Il giorno 13 marzo 2026, nell’auditorium della nostra scuola, si è tenuto un evento per la premiazione del concorso “Un poster per la pace”, organizzato dalla fondazione di beneficenza LIONS, che da quarant’anni coinvolge ragazzi tra gli 11 e i 13 anni con progetti internazionali.
È così che la fondazione cerca di sensibilizzare gli adolescenti, rendendoli partecipi del valore della pace e dell’importanza che essa ha per vivere in serenità e sicurezza. Come iniziativa per le scuole secondarie di primo grado, l’associazione LIONS propone ogni anno un concorso artistico chiamato “Un poster per la pace”, in cui i ragazzi delle classi dalla prima alla terza media possono realizzare un disegno contro la guerra.
Ogni anno viene scelto un tema e i ragazzi creano un elaborato ad esso collegato.
Quest’anno il tema era “Uniti come una cosa sola”, a dimostrazione del fatto che la pace può sbocciare solo dove ci si confronta, ci si aiuta e ci si rispetta, mettendo da parte pregiudizi e discriminazioni.
L’evento è iniziato con un ringraziamento da parte dell’ex presidente LIONS Domenico Epicoco, attualmente in pensione, ed è proseguito con la visione di un video sulla storia della fondazione, nata nel 1917 a Chicago, che fin da subito ha ottenuto successo assistendo e sostenendo le comunità bisognose.
I volontari italiani di LIONS sono conosciuti soprattutto per il loro impegno in ambito sanitario, come la prevenzione del cancro e del diabete e la tutela della vista. Sono però noti anche per la vastità dei progetti intrapresi, come “Help emergenza lavoro”, “Progetto Martina” e “Un poster per la pace”.
Al termine del video abbiamo finalmente potuto conoscere i vincitori di quest’anno del concorso per la nostra scuola.
Erano previsti due vincitori per il primo posto, due per il secondo e due per il terzo; mentre venivano annunciati, abbiamo potuto osservare le loro opere. Ai vincitori sono state consegnate delle coppe, oltre a un attestato con il loro nome. Inoltre, le opere dei primi classificati saranno inviate al concorso regionale, per confrontarsi con quelle delle altre scuole.
I vincitori del primo premio sono stati Pietro Pastina e Gaia Orlando; dai loro occhi e dalla loro reazione incredula si poteva notare quanto fossero sorpresi e soddisfatti del loro traguardo.
Di seguito, le interviste ai due vincitori del primo premio.
Intervista a Gaia Orlando
Come ti è venuta l’idea del disegno da realizzare e cosa rappresenta?
Nel periodo in cui stavo pensando a cosa fare, si parlava molto della guerra tra Israele e Palestina; ho quindi pensato che un accordo tra loro potesse essere un grande simbolo di pace. Per questo ho rappresentato una donna israeliana e una palestinese abbracciate. Per quanto riguarda l’albero, esso è, nell’immaginario collettivo, simbolo di vita e prosperità; inoltre rappresenta il fatto che da una sola cosa ne nascono molte altre: dal tronco partono i rami e dai rami le foglie. Allo stesso modo, dalla pace tra Israele e Palestina può nascere la pace in tutto il mondo, rappresentata dalle bandiere al posto delle foglie. Per rafforzare il messaggio ho inserito un arcobaleno della pace come sfondo e due colombe.
Che sensazioni hai provato mentre disegnavi e perché?
Mentre disegnavo ero entusiasta ed emozionata, perché ero impaziente di rappresentare la mia idea di pace e di raggiungere il cuore delle persone con un disegno su un tema così delicato, che ultimamente sembra essere sottovalutato.
Avresti mai immaginato di vincere questo concorso?
In realtà non avevo visto i disegni degli altri partecipanti, quindi non avevo un’idea precisa delle probabilità di vincere. Quando rimaneva da premiare l’ultimo disegno, avevo quasi perso la speranza. Ho pensato: “Manca solo l’ultimo premio, è difficile che sia proprio il mio!”.
Quando però hanno proiettato il mio disegno, quasi non potevo crederci: volevo essere sicura che fosse davvero il mio, infatti non mi sono fatta avanti finché non hanno pronunciato il mio nome.
Hai provato un “blocco dell’artista”? Se sì, cosa ti ha sbloccato?
No, avevo le idee molto chiare e sapevo cosa volevo rappresentare. Ho lavorato senza interruzioni e sono stata tra i primi della classe a consegnare.
Se dovessi scegliere una canzone che rappresenti il tuo disegno?
“Imagine” di John Lennon. L’ho cantata alle elementari e, anche se ero piccola, mi ha colpito molto.
Secondo te come si può arrivare alla pace?
Per arrivare alla pace serve prima di tutto lavoro di squadra, infatti la frase che ho scritto sul retro del disegno è “‘l’unione fa la forza”.
Restare divisi gli uni dagli altri porta guerre, incomprensioni, litigi. Restando uniti, invece, possiamo essere forti, possiamo farci sentire. Devi fare parecchio rumore se vuoi essere ascoltato. Da soli questo non si può fare, ma stando insieme possiamo veramente fare la differenza.
Se potessi cambiare una sola regola nel mondo?
Gli Stati dovrebbero smettere di espandersi nei territori altrui e concentrarsi sul migliorare i propri. La brama di conquista porta alla guerra.
Intervista a Pietro Pastina
Come ti è venuta l’idea del disegno e cosa rappresenta?
L’idea è nata facendo vari tentativi; alcuni particolari sono emersi durante la realizzazione. Il disegno rappresenta un simbolo di pace a forma di cuore con all’interno molte bandiere. Sopra il cuore volano colombe con ramoscelli e fiori, simbolo di un nuovo mondo.
A sinistra c’è un uomo vicino al filo spinato, con lo sguardo terrorizzato, a rappresentare l’orrore della guerra. A destra, una mano trasforma il filo spinato in un anello, simbolo di speranza. In basso si intravede uno scorcio di mare con le navi della Sumud Flottilla, scorcio che si trasforma pian piano in un arcobaleno.
Che sensazioni hai provato?
Molte, variavano in base al risultato: quando il disegno veniva bene ero contento, altrimenti scoraggiato. Poi però riprendevo con più fiducia.
Pensavi di vincere?
No, al massimo speravo nel podio. Non mi aspettavo il primo posto perché c’erano tanti partecipanti molto bravi. Ho fatto il mio lavoro senza aspettarmi troppo e alla fine è andata meglio del previsto.
Hai avuto un blocco dell’artista?
Non proprio, ma verso la fine il mio poster non mi convinceva e ho pensato di rifarlo. Poi ho ripreso l’originale e l’ho completato.
Una canzone?
“Zombie” dei Cranberries, per il tono serio: mi sembra adatta all’atmosfera del disegno e al messaggio che volevo trasmettere.
Come si arriva alla pace?
Con il rispetto delle regole e uguaglianza tra gli uomini: se tutti hanno gli stessi diritti (e doveri), è più facile convivere in modo pacifico.
Una regola da cambiare?
Rendere tutti davvero uguali davanti alle leggi.
Abbiamo anche intervistato il presidente Carlo Adamo e il referente Domenico Epicoco.
Noi giovani cosa possiamo fare per la pace?
La pace si costruisce nel quotidiano: rispettare gli altri, aiutare chi è in difficoltà e non restare in silenzio davanti al bullismo. Se ognuno si comporta in modo corretto ogni giorno, si crea un clima più pacifico.
Perché è nato questo progetto?
Per divulgare nel mondo il messaggio della pace. L’idea è nata dal desiderio di sensibilizzare le persone sull’importanza del rispetto reciproco e della convivenza tra tutti. Attraverso l’arte si può comunicare in modo diretto e immediato, soprattutto ai più giovani, che la pace si costruisce ogni giorno, anche con i propri comportamenti.
Perché proprio il disegno?
Perché è un linguaggio immediato e accessibile a tutti, capace di comunicare in modo diretto.
Perché il nome LIONS?
È un acronimo di Libertà, Internazionale, Operatività, Nazionale e Service. Ci siamo poi accorti che le iniziali formavano una parola, e da lì abbiamo anche creato lo stemma.
Ringraziamo tutti gli intervistati per la loro disponibilità. Anche quest’anno il concorso ha premiato giovani artisti uniti da un unico obiettivo: diffondere il messaggio di pace. È stata un’esperienza significativa e non vediamo l’ora di riviverla il prossimo anno.
Sofia Maria De Marzo e Martina Miolli