I giovani e la globalizzazione

La globalizzazione è un processo di connessione continua, commerciale e culturale, diffuso a livello globale, e che comprende anche i giovani, influenzando i nostri modi di vivere, la moda, le abitudini, lo sport…

Anche la lingua si è evoluta molto come per esempio l’inglese che ormai viene utilizzato da una grande maggioranza di persone.

Secondo me, però, la cosa più importante è la moda poiché dai vestiti si può capire, anche se non in modo approfondito, la persona.

Come si può notare, tutti siamo vestiti più o meno allo stesso modo proprio grazie alla diffusione di internet ma soprattutto delle aziende che vendono i vestiti a basso prezzo rendendoli accessibili a una grandissima parte della popolazione.

Prendiamo in considerazione il cibo che si diffonde come i vestiti attraverso la globalizzazione: ormai  la grande maggioranza degli alimenti che noi consumiamo proviene da altre nazioni come per esempio il sushi dal Giappone oppure i fast food, come il Mc Donalds, che provengono dagli Stati Uniti.

Ovviamente insieme al cibo e alla moda non poteva mancare la cultura che circola per il mondo unendo un po’ tutti. Ad esempio negli ultimi anni i manga stanno diventando sempre più popolari diffondendo così la cultura Giapponese.

Anche gli sport che prima erano meno conosciuti ora stanno diventano sempre più praticati e guardati.

In conclusione credo che la globalizzazione sia molto importante per il benessere delle persone e ci unisce in diversi modi che ci rendono unici.

Eusebio Barjamaj

GIORNATA DELLA MEMORIA

Il 27 gennaio è la giornata in cui si ricorda la liberazione degli ebrei dai campi di concentramento; è stata chiamata Giornata della Memoria perché non si dimentichino mai le terribili violenze subite dagli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.

Le violenze perpetrate ai danni degli ebrei da Hitler e Mussolini con la creazione dei campi di concentramento non sono paragonabili a nessun’altra crudeltà mai subita da altri esseri umani; sono state e sono ancora commesse terribili atrocità nei confronti di uomini e di gruppi di uomini, ma mai queste sono state messe in atto nei confronti di tante persone e sparse in tanti paesi del mondo: gli ebrei sono stati rastrellati da ogni luogo e portati nei campi di concentramento. Questi luoghi terribili avevano una recinzione di filo spinato che serviva a non far scappare i prigionieri, che qui vivevano in condizioni disumane, tutti ammassati, senza cibo, al freddo, privati della dignità e perfino del nome.

Anche prima dei campi di concentramento, durante la persecuzione, molti bambini hanno perso i loro genitori e, come raccontano numerosi film tra cui “il bambino con il pigiama a righe”, gli ebrei all’improvviso non potevano più uscire, lavorare, vedere i loro amici, i bambini non potevano giocare e dovevano solo soffrire come se avessero compiuto un atto imperdonabile. 

Secondo i nazisti, loro dovevano solo soffrire perché erano sbagliati, nessuno poteva aiutarli e questa è una grande ingiustizia. Se penso o provo a immaginare i dolori subiti e le sofferenze patite, io rimango incredula….

Istintivamente mi chiedo come faccia Liliana Segre a raccontare e ricordare le violenze subite e la paura di non riuscire a sopravvivere, poi, però, penso che grazie a persone come lei conosciamo le cattiverie che è in grado di fare l’uomo a un altro uomo e possiamo stare in guardia. 

Sembra banale ma dovremmo imparare a metterci dalla parte dell’altro e tante cose andrebbero diversamente. 

Per esempio Hitler non ha mai pensato che avrebbe potuto essere dall’altra parte, dal lato di coloro che lui ha ritenuto “sbagliati” e che avrebbe potuto soffrire anche lui come hanno sofferto gli ebrei. 

La testimonianza di Liliana Segre è importante perché ci ricorda cosa può fare un uomo ad un altro uomo, solo perché lo reputa “diverso”. Ma poi, diverso da chi?

Vittoria Vitale 

Chi salva una vita, salva il mondo intero

L’incredibile storia che oggi racconteremo vede il suo scenario nella Grande Moschea di Parigi costruita nel 1926, considerata oggi uno dei luoghi di culto islamici più belli di tutta Europa, come gesto di gratitudine della Francia nei confronti di quei musulmani che combatterono contro i tedeschi nella prima guerra mondiale.

Immaginiamo per un attimo di vivere nella Francia del 1940 invasa dai nazisti, immaginiamo di essere ebrei che all’improvviso si trovano in pericolo di vita e cercano una via di fuga.

In questo clima di terrore, molti ebrei si rivolgono proprio al capo Imam della moschea di Parigi, Si Kaddour Benghabrit di origini algerina, per chiedere aiuto e protezione dai rastrellamenti dei nazisti, ormai all’ordine del giorno.

L’Imam, nonostante stia mettendo in pericolo se stesso e la comunità che guida, senza indugio, accoglie migliaia di ebrei, nascondendoli all’interno della moschea, precisamente nei suoi sotterranei, con lo scopo di evitare che vengano deportati nei campi di concentramento, affidandoli alla resistenza che li avrebbe successivamente condotti fuori dal Paese, sani e salvi.

Per proteggerli, l’Imam non esita ad ingannare le autorità tedesche creando documenti falsi, in modo da farli passare come musulmani, soprattutto bambini, considerato che per i nazisti risulta difficile distinguere gli ebrei orientali dai musulmani visto che parlano la stessa lingua e hanno nomi simili.

Non si sa precisamente quante persone sono state salvate dall’Imam Si Kaddour Benghabrit, ma gli studiosi stimano tra 500 e 1600. Forse anche di più.

Questa è senza dubbio una storia di pura umanità, colma di speranza e di fiducia tra uomini di differenti religioni, una storia di solidarietà, una storia da non dimenticare, mai.

Chi salva una vita salva il mondo intero.

Un uomo da ricordare.

Nel 2005 un’associazione di donne ebree e musulmane ha presentato una petizione all’Ente nazionale per la memoria della Shoah, affinché Si Kaddour Benghabrit venga riconosciuto tra i Giusti fra le nazioni.

Arianna Manfredi

BCE: UN’ORGANIZZAZIONE A CUI AFFIDARSI!

Tutti sappiamo cos’è la BCE, ma conosciamo nel dettaglio le sue funzioni? 

La BCE, detta anche Banca Centrale Europea, è un’organizzazione che comprende le Banche Centrali (per essere chiari la Banca d’Italia e le sue corrispondenti negli altri stati) di tutti i paesi che adottano come moneta l’euro.

Il suo presidente viene eletto ogni otto anni e attualmente è l’economista francese Christine Lagarde. 

La sede ufficiale della BCE, situata a Francoforte, è stata completata nel novembre 2014 e combina elementi antichi  e moderni che ne fanno un monumento urbano unico.

Ma di cosa si occupa concretamente la Banca Centrale Europea? Diversamente da come si potrebbe credere, NON stampa l’Euro ma autorizza le diverse Banche Centrali a farlo.

 Inoltre:

  • Coordina le altre banche centrali dei 19 paesi che hanno adottato l’euro (principalmente i paesi appartenenti all’unione europea)
  • Cerca di mantenere stabili  i prezzi in modo che il costo della vita per le persone non subisca aumenti improvvisi e pericolosi 
  • Aiuta i paesi membri dell’UE che si trovano in difficoltà economica attraverso prestiti di denaro

Un esempio molto importante di supporto economico che la BCE ha fornito agli stati dell’Unione Europea è stato il Recovery Fund, un finanziamento, in parte a fondo perduto, per favorire la ripresa economica.

Guglielmo Sibilla

IL TRIANGOLO ISTITUZIONALE

Tra i diversi tipi di triangoli ce n’è uno che influenza la vita quotidiana di tutti noi, cittadini europei, o meglio dell’Unione Europea: si tratta del TRIANGOLO ISTITUZIONALE. Non si studia in matematica, ma in geografia, se siete curiosi di sapere di cosa si tratta, leggete questo articolo!

Il “triangolo istituzionale” comprende i tre principali organi dell’Unione Europea:

  1. il Consiglio dell’Unione Europea, che rappresenta i singoli Stati membri ed è composto dai rappresentanti dei governi membri dell’Unione Europea (UE);
  2. il Parlamento Europeo (PE), che rappresenta i cittadini ed è eletto direttamente da loro; 
  3. la Commissione Europea, che ha il compito di difendere gli interessi generali dell’UE ed è composta da un commissario per ogni stato membro.

L’ UE prende le decisioni sotto la supervisione della Commissione Europea, considerando sia le richieste cittadini (PE) sia quelle degli Stati membri (Consiglio).

Semplificando le cose si può dire che la Commissione Europea fa le proposte legislative, mentre il Parlamento ed il Consiglio le approvano.

Tra i tre organi dell’UE, quello che trovo più importante è  il PE perché rappresenta gli interessi di tutti i cittadini europei e quindi anche i miei. Questo ha sede a Strasburgo e viene eletto ogni 5 anni dai cittadini degli Stati membri. Il numero degli eurodeputati è proporzionale alla popolazione di ciascuno stato. Il presidente viene eletto con  un mandato di due anni e mezzo. L’ attuale presidente è la maltese Roberta Tedesco Triccas Metsola che è entrata in carica dopo la morte dell’italiano David Sassoli, a gennaio 2022.

Ma quali sono i poteri del PE?

  1. Il PE ha potere legislativo: il Parlamento, insieme al Consiglio, è responsabile dell’adozione della legislazione dell’UE. 
  2. Il PE ha potere di bilancio: il Parlamento e il Consiglio devono accordarsi sul bilancio annuale dell’UE. 
  3. Il PE ha potere di controllo: i deputati vigilano sull’attività della Commissione europea, l’organo esecutivo dell’UE.

Chi volesse approfondire l’argomento, può consultare il sito istituzionale del Parlamento Europeo: https://www.europarl.europa.eu/portal/it.

Entrando vi è una sezione “Attualità” nella quale sono riportati l’ordine del giorno e l’agenda del presidente. Vi è anche una sezione nella quale è riportato l’elenco completo dei deputati e una che fornisce  informazioni sui compiti, poteri, organizzazioni, procedure del PE e tanto altro ancora.

Mi sono chiesto cosa ci fosse oggi in agenda, ebbene oggi nell’agenda del Presidente alle 10.30 vi è stata una riunione online con il rappresentante della Camera dei Comuni inglese Sir Lindsay Hoyle.

Dalle 11.30 alle 12.00 vi è stata una conferenza stampa: “Il lancio della relazione giuridica e accademica indipendente – La difesa dell’unità irlandese nell’UE”.

Il giovedì nel PE ci sono le Commissioni parlamentari: giovedì scorso se n’è tenuta una sul mercato interno e la protezione dei consumatori e il 12 gennaio è in programma una sui reati finanziari, l’evasione fiscale e l’elusione fiscale. Abbiamo parlato proprio oggi dei paradisi fiscali, a proposito di Andorra e sarei proprio curioso di sapere cosa diranno in commissione.

Alberico Nigri

NON SARETE MAI SOLE!

In occasione della giornata contro la violenza sulle donne la nostra scuola ha organizzato ina bellissima attività. usando come simbolo un cuore rosso incollato su un cartoncino. Un gesto semplice ma così coinvolgente da farci capire quanto questa giornata sia da ricordare.

Ancor prima di iniziare le lezioni, le classi si sono riunite in cortile e per un minuti tutti hanno alzato questo cuore rosso, simbolo di tutte quelle donne che sono state vittime di violenza e non ce l’hanno fatta, ma anche di coloro che oggi resistono e combattono una guerra che appartiene anche a noi.

Credetemi se vi dico che è stata una delle attività più intense a cui abbia mai partecipato: vedere la commozione negli occhi dei miei compagni mi ha fatto capire che anche noi dobbiamo fin da ora opporci ad ogni forma di violenza che vediamo.

“A TUTTE LE DONNE VOGLIO DIRE CHE NON SARANNO MAI SOLE E CHE CI SARA’ SEMPRE CHI COMBATTERA’ AL LORO FIANCO CONTRO QUESTI AMORI CHE AMORI NON SONO .”

Marco De Marzo

I diritti dei bambini

Noi, bambini delle classi quinte della scuola Anna Frank, stiamo ragionando molto sui diritti e in particolare sui diritti dei bambini.

Noi, bambini che viviamo in paesi “ricchi”, appena nasciamo abbiamo il DIRITTO DI AVERE DEI DIRITTI; nei paesi poveri, invece, molti bambini vengono trattati come se non fossero neppure delle persone…

Noi, bambini dei paesi occidentali, abbiamo il diritto di vivere. Eppure questo, che è il primo diritto di ogni bambino insieme al DIRITTO ALLA VITA e all’IDENTITA’, non è davvero rispettato.

Noi, bambini della generazione Z, abbiamo il diritto alla LIBERTA’, ma anche questo diritto non è ovunque considerato il bene più prezioso per ogni essere umano.

Anche il diritto di ANDARE A SCUOLA è fondamentale per il benessere di ogni bambino e di ogni bambina: a scuola, infatti, si impara a stare insieme, a leggere , a scrivere, a pensare e a costruirsi un futuro bello e dignitoso.

Ci sono ancora oggi dei paesi del mondo nei quali i bambini non hanno il diritto di andare a scuola, e lavorano: i maschi nelle fabbriche o come muratori, e le femmine nei campi. Ci ha colpito tanto la storia di Iqbal, un bambino di soli quattro anni che, in uno di questi paesi lontani, il Pakistan, è stato venduto dai suoi stessi genitori ed è stato costretto a lavorare in una tessitura di tappeti dall’alba al tramonto, incatenato al telaio come milioni di altri bambini nei paesi più poveri del mondo, fino a quando, a soli dieci anni, la nostra età, è riuscito a fuggire per mettersi in salvo.

Da questa triste storia si può capire che un altro importante diritto di ogni bambino e ogni bambina è il diritto alla FAMIGLIA, cioè a trascorrere la VITA AL SICURO, NUTRITO, CURATO E AMATO, libero di SCEGLIERE LA PROPRIA RELIGIONE e di NON ESSERE MAI DISCRIMINATO.

Ogni bambino e ogni bambina ha anche il DIRITTO AL GIOCO: nei paesi poveri molti bambini e molte bambine non sanno neppure cosa sia il gioco, perché devono cercare di restare vivi…

Insieme a questi diritti fondamentali ce ne sono altri, come il DIRITTO AD UN MONDO MIGLIORE nel quale ogni persona possa vivere bene nel posto in cui è nata, senza dover fuggire da povertà, guerra e altre situazioni terribili come quelle che sentiamo ogni giorno alla televisione.

Molte volte noi adulti non vi ascoltiamo, perchè pensiamo che quello che dicono i bambini non abbia importanza, invece dovremmo imparare a considerarvi di più, perchè anche questo è un vostro diritto“, così ha detto una delle tante mamme che oggi erano presenti al nostro pomeriggio qui, alla scuola Zingarelli.

Ad ogni diritto corrisponde un dovere, e proprio per questo abbiamo la responsabilità di impegnarci a scuola e di essere noi artefici di un mondo migliore e davvero giusto per tutti.

I bambini delle classi quinte della scuola Anna Frank 2022-23

Ma che ne sapevo che sarebbe finita così?

20/07/2002

Caro diario,

oggi vicino alla fermata dell’autobus c’era un ragazzo. Abbiamo cominciato a parlare: è molto carino, alto e con gli occhi chiari. Credo mi piaccia… 

18/09/2002

Caro diario,

non ti scrivo da un po’. L’ultima volta ti ho parlato di un ragazzo; adesso stiamo insieme. L’altro giorno abbiamo litigato, ma ora abbiamo fatto pace, anche se mi aveva dato uno schiaffo. Ha promesso di non farlo più, quindi ora è tutto come prima.

04/01/2003

Caro diario,

non ho avuto molto tempo per scriverti. Ormai il mio ragazzo mi controlla sempre. Stiamo litigando spesso. Io lo amo, ma ha iniziato a darmi dei pugni sempre più forti. All’inizio pensavo fosse un gioco tra di noi, ma ora iniziano ad uscirmi enormi lividi. Gli ho detto di smettere. Lui ha detto che non lo farà più. Lo spero perché io lo amo, ma i lividi mi fanno male.

08/07/2008

Caro diario,

sono passati cinque anni dall’ultima volta che ti ho scritto. Ti ho trovato mentre preparavo i cartoni, perché, sì, sto andando a vivere con lo stesso ragazzo che ti ho presentato sei anni fa. Non volevo andare a convivere con lui così presto, ma lui ha detto che mi avrebbe uccisa se avessi rifiutato. Penso che non stesse scherzando, ma lui dice il contrario. Ora vado a mettere i vestiti nei cartoni. Non voglio rischiare…

15/09/2010

Caro diario,

mi sono sposata. Credevo fosse una bella cosa ma inizio a pensare il contrario. Mio marito mi picchia spesso, però mi ha detto che non lo fa apposta. Dice che è colpa mia, io commetto degli errori che lo fanno arrabbiare molto, poi sente il bisogno di sfogarsi.

18/08/2016

Caro diario,

non so se mai leggerai questa pagina, ma alla fine mio marito non scherzava. Mi ha uccisa davvero. Non ho mai detto a nessuno che mi picchiava perché pensavo che un giorno avrebbe smesso, ma non è stato così. Immaginavo una vita diversa con lui… ne ero davvero innamorata. Ora ti dico solo che se solo potessi tornare indietro le cose andrebbero diversamente, perché chiederei aiuto, lo racconterei a qualcuno.

Ma che ne sapevo io che sarebbe finita così?

Giorgia Lucrezia Fanelli

BASTA VIOLENZA SULLE DONNE!

Violenza sulle donne: atto di sopruso fondato sul genere, che provochi una sofferenza fisica o mentale.

In passato, e ancora oggi anche se di meno, si pensava che la donna fosse un essere inferiore, destinato solo a soddisfare i bisogni degli uomini.

In molti paesi del mondo, le donne negli anni si sono ribellate ottenendo la parità dei diritti rispetto agli uomini; la violenza nasce per il bisogno, che alcuni uomini avvertono, di mantenerle in uno stato di subordinazione.

Per questo motivo è nata la rete nazionale dei Centri anti violenza, che è riuscita finalmente a dare visibilità a questi atti deprecabili.

Non si deve pensare che la violenza sia solo fisica: ne esistono di vari tipi, come quella psicologica, che si manifesta in modo indiretto, lo stalking, ovvero, il comportamento persecutorio provocato spesso dalla fine di una relazione, la violenza economica, che può essere caratterizzata dal divieto di lavorare o di proseguire gli studi.

In questi casi, l’unica cosa da fare è denunciare l’aggressione, per mettere a conoscenza dell’accaduto lo Stato e i cittadini.

Ci si può rivolgere al 112 o a delle associazioni dedicate, come il Telefono Rosa.

È importante sostenere qualsiasi azione o iniziativa che vada a sensibilizzare il rispetto del genere femminile, come la giornata contro la violenza sulle donne, che viene celebrata il 25 novembre.

Questo indispensabile processo di responsabilizzazione deve partire sin dall’educazione scolastica, che promuove la cultura del rispetto e della parità di genere.

La mia scuola, in occasione del 25 novembre, ha organizzato una manifestazione per far sì che questo accada.

Irma Scoppio

CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Una delle problematiche più dilaganti che interessano la società di oggi è la violenza sulle donne.

La violenza è sempre sbagliata e, purtroppo, quella sulle donne è sempre più ricorrente.

Ogni anno nel mondo vengono uccise circa 87000 donne e 2 milioni di donne e bambine vengono violentate.

Dal 1999 è stato istituito un giorno di rivolta contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, e quel giorno tutti, anche se in piccolo, mostrano la loro vicinanza e il loro interesse per questa tematica. Per esempio nella nostra scuola, l’istituto Zingarelli di Bari, abbiamo organizzato un flash mob; all’inizio della giornata scolastica ci siamo radunati in cortile e ci siamo coperti il capo, poi per qualche minuto siamo stati in silenzio con il capo chino e quando è suonata la campanella abbiamo scoperto il capo e abbiamo alzato dei cuori rossi di carta che avevamo realizzato noi stessi nei giorni precedenti. Quel momento di silenzio è stato emozionante: stentavo a credere che, nonostante fossimo così tanti, nel cortile ci fosse un silenzio assoluto rotto soltanto dai motori delle macchine e dal cinguettio degli uccelli. Anche se solo un piccolo flash mob, il nostro gesto è molto significativo per sensibilizzare i futuri uomini e le future donne e per mostrare che noi ci siamo e anche se in piccolo combattiamo insieme contro la violenza sulle donne.

Dal 2019 esiste una legge ( la legge n.69 ) che ha rafforzato la tutela delle vittime di violenza sessuale e domestica.

Da sempre le donne devono combattere ogni giorno per i loro diritti, anche quello di non essere uccise o violentate, e spero davvero che un giorno tutto questo sarà solo un brutto ricordo.

Flavia Valentino