All’I.C. Zingarelli si parla di Bari, “La città che partecipa”

Il 24 maggio lo staff di ZingarelliNews ha avuto l’onore di ospitare la scrittrice Anna Materi la quale ha raccontato, insieme agli altri ospiti presenti nell’Auditorium della scuola Zingarelli, l’esperienza delle Reti civiche urbane.

Insieme ad Anna Materi erano presenti l’Assessore Paola Romano, il professor Smaltone, Luca Ottomanelli, la dottoressa Rosa Porro, esperta di Crowfounding, e la nostra Preside, Manuela Baffari.

A presentare e coordinare gli interventi la professoressa Valeria Rossini, docente di Pedagogia Generale e Sociale dell’ Università degli Studi di Bari.

Il primo ospite che ha preso la parola è stato il professor Smaltone il quale ha spiegato che una Rete Civica è una forma condivisa di partecipazione alla vita della città messa in atto da diversi soggetti attivi sul territorio: parrocchie, associazioni, enti di vario genere. A partire dal 2018 nella Città di Bari si sono costituite 12 reti civiche; tra queste, il Prof. Smaltone ne gestisce due: Picone-Poggiofranco e San Pasquale-Mungivacca. 

Insieme ai relatori abbiamo riflettuto sul termine “rete” e poi abbiao sentito diverse esperienze relative alle Reti Civiche Urbane, grazie alle quali è stato possibile sviluppare molti servizi aperti ai cittadini. Durante il periodo di lockdown, per esempio, è stato possibile garantire prodotti di vario tipo ed alimenti nelle case delle persone che ne avessero bisogno, ma anche aiutare quanti avevano difficotà con la tecnologia (basti pensare alle lezioni in Didattica Digitale Integrata) , ad esempio. Quindi la rete è servita ad aiutare tanta gente in difficoltà per diverse ragioni e bisognosa di aiuto.

Successivamente, la professoressa Rossini ha presentato il secondo ospite,  Luca Ottomanelli, che ha tenuto un discorso prendendo come esempio Orto Domingo,  un progetto che si è evoluto in una rete civica e ha fatto partecipare e collaborare tanti cittadini. 

Luca Ottomanelli ha chiesto all’auditorio cosa significhi la parola “partecipazione”. 

Diversi di noi hanno risposto, ed è stato bello sentirsi parte del dibattito. Alcuni hanno detto che la parola “partecipazione” significa “azione”, altri “collaborazione per il bene comune” , altri ancora ” credere in un progetto migliorativo”. Tutto ciò si traduce in un patto di collaborazione che si può attivare in due modi: in modo semplice e in modo complesso. Semplice, quando tutti collaborano per un obiettivo da raggiungere, mettendoci la propria tenacia e volontà; complesso quando c’è dietro un progetto di più ampio respiro. Ne è esempio concreto l’Orto Domingo, frutto di un progetto durato anni e anni di lavoro che ha  trasformato, grazie alla partecipazione dei cittadini, un campo abbandonato e dissestato in un vero e proprio orto urbano nel quale si coltivano piante, ma anche relazioni umane: chi lo conosce sa che è un posto magico …

Nella seconda parte del convegno è stato presentato il volume “La Città che Partecipa”, scritto da Anna Materi. Alcuni di noi avevano partecipato alla presentazione ufficiale del libro, qualche mese fa, e in classe ne avevamo parlato con le nostre insegnanti. E’ stato bello sentirne parlare direttamente dall’autrice, la quale ha sottolineato l’importanza che tutti si sentano parte del territorio nel quale vivono, anche noi ragazzi.

Nell’introdurre le parole della dottoressa Materi, la prof.ssa Rossini si è soffermata su un “paradigma”, ha detto proprio così, presente in questo libro: dare- ricevere- ricambiare. Il paradigma che crea scambio e rete.

La rete più importante è quella fatta dalle persone, ha continuato la Materi, che apre e costruisce relazioni. Il cittadino che collabora e partecipa al bene comune diventa, afferma la Rossini, un cittadino virtuoso.

Anche l’Assessore Romano ha dialogato con noi, così come gli altri relatori, e questo è stato davvero bello! Ci ha chiesto cosa vorremmo cambiare della nostra città e molti di noi le hanno rappresentato dei problemi che lei ha ascoltato con molta attenzione e partecipazione. Queste sono le esigenze emerse: mezzi pubblici che rendano più semplice raggiungere la scuola anche a chi abita in periferia, piste ciclabili in tutti i quartieri della città, spazi nei quali condividere il tempo con i coetanei, luoghi nei quali fare sport all’aperto…

E’ stato bello per noi ragazzi ascoltare le testimonianze legate alla tematica della cittadinanza attiva, così come è stato bello essere interpellati e sentirci davvero già cittadini della nostra bella città.

                                                                                  Giosuè Bennardo

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