GAE AULENTI

Avete mai sentito parlare di Gaetana (meglio conosciuta come Gae) Emiliana Aulenti? I vostri genitori e gli adulti in generale sicuramente sì, ma tra noi ragazzi forse questa signora non è tanto nota. Beh, dovete sapere che fu una delle prime architette e art designer non solo italiane ma internazionali e che con la sua attività voleva trasmettere un messaggio, ossia che anche le donne possono e devono farsi valere in campi tradizionalmente dominati dagli uomini.

Nata il 4 dicembre 1927 e morta il 31 ottobre 2012, visse parte della sua giovinezza durante il terribile periodo della seconda guerra mondiale. Un giorno la sua scuola e tutti i luoghi che lei amava furono distrutti da un bombardamento. Fu allora che Gae, non sopportando la vista delle macerie, fece una promessa a se stessa: “Un giorno ricostruirò tutto”. E infatti, quando la guerra finì, studiò come architetta, diventando una delle poche donne coinvolte nella ricostruzione dell’Italia.

Le sue idee sull’architettura sono davvero affascinanti: Gae considerava l’architettura soprattutto come un modo per manipolare lo spazio con la luce; e proprio la luce, soprattutto quella naturale, era per lei fonte di ispirazione, tanto che diceva spesso che “una finestra di giorno è una bellissima lampada”. Quando le chiesero di trasformare la vecchia stazione Gare d’Orsay di Parigi in un museo (il famosissimo Museo degli Impressionisti) progettò un edificio con tantissime vetrate che lasciassero fluire la luce esterna, in modo che i quadri esposti potessero cambiare “a seconda del cielo di Parigi che è un cielo di nuvole in movimento, di luci abbaglianti”. Non è emozionante sentire queste parole?

Se non avete mai visto le opere di Gae, vi consigliamo di cercarle sul web (o, meglio, di andarle a vedere dal vivo) e di godervi lo spettacolo! Tra le altre vi indichiamo, per esempio, le sue numerosissime ristrutturazioni, come quella di Palazzo Grassi a Venezia, delle ex Scuderie del Quirinale a Roma, del Piazzale Cadorna a Milano, del Palazzo Branciforte a Palermo.

Chiudiamo questo nostro breve articolo con una frase davvero significativa di Gae:

“Mi fa imbestialire la ghettizzazione in genere, a cominciare da chi dice: come architetto ho preso una donna”.

Rita Capurso, Emanuela Gusman

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