Autore: Matteo Mancini

Caro Diario (Giornata regionale contro le solitudini)

gennaio 2026

Caro Diario,

mi chiamo Stefano, ho 17 anni, e sono arrivato al punto in cui l’unica cosa utile mi sembra quella di parlare con un foglio di carta, e me ne vergogno. Non so che giorno sia, e la porta della mia camera non si apre da non so quanto. Almeno fino a un po di tempo fa, una luce mi spaccava le retine ogni mattina, e la sagoma di un braccio lasciava 2 pillole colorate sulla scrivania. Pillole destinate a restare lì, a guardarsi, a guardarmi immobilizzato sul letto, e ad accumularsi di giorno in giorno, a due a due.…

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Benvenuto a casa

Capitolo 6 – Un brutto sogno che scompare nella nebbia

Oliver aprì lentamente gli occhi, strofinandoseli aggressivamente con le mani. Tra le dita filtravano alcuni raggi di luce gialla che gli risultarono accecanti. Prima ancora di rendersi conto di dove si trovasse, osservò per un istante le proprie mani, allontanandole leggermente dagli occhi. Alla luce del lampadario di vetro che intravide con la coda dell’occhio, e che illuminava l’intera stanza, se ne aggiunse un’altra: quella riflessa dall’oro dell’anello sul suo anulare. A quel punto ricordò.

Nina.

Abbassò rapidamente le mani sulle cosce, realizzando di trovarsi ancora una volta seduto su una sedia.…

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Benvenuto A Casa

Capitolo 4                                                            

1988

Arthur Blackwood fissava senza battere ciglio lo schermo di vetro bombato del loro nuovissimo Philips CRT da 21 pollici come se non avesse mai guardato prima la tv. Le sue mani, nodose e indurite dagli anni passati sui ponti d’acciaio delle navi della U.S. Navy, poggiavano ferree sul pellame rosso acceso del loro nuovo sofà. Sullo schermo illuminato dalla lampada ad arco del loro salotto stava scorrendo per l’ennesima volta lo stesso spot pubblicitario. Immagini patinate, rassicuranti: campi di grano dorati accarezzati dal vento, scienziati sorridenti in camici bianchi e bambini che correvano felici nel rame delle spighe al sole.…

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Benvenuto A Casa

Capitolo 5                                                            

2005

Arthur Blackwood fissava, senza battere ciglio, lo schermo bombato del loro vecchio Philips CRT da 21 pollici, sul quale scorreva uno spot pubblicitario, di una famosa azienda farmaceutica, che recitava lo slogan: “Proteggiamo il vostro domani, perché alla base della salute c’è la famiglia. StarLine Corp: la scienza al servizio della vita.”

Lo sguardo di Arthur era completamente apatico. Le sue membra, esauste e magre, erano accasciate sul sofà, come le sue mani, debolmente tremolanti. Quel sofà, dal color sangue fresco, era coperto da strati spessi e fitti di polvere. Nello sguardo di Arthur qualcosa riprese a vivere, a implorare pietà.…

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Benvenuto A Casa

Capitolo 3

                                                         2 anni prima

“Portatemela qui”

Queste parole aiutarono Nina a risvegliarsi, rimbombandole nella testa.

All’improvviso sentì il buio attorno a lei illuminarsi, come se della luce stesse filtrando attraverso esso. Sentì la morsa che stringeva i suoi pedi l’uno contro l’altro pian piano sciogliersi, lasciando che i suoi talloni si scontrassero contro un suolo duro e gelido, e infine uno strappo secco e doloroso le restituì parola, che lei sfruttò immediatamente per cominciare a urlare fino a quando non fu costretta a riprendere fiato, per poi urlare ancora e ancora in strilli colmi di disperazione, fino a quando un calcio sul fianco sinistro non la zittì, lasciando spazio a un pianto silenzioso.…

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Benvenuto A Casa 

DIARIO DI OLIVER

13 febbraio 2005 00:47

Non so assolutamente cosa fare. Non ho niente. È come se fossi su una scala alta e ripidissima dalla quale non posso scendere né salire. Il video-messaggio di Nina: sembrava così spensierata in quella registrazione. Ci doveva essere qualcosa sotto perché è impossibile che una persona che di lì a poco sarebbe scomparsa senza alcuna apparente traccia fosse così tranquilla. Forse non avrei mai dovuto vedere quel video-messaggio. Ormai giro a vuoto da almeno due ore e mezza, in qualche posto sperduto della Louisiana. A dire il vero, non so neanche più se mi trovo ancora nella Louisiana.…

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Benvenuto a casa

Capitolo 1

“Ma che fine ha fatto Oliver?” Ormai questa era diventata la frase più pronunciata in tutta Plockton. Tutti avevano seguito il caso della scomparsa di Nina Bancroft, la giovane psicanalista da poco laureata, nonché moglie di Oliver Bancroft, sovrintendente presso il dipartimento di polizia del borgo scozzese.

I due si erano sposati a maggio, nove mesi prima della scomparsa di Nina. Il loro fu un matrimonio da favola, che nessuno avrebbe mai immaginato sarebbe durato così poco. Non appena sposati, si trasferirono a Plockton, in un grazioso cottage situato su una piccola collina poco lontana dal centro del paese.…

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Che forte l’indirizzo Tablet!

A gennaio dell’anno prossimo i bambini di quinta della scuola Anna Frank, come tutti i loro coetanei di altre scuole, dovranno salutare le loro maestre e iscriversi alle scuole medie che avranno scelto.

Per facilitare la loro scelta la Preside e i professori dell’Istituto Zingarelli, del quale l’Anna Frank fa parte, stanno organizzando gli open day, durante i quali descrivono i diversi indirizzi di studio possibili, cioè il digitale, il musicale, il Cambridge e l’ordinario.

Io sono rimasto particolarmente colpito dall’indirizzo digitale o Tablet, soprattutto per alcuni particolari che ho ascoltato:

  1. Il tablet non sostituirà gli strumenti di studio tradizionali. Alcuni genitori potrebbero temere che i loro figli, utilizzando il tablet, possano perdere l’abitudine di usare carta e penna e possano imparare un metodo di studio sbagliato; questo pericolo però non esiste poiché, appunto, il tablet non sostituirà assolutamente i libri e i quaderni, che continueranno ad essere importanti e saranno semplicemente affiancati dallo strumento digitale.
…
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