L’ Articolo 12 della convenzione dell’ ONU sui diritti dell’ infanzia e dell’ adolescenza parla della libertà di espressione.
La liberta d’espressione è importante anzi fondamentale in un paese libero, e si manifesta tramite il diritto di parola ma, soprattutto tra noi giovani, anche tramite il diritto di apparire come sentiamo, nell’aspetto e nell’ abbigliamento.
Nel vestirmi non amo le vie di mezzo, o mi vesto elegante-casual oppure indosso abiti “normali”.
E soprattutto mi sento molto libero: sono uno dei pochissimi a Bari a indossare il cappello rasta come quello del bassista dei The Wailers: me l’ha fatto mia zia e ne vado molto orgoglioso.
Prima era di mia madre, ma a me non interessa se è da uomo, da donna o unisex: mi piace e basta. Questa regola vale anche quando vado a fare shopping: non mi faccio molti problemi, se un capo mi piace non mi importa se è da uomo o da donna, lo compro e basta, anche se vedo che i ragazzi, tranne rare eccezioni, vogliono uniformarsi alla massa nel modo di vestirsi ma anche nella musica che ascoltano e nello sport che praticano.
“Tutti nascono unici ma solo pochi continuano ad esserlo” diceva Bob Marley, e io credo che sia proprio così: tutti abbiamo il dono che quando nasciamo siamo unici ma poi nella vita tra le tante scelte c’ è quella di continuare ad essere unici o preferire uniformarci agli altri. Io mi sento di appartenere al primo tipo, per me essere originale fa parte della mia libertà di espressione.
Afro Stragapede