Era un caldo pomeriggio a Marsiglia. Nell’aria girava un’afa torbida e soffocante.
Il detective André Bernard non aveva molto da fare e se ne stava seduto in un bar vicino al mare, sorseggiando il suo caffè freddo e amaro, proprio come piaceva a lui, mentre si riempiva i polmoni dell’odore del mare che tanto amava.
A un certo punto, un blackout colpì il bar. Le luci si spensero all’improvviso. Nel buio si sentì l’urlo di una signora, forse sulla sessantina.
Per istinto, il detective sferrò un pugno alla cieca verso il punto da cui proveniva il grido. Ma quando le luci tornarono, scoprì di non aver colpito nessuno.
La scena che vide gli gelò il sangue: la signora era a terra, uccisa con una coltellata.
André non credeva ai propri occhi. Sentì delle fitte al cuore e la testa tra le nuvole, mentre restava immobile a pensare ai mille modi in cui avrebbe potuto salvarla.
Nel bar, tutti avevano gli occhi spalancati per lo shock. Il detective, con il cuore pesante, uscì per cercare di ragionare.
Non riusciva a darsi pace. Cercava indizi ovunque. L’unico dettaglio che gli era rimasto impresso negli occhi era un anello placcato in oro, con uno strano simbolo. Gli faceva venire un brutto presentimento allo stomaco: gli ricordava un’associazione criminale della città, i Petit. Ma quella banda era stata arrestata cinque anni prima… proprio da lui.
Il giorno dopo, André interrogò tutte le persone presenti nel bar ma solo una gli diede un’informazione importante e cioè Armand, il cameriere, che si trovava vicino alla scena.
Durante l’interrogatorio Armand aveva i nervi a fior di pelle: «Non voglio finire nei guai per un omicidio!» disse. Il detective riuscì comunque a convincerlo a parlare. Alla fine Armand disse:
«Ho visto una cosa… l’assassino aveva i capelli rossi, rosso fuoco.»
«Altro?» chiese André.
«No! E adesso lasciami lavorare!» rispose, con la rabbia che gli saliva alla testa.
Il detective lo lasciò andare, ma se lo segnò bene in mente tra i sospettati.
Più tardi André tornò nel bar, ormai chiuso dalla polizia. Entrò di nascosto e iniziò a cercare. Trovò alcuni capelli rossi, il coltello insanguinato… e anche l’anello.
A quel punto sentì un brivido corrergli lungo la schiena: i Petit erano tornati.
Quel pensiero gli fece riaffiorare un ricordo che portava ancora nel cuore.
Dodici anni prima, quando aveva 14 anni, si trovava in un bosco con il suo migliore amico, Clarence. I due stavano giocando e Clarence gli aveva proposto una sfida:
«Chi riesce a superare quel muro arrampicandosi sugli alberi, vince!»
Lui aveva accettato. Il muro era basso ed erano riusciti entrambi a superarlo. Clarence era sceso per primo.
«Dai, fifone! Salta!» aveva gridato.
André aveva chiuso gli occhi e stava per saltare quando… si sentì un colpo d’arma da fuoco che gli aveva fatto sobbalzare il cuore in petto: Clarence era a terra, colpito a morte.
In quel momento, ad André era crollato il mondo addosso. E aveva fatto una promessa: sarebbe diventato detective per dare la caccia a criminali come quelli che avevano ucciso il suo amico.
In seguito aveva scoperto che il responsabile dell’omicidio era proprio il capo dei Petit e lo aveva fatto sbattere in galera.
Tornando al presente, André decise di andare nel vecchio rifugio della banda.
Era sera. Il luogo era buio e silenzioso, e il simbolo dei Petit era ancora inciso su una vecchia serranda arrugginita.
Entrò con cautela, con i sensi all’erta. All’interno trovò due uomini armati. Ci fu uno scontro rapido: André riuscì a metterli fuori combattimento.
Proseguì finché non trovò il capo. Si faceva chiamare Scar, per via di una grande cicatrice sull’occhio.
Scar lo guardò e sorrise: «André Bernard… quanto tempo. Ricordo ancora quando ho ucciso il tuo amico.»
Quelle parole gli fecero ribollire il sangue nelle vene. Accecato dalla rabbia, André sparò, ma Scar schivò il colpo. Dopo un breve scontro, André riuscì a colpirlo alle gambe. Scar cadde a terra, urlando.
André abbassò la testa, con le lacrime agli occhi e la voce spezzata:
«Perché?! Perché lo fate?! Dalla morte del mio amico a quella povera signora… quante vite avete spezzato?! Non avete un briciolo di cuore?!»
Scar lo guardò e sussurrò: «Non capiresti…»
Poco dopo, morì.
In quel momento, André sentì dei passi. Il cuore gli saltò in gola. Si voltò.
Era Armand.
«Sei arrivato fin qui…» disse con un sorriso freddo. «Ma l’assassino della donna… sono io.»
André non esitò. Si scagliò contro di lui e lo buttò a terra.
«Lo sapevo» disse, stringendo i denti.
Armand fu arrestato.
Grazie alla cattura della banda, André ricevette una grande ricompensa. Ma non la usò per sé: la mise da parte per il suo futuro.
Dieci anni più tardi, André racconta questa storia ai suoi due figli, Marie e Clarence, chiamato così in onore del suo amico. Ha lasciato il lavoro da detective: non vuole rischiare la vita e spezzare il cuore ai suoi figli. Dopo tanto tempo, sente finalmente il cuore leggero.
E vice felice con la sua famiglia.
Alessio Risoli