La guerra di Gaza: il piano di pace e la reazione dei cittadini

Il 7 ottobre 2025 è stata una data storica: sono passati precisamente due anni dall’inizio della guerra in Palestina, che ha ucciso circa 62.000 civili, tra cui 18.400 bambini. Bastano solo queste cifre per capire la drammaticità della guerra, la più lunga nella storia di Israele, che si potrebbe anche concludere grazie al piano di pace composto da 20 punti proposto dal presidente americano Donald Trump e accettato da Netanyahu, il presidente di Israele. Questo piano riguarda non solo il futuro della Striscia di Gaza, ma di tutta la Palestina.

Secondo quanto si sa, esso prevede il cessate il fuoco, la ricostruzione di Gaza con l’aiuto di vari Paesi e la liberazione degli ostaggi e dei prigionieri. Trump ha promesso ai palestinesi che gli Stati Uniti e altri governi aiuteranno Gaza con un grande progetto economico per far ripartire scuole, ospedali e case.
Hamas, invece, ha risposto che sta ancora valutando il piano, ma vuole garanzie per la sicurezza del popolo palestinese.

La guerra è iniziata nel 2023, dopo che Hamas ha attaccato Israele e Israele ha reagito bombardando Gaza. Ma le tensioni tra Israele e Palestina vanno avanti da tanti anni, soprattutto per le demolizioni delle case palestinesi, la costruzione di nuovi insediamenti israeliani nella zona orientale di Gerusalemme e le proteste dei palestinesi contro queste decisioni. Molti dicono che la guerra non è solo per il territorio, ma anche per la libertà e la vita delle persone che vivono lì.

Negli ultimi giorni c’è stato anche un nuovo episodio importante.
Il 2 ottobre 2025, una flotta di 45 imbarcazioni è partita dal porto di Arsuz, in Turchia, con a bordo aiuti umanitari per Gaza.
Tra i partecipanti c’erano persone provenienti da tutto il mondo e anche dall’Italia, dalla Francia e da altri Paesi europei. Alcune barche, però, non sono riuscite ad arrivare a causa del maltempo, mentre altre sono state fermate dall’esercito israeliano. Le persone a bordo sono state arrestate, ma molte di loro sono state già rilasciate e costrette a tornare nei propri paesi di provenienza.

In tutta Europa ci sono state manifestazioni per la pace, con migliaia di persone che hanno chiesto la fine della guerra e la libertà per Gaza.
Anche in Italia, da città come Roma, Milano e Napoli, sono partite nuove barche di aiuti con giornalisti e medici a bordo che vogliono aiutare chi soffre nella Striscia di Gaza. Dopo due anni di bombardamenti, fame e distruzione, la gente è stanca.
Molti cittadini israeliani e palestinesi dicono la stessa cosa: vogliono solo vivere in pace.
Tutti sperano che il piano di pace possa davvero fermare la guerra e permettere ai bambini di Gaza e di Israele di tornare a scuola senza paura.

Domenico D’Alessandro

Condividi l'articolo: