Sabato 11 ottobre la nostra scuola ha partecipato all’All in Festival, un vero e proprio festival dedicato alla bellezza della diversità, che per tre giorni ha trasformato il parco Don Tonino Bello in un village dell’inclusione.

Verso le 10,30 ci siamo incontrati a uno degli ingressi del parco: eravamo davvero in tanti e provenienti da classi diverse, tanto che spesso abbiamo dovuto presentarci perché ci conoscevamo solo di vista.

Alle 11,00 accompagnati dalla musica della canzone Il vestito da torero di Brunori Sas, abbiamo sfilato fino a raggiungere l’anfiteatro del parco, dove alcuni nostri compagni si sono esibiti in una coreografia cantando Casa mia di Ghali: è stato davvero emozionante!

Subito dopo, altri compagni si sono schierati di spalle al pubblico e, a ritmo di tamburello, si sono girati uno per volta mostrando una lettera. Alla fine, quando tutti si sono voltati, la frase che si leggeva era “Zero barriere, zero limiti”, un vero e proprio slogan che tutti dovremmo conoscere e far diventare nostro.

Uno degli organizzatori del festival, Alessandro Antonacci, si è commosso nel leggere lo slogan e ha detto che noi tutti dovremmo fare in modo che il mondo di domani sia proprio così: senza barriere, confini, limiti.

Immediatamente dopo ci siamo scatenati tutti insieme in un girotondo e in un ballo, accompagnati dalle nostre insegnanti che sembravano essere tornate della nostra età!

Poi ci siamo avvicinati alla nostra installazione: un grande albero fatto di cartone e corda, ai cui rami si potevano attaccare foglie coloratissime su cui scrivere frasi significative.

Oltre alla nostra installazione ce n’erano molte altre. Ci ha colpito, per esempio, quella dell’associazione Antopaninabella: c’era una specie di bidone della spazzatura in cui si poteva buttare, dopo averlo accartocciato con forza, un foglio su cui scrivere ciò che ci aveva fatto più soffrire o che non ci piace. Accanto al bidone, sospeso tra due tronchi d’albero, c’era un filo a cui si potevano appendere altri fogli con scritte le cose che ci fanno stare meglio.

Oltre alle installazioni c’erano anche tanti talk, cioè chiacchierate su argomenti molto interessanti, sempre legati all’inclusione e al benessere. Inoltre, c’era la possibilità di ascoltare storie lette ad alta voce e un’area dedicata alla sicurezza stradale curata dall’associazione AMichi di Michele Visaggi.

Alcuni di noi hanno partecipato a un clean up con Retake Bari e Plastic Free, raccogliendo rifiuti, cartacce e plastica sparsi nel parco; altri hanno potuto imparare la lingua dei segni o giocare con le trottole di una volta: troppo divertente!

Insomma l’All in Festival è stato un luogo in cui tutti, ma proprio tutti, si sono divertiti e si sono sentiti uniti. Qui abbiamo imparato ad “abbattere i muri e costruire piazze accessibili a tutti”.

Alla prossima!

Alessia Parise, Penelope Procacci

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