TUTTE LE DOMANDE CHE VORREMMO FARLE (LETTERA A LILIANA SEGRE)

Cara Senatrice Segre,

siamo i bambini della classe 3^ D della Scuola Primaria Anna Frank di Bari. In questi giorni, insieme alla nostra maestra, stiamo discutendo molto su quello che è accaduto nel 1938, l’anno in cui furono emanate le leggi razziali.

La maestra ci ha fatto vedere una Sua intervista e noi siamo stati attenti a tutto quello che Lei ha detto, ma siamo rimasti colpiti soprattutto da queste parole: “Nessuno si accorse del mio banco vuoto e questo è stato un vero schiaffo morale, una ferita che mi sono portata sempre dentro. A distanza di anni ho incontrato di nuovo i miei amici di scuola e la prima domanda che ho rivolto loro è stata proprio Perché?”.

Abbiamo immaginato come ci comporteremmo noi se un nostro compagno non venisse a scuola per gli stessi assurdi motivi. Qualcuno di noi avrebbe il coraggio di protestare? Siamo tutti convinti di sì.

Leggendo la sua storia tante domande ci sono venute in mente…

– Che cosa sono le leggi razziali e perché furono scritte?

– Perché gli ebrei erano odiati così tanto?

– Perché gli ebrei non si sono mai ribellati?

– Cosa facevano i bambini ebrei quando erano costretti a non andare a scuola?

– Che cosa hanno risposto i compagni di scuola, quando è capitato che abbiano incontrato dopo tanti anni i loro coetanei ebrei “espulsi” dalle loro classi?

– Le piaceva andare a scuola?

– Ha avuto paura quando l’hanno divisa da suo padre?

– Cosa le mancava di più della sua normalità quando era rinchiusa nel campo di concentramento?

– Aveva un amico o un’amica di cui si fidava nel campo di concentramento?

– Se le truppe russe arrivarono nel campo il 27 gennaio, perché lei è stata liberata a maggio?

Sarebbe bello se Lei potesse risponderci e se potessimo incontrarla per parlare con Lei di quanto accaduto, non per rattristarla ma per farci spiegare, per capire, per non sbagliare mai nello stesso modo e anche per abbracciarla forte forte e farle sentire quanto l’ammiriamo e la stimiamo.

Ci auguriamo che prima o poi accada.

Intanto La salutiamo con affetto

Gli alunni della 3^ D

PS: Ci scusi, un’ultima domanda: Quando anche l’ultimo ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento e alla Shoa sarà morto, chi risponderà a quelli che ancora chiederanno, che vorranno sapere?

Beh, non si preoccupi: risponderemo noi perché, insieme a tanti altri, saremo la sua MEMORIA.

E’ UNA PROMESSA!

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