana. Quindi, concludendo, pensava che le diverse caratteristiche del Troodon potessero convertirsi in una sorta di corpicino bipede ed umanoide molto simile a un rettiliano, ovvero una sorta di uomo-rettile personaggio delle fantasie metropolitane.

Giovanni Deperte

P. S.: ESSENDO ORMAI GIUNTO ALLA FINE DEL MIO RACCONTO A PUNTATE, VORREI PRIMA DI TUTTO RINGRAZIARE CORDIALMENTE CHI LO LEGGERA’ E LO CONDIVIDERA’ SU ZINGARELLINEWS.IT.

SPERO CHE CON “EVOLUZIONE IN AZIONE” ABBIA IMPARATO NON SOLO COS’E’ L’EVOLUZIONE, MA ANCHE A VOLER BENE A CHI L’HA STUDIATA PER NOI, A ME CHE VE L’HO RACCONTATA, E SOPRATTUTTO A CHI L’HA VISSUTA.

GRAZIE A TUTTI!

EVOLUZIONE IN AZIONE 4

Oggi, grazie alle importanti scoperte di scienziati e studiosi, siamo tutti assolutamente certi che le specie del nostro pianeta hanno subito dei cambiamenti nel tempo.

Nel Seicento, circa 200 anni prima di Darwin, non si era ancora convinti di tutto ciò. Era l’epoca del Fissismo e del Creazionismo; queste due “paroline magiche” nascondevano un’esagerata credenza religiosa e poca applicazione mentale: in estrema sintesi, la cieca che Dio avesse creato tutte le forme di vita così come erano.                                                                         

Il più famoso tra i creazionisti fu Carlo Linneo, (Rashult 1707-Upsalla 1778), noto fissista svedese. Costui fu anche l’ideatore della nomenclatura binomia, ovvero l’usanza di porre nomi in latino alle piante e agli animali, formati da due parole che indichino il genere e la specie in questione, per esempio Vulpes Zadra (il fennec, una volpe desertica).

Giovanni Deperte