“STEFANIA” VINCE EUROVISION 2022

Sabato 14 maggio su RAI 1 è stata trasmessa la finale dell’Eurovision Song Contest, una delle più importanti gare canore del mondo, che quest’anno ha avuto luogo proprio in Italia, precisamente a Torino, grazie alla vittoria dell’Italia, lo scorso anno, con il gruppo rock dei Måneskin. Questi ultimi sono tornati come ospiti esattamente un anno dopo, presentando il loro nuovissimo singolo “Supermodel”. 

Oltre ai paesi che fanno parte dei Big 5 (Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna), hanno superato l’ostacolo della semifinale altre 20 nazioni, lasciando purtroppo le altre fuori gioco. 

La serata finale ha avuto un grande boom di ascolti con altissime percentuali di share, trattenendo famiglie di tutto il mondo incollate alla televisione a fare ognuna il tifo per il proprio Paese. Ogni paese europeo ha potuto aiutare la propria canzone in gara attraverso i fatidici 12 punti a disposizione: la classifica parziale, tuttavia, è stata successivamente stravolta dal televoto da casa…

L’Italia, rappresentata dai vincitori di Sanremo 2022, Mahmood e Blancocon “Brividi”, è riuscita a piazzarsi solo al sesto posto in classifica, lasciando gli italiani un po’ delusi. E’ andata meglio alla Spagna, che ha conquistato il terzo posto con “SloMo” di Chanel, al il Regno Unito, secondo posto con “Space Man” di Sam Ryder e all’Ucraina che, con “Stefania” della Kalush Orchestra, ha raggiunto la vetta della classifica.

La canzone vincitrice dell’Eurovision 2022 ha un ritmo allegro  che si presta bene alla trasmissione delle radio, ma dietro c’è un grande significato, tristemente attuale… Il testo è dedicato a tutte le mamme ucraine che, come la mamma del frontman della band,  stanno combattendo per i loro figli. Il suo videoclip rappresenta crude immagini di guerra purtroppo più attuali che mai. Il presidente Zelensky augura al pubblico di riuscire ad ospitare la rappresentazione nel 2023, contento del risultato che il gruppo musicale è riuscito a regalare al popolo ucraino.

La polemica, però, non è mancata… Parte del pubblico accusa i telespettatori di buonismo, avendo fatto vincere l’Ucraina solo per la tragica situazione del popolo causata dal presidente russo Putin (che ha portato alla squalifica del suo Paese per quest’anno).  

Nonostante la terribile situazione politica, cosa ne pensate del decreto finale?

Nicole Ida Nitti

ZINGARELLINEWS AL BIF&ST

Quest’anno abbiamo avuto l’opportunità, in qualità di giornalisti dello Zingarelli News, di partecipare a un evento molto importante per la città di Bari, per il cinema e per la cultura in generale.
Il BIF&ST ha una lunga tradizione, che si ripete con successo da ormai tredici anni.
Vivere la penultima serata del Festival tra le mura di un teatro magnifico, quale il Petruzzelli, è stata un’esperienza che conserveremo nel cuore con piacere. Non solo! Abbiamo assistito all’anteprima del film Goliath, del regista Frèdèric Tellier, una pellicola impegnata sulla denuncia dell’utilizzo da parte di una multinazionale di pesticidi cancerogeni, usati nella coltivazione e dannosi per la salute dell’uomo. Pur non conoscendo il francese, attraverso i sottotitoli, abbiamo apprezzato il tema affrontato: la lotta per il riconoscimento dei diritti dei contadini, che difendono con coraggio la loro terra, contro soprusi e prepotenza. Incalzante il ritmo, bellissima la fotografia, fra primi piani e inquadrature di paesaggi a lungo campo.
Prima della proiezione del film, c’è stata la premiazione dell’attore Vinicio Marchioni a cui è stato conferito il premio Vittorio Gassman; una menzione speciale per l’attrice Carolina Sala per il film Vetro (con la quale abbiamo fatto una foto, per rendere ancora più emozionante la serata!!) e il premio internazionale BIF&ST 2022 come migliore attrice a Irene Virguet per il film La Hija (THE DAUGHTER).
Le luci del teatro, il red carpet, i flash dei giornalisti, tutto ci ha catapultato in un mondo che fino a venerdì sembrava così lontano e irraggiungibile e che invece abbiamo vissuto in poltronissima.
Un meraviglioso modo per crescere!

Swami De Chirico e Alessandra Matarrese

UNO SCHIAFFO DA OSCAR

Sono giorni che sentiamo parlare dello schiaffo che alla notte degli Oscar Will Smith ha rifilato a Chris Rock: un gesto che ha fatto scalpore, quello del celebre attore americano che verrà ricordato più per questo che per il tanto atteso riconoscimento.

Come sempre, per capire davvero ciò che accade, è importante non fermarsi all’apparenza che, certo, condanna il noto attore.

Ho guardato più volte la scena e ho notato che il nostro amato Smith ha dato il famigerato schiaffo al presentatore televisivo dopo una pausa di riflessione. Mi spiego meglio: alla battuta del collega sull’alopecia della moglie, una battuta davvero inopportuna e inaccettabile,  Smith  aveva inizialmente riso; dopo aver visto, però, la triste espressione sul volto di Jada è partito contro l’altro senza esitazione.

E’ facile e scontato condannare il gesto, ma per comprendere davvero la situazione, dobbiamo riflettere sulle radici di questo comportamento e tornare a 45 anni fa, quando Smith, figlio di un padre violento, non poteva difendere la propria madre, che in un’occasione era arrivata addirittura a  rischiare la vita a causa delle percosse ricevute dal marito.

Sono, dunque, d’accordo con quanti hanno letto il gesto di Smith pensando che sia stato causato dal suo vissuto precedente; in quel momento, forse, lo sguardo della moglie gli ha ricordato quello della madre e lui ha fatto ciò che avrebbe voluto fare quando era ragazzo: difendere la donna che amava.  Will Smith ha porto le sue scuse a Chris Rock, cosa che non ho sentito fare a quest’ultimo, il quale non si è scusato con la persona che ha offeso.

La situazione dunque, è complessa: la violenza è sempre e comunque da condannare,  ma penso che Smith abbia avuto un grande coraggio a compiere quel gesto, a costo di rovinarsi forse il momento più bello della carriera.  Penso anche, però, che una donna possa difendersi da sola: forse gli adulti ancora non lo sanno …

Luca delle Grazie

WILL SMITH: LOTTA TRA ISTINTO E PROFESSIONALITA’

La notizia che ha aperto un interminabile dibattito in questi giorni riguarda quello che è accaduto domenica 27 marzo durante la notte degli Oscar.
Il celebre attore Chris Rock, dopo una serie di battute divertenti, ha scherzato anche sulla moglie del famoso attore Will Smith, Jada Pinkett, facendo un riferimento alla somiglianza tra lei e il il Soldato Jane.
L’attrice soffre di alopecia, una malattia che fa perdere i capelli, e Will Smith, innervositosi, si è alzato, ha colpito con sonoro uno schiaffo Chris Rock e dopo essersi rimesso a sedere gli ha urlato a chiare lettere di non nominare più sua moglie.
Io ritengo che lo schiaffo, seppur meritato, sia stato del tutto inadeguato al contesto, essendo stato “elargito” durante una serata di grande importanza e soprattutto in mondovisione. Gli attori sono personaggi pubblici che esercitano una notevole influenza sulle persone, hanno spesso milioni di fans, soprattutto tra noi giovani, e dovrebbero dare il buon esempio, anziché far apparire la violenza come un gesto gentile…

Anche la violenza verbale, però, è violenza e fa male, molto male. Ti entra nella carne come una lama e le ferite non sempre si rimarginano facilmente.

Chris Rock ha usato una gratuita violenza verbale nei confronti di una persona inerme e impossibilitata a difendersi: anche lui, a mio parere, non è giustificabile.

Greta Mesto

UNA CLASSIFICA MOLTO SPECIALE

Da quanto esistono, i film sono parte della vita quotidiana di molte persone. 

Chi di noi non ha mai sognato di essere il personaggio del proprio film preferito?? Uno di quelli forti, che sconfiggono i nemici ed escono vincitori tra mille avversità??

Spider-Man, l’Agente 47, 007, Antonio Montana, Jack Sparrow, Rambo, Rocky, Vito Corleone sono sicuramente tra i preferiti di molta parte del pubblico maschile.

Un’altra cosa che il pubblico apprezza, però, sono le armi usate da questi personaggi. 

E per questo ho deciso di fare una mia classifica delle cinque armi più potenti e belle nei film. 

  • Posizione numero 5: Pistola ad Aria compressa di Anton Chigurh (No country for old men)

In fondo alla classifica abbiamo il nostro caro sicario psicopatico Anton Chigurh. 

Questa pistola (o bombola) usa l’aria compressa per sparare degli stantuffi che, se spararti ad una distanza ravvicinata, diventano letali.

Chigurh durante il corso del film usa quest’arma per rompere le serrature delle porte, e per giustiziare le sue vittime. 

Si trova in questa posizione perché dalla media e lunga distanza, è completamente inutile, e non provoca nessun dolore.

Naturalmente oltre a questa arma, Anton Chigurh brandisce anche un fucile a pompa Remington 11-87 con soppressore, e una pistola semiautomatica TEC-9

  • Posizione numero 4: La motosega di Leatherface (non aprite quella porta) 

Grosso, spaventoso, completamente impazzito … beh, il Leatherface corrisponde a tutti questi aggettivi.

Il Leatherface naturalmente non usa la sua motosega per tagliare gli alberi , ma la usa per scagliarsi e fare a pezzi i poveri malcapitati, e poi prendere le loro facce per creare maschere umane. 

Nonostante la potenza di questa arma, scagliando oggetti contro di lui, puoi  facilmente fargli perdere il controllo della motosega, e magari disarmarlo pure

PODIO:

Posizione numero 🥉: M16 “Little Friend” di Antonio Montana (Scarface) 

Il gangster cubano Antonio Montana si aggiudica con grande onore la terza posizione.

Il suo “Piccolo amico” è un M16 dotato di lanciagranate M203, che il nostro protagonista usa per punire e far esplodere gli assalitori boliviani, durante la parte finale nella sua villa.

Purtroppo anche con il suo M16, Tony alla fine viene ucciso alle spalle, lasciando però una scia di morte ed esplosioni dietro di sé. 

Posizione numero 🥈: L’offerta di Vito Corleone (il Padrino parte 1)

“Gli farò un’offerta che non può rifiutare” La si può leggere come un’offerta o come una minaccia, ma il punto è sempre questo: o accetti, o andrai incontro ad un triste destino. 

Anche se non è un’arma vera e propria, Don Vito Corleone fa intendere le sue intenzioni al rivale in affari, senza il bisogno di armi o di uomini, ma semplicemente dicendo 7 parole. 

Ma soprattutto chi rifiuterebbe la salvezza offerta da “un uomo d’onore” così potente come Don Vito Corleone? 

Primo Posto 🏅: Silverballer  dell’agente 47 (Hitman) 

In prima posizione abbiamo l’assassino geneticamente modificato “47”, con la sua coppia di Silverballer.

Questa coppia di pistole sono basate sulla leggendaria pistola Colt 1911. 

Le principali personalizzazioni sono le incisioni, marchi, e i silenziatori e mirini laser montati sulle 2 armi. 

Queste 2 pistole si trovano in prima posizione, semplicemente perché l’Agente 47 è programmato per fare solo una cosa: uccidere, senza commettere il minimo errore. 

Infatti possiede fisico, agilità e sensi superiori ad un normale essere umano. 

Inoltre è addestrato per avere una grande forza, (riesce a piegare un osso del collo senza il minimo sforzo, e mette KO il nemico con un solo pugno) e per cambiare identità e travestimento in ogni momento. Inoltre possiede un senso unico, “l’istinto” che lo rende più furtivo, e gli fa vedere i bersagli attraverso i muri. 

Sfortunatamente non ci sono modi per contrastarlo o per ucciderlo, quindi meglio non farselo nemico, se non vuoi guardarti le spalle per il resto della tua vita … 

La classifica giunge al termine, spero che vi sia piaciuta!!!

Al prossimo articolo!

Federico Tamma

LA TERRA DEI FIGLI

Il regista del film La terra dei figli, Claudio Cupellini, ambienta la sua storia in uno scenario post-apocalittico: la terra è invasa dalle acque e i pochi sopravvissuti vivono su delle palafitte. I protagonisti sono un ragazzo e suo padre, che cercano di sopravvivere in un mondo ostile.

Il dover provvedere quotidianamente ai propri fabbisogni rende gli individui egoisti e poco disposti ad aiutare gli altri.

In una tale condizione è considerato superfluo insegnare ai giovani perfino a leggere e scrivere e quindi, quando il ragazzo riceve in dono dal padre morente il suo diario segreto, non è in grado di leggerlo. Parte, dunque, alla ricerca di qualcuno che possa aiutarlo a interpretare quanto c’è scritto sul quadernetto e il messaggio che vi è contenuto.

Il protagonista compie il suo viaggio in una società in cui prevale il più forte e in cui i più deboli sono destinati a diventare schiavi o anche cibo per gli altri umani; non a caso egli si imbatte in una ragazza che è tenuta come schiava e che libera, proseguendo il cammino insieme a lei. Ad un certo punto i due vengono catturati e imprigionati; il ragazzo chiede al suo carceriere di leggere il quaderno e quest’ultimo, dopo averlo fatto, li libera e si uccide.

Dalle parole del padre, che con il figlio è stato sempre duro e severo, il protagonista scopre quanto invece lo abbia amato e come il suo comportamento sia stato finalizzato a renderlo più forte, così da poter affrontare la vita che lo attendeva.

Questo film mi ha fatto riflettere su come condizioni estreme di vita possano compromettere l’avvenire dell’umanità. Il mondo rappresentato all’inizio del film è un mondo senza speranza, un mondo dove i bambini vengono uccisi alla nascita e dove ci si riduce al cannibalismo. Il finale, invece, lascia aperto uno spiraglio sul futuro dell’uomo: il carceriere che libera i due giovani, annientando nelle stesso tempo tutti coloro che lo circondano simili a lui e addirittura se stesso, pone le basi di un nuovo inizio e prelude alla speranza di una società più umana.

Giulia Maria Lombardi (Liceo delle Scienze Applicate Margherita Hack)

“PROSSIMO EPISODIO”: perché siamo così attratti dalle serie televisive?

Le serie televisive sono ormai una parte della vita di tutti. A quanti di noi non è capitato di rimanere ore e ore a digitare ripetutamente l’opzione “prossimo episodio” sui siti streaming?

Uno psicologo di nome Robert Zajonc ha studiato proprio l’”effetto familiarità”, cioè l’effetto “più lo vedi più ti piace”. La maggior parte della popolazione che segue le serie tv, infatti, lo fa perché sollecitata dal passaparola delle persone, dalle voci e dai pettegolezzi sugli attori, dalle infinite notizie divulgate dal fandom, la schiera degli appassionati sempre impegnati a creare intorno alla serie che prediligono un alone di interesse e di continua attenzione.

A quanto pare la gente, tra cui io stessa, viene catturata dalle serie tv anche perché si immedesima in esse, talvolta al punto di immaginare che la propria vita sia per certi aspetti simile a quella dei protagonisti e addirittura di vivere negli ambienti dove è stata girata questa serie.

Molte persone, tuttavia, pur non appassionate, continuano a guardare le serie Tv. Perché? Proprio per l’opzione “prossimo episodio”, l’apparentemente innocua scritta che compare quando la puntata finisce. Insieme ai titoli di coda, infatti, appare un rettangolo in cui si evidenzia che è possibile passare all’episodio successivo (il “prossimo” per l’appunto). Questa opzione induce a pensare: “che sarà mai un altro episodio?” . Bene, uno tirerà l’altro e gli episodi si succederanno sullo schermo, uno dopo l’altro, l’altro, l’ altro…

Questo crea dipendenza e spinge gli spettatori, spesso anche giovanissimi, a macinare puntate su puntate ogni giorno e addirittura a perdere ore di sonno.

Ma qual è la serie di puntate che trattiene di più gli spettatori dietro lo schermo? Quali sono gli show più visti dal pubblico?

The Wire, ideata da David Simon, la serie che racconta la società americana e i suoi rapporti con sostanze illegali, è sicuramente una di quelle che vanta più episodi e che ha catturato l’attenzione di diversi milioni di persone.

Prossimo episodio, prossimo episodio, prossimo episodio … A questo punto lo schermo del sito streaming Netflix è diventato il nostro migliore amico!

Ma è un buon amico?

                                                                                        Carla Maria Andreazza

THE CROW’S EGG

Nel corso del primo quadrimestre io e la mia classe abbiamo assistito alla proiezione di un film che mi ha molto colpito e che mi ha fatto conoscere un’altra parte del mondo.
Grazie all’Associazione Balafon, che da tanti anni a Bari si occupa di intercultura attraverso il cinema, ho potuto vedere Kaaka Muttai (titolo originale del film), prodotto in India nel 2014 dal regista indiano M. Manikandan.
Il titolo, che tradotto significa Uova di corvo, è legato ad un’abitudine dei due bambini protagonisti del film: essi, che si fanno chiamare Grande Uovo di Corvo e Piccolo Uovo di Corvo, sottraggono le uova dai nidi dei corvi nella baraccopoli indiana in cui vivono e se ne nutrono di nascosto alla madre e alla nonna. Il loro papà è in prigione e vivono nella povertà assoluta. La loro vita viene improvvisamente stravolta dall’apertura di una pizzeria proprio nel luogo in cui
solitamente giocano, oltre che dall’arrivo in casa di una televisione che pubblicizza la bontà della pizza.
Essi vorrebbero tanto assaggiare questa squisitezza della cucina occidentale, ma non possono permettersi di comprarne una, così chiedono aiuto ad un loro amico “che conta” e recuperano soldi
rubando del carbone. Nonostante il denaro raccolto, però, non vengono ammessi alla pizzeria perché vestiti di stracci. Decidono allora di recuperare altri soldi per comprarsi dei vestiti decenti.
Nel frattempo la nonna, per accontentarli, prova a preparare una pizza in casa, ma i ragazzi la deridono perché non è filante come quella della pubblicità. Dopo essere riusciti a trovare dei vestiti nuovi, Grande Uovo di Corvo e Piccolo Uovo di Corvo ritornano in pizzeria, dove però non solo non vengono accettati, ma vengono addirittura maltrattati. Per loro fortuna, tuttavia, il maltrattamento viene ripreso da un video e i proprietari della pizzeria, per evitare di essere denunciati e pagare una multa, offrono loro libero accesso alla pizzeria e pizza gratis per sempre.
Finalmente i due ragazzini riescono ad assaggiare la tanto desiderata pizza, ma ne rimangono molto delusi: la trovano troppo lontana dalle loro aspettative e pensano che, alla fine, era molto meglio quella preparata dalla loro adorata nonna, che nel frattempo è volata via in cielo.
Questo film mi ha fatto riflettere sul fatto che alcuni paesi, come appunto l’India, sono afflitti dalle disparità economiche e dalle discriminazioni sociali: una parte della popolazione è ricchissima e l’altra è poverissima e per quest’ultima anche andare a scuola non è un diritto garantito, laddove prevalgono le esigenze della famiglia (come in questo caso guadagnare per fare uscire il papà di prigione).
Inoltre ho pensato a come gli uomini siano sempre attratti da ciò che non hanno, anche se molto lontano dalla loro cultura, e a come spesso rimangano delusi proprio nel momento in cui riescono ad ottenerlo. Dovremmo piuttosto imparare ad apprezzare ciò che abbiamo e a goderne ogni giorno.

ANIME: FORSE NON SAPETE CHE… parte seconda.

Avventura

  1. My Hero Academia (titolo originale: 僕のヒーローアカデミア Boku no hīrō akademia , in streaming su Netflix (season 1-2) e su Anime Saturn (season 1-5)- Izuku Midoriya, uno studente delle scuole medie affascinato dagli eroi fin dall’infanzia, ha sempre sognato un giorno di entrare a far parte di questa cerchia, ispirato soprattutto dalle gesta dell’impavido All Might, l’eroe più potente mai esistito e considerato da tutti come il simbolo della pace. Tuttavia Izuku è un ormai raro essere umano nato senza Quirk, ragione per cui egli viene continuamente deriso dai suoi coetanei che lo chiamano dispregiativamente Deku prendendo esempio da Bakugo. Izuku però non si arrende e, pur non essendo dotato di poteri, cerca lo stesso di seguire sempre il suo ideale di giustizia, tanto che un giorno il suo ardore verrà notato da All Might stesso, il quale deciderà di donargli il suo Quirk.
  2. Fairy Tail (titolo originale:フェアリーテイル Fearī Teiru” in streaming su Netflix (season 1-3) da 100+ episodi per stagione (sono nove stagioni di cui sesta,settima,ottava e nona non ancora pubblicate  in Italia e la nona non è  ancora stata pubblicata  in Giappone) La storia narra le avventure di Lucy, una giovane scappata di casa per diventare una maga, e di Natsu, un ragazzo che gira il mondo in cerca del drago Igneel insieme al suo fidato compagno, il gatto blu Happy. I due fanno parte della gilda più famosa del loro paese: Fairy Tail.
  3. The Seven Deadly Sins (titolo originale:七つの大罪 Nanatsu no taizai-in streaming su Netflix con 2 film e app dedicata all’anime) I Seven Deadly Sins erano un gruppo di sette cavalieri, considerati i più forti della regione della Britannia, ognuno dei quali rappresentava uno dei sette peccati capitali, per via di una colpa da loro commessa in passato. … La loro presunta sconfitta avvenne per mano dei Cavalieri Sacri del regno.
  4. Made In Abyss (titolo originale:メイドインアビス “Meido in Abisu”, in streaming su Netflix) Nella storia, un’enorme voragine chiamata “l’Abisso” è l’ultimo posto inesplorato del mondo. Nelle sue profondità si nascondono strane creature, insieme a preziose reliquie del passato, che affascinano gli esseri umani che si spingono a esplorarlo, soprannominati “Cave Raiders”.
  5. Inuyasha (titolo originale:犬夜叉 Inuyasha, in streaming su Netflix  dalla 1-6 su 7 stagioni + 4 film e il final act) Giappone, epoca Sengoku. Inuyasha, un mezzo-demone, ruba da un villaggio la Sfera dei Quattro Spiriti, un oggetto che può accrescere enormemente i poteri di un individuo (demoni o uomini dallo spirito maligno). … Vi trova Inuyasha, ancora sigillato in un sonno magico di cinquant’anni.

Avventure di liceali

  1. Karakai jōzu no Takagi-San (traduzione: L’abile stuzzicatrice Takagi (pronuncia del nome: TagaChi no TagaGi come molti dicono) in streaming  su Netflix con però solo la stagione 2, per la stagione 1 bisogna prenderlo su Anime Unity  con pure un episodio speciale) Nishikata è uno studente di scuola media che viene costantemente preso in giro dalla sua compagna di banco Takagi-san. Con l’orgoglio ferito, il ragazzo si ripromette di riuscire a capovolgere la situazione.
  2. Toradora! (Toradora!とらドラ! , attualmente  su Netflix con la prima stagione, ma non si sa se i creatori di Toradora vorranno aggiungere una nuova stagione,nel frattempo godiamoci i light novel) Ryuuji Takasu sta per cominciare il secondo anno di liceo con grande apprensione. … Ryuuji finirà per aiutare Taiga, dato che è innamorata di Kitamura, miglior amico di Ryuuji, mentre Taiga aiuterà Ryuuji, dato che Aisaka è la sua migliore amica, e così, finiranno che per migliorare i loro reciprochi rapporti.
  3. Gakuen BabySitters (学園ベビーシッターズ Gakuen bebīshittāzu, “Babysitters scolastici” questo Anime, a differenza degli altri, non è molto famoso ma è carinissimo, si può vedere su Anime Unity.) Dopo che i loro genitori sono morti in un incidente aereo, Ryūichi e suo fratello minore Kotarō sono presi in custodia dalla preside, che non hanno mai incontrato prima, di un’accademia d’élite. Ryūichi nel contempo diventa babysitter nel nuovo asilo nido scolastico
  4. Komi Can’t Communicate (古見さんは、コミュ症です。”Komi-san wa, komyushō desu.” Ossia Komi Non Riesce a Parlare , è  una serie in corso su Netflix che esce un episodio alla settimana) Komi-san è una ragazza bellissima da cui nessuno riesce a staccare gli occhi di dosso. … Hitohito Tadano conosce però la verità: Komi-san non riesce a comunicare con gli altri. Lei stessa, cercando di correggere questa cattiva abitudine, cerca di migliorare con l’aiuto di Tadano.

Thriller/Polizieschi

  1. Death Note (デスノート “Desu Nōto” uno dei tanti Anime con un finale tristissimo,in streaming su Netflix e film su Prime Video) Light Yagami, uno studente del liceo, si lamenta sempre della sua vita noiosa, ma un giorno vede cadere qualcosa nel giardino scolastico. Scopre che quella cosa era un diario della morte (chiamato Death Note) con poteri pazzeschi! Cosa succederà?
  2. Banana Fish (バナナフィッシュ “Banana Fishu” , Disponibile su Anime Unity) 1985, New York. La polizia sta indagando su una serie di strani suicidi. Un uomo viene ucciso a sangue freddo in mezzo alla strada ma, prima di morire, consegna una sostanza misteriosa al giovane Ash Lynx, beniamino del boss mafioso più importante della Grande Mela. Le sue ultime parole sono “Banana Fish”.
  3. B the Beginning (un giallo in streaming su Netflix,non ha un titolo giapponese,soltanto uno inglese che significa B all’inizio/in principio…) In un mondo permeato dalla tecnologia avanzata, il regno di Cremona è invaso dalla criminalità: il giustiziere noto come “Killer B“, infatti, ha gettato la città nel caos con un nuovo omicidio.

CONSIDERAZIONI DELL’AUTRICE

In parte ci sono Anime nell’elenco che non ho visto (come per esempio Banana fish) o altri che non ho  voluto mettere  tipo Love Live! e Demon Slayer per vari motivi:

  1. Love live lo devo vedere ma lo consiglio anche perché  c’è  stato un trend sui social (penso solo Youtube anche perché è stato un gacha trend)di Nico Nico Nii.
  2. Demon Slayer lo conoscono tutti e sarebbe inutile metterlo,come Dragon Ball.

Giuliana Buono

DOC- NELLE TUE MANI 2

È tornata in onda su Rai 1 la seconda stagione della fiction “Doc-Nelle tue mani”. Andrea Fanti e tutti i medici dovranno affrontare le sfide poste dalla Pandemia da COVID-19. Nella seconda stagione entrano a far parte del cast nuovi attori, come Lucia Ferrari (interpretata da Giusy Buscemi), Cecilia Tedeschi (interpretata da Alice Arcuri), Edoardo Valenti (interpretato da Gaetano Bruno), Damiano Cesconi (interpretato da Marco Rossetti), Umberto Caruso (interpretato da Massimo Rigo) e Massimo Gentile (interpretato da Lorenzo Frediani).

Solo la prima puntata della nuova stagione della fiction ha avuto 7 milioni di spettatori. 

Se i personaggi nella fiction abbiamo già imparato a conoscerli dalla prima stagione, andiamo ora a vedere chi sono gli attori nella loro vita privata.

Parliamo di Matilde Gioli, l’interprete di Giulia Giordano. 

È nata a Milano il 2 settembre del 1989 da padre pugliese e madre toscana ed è laureata in filosofia. Matilde Gioli è attualmente fidanzata con Alessandro Marcucci, insegnante di equitazione ed è proprio grazie alla passione in comune per i cavalli che si sono conosciuti. 

Il beniamino di molti telespettatori, Luca Argentero, interprete di Andrea Fanti, è nato il 12 aprile 1978 a Torino. Nel luglio 2004 si fidanza con Myriam Catania e nel 2009 si sposano, per poi separarsi nel 2016. L’attore è attualmente sposato con l’attrice Cristina Marino dal 2021 e nel 2020 è nata Nina Speranza la loro prima figlia. 

Alexandra Nerina Amodio e Sara Lampignano