Capitolo 1 – L’idea brillante.
Un pomeriggio di primavera, ero seduta sulla poltroncina della mia scrivania.
Con il mento appoggiato sul palmo della mano sinistra, con la destra scarabocchiavo delle note sul pentagramma di un quaderno.
La mia cameretta era una stanza piccola ma molto accogliente, con le pareti ricoperte di poster. Gli scaffali e le mensole erano stracolmi di dischi, spartiti, libri di musica e dei miei diari, su cui prendevo appunti per le mie canzoni.
Accanto alla finestra, appoggiato alla parete, c’era il mio bene più prezioso: la mia chitarra. Era custodita in una fodera nera con il mio nome stampato sopra: Jane.
Il mio sogno? Volevo creare un nuovo genere musicale, e per farlo avevo bisogno di conoscere tutti i generi musicali esistenti al mondo. Ma non sapevo dove trovare le informazioni utili e rimasi tutto il pomeriggio a pensarci.
Il giorno dopo incontrai i miei amici Chiara e Andrea.
– Ehi, come stai? – chiese Chiara.
– Bene! Sto scrivendo una nuova canzone. – risposi.
– Figo! – esclamò Andrea, interessato e con un tono di voce così alto che sembrava stesse urlando dalla gioia.
– Però non so ancora come farla perché vorrei che abbia un nuovo stile. –
– Mmm…, noi sicuramente non possiamo aiutarti… Potresti chiedere a tua zia: non faceva parte di un gruppo musicale da giovane? – suggerì Chiara.
– È vero… Ok, glielo chiederò. –
Arrivati a scuola, aspettammo il suono della campanella e poi entrammo in classe. Ma non riuscii a concentrarmi su nessuna delle lezioni e mi sembrò che il tempo non passasse mai: continuavo a pensare al mio nuovo genere musicale e volevo uscire al più presto per potermi dedicare interamente al mio progetto.
Tornata finalmente a casa, entrai e mi tolsi le scarpe. Mi sedetti a tavola e rimasi a fissare il piatto di pasta davanti a me, che intanto si raffreddava.
– Perché hai quell’espressione così pensierosa? – mi chiese mia madre mentre serviva la cena.
– Voglio creare un genere musicale nuovo… il “mio” genere. Ma non so dove trovare le informazioni su tutti quelli che già esistono. – risposi, senza distogliere lo guardo dal piatto di pasta, ormai fredda e immangiabile – Chiara e Marco mi hanno consigliato di chiedere alla zia, ma lei è sempre molto impegnata e non volevo disturbarla…-
– Potresti ascoltare i dischi che le hanno regalato quando eravamo ragazze.
– Ma non sono a casa della nonna?
– Sì. Se vuoi, questa domenica puoi andare da lei. –
– Sì. Domenica va benissimo! – Risposi entusiasta, correndo subito in camera mia.
Sara Conversi