LO STRANO CASO DEL DR. JEKYLL E MR. HYDE

“Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mister Hyde” è un romanzo scritto da Robert Louis Stevenson, autore del più celebre “L’isola del tesoro”, e pubblicato nel 1886 nel Regno Unito e nel 1905 in Italia.

L’originalità della sua narrativa è data dall’equilibrio tra fantasia e stile chiaro, preciso e a tratti nervoso. 

L’avvicato londinese Mr. Utterson indaga sulle strane e a tratti terribili vicende che coinvolgono il malvagio Edward Hyde e il suo amico Henry Jekyll.

Dopo una serie di peripezie e grazie all’aiuto di personaggi secondari, come il Dottor Lanyon e il maggiordomo Poole, Utterson farà un’incredibile scoperta …

Di questo libro colpiscono la trama avvincente e la compresenza di diversi generi: giallo, noir, thriller d’azione e racconto del mistero e del terrore. Inoltre è interessante come venga evidenziato significativamente lo “sdoppiamento” presente in ogni essere umano, che spesso é una rottura dell’integrità della persona.

Giovanni Lopez

NON SIAMO SOLI!

Venerdì scorso abbiamo incontrato Domenico, il papà di Antonella Diacono, una ragazza che, mi fa male dirlo, si è suicidata.

Tra i vari argomenti, il signor Diacono ha parlato di uno che mi ha colpito molto: la vergogna. 

Per vergogna si intendono molte cose, io penso che la più “pericolosa” sia la vergogna di se stessi. Molti ragazzi hanno paura di non essere accettati, solo perché in primis non si accettano loro, e per questo tendono a fingersi diversi da come sono davvero, per farsi accettare e integrarsi nel gruppo. 

Io spesso penso di non essere come gli altri, di essere diverso, a volte anche in senso negativo, ma non ho vergogna di mostrarmi per quello che sono, non sento la necessaria di cambiare, o meglio, fingere di cambiare.

Viviamo in una società in cui tutti provano a omologarsi a tutti, per sentirsi in qualche modo “fighi” come gli altri, e a volte si perde la capacità di pensare con la propria testa, cercando solo di fare ciò che farebbe qualcun altro. 

Io non lo faccio. Probabilmente a molti non piacerò, ma sono io, alcuni mi accettano, e mi bastano loro, i miei veri amici. E anche se a nessuno dovesse piacere il vero me, io non cambierei. Io sono io. Penso che sia semplicemente meglio far capire da subito chi si è, perché anche fingendosi qualcun altro, alla fine, verrà fuori il nostro vero essere e fino ad allora avremo vissuto male, troppo male.

Se ognuno si aprisse davvero agli altri, parlando dei veri interessi e delle vere passioni che ha, socializzare sarebbe molto più bello e ci sarebbero delle reali possibilità di confronto. Magari non saremo amici di chi vorremmo esserlo, ma se loro non ti apprezzano per chi sei davvero, forse è meglio così.

Giovanni Lopez