PLASTICA OMICIDA: PLANET, NO PLASTIC!

Spero che non vi siate persi l’interessantissima mostra fotografica Planet or Plastic, che si è tenuta al Teatro Margherita fino al 22 marzo.
Ero al corrente della pericolosità della plastica per il nostro pianeta, ma devo dire che molte delle cose che ho appreso visitando Planet or Plastic sono state per me del tutto inaspettate, anzi, sconvolgenti!
Per esempio, voi sapevate che in Cina risiede il più grande mercato della plastica? Ci sono più di 70.000 stand che vendono un incredibile numero di oggetti realizzati interamente in plastica: dalle piscine gonfiabili alle posate per la cucina, ai fiori artificiali. Oltre a questo, che già di per sé è inquietante, in Cina in ogni tipo di negozi è presente una quantità sbalorditiva di questo materiale omicida…
E sapete che ogni anno vengono buttate in mare più di otto tonnellate di plastica???
La mostra fotografica è stata per me un vero e proprio tour alla scoperta di pericoli a volte ignoti.
Per fortuna le notizie non sono state solo negative e ho tirato un po’ il fiato ammirando i negozi indonesiani che hanno sostituito la plastica con materiali naturali.
Le buone notizie, però, non sono state molte, e la seconda sezione della mostra riportava foto di esseri viventi letteralmente distrutti dalla plastica: mi ha colpito molto il bambino in mezzo a tante, anzi, tantissime mascherine. Secondo alcune stime, durante il picco della pandemia sono state usate e gettate sulla riva del fiume, in un solo mese, circa 129 miliardi di mascherine e 65 miliardi di guanti: questo è veramente inquietante e allo stesso tempo incredibile!
Un’altra fotografia che davvero mi è restata impressa nella mente è “Shedbird”, il piccolo albatro di Laysan, morto soffocato per aver mangiato troppa plastica, come ha affermato la scienziata CynthiaVanderlip.
Nell’ultima parte della galleria, forse per lasciare un po’ di speranza a noi poveri visitatori, erano visibili tutte le industrie che cercano di smantellare più plastica possibile: purtroppo tutta quella eliminata dal 2016 è solo un quinto di tutta quella esistente a livello globale…
Sono uscito dalla mostra con un pensiero fisso in testa, e proprio con questo pensiero desidero concludere il mio articolo: PREFERIAMO LA VITA E IL PIANETA ALLA PLASTICA!!!

Nathan Amodio

NEED FOR SPEED HEAT: DIVERTIMENTO A TUTTA VELOCITA’!

Sicuramente i videogiochi più noti che conosciamo sono GTA V, Fortnite, Warzone o Clash Royale.

In questo articolo, invece, vorrei illustrarvi un gioco non molto conosciuto, ma che ha cambiato la mia vita: Need For Speed Heat.

Fa parte dei videogiochi ideati dalla famosissima sviluppatrice di giochi sportivi EA Sports e dall’azienda Ghost ed è il più recente tra tutte le serie di giochi automobilistici che hanno allietato l’infanzia di tanti ragazzini appassionati di corse spericolate e clandestine.

In questo videogioco sono presenti 128 auto collezionabili: Ferrari, Lamborghini, Porsche, Audi, Nissan, Polestar, Koenigsegg, Mclaren , solo per citarne alcune.

Dopo averne scelta una, la potenzi e la personalizzi in base ai tuoi gusti, modificando il paraurti anteriore e posteriore, il cofano, gli specchietti retrovisori, il sistema audio, lo spoiler, i fanali, tutto ciò che riguarda le ruote (cerchioni, pneumatici, disco del freno e pinze) e la minigonna (la parte sotto allo sportello, per i “non addetti ai lavori”). Una volta approntato il tuo mezzo, gareggi, aiutato da Lucas ed Ana, nelle corse clandestine a tutta velocità, cercando di sfuggire alla polizia che cercherà di fermarti in tutti i modi!!

Need for Speed Heat non è un gioco come tutti gli altri, nel senso che non ha una vera e propria fine: infatti ti permette, anche se sei arrivato al massimo livello e hai percorso tutte le tappe previste, di continuare a giocare e di gareggiare con i BOT (programma che accede alla rete attraverso lo stesso tipo di canali utilizzati dagli utenti) o nella modalità online con altre persone in tutto il mondo.

Questo gioco mi ha fatto trascorrere ore indimenticabili e mi ha fatto sviluppare una vera e propria passione per la meccanica automobilistica, di cui posso sicuramente affermare di essere diventato un esperto!

Nathan Amodio