ABCD- Abbecedario della cittadinanza democratica 2026

Mercoledì 15 aprile 2026, noi alunni della classe 3 C abbiamo presentato la nostra città ideale, Chill-landia, nell’Aula Magna dell’università Aldo Moro di Bari.

Poter mostrare i frutti di un lavoro che è durato mesi è stata una bellissima esperienza; quello che mi ha fatto davvero emozionare, tuttavia, è stato l’appassionante dibattito tra noi e gli alunni dell’altra scuola presente, la Tommaso Fiore di Terlizzi.

Questo dibattito, partendo dai lavori che sia loro sia noi abbiamo svolto, ha avuto come tema centrale i cambiamenti da apportare alla scuola. E’ stato subito chiaro, infatti, che tutti riteniamo che la scuola vada modificata, perché così com’è organizzata non ci dà ciò di cui abbiamo bisogno.

Abbiamo discusso senza alcuna paura di essere giudicati di tematiche complesse e spesso considerate “taboo” come l’educazione sessuale, l’identità di genere e la storia contemporanea, importanti nella formazione dei giovani ma che spesso non vengono trattate durante le lezioni.

A differenza degli altri dibattiti, nella discussione di giovedì, noi ragazzi abbiamo notato che gli adulti ascoltavano davvero ciò che dicevamo e davano importanza alle nostre opinioni, rispettandole: è proprio questo che ha reso l’esperienza davvero unica.

Una ragazza dell’altro gruppo di alunni presenti  si è distinta particolarmente, parlando della differenza tra genere e sesso, dell’importanza dell’educazione sessuale e ha fatto notare quanto poco si parli, in generale e a scuola di identità di genere, aspetto importantissimo soprattutto alla nostra età.

Mi hanno colpito molto la naturalezza con cui parlava di questi argomenti, la sua determinazione la giusta esigenza di condivisione delle idee e dei pensieri che ha a cuore.

Il fatto di poter parlare liberamente di questi argomenti senza che nessuno ci giudicasse, l’attenzione dei docenti universitari e di tutti gli adulti presenti e la serietà nel considerare tutti i nostri interventi hanno reso questo incontro uno dei più belli dei nostri tre anni di scuola media.

Riccardo Scognamillo

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