MISSION IMPOSSIBLE

“INTERVISTA” A SUA MAESTA’ LA REGINA ELISABETTA II

Tra le interviste impossibili che avevo programmato per quest’anno c’era anche quella a Sua Maestà la regina Elisabetta II d’Inghilterra.

I primi giorni di marzo avevo preparato una serie di domande da rivolgerle: qualche volta, anche per poco tempo, vorrebbe essere una persona comune per poter fare quello che vuole? I sogni che aveva da ragazza si sono realizzati? Come trascorre la sua  giornata in assenza di impegni istituzionali?  Quale domanda avrebbe sempre voluto che le rivolgessero? Solo per dirne alcune…

Sul sito di Buckingham Palace c’è il protocollo ufficiale, con le indicazioni da seguire per rivolgersi a S.M.. e io, intenzionata ad raggiungere il mio ambizioso obiettivo, mi sono attenuta alle direttive indicate.

Il 19/03/2022, visto che non riuscivo a trovare un sito a cui inviare tutto il materiale preparato, sono mi sono recata all’Ufficio Postale del mio quartiere per spedire la mia lettera.

Il funzionario della posta stava inserendo i dati al computer – avevo richiesto la missiva con tracciabilità, per seguire il tragitto della mia lettera – quando a certo punto ha alzato lo sguardo, mi ha guardata, ha sorriso e mi ha detto: “Destinatario importante! Risponderà?”. Domanda, questa, che mi sono posta per qualche mese. Passavano i giorni, le settimane, i mesi e ogni tanto controllavo sul sito il percorso della mia lettera: in stato di lavorazione.

Avevo perso le speranze, anzi mi ero quasi dimenticata della mia “missione impossibile” quando, il  26/05/2022, al ritorno da scuola, abbiamo trovato nella cassetta della posta una lettera insolita per colore e peso.

Le scritte Royal Mail, Airmail e il simbolo della Regina non lasciavano dubbi.

Salita di corsa a casa con il cuore che mi batteva per l’emozione, ho aperto delicatamente la busta. All’interno ho trovato tre depliant che raccontano la Regina, i suoi hobby, la sua vita e il suo lavoro. In più una lettera con lo stemma del Windsor Castle (infatti la regina si era spostata da Buckingham Palace al Windsor Castle). Con mia grande sorpresa la lettera era scritta in parte a mano firmata dalla Dama di Compagnia della Regina, Jennifer Gordon-Lennox, la quale mi ha informata che la regina aveva apprezzato molto la mia lettera, ma era impossibilitata a rispondere personalmente. Nonostante non abbia potuto effettuare l’intervista, sono soddisfatta e contenta che qualcuno della Casa Reale mi abbia comunque risposto.

La mia “MISSION IMPOSSIBLE” in parte è riuscita, perchè ora S.M. (che da qualche giorno ha festeggiato i 70 anni di Regno) sa che qualcuno della scuola Zingarelli di Bari, in Italia, desiderava intervistarla.

Giulia Gentile

“INTORNO A NOI”

Martedì 6 giugno, presso la libreria “Quintiliano”, ospiti della libraia del quartiere Marina Leo, gli alunni della 3C hanno avuto la possibilità di allestire una suggestiva mostra fotografica.

Questa ha rappresentato il momento conclusivo di un progetto nell’ambito del quale si sono cimentati a rappresentare, attraverso delle fotografie, alcuni degli aspetti più significativi della loro quotidianità.

Ad accompagnarli in questo “percorso” è stata la professoressa di Arte Anna Laudisa.

Dopo una breve introduzione sulla fotografia, a cura di un Carmelo Colelli, grafico e scrittore, e della professoressa Patrizia Sollecito, ogni ragazzo ha presentato i propri scatti, rendendoci partecipi della sua visione del mondo e del significato che attribuisce ai piccoli pezzi della quotidianità nella quale vive.

Tutte le fotografie sono davvero molto belle e significative: osservandole e ascoltando le parole dei giovani fotografi abbiamo potuto riflettere su come  un’immagine apparentemente semplice, o addirittura banale, possa invece dire tanto ed essere letta in molti modi  diversi, a seconda della storia e delle esperienze di chi la osserva.

Di seguito trovate alcuni scatti, che potrete ammirare dal vivo ancora per una settimana presso la libreria “Quintiliano”, in via Arcidiacono Giovanni 9 a Bari.

I biscotti:

Rebecca Fiore, immortalando i biscotti, ha voluto rappresentare il calore familiare e il valore delle tradizioni che si tramandano di generazione in generazione.

La Focaccia:

La focaccia, di Enrico Bottiglieri

il cibo che tutti noi baresi amiamo e che è più di un buon cibo, è il calore dell’appartenenza alla propria città.

Il Panificio di Cristian Ferrandina:

Il Panificio, di Christian Ferrandina

Immortalando uno scorcio di uno dei panifici più popolari della zona, il fotografo ha voluto poggiare lo sguardo sulla tradizione e l’amore, ingredienti grazie ai quali si possono fare imprese importanti e durature.

Le infermiere, di Roberta D’Alessandro

In questa foto si rende onore a chi, con umiltà e dedizione, soprattutto in questo periodo di pandemia, ha salvato  e salverà molte persone.

L’ ufficio :

L’Ufficio, di Giorgia Fanelli

Giorgia Fanelli. attravesro questa fotografia, ha voluto imprimere su carta la propria ammirazione verso il padre, il quale ha lottato per raggiungere il suo sogno, ovvero essere a capo di alcune aziende  meccaniche .

Alla conclusione del pomeriggio, i ragazzi hanno distribuito  dei bigliettini di cartoncino, con scritte sopra delle frasi che riassumono le sensazioni che provano ammirando i propri scatti. Vi riportiamo le parole che più ci hanno colpito:

Un mondo nuovo è possibile con l’aiuto di tutti

Passione lavoro amore e focaccia”    

Le cose più importanti sono le più semplici

Dolcezza  e divertimento

In conclusione dell’incontro, Carmelo Colelli ci ha mostrato la sua vecchia macchina fotografica  e alcuni suoi scatti e, soprattutto, ci ha dispensato dei preziosi consigli:

per scattare una foto davvero significativa bisogna trovare l’attimo giusto e fotografare non solo cercando di fare la foto “bella” ma di catturare l’emozione del momento.

Inoltre ci ha spiegato che per poter fotografare bene bisogna essere  creativi e competitivi, solo con noi stessi però, e solo al fine di spronarci a migliorare sempre  di più.

Luca Delle Grazie e Sara Medici

BARI SOCIAL FOOD: ZERO SPRECO!

L’ 8 giugno 2022, si è tenuto l’ultimo incontro del progetto Bari Socia Food: è stato un bellissimo modo di concludere un anno scolastico all’insegna, anche, di un percorso di educazione e sensibilizzazione allo spreco alimentare ed alla solidarietà.

Bari Social Food è un programma che intende sensibilizzare i cittadini alla raccolta e alla distribuzione di alimenti e farmaci sul territorio comunale, alimentando il senso di consapevolezza sul tema del contrasto agli sprechi e un’attenzione nei confronti delle persone più fragili. Questo progetto ha coinvolto le scuole del territorio di Bari quali: CIFIR,  Domenico Cirillo, Massari Galilei e Nicola Zingarelli con le famiglie dei rispettivi studenti.

Rivolgendosi proprio alle scuole primaria e secondaria di primo grado, Bari Social Food ci ha consentito di conoscere la dura realtà di persone che si mettono in fila per assicurarsi un pasto caldo e farmaci per curarsi.

La manifestazione finale è stata molto apprezzata, ha riscosso un grande successo ed ha coinvolto sia le istituzioni che le Scuole, le famiglie e numerosissimi studenti.

Sono intervenuti, per presentare il percorso del progetto ed i risultati raggiunti:

Padre Vincenzo D’Angelo, coordinatore della Mensa Sant’Annibale, il Prof. Francesco Lorusso, Coordinatore del progetto, Franco Giacopino, che ha realizzato e mostrato un bellissimo video intitolato “Dalla parte della speranza”, i rappresentanti ed anche gli studenti delle Scuole coinvolte, ossia “Massari Galilei”, “N. Zingarelli Bari”, “D. Cirillo” e CIFIR.

L’aspetto più entusiasmante è che la mattinata è iniziata e si è conclusa all’insegna della musica, essendosi esibita in apertura la Fanfara  della scuola Massari Galilei e, in chiusura, l’orchestra della Zingarelli.

Partecipare ad un percorso così importante, ci ha fatto certamente capire quanto siamo fortunati perché fin da piccoli siamo stati abituati ad avere più di quanto abbiamo realmente bisogno: ma quel “di più” diventa sempre oggetto di spreco. Abbiamo capito, toccando da vicino realtà fragili, che occorre avere un approccio più responsabile al cibo, e non solo.

Abbiamo imparato che il sapere deve agganciarsi anche al servizio sul territorio.

Siamo diventati persone migliori perché fare del bene, ci fa stare bene!

Beatrice Stallone, classe

MYRA SA TUTTO: CONVERSAZIONE CON LUIGI BALLERINI

Il 6 giugno abbiamo incontrato “virtualmente” il dottor Luigi Ballerini, autore del libro di narrativa che abbiamo letto nel corso di quest’anno scolastico: Myra sa tutto

Il libro è ambientato in una realtà distopica nella quale Myra, un’intelligenza artificiale al servizio del Governo, regola la vita di tutte le persone, spiandole continuamente, profilandole, e indirizzandole in tutte le loro scelte, da quelle più banali a quelle più importanti. 

Tutti vivono, dunque, convinti di essere liberi e nel mondo migliore possibile tranne dei ragazzi che, essendosi accorti di vivere “in una bolla”, decidono di uscirne per riconquistare la libertà: tra sogni, amori, litigi lottano per salvarsi da una vita priva di autenticità. Ce la faranno?

Il finale del libro ci ha fatto molto discutere, dal momento che alcuni di noi lo hanno “letto” in un modo, altri in modo completamente diverso.

Abbiamo chiesto lumi a Ballerini, il quale ci ha spiegato che Myra sa tutto, come molti libri, è scritto per metà dall’autore e per metà dai lettori, nel senso che le interpretazioni di ognuno variano in base alla sensibilità e all’esperienza, e sono tutte valide.

Ha aggiunto che ci sono “i bravi scrittori” che già in partenza sanno come sviluppare il racconto in tutte le sue parti, e quelli che si immedesimano nei personaggi e sviluppano la storia passo dopo passo, quasi insieme a loro.

E’ stato molto piacevole parlare con lui, forse anche perché, essendo uno psicanalista, è entrato subito in sintonia con noi, facendoci sentire a nostro agio e apprezzati per tutte le domande che gli abbiamo posto.

Luigi Ballerini è stato puntualissimo e questo ci ha colpito molto favorevolmente: credevamo, infatti, che collegarsi con una classe di ragazzini potesse essere per uno scrittore affermato, semplicemente un fastidioso dovere al quale assolvere; glielo abbiamo anche detto e lui quasi si è sorpreso, rivelandoci che i lettori sono le figure più importanti per uno scrittore, addirittura più dell’editore e del redattore…

Gli abbiamo rivolto le nostre domande.

Una di quelle che più ci interessavano di più riguardava la sua opinione sull’influenza dei social media nella società:  in fondo, è proprio questo il tema centrale del suo romanzo. Ci ha risposto che l’influenza che i social Network esercitano sulle coscienze delle persone è ormai un fatto indiscutibile, tanto che diverse fondamentali scelte, come la Brexit e le elezioni dell’ex presidente degli USA, sono state al centro di inchieste che hanno dimostrato quanto siano state provocate da gestioni “propagandistiche” di dati nel web (in particolare si riferiva allo scandalo della Cambridge Analytica).

A questo proposito, è emerso un altro aspetto molto interessante legato ai condizionamenti che le persone subiscono in diversi contesti. Un nostro compagno, infatti, avendo notato che su diverse copertine dei romanzi di Ballerini è presente un occhio, gliene ha chiesto la ragione. Lui ha risposto che la copertina viene scelta dall’editore e spesso è diversa a seconda del luogo di pubblicazione dell’opera, per via dei diversi “gusti” dei lettori di ciascun paese. Si è soffermato su questo argomento, spiegandoci, cosa che non sospettavamo, quanto siano importanti le copertine dei libri e quanto condizionino il successo o l’insuccesso di una pubblicazione.

Uno di noi ha chiesto se avesse mai pensato di fare di “Myra sa tutto” un film o una serie tv. Lui ci ha detto che nel 2020 il libro è stato selezionato al M.I.A.  tra i migliori 10 prodotti letterari dell’anno e che esiste la possibilità che diventi una serie tv: noi lo speriamo!! 

A proposito, gli abbiamo chiesto se ha in programma un sequel e ci ha sorpreso dicendoci che nel romanzo “Alla seconda umanità”, in un certo senso, vengono svelate le verità riguardanti “la cellula dei dissidenti” di cui, nel finale di “Myra sa tutto”, non si parla. 

Il tempo è trascorso molto velocemente e ci siamo salutati non prima di avergli strappato il consenso ad essere intervistato a settembre per il nostro ZigarelliNews.

A presto, dottor Ballerini!!

Classe 2^C

Diario del mio viaggio a… Budapest!!

Sapete, ogni tanto ripenso a un bellissimo viaggio fatto con la mia famiglia…

È iniziato tutto giovedì 12 maggio alle 12:30 con un volo aereo diretto da Bari a Budapest, capitale dell’Ungheria. Appena raggiunto il centro della città, abbiamo subito visitato il Parlamento, il terzo parlamento più grande al mondo. È stato davvero emozionante! Il palazzo sembra costruito con dei mattoncini lego per quanto è dettagliato.

Subito dopo la visita al Parlamento, abbiamo raggiunto l’Isola Margherita, un isolotto sul fiume Danubio, uno dei più lunghi fiumi d’Europa, che divide Budapest in due parti: Buda e Pest. L’isola è piena di giardini, fiori, fontane e l’abbiamo girata in risciò.

Il giorno 13 maggio abbiamo scoperto i segreti di Budapest, in particolare Pest, grazie ad una guida locale molto simpatica che ci ha raccontato tante storie curiose e aneddoti sulla città; abbiamo scoperto che l’ungherese è la terza lingua più difficile al mondo!

Una delle informazioni date dalla guida mi ha davvero colpita, ossia il fatto che l’Ungheria abbia subito sia il nazismo sia successivamente il comunismo: un popolo davvero martoriato! Sulla riva del Danubio c’è un’Installazione di scarpe in memoria di tutti gli ebrei che hanno perso la vita in quell’orribile periodo. L’installazione è stata inaugurata nel 2005 nella Giornata ungherese della memoria per il 60º anniversario della Shoah.

Nel pomeriggio, ci siamo concessi una giornata alle Terme Gellert di Budapest, una delle mete più tipiche della città! È stata un’esperienza unica poiché le terme, all’interno, sono ricche di sculture e statue. È stato veramente emozionante!

A proposito di statue, posso dire che la città ne è ricchissima: alcune portano fortuna, alcune hanno un significato e altre rappresentano persone celebri. Infine, la sera io e la mia famiglia abbiamo fatto un giro nel quartiere ebraico e poi sulla bellissima ruota panoramica da cui si vede tutta la stupenda città illuminata.

La mattina del 14 maggio abbiamo visitato Buda: la terrazza dei pescatori, la chiesa di San Matteo e soprattutto il palazzo di Sissi con i suoi bellissimi giardini con tantissimi fiori, tutti perfetti e colorati.

Il pomeriggio siamo andati allo zoo, abbiamo visto molti animali, c’erano davvero tantissime specie! Quello che mi è piaciuto di più è stato l’orso polare, grandissimo e bianchissimo: era la prima volta che ne vedevo uno!

Una delle caratteristiche che mi ha davvero stupita di questa bellissima città è che è davvero molto pulita e ordinata, in qualsiasi parte della città c’è un profumo di fiori e tanti parchi. La guida ci ha detto che ci sono pochi poliziotti in giro perché è una città molto sicura.

Un’altra bellissima costruzione che abbiamo visitato è stata la Cattedrale di Santo Stefano, primo re d’Ungheria che ho anche studiato in storia: nato nel 975, alla sua nascita gli fu assegnato il nome pagano Vajk. Egli è venerato come Santo dalla Chiesa cattolica e ortodossa, l’ultimo grande principe degli ungari. Nella chiesa è conservata la sua mano: è stato veramente impressionante a vederla!

Voglio darvi anche un consiglio culinario: se siete golosi come me, dovete assolutamente assaggiare il dolce tipico di Budapest, il cui profumo che esce dalle pasticcerie inebria tutta la città: il cosiddetto Camino Dolce (Kürtőskalacs), davvero squisito!!!

È stato un bellissimo viaggio molto emozionante e particolare!

Se avete voglia di fare un viaggio in una capitale europea, vi consiglio davvero di andare a visitare Budapest, per allargare i nostri orizzonti verso una splendida città dell’est moderna e all’avanguardia.

Buone vacanze!!!

Greta Feroni

Pokémon UNITE

Avete mai visto uno scontro 5 contro 5 con i Pokemon? Se siete amanti dei Pokémon e dei giochi di strategia, Pokémon UNITE è il gioco che fa per voi.

Pokémon UNITE è un videogioco free-to-play strategico in tempo reale; essendo stato distribuito nel 22 settembre 2021 anche per Android e IOS, è candidato al “The Game Award for Best Mobile Game”.

Il gioco in questione è stato sviluppato dalla Timi Studio Group e pubblicato dalla famosa Pokémon Company; è disponibile su Nintendo Switch dal 21 luglio 2021.

Pokemon UNITE è ambientato nella leggendaria ISOA HEOS, nella quale i giocatori. Divisi in squadre, si affrontano in combattimenti: si vince o si perde insieme e questo è molto bello!!! L’unione, anche qui, fa la forza, insomma!

Ogni giocatore può scegliere il Pokemon anche in base al proprio modo di essere: ce ne sono tantissimi a disposizione, divisi in base al ruolo che svolgono nel gioco:

 Attacanti: Venusaur, Pikachu, Ninetales di Alola, Cinderace, Cremorant, Gardevoir, Sylveon, Duraludon, Decidueye e Greninja;

Difensori: Slowbro, Crustle, Greedent, Trevenant, Snorlax, Blastoise e Mamoswine;

Versatili: Charizard, Garchomp, Machamp, Lucario, Aegislash, Dragonite, Tsareena e il nuovissimo Azumarill;

Velocisti: Gengar, Zeraora, Absol e Talonflame;

Supporto: Mr. Mime, Eldegloss, Wigglytuff, Blissey e Hoopa;

Ogni giocatore può ottenere il proprio Pokémon acquistandolo all’interno del  “negozio” presente nel gioco stesso. Le monete e i coupon necessari si ottengono giocando, le gemme, invece, sono a pagamento (aimé…).

Come in tutti i videogiochi, i protagonisti si evolvono e salgono di livello: si parte dal livello 1 e, combattendo e ottenendo punti in base alle vittorie, si sale verso il livello 5 (alcuni Pokémon possono avere l’ evoluzione definitiva o altri la seconda evoluzione) e poi fino al livello 9 dove il Pokemon subirà l’ ultima evoluzione.

Ad ogni cambiamento di aspetto corrisponderà un cambiamento delle facoltà del personaggio.

Lo scopo del gioco è quello di segnare più goal possibili accumulando punti. Questi punti si possono ottenere battendo i Pokémon allenamento o battendo i propri avversari. Le aree dove in cui si segnano i punti si chiamano aree goal (5 per ogni squadra) che sono sempre difese dagli avversari che, con le loro mosse, cercheranno di mettere K.O. te e i tuoi compagni di squadra.  

La partita è strutturata in vario modo: in tutti casi (tranne che nelle lotte rapide) dura 10 minuti e si conclude con il conteggio dei punti: la squadra che avrà segnato più punti vincerà la partita.

Le modalità di gioco sono varie:

-la partita standard, con 5 aree goal; la partita dura 10 minuti;

-la partita rapida, che dura 5 minuti, con soltanto 3 aree goal; -la partita personalizzata, in cui si può giocare contro i giocatori CPU o contro i tuoi amici invitandoli nella partita;

-la partita competitiva che permette di far salire il tuo rango dalla classe Principiante alla classe Esperto, passando per classe Mega e Ultra.

Per aggiungere un tocco di colore i creatori hanno inserito degli abiti che prendono il nome di “Holowear”, destinati ai soli Pokemon: questi sono acquistabili dall’ emporio di Zirco e si ottengono con le gemme (sempre a pagamento). Pensandoci bene vi sarebbero anche altri modi per ottenere gli Holowear ma … se il mio articolo vi ha incuriosito, scopritelo voi stessi!!

                                             Giosuè Bennardo

AVVENTURE ALLA “MAGICOTTI”

Cristiana Saitta e Ruggero Rettagono sono due ragazzi che frequentano la scuola di magia “Magicotti” di Milano. Lei è una ragazza dolce e ha un sogno nel cassetto, quello di diventare una ballerina; Rug è un ragazzo magrolino e intelligente, adorato dai professori. 

I due hanno una cosa che li accomuna: sono vittime di Bullismo e Cyberbullismo. Lei, perché ha attirato l’attenzione del ragazzo più bello della scuola e questo ha causato la gelosia della Divina Faina e delle Adulatrici Cospiratrici. Lui, con i suoi bei voti, ha suscitato l’invidia di un bullo che guida un gruppo di ragazzi chiamati i Fulminati Spettinati. 

Era una normale giornata alla “Magicotti” e, appena finita la lezione di Scopologia (lezione di volo sulla scopa), le ragazze erano andate a cambiarsi negli spogliatoi.

“Ehi Cristiana, come hai fatto a non cadere dalla scopa?” chiese la Divina Faina con una risata ironica e, con un incantesimo, tolse i vestiti a Cristiana mentre una delle Cospiratrici le faceva una foto.

“Adesso cosa farai?”

Cristiana, intimorita, supplicò di rimuovere la foto ma la Divina Faina disse che l’avrebbe tolta solo se lei avesse obbedito ai suoi ordini.

Anche la giornata di Ruggero non andava per il verso giusto.

“Se non fosse stato per te, Gattonero Porta Sfiga, avremmo vinto” disse Gta a  Rug urlando, dopo aver perso la partita di dodgeball stregato, mentre i Fulminati Spettinati lanciavano la bacchetta di Gattonero in mezzo alla strada.

Al suono della campanella Cristiana e Ruggero entrarono in classe e solo il professor Gondor, che insegnava magia, notò la loro sofferenza. 

Il suo assistente, un Elfo, gli procurava le pozioni di cui aveva bisogno, gliele preparava e le mescolava per dargli un super potere.

Nei giorni successivi le occasioni per ricattare i due ragazzi furono tante. 

Un pomeriggio la Divina Faina con le Cospiratrici e Cristiana si recarono al negozio di pozioni.

“Se vuoi che eliminiamo la tua foto devi entrare in quel negozio e rubare una pozione per la bellezza” disse la Divina Faina.

Cristiana avrebbe dato di tutto per far eliminare la foto, così entrò e rubò  ciò che avevano chiesto, ma prima che potesse uscire dal negozio, l’Elfo, a lei sconosciuto, la fermò e la mise in contatto con la sua mente.

Il giorno dopo l’Elfo riferì tutto a Gondor e decise di convocare Cristiana e Ruggero nel suo mondo parallelo, chiamato Planes, dove dotò i due ragazzi di poteri speciali per affrontare i bulli.

Gondor era abbastanza giovane, dai capelli castani come nocciole, occhi marroni e profondi. Aveva labbra abbastanza carnose, pelle liscia e carnagione chiara. Era di statura alta, corporatura magra, aveva muscoli scolpiti e  indossava sempre una camicia bianca e dei jeans.

Una volta tornati a scuola, i due ragazzi erano pronti per affrontare i bulli. Allora andarono nel cortile, dove si erano dati appuntamento. Proposero una sfida di magia che consisteva in un duello a squadre, in cui ciascuno doveva utilizzare i propri poteri e chi non fosse riuscito a difendersi avrebbe perso. Cristiana si teletrasportava alle spalle dei bulli per coglierli di sorpresa e colpirli, mentre Ruggero, con il potere telecinetico,  li sollevava e li faceva precipitare a terra. Naturalmente anche i bulli utilizzavano i loro super poteri per proteggersi, e infatti creavano delle bolle difensive di cui si circondavano in caso di attacco. Ad un certo punto Cristiana e Ruggero unirono i loro poteri per creare un raggio potentissimo che riuscì a scoppiare le bolle ed i bulli si arresero. Da quel giorno Cristiana e Ruggero non vennero mai più bullizzati.  

Rosalia Battista Asia Calvani Francesco Carucci Matilde Di Gioia Elena D’Ursi Chiara Fiore Luca Froio Eleonora Gallucci Cristian Iacobellis Federico Punzi Claudia Rutigliani Gabriele  Violante

RUGGERO E LA MAGIA

Nel 2015 Eusodoro, semidio figlio del dio Natura e della Principessa dei Boschi, e un mortale di nome Daniele Doesn’t Matter crearono un’organizzazione chiamata “Combattus Malus”, in cui  si impegnavano a combattere il terribile mostro Bullismo. I due si erano spartiti i compiti: Daniele si occupava del bullismo sui social (Cyberbullismo), mentre il semidio si occupava del bullismo nel mondo reale. Eusodoro aveva un carattere dolce ed educato, ma non sopportava le ingiustizie e quindi all’occorrenza diventava vendicativo. Aveva il potere dell’invisibilità e correva alla velocità della luce. Inoltre possedeva una mira impeccabile: infatti aveva un arco con due tipi di frecce, quelle  rosse rendevano ridicoli i bulli, quelle blu rafforzavano le vittime. Invece Daniele Doesn’t Matter aveva un carattere da solitario, ma era un ragazzo molto altruista. Magro, con una carnagione chiara, capelli castani e occhi neri, aveva il potere di leggere tutte le chat Whatsapp, utilizzando un telefono incantato. 

Quella mattina, come tutte le mattine, al suono della sveglia Ruggero Rettagono aprì gli occhi. Avrebbe voluto continuare a dormire, non aveva alcuna voglia di tornare in quella scuola, frequentata soltanto da perfidi individui. Il solo pensiero gli faceva venire la nausea. Ripercorse con la mente tutti i momenti terribili vissuti in quelle ultime settimane. Cosa aveva di sbagliato? Perché stava accadendo proprio a lui? Non trovava risposte. 

Ruggero era uno studente brillante. Magro e basso, vestiva sempre di nero; apparentemente era ingenuo e insicuro, in realtà lo caratterizzava un forte senso dell’umorismo. Era il più bravo della scuola “Magicotti”, una scuola di aspiranti maghi, e, sebbene non esitasse ad aiutare i suoi compagni di classe, attirava su di sé le invidie di molti di loro. I più insopportabili della classe erano GTA e i Fulminati Spettinati, una banda di bulli sempre pronti a colpire il povero Ruggero con qualche magia stramba o semplicemente usando la forza fisica. GTA era il tipico bullo, tronfio e prepotente; la sua altezza e corporatura gli conferivano un’aria spavalda e sicura. Era il mago più malefico della “Magicotti”. Certo, competere con un colosso di 1,86 metri, dalle spalle larghe quanto un armadio non era affatto semplice e questo Ruggero lo sapeva benissimo. Ogni volta che veniva bullizzato da GTA, una parte a caso del suo corpo si trasformava in demone, che diventava sempre più forte in momenti di odio e rabbia. Questo demone non faceva altro che indebolire Ruggero. A fare da spalla al “bullo dei bulli” vi era una banda di capelloni, spioni e sfaticati. La loro passione? Social e provocare tragedie di diverso tipo.

Arrivato il momento di alzarsi dal letto, Ruggero decise di affrontare la giornata, malgrado tutto. Poco dopo essere arrivato a scuola – l’ora di shockskate era iniziata da soli 10 minuti – dopo il riscaldamento, il professore era andato in bagno. GTA e i Fulminati Spettinati ne avevano approfittato subito per togliere lo zaino a Ruggero e utilizzarlo come palla da shockskate. Lo zaino era finito nel buco di Giogione (creatore dello shockskate) e Ruggero, a causa della sua bassa statura, non era riuscito a recuperarlo in tempo. Quando il professore fu rientrato dal bagno, Ruggero si beccò perciò un bel rimprovero, oltre che una bella nota incantata e una rigorosa F. 

Ma quella mattina non era come tutte le altre: qualcosa andò storto per quei bulli ed i loro piani naufragarono. Fu infatti grazie agli scambi Whatsapp tra i Fulminati Spettinati che Daniele Doesn’t Matter fu messo in allarme dal suo Magi-telefono. Dopo opportuni appostamenti, il mago si rese conto di ciò che stava succedendo al povero Ruggero. L’organizzazione “Combattus Malus” doveva intervenire! Così, Daniele ed Eusodoro ebbero l’idea di inviare a Ruggero messaggi anonimi, in cui gli rivelavano tutti gli scherzi che quei bulli avevano in mente di giocargli e le magie che intendevano usare contro di lui, consigliando anche delle strategie magiche per contrastarle. Ruggero, incredulo ma fiducioso nei suoi protettori, decise di seguire quei preziosi consigli. D’altronde, che aveva da perdere? Poteva essere la sua unica chance per non essere bullizzato nuovamente. 

Le cose andarono così. Il semidio durante la notte scagliò delle frecce blu verso Ruggero, che lo liberarono per sempre del demone che gli cresceva dentro, restituendogli la sua normale identità di mago. Il giorno dopo tornò a scuola con un po’ più di fiducia nel petto e, appena vide i suoi bulletti mettere in atto i loro piani diabolici, rispose con i controincantesimi suggeritigli dai suoi  misteriosi supereroi. La sua poca autostima crebbe a dismisura! I bulli videro fallire i loro tentativi di contrastare Ruggero, poiché questi utilizzò un incantesimo di protezione che creava uno scudo davanti a sè. Il combattimento durò a lungo, ma i bulli non riuscivano a sconfiggerlo e per questo scapparono dalla paura, tranne uno … GTA! Rimase perchè sapeva chi stava aiutando Ruggero. Utilizzò una magia che Ruggero non si sarebbe mai aspettato: lo colpì con un incantesimo e il giovane mago cadde a terra. A quel punto i protettori dovettero apparire per contrastarlo. Il semidio gli scagliò una freccia rossa, mentre Daniele utilizzò un incantesimo a tutti sconosciuto: quello di creare onde sonore con il telefono. Passò tutto il giorno in infermeria a dormire mentre lo curavano con farmaci magici. Qualche giorno dopo Ruggero si svegliò sano e senza ferite. Da quella sconfitta in poi, gli Spettinati e GTA non ebbero più il coraggio di attaccare Ruggero Rettagono per timore degli Dei. Il ragazzo, che non ebbe più problemi con loro, non potè ringraziare gli Dei, con cui aveva un debito che MAI sarebbe stato estinto.

Giosuè Bennardo, Matteo Bonifazi, Nicolò Montepara, Alberico Nigri

Antonio Savino, Guglielmo Sibilla 

ANCORA “LA GUERRA DEI LIKE”

Nel corso della seconda parte di questo nostro primo anno alla scuola “Nicola Zingarelli”, abbiamo affrontato in tanti modi una tematica che sentiamo molto vicina: la lotta al bullismo e al cyberbullismo. Tra le varie iniziative proposte dai nostri insegnanti c’è stato il progetto “Incontro con autore” che ci ha visti prima impegnati nella lettura del libro di Alessia Cruciani “La guerra dei like”, poi coinvolti in un incontro online con l’autrice e lo youtuber Daniele Doesn’t matter, incontro in cui abbiamo posto una serie di domande e soddisfatto alcune curiosità legate alla trama e alla genesi del libro stesso. 

Successivamente, la nostra professoressa ci ha assegnato un compito ‘speciale’: dal momento che avevamo da poco studiato il genere fantasy, ci ha chiesto di riproporre la trama de “La guerra dei like” in un racconto caratterizzato da tutti gli elementi propri del genere fantasy, quindi in primo luogo dalla magia e da personaggi, principali e secondari, aspiranti maghetti. In questo modo, il testo verosimile della Cruciani si è trasformato in un racconto fantasy.

 Agli inizi di questa impresa, la professoressa ha chiesto a ciascuno di noi di scrivere dei racconti ispirati al libro; poi li ha condivisi sul drive, ognuno di noi li ha letti a casa, poi tutti insieme in classe, per metterli a confronto e individuare le idee ‘vincenti’. Quelle principali ruotavano intorno a due proposte di coppie di supereroi che aiutano le vittime di bullismo e cyerbullismo a sconfiggere i loro avversari: un semidio in coppia con Daniele Doesn’t Matter, uno super-studente in coppia con un super-professore. Si sono così automaticamente definiti altrettanti gruppi di lavoro, ognuno individuato da una coppia di personaggi, e scelti in base ai gusti di ciascun alunno. I due gruppi di lavoro hanno sviluppato in modo originale, mettendo insieme la creatività e le idee dei propri componenti, la trama dello stesso libro e scritto due testi diversi. Ed ora … divertitevi a leggerli proprio qui.

Alessandro Torsello e Nicolas Martellino

“QUI NON SI VENDONO PIU’ BAMBOLE”: INTERVISTA A MICHELE SCIACOVELLI

Il 27 maggio le classi terze della scuola secondaria Nicola Zingarelli di Bari hanno assistito allo spettacolo dell’accademia OltrePalco intitolato “Qui non si vendono più bambole” ispirato al libro di Luigi Garlando “Per questo mi chiamo Giovanni”, sulla vita di Giovanni Falcone.

Tutti i giovani attori e le giovani attrici erano sorprendentemente bravi: non sembrava di assistere ad uno spettacolo amatoriale, ma ad uno spettacolo teatrale di attori professionisti!

Uno di loro, Michele Sciacovelli, è un mio compagno di classe e vederlo muoversi sul palco come un attore “vero” mi ha fatto una grande impressione, tanto che ho deciso di intervistarlo.

Da quanti anni ti dedichi alla recitazione ?

Recito da sette anni e il mio primo spettacolo l’ho fatto in prima elementare, a sei anni, quando ero ancora ignaro che quell’allora piccolo hobby sarebbe diventato la mia passione più grande.

Cosa ti piace del teatro?

Il teatro è un luogo meraviglioso nel quale ti puoi esprimere senza alcun tipo di censura, dove puoi essere tante persone diverse e scoprire che ognuna ha qualcosa del vero te. Il teatro è il luogo delle emozioni, e la cosa più bella è che le provi tu, a volte in maniera davvero travolgente, e poi, man mano che diventi bravo, puoi anche trasmetterle agli altri.

Penso che il teatro sia bello anche perché ti insegna ad andare avanti quando hai un problema e soprattutto ti fa maturare mentalmente grazie ai piccoli ma significativi insegnamenti di ogni copione: questo è il mio modo per esercitarmi ad affrontare le situazioni difficili che mi attendono nella vita reale.

Cosa provi quando sei sul palco e tutti ti osservano?

Quando recito cerco sempre di non pensare a niente che non sia ciò che sto facendo in quel momento, ma quando recitano gli altri, a volte, non riesco a mantenere lo stesso livello di concentrazione e mi capita di pensare alle battute che vengono dopo o al movimento che devo fare, perché voglio sempre dare il massimo e non sbagliare.

Se il pubblico è vicino e sono in un momento in cui recitano gli altri, cerco di guardare le persone che non conosco per non farmi prendere dall’ansia nel vedere amici o parenti, anche se a volte la curiosità di guardare dove sono seduti non riesco proprio  a fermarla …

Alla fine dello spettacolo mi hai raccontato che qualcosa non è andata come avrebbe dovuto; confesso di non essermene accorto. Come sei riuscito a mantenere il controllo tanto da far sembrare che tutto facesse parte del copione?

Ammetto che oggi c’è stato un attimo di panico: il copione prevedeva che tutti noi presenti sul palco gettassimo la giacca a terra, e quando ho notato che la mia non si apriva mi sono agitato tantissimo: ero proprio impanicato, ma, per fortuna, quando si ha una buona memoria ci si può permettere di cambiare le scene e improvvisare, perciò ho sbottonato la giacca piano e l’ho gettata giù mentre parlavo.

Chi è Michele Sciacovelli quando non recita?

Quando non recito sono un ragazzo come tanti, tranquillo e socievole; mi piace molto giocare a pallavolo, ma anche vedere le serie tv.

Credo molto nell’amicizia e infatti ho molti amici con i quali condivido rapporti basati sulla sincerità e l’empatia. Amo il mare.

Cosa consigli ai ragazzi che vogliono intraprendere il tuo stesso percorso? In cosa devono impegnarsi?

Per recitare è necessaria molta determinazione, voglia di imparare, autocorrezione e sopratutto tempo da dedicare alla propria passione.

La cosa bella del teatro è che per farlo “non ci vuole una laurea”, come si suol dire: tutti possono recitare e, con l’impegno e la passione, tutti possono diventare bravi!i

La cosa che mi colpisce ancora quando parlo con chi, come me, ama recitare è che ciascuno è spinto da una motivazione diversa (c’è chi lo fa per esprimere i propri sentimenti, chi per diventare più socievole, chi per passare il tempo) ma, alla fine, tutti  sono uguali perché sul palco finiscono per liberare le mente e il corpo e lasciarsi trasportare solo dall’emozione.

Che messaggio vuoi trasmettere a chi leggerà questa intervista?

Voglio dire a tutti che raggiungere i propri obiettivi è importante, ma  è ancora più importante il percorso fatto per raggiungerli: è proprio quello  che ci rende come siamo oggi e ci aiuterà ad essere gli uomini e le donne di domani-

A volte dobbiamo trovare anche noi il coraggio per dire alla nostra vita e a chi cerca di controllarla: “Qui non si vendono più bambole”!

Federico Trotta