Sapete cosa significa rivoluzione?
Questa parola deriva dal latino revolutio, che a sua volta viene dal verbo revolvere, ovvero “rovesciare”, “ribaltare”.
Sicuramente avrete letto qualcosa a riguardo sul vostro libro di storia, ma ne anche avrete sentito parlare, specialmente in questi giorni al telegiornale.
La rivoluzione è un cambiamento che può avvenire dal punto di vista politico, economico o culturale o anche personale.
Alcuni di voi potranno anche pensare che sia una cosa pericolosa o inutile, ma in verità c’é molto dietro questa apparentemente semplice parola. Perché da lì emerge la voglia di modificare radicalmente qualcosa, sperando nella risoluzione di determinati problemi.
Oggi, in molti paesi d’Europa, gruppi numerosi di studenti stanno manifestando contro il governo rivendicando alcuni diritti: una scuola equa e migliore, edifici sicuri, una riduzione delle tasse universitarie, affitti più sostenibili per chi deve o vuole studiare lontano dalla propria città.
I ragazzi si stanno ribellando perché pretendono, essendo degni di rispetto come gli adulti, di poter studiare in condizioni favorevoli alla propria realizzazione e che sia loro concesso e permesso di stare bene e di costruirsi il futuro che desiderano.
Tutti noi giovani dovremmo rivendicare il diritto fondamentale allo studio, non solo in teoria ma anche in pratica. Abbiamo bisogno, dunque, di luoghi adatti, non solo sicuri e puliti, ma anche che consentano davvero di imparare.
Le condizioni delle scuole, talvolta, sono disastrose, non solo non adatte per studiare, ma in alcuni casi addirittura incompatibili con la sicurezza delle persone.
Anche senza arrivare a situazioni estreme, però, andare a scuola durante la primavera, estate o anche solo all’inizio dell’autunno, in molte regioni, anche in Italia, è terribile. Il caldo é eccessivo e stare seduti per molte ore è una vera tortura, immaginate se in quelle condizioni sia possibile studiare!
Per quale motivo non possiamo studiare in luoghi freschi? Perché chi lavora ha diritto all’aria condizionata e noi no? Perché dobbiamo pagare, talvolta anche tanto, il materiale con cui studiamo, se lo studio é un diritto? Alcune famiglie hanno difficoltà ad acquistare libri, materiale di cancelleria o anche pagare i viaggi di istruzione, che invece dovrebbero essere garantiti prima di tutto ai ragazzi che magari non possono fare viaggi diversi da quelli scolastici.
Dunque dobbiamo essere proprio noi ad agire per cambiare le cose e non dobbiamo aspettare che siano gli altri a lamentarsi. Ci dobbiamo ribellare perché solo così otterremo quel che vogliamo: studiare senza aver paura.
Senza aver paura che si possa allagare il nostro istituto, che possa caderci il tetto in testa, che si possa addirittura svenire per il caldo, o che si debba saltare un giorno di scuola perché i propri compagni affronteranno un viaggio di istruzione e noi non abbiamo la possibilità di pagarlo.
Sofia Maria De Marzo