Il 26 settembre ho partecipato, insieme ad alcuni miei compagni di classe ed alla mia professoressa di lettere, alla Pigiama Run di Bari, una corsa solidale organizzata dalla LILT (Lega Italiana Lotta contro i Tumori), che si svolge indossando un pigiama per raccogliere fondi a favore dei bambini malati di tumore e delle loro famiglie.
Questo evento vuole trasformare un simbolo di malattia (il pigiama), in un gesto di vicinanza, divertimento e solidarietà al fine di rendere meno spaventosi i reparti pediatrici oncologici.
Indossare il pigiama è un modo per condividere, almeno simbolicamente, la quotidianità di questi bambini, che sono costretti a passare i loro giorni in ospedale per combattere contro una malattia terribile che è il tumore, manifestando sostegno e comprensione nei loro confronti. Significa mettersi nei loro panni e comunicare che non sono soli perché i cittadini, i volontari, le istituzioni e la LILT sono al loro fianco.
La Pigiama Run non è soltanto una corsa, è un grande abbraccio collettivo che tante città italiane offrono ai bambini e alle loro famiglie.
Questo evento mi ha fatto riflettere su quanto sono fortunata: io il pigiama lo indosso per dormire, è un indumento a cui attribuisco un valore estremamente positivo, infatti rappresenta il momento della giornata in cui mi metto comoda, mi rilasso insieme alla mia famiglia e sono serena, lasciandomi alle spalle tutte le ansie della giornata. Per tanti bambini, invece, non è così: loro non scelgono di indossare il pigiama , ma sono costretti a tenerlo tutto il giorno, a causa della loro malattia e della loro lunga degenza in ospedale.
Partecipare alla Pigiama Run mi ha fatto sentire più vicina a loro e alle problematiche delle persone più deboli, mi ha fatto capire che cose che diamo per scontate, non lo sono affatto.
Giulia Maggiore