LA GALLERIA CON STEMMA QUADRIFOGLIO: INTERVISTA A LUIGI SAULLE

Luigi Saulle, per me babbo, è il proprietario della Quadrifoglio Galleria d’Arte in corso Benedetto Croce.

Con questa intervista spero di portarvi nel mondo dell’arte e nella vita di un appassionato, e spero di riuscire a soddisfare la maggior parte delle vostre domande.

Perché ha aperto una galleria d’arte?

  • Perché il mercato dell’arte ha subito, negli ultimi 20 anni, una riduzione del valore delle opere in circolazione e ha raggiunto quotazioni appetibili per un gran numero di collezionisti, spinti anche dalla diffusione della compravendita online. La Galleria oggi rappresenta la vetrina, il luogo dove poter osservare le opere e confrontarsi con altri appassionati, ma la maggior parte delle transazioni avvengono via Internet.

Perché la galleria si chiama Quadrifoglio?

  • Il nome deriva dalla storica attività familiare aperta da mio padre Michele, l’Autoscuola Quadrifoglio.

Che tipo di Arte tratta?

  • Arte Moderna e Contemporanea, partendo dalla fine dell’ottocento fino ad arrivare ai nuovi talenti emergenti.

La passione per l’arte da dove nasce?

  • É una passione di famiglia, infatti mio padre ha sempre collezionato e aiutato giovani artisti emergenti; anche l’apertura della galleria è un progetto che avrebbe voluto realizzare, ma che non ha potuto completare.

Esistono altre gallerie d’arte a Bari?

  • Certo, naturalmente. Negli anni Novanta le Gallerie erano più numerose, ma con il passare del tempo la maggior parte hanno chiuso.

Le piace il suo lavoro?

  • Moltissimo, infatti è un lavoro che solo dagli appassionati può essere svolto nel migliore dei modi.

Cos’è l’Arte?

  • L’Arte è un linguaggio. Chi produce Arte deve conoscere la tecnica, generare interesse e trasmettere uno stato d’animo. Ci sono milioni di pittori ma pochissimi artisti.

Michele Saulle

ENGLISH AND CHINESE HOUSES

Se pronunciamo la parola “casa” non pensiamo solo a pareti, porte, tetti, finestre ma ci vengono spesso in mente visi, odori, colori, sensazioni ed emozioni. La casa è molto di più di un luogo fisico da abitare, infatti è dove ci sentiamo al sicuro ed è anche il posto dove scegliamo di vivere da soli o con qualcun altro. Un luogo intimo e familiare.

Per questo, se vuoi cominciare a conoscere veramente qualcuno, la cultura a cui appartiene, la storia della sua gente, devi iniziare dalla sua casa. Abbiamo fatto così anche nella nostra classe per scoprire quanto vicine sono in realtà casa e culture geograficamente lontane. 

Non ci credete? Leggete qui!

Nella lingua inglese ci sono due parole per indicare “casa”: “house” ed “home”. “House” viene usata per indicare un edificio, una costruzione fisica, un luogo da abitare, mentre con “home” si fa riferimento ad un ambiente familiare, ad un’intimità, un luogo affettivo più che fisico.

Nel Regno Unito vi sono tipologie di abitazioni abbastanza diverse rispetto a quelle che abbiamo in Italia, ma nella nostra Italia le case dei paesini del nord hanno tetti spioventi per consentire alla neve di scivolare dal tetto, nel sud Italia invece, i tetti sono quasi sempre piatti. 

La detached house  is a standalone house and it has got two floors : the ground floor and the second floor .

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Semi-detached houses  are two houses joined together , where two families live together . 

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 Bungalow is a detached story house typical of rural areas .

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Terraced houses and block of flats are in the town centre .Block of flats are not popular in the U.K. because are quite expensive .

Le case possono essere diverse ma tutti amano la propria casa, gli Inglesi hanno un termine proprio per parlare della casa in cui abitano rispetto a quello utilizzato per descriverla. La chiamano HOME e non HOUSE!

HOME SWEET HOME, CASA DOLCE CASA

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CASE CINESI

Siheyuan(四合院) nota come il nome, (“sì” in cinese significa quattro) è formata da quattro stanze: quando entri dalla porta puoi vedere la stanza principale (正房=zhengfang) che sta a  NORD ed è la stanza per gli ospiti ; poi, a est, c’è la stanza da letto (东厢房=donxiangfang) per il  figlio maggiore; a ovest c’è la stanza da letto (西厢房=xixiangfang) per il secondo figlio, inoltre c’è la stanza per i servitori (倒座房=daozuofang) ed infine c’è il cortile.

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Quest’ultima casa ricorda la DOMUS romana che ruotava intorno all’atrio, l’ altra parte della casa ruotava intorno al PERISTYLIUM, un grande giardino in cui si affacciavano altre stanze. 

Christian Gentile e Franky Mao

CONOSCIAMO IL FAI: intervista ad Alessandra Nitti.

Ho scoperto il FAI per caso quando, durante le vacanze di Natale in Sicilia dai miei nonni, ho visitato il giardino della Kolymbethra ad Agrigento, un piccolo paradiso terrestre nel cuore della Valle dei Templi, un’oasi verde di rara bellezza piena di colori e profumi in cui gli ulivi secolari convivono armoniosamente con i mandorli, gli agrumi e le altre piante della macchia mediterranea.

Grazie proprio al FAI, a cui il giardino è stato dato in concessione nel 1999, lo stesso è stato salvato dal degrado e dall’incuria in cui versava da anni e trasformato nel gioiello paesaggistico che ho potuto ammirare.

Avevo ancora negli occhi e nel cuore l’esperienza “natalizia” della visita al giardino quando una sera, verso fine gennaio, mentre leggevo alcune notizie su internet, mi sono imbattuta in un articolo del FAI. Ho iniziato a leggerlo e ho scoperto che una ragazza molto giovane, Alessandra Nitti, è stata recentemente nominata coordinatrice regionale per il gruppo FAI-Giovani della Puglia. In quel momento mi è venuta un’idea: perché non intervistare Alessandra, per far conoscere a tutti il lavoro del FAI e anche per trasmettere l’esempio di una giovane che da’ il suo attivo contributo per migliorare il mondo in cui viviamo?

Mi sono subita data da fare per contattarla; Alessandra è stata gentilissima e non solo ha accettato di sottoporsi alla mia intervista, ma è stata anche molto contenta di condividere con noi ragazzi la sua passione e l’amore per la salvaguardia dei beni paesaggistici. Chissà, mi piacerebbe collaborare con lei in un prossimo futuro!

Ecco la sua intervista. 

Cos’è il FAI? 

Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) è una fondazione senza scopo di lucro nata nel 1975, sul modello del National Trust, con il fine di tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano. Promuove anche l’educazione e la sensibilizzazione di tutti alla conoscenza, al rispetto e alla cura dell’arte e della natura.

Cosa ti ha fatto appassionare alla tutela del patrimonio storico artistico e paesaggistico?

Proteggere il nostro patrimonio storico, artistico e paesaggistico è prima di tutto un dovere dei cittadini. Ma senza Amore non si potrebbe mai portare a termine questa missione. Ecco perché è importante informarsi, poiché senza conoscenza non c’è amore e senza amore non c’è rispetto e sensibilità. Io sono fortunata, perché la mia famiglia mi ha sempre trasmesso il senso del rispetto per l’ambiente, verso la natura in particolare. Fin dai miei primi anni di vita mi è stato insegnato che vedere un animale fuori dal suo habitat naturale o strappare un fiore dalla terra solo perché lo desideriamo non è amore per la bellezza ma l’esatto opposto. 

Come ti sei avvicinata al FAI? 

Mi sono avvicinata al FAI attraverso il classico passaparola tra amici; spero che questo passa parola non finisca mai e che la nostra squadra di volontari e amici cresca sempre di più. 

In cosa consiste il tuo compito di coordinatrice? 

Il mio ruolo è quello di coordinare e indirizzare l’attività dei vari gruppi, ma soprattutto un importante obiettivo da raggiungere è quello di stimolare la nascita di nuovi Gruppi FAI-Giovani nelle Delegazioni dove ancora non sono presenti. Cercherò di raggiungere questo obiettivo anche attraverso l’organizzazione di eventi culturali aperti a tutti, per promuovere e tutelare beni poco conosciuti. 

In cosa consiste il compito dei volontari? 

I volontari costituiscono una figura chiave per portare avanti la missione del FAI. Pur svolgendo vari compiti a seconda delle proprie inclinazioni e competenze, sono tutti fondamentali. Dal narratore, agli addetti alla raccolta fondi e/o alle iscrizioni, a chi si occupa dell’accoglienza, a chi svolge servizio d’ordine durante gli eventi. Anche voi ragazzi attraverso il FAI SCUOLA potete diventare volontari del FAI in qualità di “apprendisti ciceroni”. Attraverso il link https://fondoambiente.it/il-fai/scuola/ potrete conoscere tutti i progetti e i vantaggi legati al mondo del FAI scuola. 

I volontari devono essere maggiorenni. Avete pensato di far crescere il FAI accogliendo tra voi anche i ragazzi al di sotto dei 18 anni? 

Certamente! Attraverso il FAI SCUOLA tutti i ragazzi possono prendere parte attiva ai progetti del FAI. Anche tu e i tuoi compagni, per esempio, iscrivendovi come classe avrete la possibilità di essere sempre aggiornati e partecipare a tutte le iniziative dei gruppi FAI più vicini a voi. 

Ti piacerebbe venire a parlare dei temi del FAI ai ragazzi della mia scuola?

Ne sarei onorata. Alla vostra età non è affatto scontato maturare interesse verso temi così importanti e ciascuno di voi può diventare un esempio per gli altri.

Bene, allora ti aspettiamo al più presto!

Giulia Vergari.

ARTE, COLORE, FORMA, DIGITALE: PIXEL ART!!!

Siete amanti dell’arte? Vi piace colorare e vedere, piano piano, le vostre opere prendere forma? 

Bene, allora siete nell’articolo giusto!

Se avete molta pazienza e procedete schematicamente per realizzare una figura artistica dovete assolutamente provare una forma di arte molto entusiasmante: la Pixel art.

La Pixel art è una forma di arte digitale dove per creare e modificare bisogna seguire uno specifico strumento: il pixel.

Questo termine nasce dall’unione di due sostantivi inglesi: “picture” ed “element” (cioè “immagine” ed “elemento”) con la sua tipica forma quadrata.

Non ci crederete ma la Pixel art richiama una forma d’arte di quasi due secoli fa: il puntinismo. Tra le due però ci sono delle differenze, la prima, immediatamente visibile, è che il pixel è di forma quadrata, mentre, il puntinismo, come dice il nome stesso, è formato da un insieme di puntini uniti fra loro. Inoltre, la Pixel art può essere praticata o su un foglio cartaceo o su un “pannello digitale” grazie ad alcuni software tra cui il più scelto è una applicazione sviluppata dalla Easybrain, disponibile per IOS e Android: “Giochi da colorare Pixel Art”. Si tratta di un’applicazione nota anche per un valore che trasmette: il relax e per i numerosi eventi, tra cui il più recente è il famoso “Giardino di fiori” (ci si ritrova in un povero giardino che, man mano, colorando dei soggetti viene abbellito e diventa un giardino personalizzato), che però, attenzione, dura per un tempo limitato (7 giorni) e se non viene completato in tempo non farà guadagnare all’utente i premi in palio. 

Alcune Pixel Art possono essere bloccate acquistando il pacchetto premium al prezzo di 9,99 € al mese e 48,99 € all’anno. 

Oltre ad essere disponibili immagini 2D grazie ad un recente aggiornamento è possibile eseguire la Pixel art anche con immagini 3D: alcune sono gratuite, altre sbloccabili con il solito pacchetto premium. Si tratta naturalmente di immagini che richiedono molta precisione e pazienza.

Detto questo, spero di avervi fornito elementi utili per rilassarvi o fare qualcosa di creativo. Vi saluto. Al prossimo articolo!

 Giosuè Bennardo

A SPASSO PER BARI: PALAZZO MINCUZZI

Se vivete a Bari, o avete mai visitato il centro di questa meravigliosa città marittima, avrete sicuramente notato l’imponenza e l’eleganza di palazzo Mincuzzi. Attualmente, questo gioiello ospita uno tra i più importanti store italiani dell’azienda Benetton, ma, quanti di noi ne conoscono la storia?

Era il 1926, e la famiglia Mincuzzi, che già possedeva diversi grandi magazzini dedicati alla vendita di tessuti preziosi, decise di far costruire una nuova sede per le attività commerciali di famiglia.

Il 28 Ottobre 1928, l’opera, progettata dall’architetto Aldo Forcignanò e l’ingegnere Gaetano Palmiotto, venne completata. Nello stesso periodo era in fase di edificazione il palazzo che avrebbe ospitato La Rinascente e ci fu una vera e propria gara tra le tra le imprese costruttrici per chi fosse riuscita a terminare prima l’opera!

Palazzo Mincuzzi è situato nel pieno centro della città, precisamente in via Sparano, una tra le più rinomate strade dello shopping barese e non solo. 

La facciata esterna appartiene allo stile “Art Nouveau” diffusissimo in Italia e in Europa in quel periodo storico. La parte più alta è occupata da un tamburo e dei timpani triangolari, una grande cupola e una sfera in ghisa d’orata. I cinque piani sono ornati da colonne con capitelli.

L’imponente entrata è situata nell’angolo dell’edificio e, insieme all’altezza, conferisce al palazzo una prospettiva ampia che ne mette in evidenza l’importanza architettonica.

All’interno si affacciano ballatoi che richiamano la struttura del teatro, facendo immaginare al visitatore di non trovarsi semplicemente su un pavimento in graniglia e mattonelle di vetro, ma su un vero e proprio palco.

La scala per il piano inferiore è al centro dell’aria principale mentre quella per i piani superiori disposta in un angolo.

Quello che fa apprezzare, a me, come a tantissimi altri turisti, il palazzo Mincuzzi è l’accostamento di dettagli tradizionali (come la cancellata delle scale) con quelli moderni (come il pavimento del piano terra citato in precedenza)

Ivan Leonardo Carlucci