INTERVISTA A FERDINANDO NAPOLI DI EDILPORTALE

Mossa dall’intenzione di intervistare imprenditori baresi che si sono distinti per innovazione e lungimiranza, mi sono imbattuta in diverse imprese innovative, alcune  sturt-up, altre già consolidate anche a livello internazionale.

L’intervista che segue riguarda una delle eccellenze che Bari può vantare e di cui il nostro territorio ha bisogno. Con questa intervista vorrei offrire degli spunti di riflessione a tutti i ragazzi che sono in procinto di intraprendere un nuovo percorso di studi, con la speranza che questo possa facilmente introdurli in ambienti lavorativi appaganti e stimolanti. 

Mi racconta in poche parole di cosa si occupa la sua azienda?

La mia azienda gestisce portali internet per l’edilizia, l’architettura, il design e l’arredamento.

Questi portali sono: edilportale.com, archiproducts.com, archiportale.com e archilovers.com. L’azienda, oltre a essere un punto di riferimento per tutti i lavoratori di questi settori, architettura, arredamento e design, è uno dei più grossi e-commerce internazionali di prodotti di arredo ed edilizia; per cui possiamo essere contattati sia dai lavoratori sia dalle aziende.

Com’è nata l’idea di fondare un’azienda del genere?

L’idea è nata nell’anno 2000 (anno in cui non esistevano social come google, facebook, ossia di un’epoca pioneristica per il web) allo scopo di creare uno strumento che desse un’utilità a tutti i progettisti, gli ingegneri e gli architetti, insomma a professionisti quali noi siamo. 

L’azienda è stata fondata da quattro ingegneri edili e architetti del Politecnico di Bari, che hanno ideato un modo per mettere online le informazioni sui prodotti in modo che fossero sempre ricercabili.

Il fatto di essere al sud Italia ha creato qualche ostacolo nel momento i cui dovevate iniziare? Se foste stati una start-up al nord Italia, quali dinamiche sarebbero cambiate? Avreste avuto opportunità in più?

Ci sono stati dei pro e contro: nel 2000 una start-up web del sud Italia aveva in un certo senso meno credito e fascino di una del nord, ma, allo stesso tempo, ha goduto anche di vantaggi grazie al fatto che è stato più facile e più economicamente sostenibile avere alte professionalità in un mercato come quello del sud Italia, dove queste professionalità avevano una domanda minore di quanta ce ne potesse essere altrove.

Nel tempo il fatto di essere a Bari è diventato un plus, un motivo di fascino- vantaggio. Una punta d’orgoglio questa, ogni volta che in seguito abbiamo sentito dire: “da Bari sono riusciti a fare tutto questo”.

Quanto il web può dare supporto ad attività quali quelle legate ad architettura, edilizia e marketing?

E’ la base del nostro lavoro, nel senso che per fare edilizia e architettura bisogna comunicare con il web attraverso la pubblicizzazione dei prodotti ossia rendere noto a chi progetta l’esistenza e le caratteristiche di alcuni progetti.

Visto che il settore dell’informatica è in continua evoluzione, immagino che siate sempre allerta rispetto ai segnali di novità che il mercato offre. Quali sono le prospettive di crescita e in quale direzione va la vostra azienda?

L’azienda comprende 160 dipendenti, con sedi a Bari e a Milano; la nostra prospettiva è quella di un ulteriore internazionalizzazione. Anche se il nostro portale è visibile in tutto il mondo siamo più seguiti in Europa, vorremmo, quindi, espanderci negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nei paesi Asiatici.

In questi due anni e mezzo di pandemia come avete affrontato da un punto di vista pratico l’organizzazione del vostro lavoro?

Abbiamo fatto ricorso allo smart working e tutt’ora lo utilizziamo se si verifica un contagio. Essendo il nostro tipo di lavoro propenso all’uso di apparecchi informatici, è stato molto facile adattarsi alla nuova modalità.

Si parla tanto di metaverso, siete proiettati in questa nuova “dimensione”? Se sì, in che modo?

Il metaverso per noi non è una novità: infatti esiste fin dai tempi del web perché sono stati promossi i prodotti come second life cioè l’idea di avere degli universi paralleli in cui in modo virtuale esistano delle rappresentazioni di ciò che esiste nel mondo fisico. Soprattutto in ingegneria e in architetture si usa il metaverso per modellare tridimensionalmente un manufatto. Noi immaginiamo che in futuro il metaverso sia più simile a un multiverso, con n. metaversi ognuno caratteristico di un proprio ecosistema, dove ogni comunità possa realizzare un proprio metaverso vincente. Molto più interessanti sono le tematiche di intelligenza artificiale, applicate alla progettazione.

I rapporti interni tra voi e i dipendenti come sono? 

Viviamo un ambiente di lavoro invidiabile rispetto alla stragrande maggioranza delle aziende italiane ed europee. Da 22 anni attuiamo una politica di fair play assoluto nei confronti dei nostri dipendenti, non facciamo ricorso a espedienti come i modelli di lavoro in cui il lavoratore viene sottopagato. Crediamo di avere un clima aziendale molto favorevole soprattutto nel contesto del sul Italia, dove la media di aziende rispetto a queste tematiche non è quella del nord Italia.

Le figure professionali che voi ricercate, quale percorso di studio hanno svolto? Può dare un indirizzo a noi ragazzi?

Noi abbiamo diverse professionalità ossia ingegneri e architetti, anche i nostri giornalisti sono esperti di ingegneria e architettura e vengono da un percorso di studi che è quello di edilizia e architettura o design industriale. Oltre a loro abbiamo esperti di marketing e comunicazione digitale compreso il mondo di social media managment, dove abbiamo percorsi legati al mondo delle scienze della formazione. Abbiamo una quarantina di informatici che sono i nostri sviluppatori web.

Mi racconta due aneddoti, uno riguardo la fase di formazione dell’azienda quando eravate una start-up e un aneddoto simpatico che le è rimasto in mente.

Una cosa che raccontiamo spesso di quando siamo nati è che la prima idea di edilportale ci è venuta perché uno dei miei soci, Enzo, mentre eravamo a un master in Regno Unito, mi disse: <<ci possiamo inventare qualcosa per vendere le chianche>> (pavimentazione in pietra) che lui aveva in una villa rurale, gli risposi: <<esiste internet, possiamo scattare delle foto avere delle informazioni sul prodotto e mettendoci un prezzo potremmo provare a venderlo>>. Nel 2000 questa idea è stata dirompente, invece, adesso nel 2022 sembrerebbe un’idea banale.

Un aneddoto che fa sorridere sulla meridionalità è che Piero Gandini, una persona molto nota nel nostro campo, si è reso conto di tutto quello che avevamo fatto e ci disse: <<Mamma mia!! Pensate che avete fatto tutto questo stando a Bari, immaginatevi che cosa avreste potuto fare se foste stati a Milano!!>>.

Riesce a conciliare la vita privata con la vita lavorativa?

Sì, assolutamente sì.

Come immagina il futuro della sua azienda?

Immagino la mia azienda a livello più internazionale, più di quanto non lo sia già e probabilmente anche più orientata alla realizzazione di configurazioni virtuali, cioè fino oggi la maggior parte dei prodotti che noi promuoviamo, lo facciamo attraverso immagini, sempre di più questi prodotti avranno una “vita” tridimensionale.

Vi interfacciate con scuole e università del territorio per capire le tendenze future che possono ampliare la vostra visione? Per esempio avete idea delle richieste delle giovani generazioni?

In realtà sono le scuole che si rivolgono a noi per capire quali saranno le tendenze del futuro per formare i propri ragazzi in modo tale che abbiamo la possibilità di creare valore in un mondo che è molto competitivo e accelerato.

Molto spesso noi collaboriamo con le università in modo tale da aiutare a preparare i ragazzi per il mondo del lavoro.

Avrebbe mai pensato che la sua azienda potesse avere questo successo?

Quando si inizia un’attività imprenditoriale devi per forza pensare di avere successo investendo tempo, risorse per l’azienda.    

Grazie infinite per questa intervista, dottor Napoli.

Giulia Gentile

I giovani e la globalizzazione

La globalizzazione è un processo di connessione continua, commerciale e culturale, diffuso a livello globale, e che comprende anche i giovani, influenzando i nostri modi di vivere, la moda, le abitudini, lo sport…

Anche la lingua si è evoluta molto come per esempio l’inglese che ormai viene utilizzato da una grande maggioranza di persone.

Secondo me, però, la cosa più importante è la moda poiché dai vestiti si può capire, anche se non in modo approfondito, la persona.

Come si può notare, tutti siamo vestiti più o meno allo stesso modo proprio grazie alla diffusione di internet ma soprattutto delle aziende che vendono i vestiti a basso prezzo rendendoli accessibili a una grandissima parte della popolazione.

Prendiamo in considerazione il cibo che si diffonde come i vestiti attraverso la globalizzazione: ormai  la grande maggioranza degli alimenti che noi consumiamo proviene da altre nazioni come per esempio il sushi dal Giappone oppure i fast food, come il Mc Donalds, che provengono dagli Stati Uniti.

Ovviamente insieme al cibo e alla moda non poteva mancare la cultura che circola per il mondo unendo un po’ tutti. Ad esempio negli ultimi anni i manga stanno diventando sempre più popolari diffondendo così la cultura Giapponese.

Anche gli sport che prima erano meno conosciuti ora stanno diventano sempre più praticati e guardati.

In conclusione credo che la globalizzazione sia molto importante per il benessere delle persone e ci unisce in diversi modi che ci rendono unici.

Eusebio Barjamaj

TUTTE LE DOMANDE CHE VORREMMO FARLE (LETTERA A LILIANA SEGRE)

Cara Senatrice Segre,

siamo i bambini della classe 3^ D della Scuola Primaria Anna Frank di Bari. In questi giorni, insieme alla nostra maestra, stiamo discutendo molto su quello che è accaduto nel 1938, l’anno in cui furono emanate le leggi razziali.

La maestra ci ha fatto vedere una Sua intervista e noi siamo stati attenti a tutto quello che Lei ha detto, ma siamo rimasti colpiti soprattutto da queste parole: “Nessuno si accorse del mio banco vuoto e questo è stato un vero schiaffo morale, una ferita che mi sono portata sempre dentro. A distanza di anni ho incontrato di nuovo i miei amici di scuola e la prima domanda che ho rivolto loro è stata proprio Perché?”.

Abbiamo immaginato come ci comporteremmo noi se un nostro compagno non venisse a scuola per gli stessi assurdi motivi. Qualcuno di noi avrebbe il coraggio di protestare? Siamo tutti convinti di sì.

Leggendo la sua storia tante domande ci sono venute in mente…

– Che cosa sono le leggi razziali e perché furono scritte?

– Perché gli ebrei erano odiati così tanto?

– Perché gli ebrei non si sono mai ribellati?

– Cosa facevano i bambini ebrei quando erano costretti a non andare a scuola?

– Che cosa hanno risposto i compagni di scuola, quando è capitato che abbiano incontrato dopo tanti anni i loro coetanei ebrei “espulsi” dalle loro classi?

– Le piaceva andare a scuola?

– Ha avuto paura quando l’hanno divisa da suo padre?

– Cosa le mancava di più della sua normalità quando era rinchiusa nel campo di concentramento?

– Aveva un amico o un’amica di cui si fidava nel campo di concentramento?

– Se le truppe russe arrivarono nel campo il 27 gennaio, perché lei è stata liberata a maggio?

Sarebbe bello se Lei potesse risponderci e se potessimo incontrarla per parlare con Lei di quanto accaduto, non per rattristarla ma per farci spiegare, per capire, per non sbagliare mai nello stesso modo e anche per abbracciarla forte forte e farle sentire quanto l’ammiriamo e la stimiamo.

Ci auguriamo che prima o poi accada.

Intanto La salutiamo con affetto

Gli alunni della 3^ D

PS: Ci scusi, un’ultima domanda: Quando anche l’ultimo ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento e alla Shoa sarà morto, chi risponderà a quelli che ancora chiederanno, che vorranno sapere?

Beh, non si preoccupi: risponderemo noi perché, insieme a tanti altri, saremo la sua MEMORIA.

E’ UNA PROMESSA!

La Compassione è solo una parola o ci riguarda personalmente? Cronaca di una mattinata speciale

Il giorno 15 ottobre 2022, presso la scuola Zingarelli, si è tenuta la premiazione per la 35° edizione del concorso di disegno “UN POSTER PER LA PACE”¸: organizzato dai Lions, associazione diffusa in tutto il mondo e che si occupa di promuovere iniziative di beneficenza per raccogliere fondi in favore di iniziative che promuovono il benessere delle persone. Il fondatore del Lions International è Malvin Joes e la sede centrale dell’associazione si trova in America.
Il tema del concorso, quest’anno era “Guidare con Compassione“, e in occasione della premiazione sono venutio nella nostra scuola i coordinatori del concorso: Domenico Epicoco, ex preside, e la professoressa Concetta Deflammines.
Io li ho conosciuti personalmente all’inizio della presentazione, e ho avuto l’opportunità di intervistarli.
Rispondendo alle domande che ho posto loro, mi hanno spiegato che in Italia i Lions sono divisi in diversi club e 17 distretti: ogni club è autonomo e organizza diversi incontri per i propri membri.

A Bari ci sono 12 club Lions: i Lions – Bari San Nicola.
La professoressa e l’ex preside sono stati onorati e felici di parlare a noi ragazzi di concetti importanti come la pace, e di come si possa rappresentarla ciascuno a proprio modo mediante un disegno.
Dopo aver intervistato i coordinatori del concorso c’è stata la premiazione: i disegni dei partecipanti trasmettevano in modi diversi l’intenzione di migliorare il mondo, ed erano tutti bellissimi. Proprio per l’unicità di ciascuno – ha detto la professoressa Deflammines- è stato difficile selezionare solo quattro disegni a cui assegnare il premio.
Di questo bellissimo incontro porto nel cuore questo messaggio: noi ragazzi che vivremo insieme il domani dobbiamo cercare di essere una squadra, perché da soli non siamo nessuno ma insieme siamo una forza; tutti noi dobbiamo cercare di ribellarci quando qualcosa non ci sembra giusto e cercare di difendere i principi in cui crediamo e soprattutto aiutare chi è in difficoltà, non lasciarlo mai solo, porgergli una mano, mostrare compassione verso l’altro, cioè vivere con lui le gioie e i dolori.
La compassione ci riguarda personalmente e non è una parola che sentiamo
solo dire in giro senza capirne il significato. Avere compassione però non è sempre facile, a volte non ti viene spontaneo porgere la mano ma dobbiamo sempre pensare che potremmo ritrovarci noi dall’altra parte, dalla parte di chi ha bisogno, e guardare l’altro come vorremmo essere guardati noi.

Vittoria Vitale

“Stai zitta” di Michela Murgia

Di tutte le cose che le donne possono fare, parlare è ancora considerata la più sovversiva”

“Stai zitta” di Michela Murgia, scrittrice e opinionista italiana, oltre che un libro, è uno strumento che evidenzia come il patriarcato sia ancora fortemente radicato nella nostra società, nella quale il ruolo “inferiore” della donna viene imposto soprattutto attraverso il linguaggio, specchio del pensiero di massa.

Questa realtà scomoda è raccontata, o meglio spiegata con l’analisi di 9 frasi che le donne si sentono dire dagli uomini col fine di sminuire la loro persona, il loro ruolo e le capacità.

Vi spiego meglio: Fareste mai ad un uomo un complimento per il fatto che oltre a fare carriera è un buon padre?

Le donne in carriera con figli, vengono talvolta elogiate non tanto per la professione, quanto per il ruolo di “mamma”, come possiamo notare spesso nei titoli di giornale “L’assessore è mamma di due figli” La mamma-razzo vince i 100 metri” “Giovane mamma muore a 32 anni”.

Pur di non ammettere l’importanza di una donna, la società ha bisogno di evidenziarne il ruolo materno rendendola così in un certo senso più “umana” oppure chiamandola col nome di battesimo, dandole del TU e mettendo l’articolo determinativo davanti al cognome, tutto per farle perdere credibilità.

Per abbattere questi pregiudizi assolutamente infondati che ahimè ci portiamo dietro da secoli, è necessario uno scatto di mentalità, da parte non solo degli uomini, ma anche di noi ragazze e donne, rendendoci conto delle ingiustizie che ogni giorno, pur non rendendocene conto, ci troviamo ad affrontare, e che soprattutto, non sono solo parole.

Questo libro ha un’ambizione: che fra dieci anni una ragazza o un ragazzo trovandolo su una bancarella, sorrida pensando che queste frasi non le dice più nessuno.

Sara Medici

BCE: UN’ORGANIZZAZIONE A CUI AFFIDARSI!

Tutti sappiamo cos’è la BCE, ma conosciamo nel dettaglio le sue funzioni? 

La BCE, detta anche Banca Centrale Europea, è un’organizzazione che comprende le Banche Centrali (per essere chiari la Banca d’Italia e le sue corrispondenti negli altri stati) di tutti i paesi che adottano come moneta l’euro.

Il suo presidente viene eletto ogni otto anni e attualmente è l’economista francese Christine Lagarde. 

La sede ufficiale della BCE, situata a Francoforte, è stata completata nel novembre 2014 e combina elementi antichi  e moderni che ne fanno un monumento urbano unico.

Ma di cosa si occupa concretamente la Banca Centrale Europea? Diversamente da come si potrebbe credere, NON stampa l’Euro ma autorizza le diverse Banche Centrali a farlo.

 Inoltre:

  • Coordina le altre banche centrali dei 19 paesi che hanno adottato l’euro (principalmente i paesi appartenenti all’unione europea)
  • Cerca di mantenere stabili  i prezzi in modo che il costo della vita per le persone non subisca aumenti improvvisi e pericolosi 
  • Aiuta i paesi membri dell’UE che si trovano in difficoltà economica attraverso prestiti di denaro

Un esempio molto importante di supporto economico che la BCE ha fornito agli stati dell’Unione Europea è stato il Recovery Fund, un finanziamento, in parte a fondo perduto, per favorire la ripresa economica.

Guglielmo Sibilla

IL TRIANGOLO ISTITUZIONALE

Tra i diversi tipi di triangoli ce n’è uno che influenza la vita quotidiana di tutti noi, cittadini europei, o meglio dell’Unione Europea: si tratta del TRIANGOLO ISTITUZIONALE. Non si studia in matematica, ma in geografia, se siete curiosi di sapere di cosa si tratta, leggete questo articolo!

Il “triangolo istituzionale” comprende i tre principali organi dell’Unione Europea:

  1. il Consiglio dell’Unione Europea, che rappresenta i singoli Stati membri ed è composto dai rappresentanti dei governi membri dell’Unione Europea (UE);
  2. il Parlamento Europeo (PE), che rappresenta i cittadini ed è eletto direttamente da loro; 
  3. la Commissione Europea, che ha il compito di difendere gli interessi generali dell’UE ed è composta da un commissario per ogni stato membro.

L’ UE prende le decisioni sotto la supervisione della Commissione Europea, considerando sia le richieste cittadini (PE) sia quelle degli Stati membri (Consiglio).

Semplificando le cose si può dire che la Commissione Europea fa le proposte legislative, mentre il Parlamento ed il Consiglio le approvano.

Tra i tre organi dell’UE, quello che trovo più importante è  il PE perché rappresenta gli interessi di tutti i cittadini europei e quindi anche i miei. Questo ha sede a Strasburgo e viene eletto ogni 5 anni dai cittadini degli Stati membri. Il numero degli eurodeputati è proporzionale alla popolazione di ciascuno stato. Il presidente viene eletto con  un mandato di due anni e mezzo. L’ attuale presidente è la maltese Roberta Tedesco Triccas Metsola che è entrata in carica dopo la morte dell’italiano David Sassoli, a gennaio 2022.

Ma quali sono i poteri del PE?

  1. Il PE ha potere legislativo: il Parlamento, insieme al Consiglio, è responsabile dell’adozione della legislazione dell’UE. 
  2. Il PE ha potere di bilancio: il Parlamento e il Consiglio devono accordarsi sul bilancio annuale dell’UE. 
  3. Il PE ha potere di controllo: i deputati vigilano sull’attività della Commissione europea, l’organo esecutivo dell’UE.

Chi volesse approfondire l’argomento, può consultare il sito istituzionale del Parlamento Europeo: https://www.europarl.europa.eu/portal/it.

Entrando vi è una sezione “Attualità” nella quale sono riportati l’ordine del giorno e l’agenda del presidente. Vi è anche una sezione nella quale è riportato l’elenco completo dei deputati e una che fornisce  informazioni sui compiti, poteri, organizzazioni, procedure del PE e tanto altro ancora.

Mi sono chiesto cosa ci fosse oggi in agenda, ebbene oggi nell’agenda del Presidente alle 10.30 vi è stata una riunione online con il rappresentante della Camera dei Comuni inglese Sir Lindsay Hoyle.

Dalle 11.30 alle 12.00 vi è stata una conferenza stampa: “Il lancio della relazione giuridica e accademica indipendente – La difesa dell’unità irlandese nell’UE”.

Il giovedì nel PE ci sono le Commissioni parlamentari: giovedì scorso se n’è tenuta una sul mercato interno e la protezione dei consumatori e il 12 gennaio è in programma una sui reati finanziari, l’evasione fiscale e l’elusione fiscale. Abbiamo parlato proprio oggi dei paradisi fiscali, a proposito di Andorra e sarei proprio curioso di sapere cosa diranno in commissione.

Alberico Nigri

NON SARETE MAI SOLE!

In occasione della giornata contro la violenza sulle donne la nostra scuola ha organizzato ina bellissima attività. usando come simbolo un cuore rosso incollato su un cartoncino. Un gesto semplice ma così coinvolgente da farci capire quanto questa giornata sia da ricordare.

Ancor prima di iniziare le lezioni, le classi si sono riunite in cortile e per un minuti tutti hanno alzato questo cuore rosso, simbolo di tutte quelle donne che sono state vittime di violenza e non ce l’hanno fatta, ma anche di coloro che oggi resistono e combattono una guerra che appartiene anche a noi.

Credetemi se vi dico che è stata una delle attività più intense a cui abbia mai partecipato: vedere la commozione negli occhi dei miei compagni mi ha fatto capire che anche noi dobbiamo fin da ora opporci ad ogni forma di violenza che vediamo.

“A TUTTE LE DONNE VOGLIO DIRE CHE NON SARANNO MAI SOLE E CHE CI SARA’ SEMPRE CHI COMBATTERA’ AL LORO FIANCO CONTRO QUESTI AMORI CHE AMORI NON SONO .”

Marco De Marzo

SONO UNA RAGAZZA

Sono una ragazza

e sarò una donna.

Voglio portare i capelli sciolti.

Voglio mettere il rossetto e lo smalto più brillanti.

Voglio indossare i vestiti che piacciono a me.

Voglio studiare, leggere e scrivere.

Voglio amare chi mi piace

ed essere amata con amore rispettoso.

Voglio rispetto per la mia persona, le mie parole e le mie idee.

Non voglio sentirmi dire

“Tu non puoi”, “Tu non devi”,

“Tu farai quello che dico io”.

Voglio la mia vita piena di

“Tu potrai”, “Tu farai,

“Tu sei libera,

perchè sei una ragazza e sarai una donna”.

Ginevra Nicastri

Ma che ne sapevo che sarebbe finita così?

20/07/2002

Caro diario,

oggi vicino alla fermata dell’autobus c’era un ragazzo. Abbiamo cominciato a parlare: è molto carino, alto e con gli occhi chiari. Credo mi piaccia… 

18/09/2002

Caro diario,

non ti scrivo da un po’. L’ultima volta ti ho parlato di un ragazzo; adesso stiamo insieme. L’altro giorno abbiamo litigato, ma ora abbiamo fatto pace, anche se mi aveva dato uno schiaffo. Ha promesso di non farlo più, quindi ora è tutto come prima.

04/01/2003

Caro diario,

non ho avuto molto tempo per scriverti. Ormai il mio ragazzo mi controlla sempre. Stiamo litigando spesso. Io lo amo, ma ha iniziato a darmi dei pugni sempre più forti. All’inizio pensavo fosse un gioco tra di noi, ma ora iniziano ad uscirmi enormi lividi. Gli ho detto di smettere. Lui ha detto che non lo farà più. Lo spero perché io lo amo, ma i lividi mi fanno male.

08/07/2008

Caro diario,

sono passati cinque anni dall’ultima volta che ti ho scritto. Ti ho trovato mentre preparavo i cartoni, perché, sì, sto andando a vivere con lo stesso ragazzo che ti ho presentato sei anni fa. Non volevo andare a convivere con lui così presto, ma lui ha detto che mi avrebbe uccisa se avessi rifiutato. Penso che non stesse scherzando, ma lui dice il contrario. Ora vado a mettere i vestiti nei cartoni. Non voglio rischiare…

15/09/2010

Caro diario,

mi sono sposata. Credevo fosse una bella cosa ma inizio a pensare il contrario. Mio marito mi picchia spesso, però mi ha detto che non lo fa apposta. Dice che è colpa mia, io commetto degli errori che lo fanno arrabbiare molto, poi sente il bisogno di sfogarsi.

18/08/2016

Caro diario,

non so se mai leggerai questa pagina, ma alla fine mio marito non scherzava. Mi ha uccisa davvero. Non ho mai detto a nessuno che mi picchiava perché pensavo che un giorno avrebbe smesso, ma non è stato così. Immaginavo una vita diversa con lui… ne ero davvero innamorata. Ora ti dico solo che se solo potessi tornare indietro le cose andrebbero diversamente, perché chiederei aiuto, lo racconterei a qualcuno.

Ma che ne sapevo io che sarebbe finita così?

Giorgia Lucrezia Fanelli