Narratore: la classe terza C è per la prima volta tranquilla. Gli studenti sono completamente rapiti dalla lettura del dramma di Pirandello: Sei personaggi in cerca d’autore.
L’insegnante, la Prof, li guida attraverso questa avventura, mentre, come fa sempre, si tocca i capelli formando dei riccioli:
– Ragazzi, questi personaggi stanno cercando qualcuno che racconti la loro storia; vogliono essere conosciuti, desiderano che qualcuno parli delle loro emozioni e del loro carattere.
Hamza con un espressione interessata: Prof, quindi i personaggi vogliono essere capiti a fondo dall’autore in modo tale da fargli scrivere una storia che rispecchi il loro carattere?
Prof : Esatto. È come se volessero esistere attraverso il teatro.
(All’improvviso la porta dell’aula si apre.)
Tutti, disordinatamente: Che succede?!
Entrano quattro strani personaggi, sono usciti da un anime molto popolare Yuji Itadori:
-Scusate, stiamo cercando da tanto tempo qualcuno che racconti la nostra storia, ma non come nel nostro anime. Vogliamo che venga raccontato quello che veramente siamo!
Megumi Fushiguro: Abbiamo bisogno che qualcuno ci studi e ci comprenda. Voi potete aiutarci?
Nobara Kugisaki: Vogliamo essere letti come persone, non come i personaggi inventati dal nostro autore.
Giulia ed Elvira confuse: Ma… sono personaggi di una giapponesata?!
Riccardo: Prof… questi personaggi provengono dal mondo di un anime giapponese: Jujutsu Kaisen! Si sono materializzati come per magia!
Prof: E che è sto Jojutzo Kesen?
Un altro personaggio entra con nonchalance
Satoru Gojo: Salve a tutti. Ho sentito che qui si studiano personaggi fighi come me.
Miriam: WOW! IL MIO SOGNO È FINALMENTE REALTÀ!
Si lancia tra le braccia di Gojo ma lui la schiva mettendo le mani tra sé e lei.
Yuji Itadori: Non so se ci avete mai visto nel nostro anime, ma noi siamo degli stregoni. Combattiamo delle maledizioni per purificare il mondo. Molti conoscono la nostra storia, ma nessuno qui conosce davvero la nostra anima.
Megumi Fushiguro: Vogliamo che la nostra storia venga letta e analizzata (viene tagliato da Nobara)
Nobara Kugisaki: Però, dovete scrivere una storia che parli davvero di noi, di come siamo davvero, del nostro carattere e delle emozioni che proviamo veramente, non quelle che proviamo nell’anime.
Prof: Non so chi o cosa voi siate, ma dovete andarvene subito da qui! Noi stiamo facendo lezione e voi non siete autorizzati ad entrare in questa scuola e tantomeno nella mia classe, durante la mia lezione!
Riccardo: Prof, penso che possa parlare per molti in questa classe quando dico che questa è un’occasione che capita una volta nella vita: finalmente possiamo incontrare i personaggi che abbiamo sempre sognato di diventare! (I quattro, tranne Satoru Gojo, arrossiscono e ringraziano). Poi, questa situazione somiglia molto a quella dell’opera di Pirandello, potremmo studiare loro invece del testo? La prego!
Tutti: per favore, prof…
La Prof ci pensa per un po’: In un certo senso… avete ragione. E poi, delle persone normali non potrebbero mai entrare vestite così a scuola; quindi vuol dire che sono veramente dei personaggi, anche loro con una storia da raccontare. Ragazzi, solo perché non capita molto spesso di incontrare dei personaggi immaginari, ve lo lascio fare.
Tutti: Siiiiiiiiiiiiii grazie mille prof! Non dimenticheremo mai questo giorno!
Satoru Gojo: Allora fateci una promessa: ascoltate la nostra storia e cercate di capire chi siamo davvero.
Una bocca si apre da una spaccatura sulla guancia di yuji. Una voce malefica : Oppure sterminerò questa scuola!
Alcuni compagni si spaventano ma quelli che hanno già visto la serie ridono.
Alcuni: Certo che sì, Gojo. Promettiamo di aiutarvi!
E così la lezione cambia completamente. I ragazzi iniziano a discutere delle storie, dei valori e dei sentimenti dei nuovi personaggi.
La scena si sposta nel cielo
Pirandello: la mia storia si è avverata! Sapevo che un giorno sarebbe successo. Divertitevi ragazzi e siate creativi! E quanto a lei, professoressa, ha fatto la scelta giusta, nessuno dimenticherà mai questa esperienza.
Riccardo Scognamillo
disegno di Miriam Nuccio