Pokémon UNITE

Avete mai visto uno scontro 5 contro 5 con i Pokemon? Se siete amanti dei Pokémon e dei giochi di strategia, Pokémon UNITE è il gioco che fa per voi.

Pokémon UNITE è un videogioco free-to-play strategico in tempo reale; essendo stato distribuito nel 22 settembre 2021 anche per Android e IOS, è candidato al “The Game Award for Best Mobile Game”.

Il gioco in questione è stato sviluppato dalla Timi Studio Group e pubblicato dalla famosa Pokémon Company; è disponibile su Nintendo Switch dal 21 luglio 2021.

Pokemon UNITE è ambientato nella leggendaria ISOA HEOS, nella quale i giocatori. Divisi in squadre, si affrontano in combattimenti: si vince o si perde insieme e questo è molto bello!!! L’unione, anche qui, fa la forza, insomma!

Ogni giocatore può scegliere il Pokemon anche in base al proprio modo di essere: ce ne sono tantissimi a disposizione, divisi in base al ruolo che svolgono nel gioco:

 Attacanti: Venusaur, Pikachu, Ninetales di Alola, Cinderace, Cremorant, Gardevoir, Sylveon, Duraludon, Decidueye e Greninja;

Difensori: Slowbro, Crustle, Greedent, Trevenant, Snorlax, Blastoise e Mamoswine;

Versatili: Charizard, Garchomp, Machamp, Lucario, Aegislash, Dragonite, Tsareena e il nuovissimo Azumarill;

Velocisti: Gengar, Zeraora, Absol e Talonflame;

Supporto: Mr. Mime, Eldegloss, Wigglytuff, Blissey e Hoopa;

Ogni giocatore può ottenere il proprio Pokémon acquistandolo all’interno del  “negozio” presente nel gioco stesso. Le monete e i coupon necessari si ottengono giocando, le gemme, invece, sono a pagamento (aimé…).

Come in tutti i videogiochi, i protagonisti si evolvono e salgono di livello: si parte dal livello 1 e, combattendo e ottenendo punti in base alle vittorie, si sale verso il livello 5 (alcuni Pokémon possono avere l’ evoluzione definitiva o altri la seconda evoluzione) e poi fino al livello 9 dove il Pokemon subirà l’ ultima evoluzione.

Ad ogni cambiamento di aspetto corrisponderà un cambiamento delle facoltà del personaggio.

Lo scopo del gioco è quello di segnare più goal possibili accumulando punti. Questi punti si possono ottenere battendo i Pokémon allenamento o battendo i propri avversari. Le aree dove in cui si segnano i punti si chiamano aree goal (5 per ogni squadra) che sono sempre difese dagli avversari che, con le loro mosse, cercheranno di mettere K.O. te e i tuoi compagni di squadra.  

La partita è strutturata in vario modo: in tutti casi (tranne che nelle lotte rapide) dura 10 minuti e si conclude con il conteggio dei punti: la squadra che avrà segnato più punti vincerà la partita.

Le modalità di gioco sono varie:

-la partita standard, con 5 aree goal; la partita dura 10 minuti;

-la partita rapida, che dura 5 minuti, con soltanto 3 aree goal; -la partita personalizzata, in cui si può giocare contro i giocatori CPU o contro i tuoi amici invitandoli nella partita;

-la partita competitiva che permette di far salire il tuo rango dalla classe Principiante alla classe Esperto, passando per classe Mega e Ultra.

Per aggiungere un tocco di colore i creatori hanno inserito degli abiti che prendono il nome di “Holowear”, destinati ai soli Pokemon: questi sono acquistabili dall’ emporio di Zirco e si ottengono con le gemme (sempre a pagamento). Pensandoci bene vi sarebbero anche altri modi per ottenere gli Holowear ma … se il mio articolo vi ha incuriosito, scopritelo voi stessi!!

                                             Giosuè Bennardo

RUGGERO E LA MAGIA

Nel 2015 Eusodoro, semidio figlio del dio Natura e della Principessa dei Boschi, e un mortale di nome Daniele Doesn’t Matter crearono un’organizzazione chiamata “Combattus Malus”, in cui  si impegnavano a combattere il terribile mostro Bullismo. I due si erano spartiti i compiti: Daniele si occupava del bullismo sui social (Cyberbullismo), mentre il semidio si occupava del bullismo nel mondo reale. Eusodoro aveva un carattere dolce ed educato, ma non sopportava le ingiustizie e quindi all’occorrenza diventava vendicativo. Aveva il potere dell’invisibilità e correva alla velocità della luce. Inoltre possedeva una mira impeccabile: infatti aveva un arco con due tipi di frecce, quelle  rosse rendevano ridicoli i bulli, quelle blu rafforzavano le vittime. Invece Daniele Doesn’t Matter aveva un carattere da solitario, ma era un ragazzo molto altruista. Magro, con una carnagione chiara, capelli castani e occhi neri, aveva il potere di leggere tutte le chat Whatsapp, utilizzando un telefono incantato. 

Quella mattina, come tutte le mattine, al suono della sveglia Ruggero Rettagono aprì gli occhi. Avrebbe voluto continuare a dormire, non aveva alcuna voglia di tornare in quella scuola, frequentata soltanto da perfidi individui. Il solo pensiero gli faceva venire la nausea. Ripercorse con la mente tutti i momenti terribili vissuti in quelle ultime settimane. Cosa aveva di sbagliato? Perché stava accadendo proprio a lui? Non trovava risposte. 

Ruggero era uno studente brillante. Magro e basso, vestiva sempre di nero; apparentemente era ingenuo e insicuro, in realtà lo caratterizzava un forte senso dell’umorismo. Era il più bravo della scuola “Magicotti”, una scuola di aspiranti maghi, e, sebbene non esitasse ad aiutare i suoi compagni di classe, attirava su di sé le invidie di molti di loro. I più insopportabili della classe erano GTA e i Fulminati Spettinati, una banda di bulli sempre pronti a colpire il povero Ruggero con qualche magia stramba o semplicemente usando la forza fisica. GTA era il tipico bullo, tronfio e prepotente; la sua altezza e corporatura gli conferivano un’aria spavalda e sicura. Era il mago più malefico della “Magicotti”. Certo, competere con un colosso di 1,86 metri, dalle spalle larghe quanto un armadio non era affatto semplice e questo Ruggero lo sapeva benissimo. Ogni volta che veniva bullizzato da GTA, una parte a caso del suo corpo si trasformava in demone, che diventava sempre più forte in momenti di odio e rabbia. Questo demone non faceva altro che indebolire Ruggero. A fare da spalla al “bullo dei bulli” vi era una banda di capelloni, spioni e sfaticati. La loro passione? Social e provocare tragedie di diverso tipo.

Arrivato il momento di alzarsi dal letto, Ruggero decise di affrontare la giornata, malgrado tutto. Poco dopo essere arrivato a scuola – l’ora di shockskate era iniziata da soli 10 minuti – dopo il riscaldamento, il professore era andato in bagno. GTA e i Fulminati Spettinati ne avevano approfittato subito per togliere lo zaino a Ruggero e utilizzarlo come palla da shockskate. Lo zaino era finito nel buco di Giogione (creatore dello shockskate) e Ruggero, a causa della sua bassa statura, non era riuscito a recuperarlo in tempo. Quando il professore fu rientrato dal bagno, Ruggero si beccò perciò un bel rimprovero, oltre che una bella nota incantata e una rigorosa F. 

Ma quella mattina non era come tutte le altre: qualcosa andò storto per quei bulli ed i loro piani naufragarono. Fu infatti grazie agli scambi Whatsapp tra i Fulminati Spettinati che Daniele Doesn’t Matter fu messo in allarme dal suo Magi-telefono. Dopo opportuni appostamenti, il mago si rese conto di ciò che stava succedendo al povero Ruggero. L’organizzazione “Combattus Malus” doveva intervenire! Così, Daniele ed Eusodoro ebbero l’idea di inviare a Ruggero messaggi anonimi, in cui gli rivelavano tutti gli scherzi che quei bulli avevano in mente di giocargli e le magie che intendevano usare contro di lui, consigliando anche delle strategie magiche per contrastarle. Ruggero, incredulo ma fiducioso nei suoi protettori, decise di seguire quei preziosi consigli. D’altronde, che aveva da perdere? Poteva essere la sua unica chance per non essere bullizzato nuovamente. 

Le cose andarono così. Il semidio durante la notte scagliò delle frecce blu verso Ruggero, che lo liberarono per sempre del demone che gli cresceva dentro, restituendogli la sua normale identità di mago. Il giorno dopo tornò a scuola con un po’ più di fiducia nel petto e, appena vide i suoi bulletti mettere in atto i loro piani diabolici, rispose con i controincantesimi suggeritigli dai suoi  misteriosi supereroi. La sua poca autostima crebbe a dismisura! I bulli videro fallire i loro tentativi di contrastare Ruggero, poiché questi utilizzò un incantesimo di protezione che creava uno scudo davanti a sè. Il combattimento durò a lungo, ma i bulli non riuscivano a sconfiggerlo e per questo scapparono dalla paura, tranne uno … GTA! Rimase perchè sapeva chi stava aiutando Ruggero. Utilizzò una magia che Ruggero non si sarebbe mai aspettato: lo colpì con un incantesimo e il giovane mago cadde a terra. A quel punto i protettori dovettero apparire per contrastarlo. Il semidio gli scagliò una freccia rossa, mentre Daniele utilizzò un incantesimo a tutti sconosciuto: quello di creare onde sonore con il telefono. Passò tutto il giorno in infermeria a dormire mentre lo curavano con farmaci magici. Qualche giorno dopo Ruggero si svegliò sano e senza ferite. Da quella sconfitta in poi, gli Spettinati e GTA non ebbero più il coraggio di attaccare Ruggero Rettagono per timore degli Dei. Il ragazzo, che non ebbe più problemi con loro, non potè ringraziare gli Dei, con cui aveva un debito che MAI sarebbe stato estinto.

Giosuè Bennardo, Matteo Bonifazi, Nicolò Montepara, Alberico Nigri

Antonio Savino, Guglielmo Sibilla 

All’I.C. Zingarelli si parla di Bari, “La città che partecipa”

Il 24 maggio lo staff di ZingarelliNews ha avuto l’onore di ospitare la scrittrice Anna Materi la quale ha raccontato, insieme agli altri ospiti presenti nell’Auditorium della scuola Zingarelli, l’esperienza delle Reti civiche urbane.

Insieme ad Anna Materi erano presenti l’Assessore Paola Romano, il professor Smaltone, Luca Ottomanelli, la dottoressa Rosa Porro, esperta di Crowfounding, e la nostra Preside, Manuela Baffari.

A presentare e coordinare gli interventi la professoressa Valeria Rossini, docente di Pedagogia Generale e Sociale dell’ Università degli Studi di Bari.

Il primo ospite che ha preso la parola è stato il professor Smaltone il quale ha spiegato che una Rete Civica è una forma condivisa di partecipazione alla vita della città messa in atto da diversi soggetti attivi sul territorio: parrocchie, associazioni, enti di vario genere. A partire dal 2018 nella Città di Bari si sono costituite 12 reti civiche; tra queste, il Prof. Smaltone ne gestisce due: Picone-Poggiofranco e San Pasquale-Mungivacca. 

Insieme ai relatori abbiamo riflettuto sul termine “rete” e poi abbiao sentito diverse esperienze relative alle Reti Civiche Urbane, grazie alle quali è stato possibile sviluppare molti servizi aperti ai cittadini. Durante il periodo di lockdown, per esempio, è stato possibile garantire prodotti di vario tipo ed alimenti nelle case delle persone che ne avessero bisogno, ma anche aiutare quanti avevano difficotà con la tecnologia (basti pensare alle lezioni in Didattica Digitale Integrata) , ad esempio. Quindi la rete è servita ad aiutare tanta gente in difficoltà per diverse ragioni e bisognosa di aiuto.

Successivamente, la professoressa Rossini ha presentato il secondo ospite,  Luca Ottomanelli, che ha tenuto un discorso prendendo come esempio Orto Domingo,  un progetto che si è evoluto in una rete civica e ha fatto partecipare e collaborare tanti cittadini. 

Luca Ottomanelli ha chiesto all’auditorio cosa significhi la parola “partecipazione”. 

Diversi di noi hanno risposto, ed è stato bello sentirsi parte del dibattito. Alcuni hanno detto che la parola “partecipazione” significa “azione”, altri “collaborazione per il bene comune” , altri ancora ” credere in un progetto migliorativo”. Tutto ciò si traduce in un patto di collaborazione che si può attivare in due modi: in modo semplice e in modo complesso. Semplice, quando tutti collaborano per un obiettivo da raggiungere, mettendoci la propria tenacia e volontà; complesso quando c’è dietro un progetto di più ampio respiro. Ne è esempio concreto l’Orto Domingo, frutto di un progetto durato anni e anni di lavoro che ha  trasformato, grazie alla partecipazione dei cittadini, un campo abbandonato e dissestato in un vero e proprio orto urbano nel quale si coltivano piante, ma anche relazioni umane: chi lo conosce sa che è un posto magico …

Nella seconda parte del convegno è stato presentato il volume “La Città che Partecipa”, scritto da Anna Materi. Alcuni di noi avevano partecipato alla presentazione ufficiale del libro, qualche mese fa, e in classe ne avevamo parlato con le nostre insegnanti. E’ stato bello sentirne parlare direttamente dall’autrice, la quale ha sottolineato l’importanza che tutti si sentano parte del territorio nel quale vivono, anche noi ragazzi.

Nell’introdurre le parole della dottoressa Materi, la prof.ssa Rossini si è soffermata su un “paradigma”, ha detto proprio così, presente in questo libro: dare- ricevere- ricambiare. Il paradigma che crea scambio e rete.

La rete più importante è quella fatta dalle persone, ha continuato la Materi, che apre e costruisce relazioni. Il cittadino che collabora e partecipa al bene comune diventa, afferma la Rossini, un cittadino virtuoso.

Anche l’Assessore Romano ha dialogato con noi, così come gli altri relatori, e questo è stato davvero bello! Ci ha chiesto cosa vorremmo cambiare della nostra città e molti di noi le hanno rappresentato dei problemi che lei ha ascoltato con molta attenzione e partecipazione. Queste sono le esigenze emerse: mezzi pubblici che rendano più semplice raggiungere la scuola anche a chi abita in periferia, piste ciclabili in tutti i quartieri della città, spazi nei quali condividere il tempo con i coetanei, luoghi nei quali fare sport all’aperto…

E’ stato bello per noi ragazzi ascoltare le testimonianze legate alla tematica della cittadinanza attiva, così come è stato bello essere interpellati e sentirci davvero già cittadini della nostra bella città.

                                                                                  Giosuè Bennardo

ZingarelliNews all’European Crowdfunding Festival 3.0

Nella mattinata del 12 maggio 2022, una delegazione della redazione di Zingarelli News ha partecipato all’European Crowdfunding Festival 3.0, presso l’Università degli Studi di Bari, organizzato dalla dottoressa Rosa Porro. Quando ho ricevuto l’invito a partecipare a questa iniziativa, mi sono incuriosito molto, perché non conoscevo assolutamente l’argomento di cui si sarebbe parlato.

Da una prima ricerca, svolta in maniera personale,  ho compreso  che il termine Crowdfunding si può tradurre in “finanziamento collettivo”  e indica il processo attraverso cui  un gruppo  di persone impegna il proprio denaro per sostenere gli sforzi di singoli o di organizzazioni.

Il Festival a cui ho partecipato è stato una bella occasione per approfondire questo argomento perché erano presenti molti ospiti: alcuni fisicamente, mentre altri a distanza, attraverso diversi canali (radio, piattaforme via internet, etc.): una piattaforma figital, insomma, fatta di persone che comunicano contemporaneamente in presenza o in modalità digitale!

Tra i diversi relatori, uno mi ha colpito in particolare per il suo intervento: Angelo Rindone, il quale  ha raccontato una storia davvero molto significativa! Se avete tempo e voglia, leggete di seguito e ve ne appassionerete anche voi!

Alcuni ragazzi del Politecnico di Milano hanno avuto un’ idea interessante: creare un oggetto  che “analizzasse’  la qualità dell’aria della loro città, che fosse diffuso in modo capillare sul territorio, alla portata di tutti e anche bello da vedere. Ovviamente, per rilevare l’inquinamento, doveva stare all’aperto, quindi , quale idea migliore di un vaso???

I ragazzi avevano bisogno di finanziare il loro progetto, e allora si sono rivolti a Produzioni dal Basso, la piattaforma di crowdfunding di Angelo Rindone, il quale è rimasto impressionato non solo dalla bontà della loro idea, ma anche dal loro entusiasmo e dalla loro voglia di farcela e così ha deciso di guidarli nella loro avventura.

I ragazzi, attraverso un profilo Facebook chiamato “Milano aria pulita” , hanno dato vita ad una comunità di persone che hanno lavorato INSIEME! La loro idea è diventata l’idea di tutti e così è nata Arianna: il vaso da balcone che, grazie a particolari sensori che inviano,  tramite Bluetooth, i dati ad uno smartphone, rileva i livelli di inquinamento in città.

Il progetto, innovativo ed ecologico, è diventato piano piano realtà grazie ai finanziamenti ricevuti mediante il  Crowdfunding ed è stato accolto anche da altre città, tra cui Roma, dove è stato finanziato da Toyota.

Il Festival è stata una grande occasione per vedere ancora una volta quanto  l’unione faccia la forza…

Sarebbe davvero bello utilizzare il crowdfunding anche a scuola per  realizzare iniziative a vantaggio di tutti noi!! Di idee ne abbiamo già tante!?

Giosuè Bennardo

AGGRAPPATEVI, SALTATE, PRENDETE, INTERAGITE, RAGIONATE, MA SOPRATTUTTO CADETE IN… HUMAN FALL FLAT!

“Mai un puzzle mi ha fatto ridere così tanto” game critics.com

“Human Fall Flat” è un video gioco sviluppato dalla No Brakes Games e pubblicato dalla Curve Digital nel 2016. E’ disponibile per Nintendo Switch, Linux, Android, Playstation 4, Playstation 5, Xbox One, IOS, Microsoft Windows, Xbox series X\S, Google Stadia e Classic Mac Os. 

Il gioco, candidato al “LOGIN Award for Game of the Year”, è un rompicapo in terza persona costituito da 14 livelli, che premiano l’esplorazione e l’ingegnosità. Tra i livelli spicca quello “Laboratory”, ovvero il livello “Laboratorio”. Le modalità di gioco sono 3: in solitaria, con due giocatori in locale, o in multiplayer fino a 8 giocatori tramite connessione Wi-Fi. Le risate sono assicurate! Il vostro personaggio, chiamato “umano”, può essere personalizzato intervenendo su 3 parti del corpo (testa, busto e gambe): basta selezionare con il pulsante “costumize” (=personalizza). Si può anche cambiare il modello del personaggio: possiamo scegliere il “None” (=Niente), “Legacy body”, “Mummy” (=Mummia), “Dog” (=Cane), “Penguin (=Pinguino) e molti altri. Si possono anche modificare i colori del personaggio, scegliendo tra quelli che più ci piacciono, per esmepio, per gli accessori o l’abbigliamento. Un recente arricchimento dei comandi ha visto l’inserimento del “Toggle”, che si può usare nella modalità con 2  e permette di scambiare il personaggio che si usa spesso con un altro, per la personalizzazione del secondo giocatore.

Nel gioco è permesso l’uso delle mani: la mano destra e la mano sinistra si possono usare per aggrapparsi, tirarsi su, prendere un oggetto, tirare leve, premere bottoni… ma non per arrampicarsi sulle pareti. Si può saltare e infine usare il “Play dead” (=finta morte), con cui l’umano sdraiato per terra si finge morto: questo è un ottimo modo per farsi 4 risate. Una breve spiegazione al nome di questo gioco, Human Fall Flat, che significa “Uomini Cadono Piatti”! Sembrerebbe un’espressione nonsense, invece quando si gioca se ne capisce il senso: quando si cade da un livello, si ritorna nello stesso livello all’ ultimo checkpoint (=punto di salvataggio), dove si cade senza pietà sul duro suolo. Quando si scappa da un livello, bisogna cercare l’uscita simboleggiata con il cartello dell’uscita d’emergenza. Di grande aiuto sono anche i vari veicoli che possono essere guidati con delle leve (generalmente 2) per raggiungere l’uscita.

Aggrappatevi, saltate, prendete, interagite, ragionate, ma soprattutto cadete, in Human Fall Flat!

Noi invece, ci rivediamo in un nuovo articolo. Alla prossima!

Giosuè Bennardo

RECYCLE AND CREATE #2

Benvenuti amici ad un nuovo articolo della rubrica “Recycle and create”!

La creazione che vi proporrò oggi è legata al dolce più amato e conosciuto della Pasqua, la ricorrenza che da poco ci siamo lasciati alle spalle.

Tutti noi, a Pasqua, non vediamo l’ora di scartare e gustare le uova di cioccolato, ma i bellissimi involucri che le ricoprono finiscono sistematicamente nella spazzatura, contribuendo all’inquinamento del nostro pianeta … 

Oggi vi propongo un’idea giocosa e divertente che rallegrerà le vostre giornate primaverili e ventose, magari in riva al mare o nel verde: l’AQUILONE PASQUALE!

Occorrente:

  • 2 bastoncini tubolari di plastica leggera
  • involucro plastificato dell’ uovo 
  • spago
  • filo da pesca
  • rollino di un filo
  • nastri colorati
  • scotch
  • forbici

Procedimento

Stendiamo l’involucro colorato dell’uovo di cioccolato su un tavolo e, con le mani, eliminiamo tutte le pieghe. Prendiamo i 2 bastoncini di plastica leggera, grandi quanto le diagonali del rettangolo dell’incarto e, sovrapponendoli, realizziamo lo scheletro dell’ aquilone, fissandoli al centro con uno spago.  Appoggiamo ora l’involucro colorato del nostro uovo sulla sagoma dell’aquilone e fissiamola attentamente, con del nastro adesivo.

Per rendere più robusto il nostro aquilone, rinforziamo i quattro vertici dei bastoncini sempre con dello scotch.

Annodiamo al centro dell’aquilone il filo da pesca avvolto al suo rollino

Abbelliamo il nostro aquilone applicando dei nastrini colorati ai vertici; questi, vibrando nell’aria, lo renderanno ancora più bello.

Il nostro aquilone è pronto…. ora possiamo divertirci a farlo volare nel cielo blu!

La cosa bella è che nessun altro avrà un aquilone uguale al nostro che sarà un manufatto originale e, cosa ancora più importante, rispettoso della natura!

Giosuè Bennardo

RECYCLE AND CREATE #1

Ogni giorno gettiamo via molti oggetti. Troppi.

Ma siamo proprio sicuri che non possano servirci a qualcosa? E se, anziché finire nella spazzatura, potessero essere trasformati in nuovi oggetti di uso quotidiano, utili e (perché no?) anche belli da vedere?

Da questa convinzione e qualche tentativo è nata l’idea di scrivere una serie di articoli nei quali presenterò alcune idee per riciclare divertendosi. Io vi darò qualche spunto, voi liberate la fantasia e sono sicuro che insieme raggiungeremo il nostro scopo.

Pronti? Partiamo!

Oggi creeremo due oggetti da riutilizzare all’aperto:

Tazza salva-api

Per questa prima creazione ci serviranno:

  • una tazza da tè
  • alcuni bastoncini in legno cilindrici
  • del filo resistente 
  • delle tenaglie 
  • della colla attaccatutto
  • un trapano.

Utilità

Aiutare le api, costruendo per loro un mini-alveare.

Procedimento

Iniziamo prendendo i bastoncini di legno cilindrici della misura della tazza; con l’aiuto di un adulto, foriamoli nel senso della lunghezza fino a formare un buco con il trapano all’interno di ognuno di essi. Dopo, tagliamoli con l’aiuto delle tenaglie secondo l’altezza della tazza. Per formare il nostro mini-alveare dovremo attaccare i bastoncini l’uno all’altro (con la colla) “foderando” tutta la superficie interna della tazza. Consiglio: per realizzare un lavoro preciso, infiliamo i bastoncini nella tazza fino a che non ne avremo completamente rivestito l’interno; poi, attacchiamo i bastoncini tra loro e, infine, incolliamoli nella tazza.

Usiamo il filo resistente per avvolgere il manico della tazza e realizzare un piccolo cappio per poterla appendere, oppure, come nell’immagine che segue, utilizziamo direttamente il manico!! Decorazione: se vogliamo abbellire la nostra tazza e divertirci ancora un po’, possiamo disegnare un alveare e pitturarlo con appositi colori per ceramica/vetro: daremo, così, un tocco di colore al nostro giardino e magari contribuiremo a salvare questa specie preziosa, regalandole un posto in cui vivere a lungo!

Ombrello irrigatore

Per questa creazione ci serviranno: 

  • un ombrello  
  • del filo resistente 
  • dei paletti di legno 
  • alcuni chiodi.

Utilità

Se sistemiamo un ombrello a terra, rivolgendo verso l’alto la sua parte interna, questo, essendo impermeabile, diventerà un fantastico raccoglitore di acqua piovana e, facendola scivolare verso il centro, fungerà da irrigatore naturale.

Procedimento

Il procedimento è abbastanza semplice. Prima di tutto è importante trovare un posto adatto alla pianta che si vuole coltivare: assolato, se la pianta richiede molto calore, ombreggiato , se invece predilige il fresco. Sicuramente, però, dovrà essere un luogo a cielo aperto, in modo che la pianta possa essere bagnata dalla pioggia! Quando avrete trovato la giusta collocazione, prendete il filo che vi siete procurati e legate un’estremità ad ogni punta di ferro dell’ombrello e l’altra a paletti di legno che conficcherete nel terreno: così l’ombrello resterà fermo e non si sposterà neppure in caso di vento!

Il vostro nuovo vaso-irrigatore adesso è pronto per accogliere la piantina che avrete scelto.

Attenzione! Fissare bene i paletti di legno nella terra o c’è rischio che l’ombrello voli insieme alla pianta!

Spero che queste due idee vi siano piaciute: vi aspetto con il prossimo articolo Recycle and Create!

Giosuè Bennardo

                                                                                           

ARTE, COLORE, FORMA, DIGITALE: PIXEL ART!!!

Siete amanti dell’arte? Vi piace colorare e vedere, piano piano, le vostre opere prendere forma? 

Bene, allora siete nell’articolo giusto!

Se avete molta pazienza e procedete schematicamente per realizzare una figura artistica dovete assolutamente provare una forma di arte molto entusiasmante: la Pixel art.

La Pixel art è una forma di arte digitale dove per creare e modificare bisogna seguire uno specifico strumento: il pixel.

Questo termine nasce dall’unione di due sostantivi inglesi: “picture” ed “element” (cioè “immagine” ed “elemento”) con la sua tipica forma quadrata.

Non ci crederete ma la Pixel art richiama una forma d’arte di quasi due secoli fa: il puntinismo. Tra le due però ci sono delle differenze, la prima, immediatamente visibile, è che il pixel è di forma quadrata, mentre, il puntinismo, come dice il nome stesso, è formato da un insieme di puntini uniti fra loro. Inoltre, la Pixel art può essere praticata o su un foglio cartaceo o su un “pannello digitale” grazie ad alcuni software tra cui il più scelto è una applicazione sviluppata dalla Easybrain, disponibile per IOS e Android: “Giochi da colorare Pixel Art”. Si tratta di un’applicazione nota anche per un valore che trasmette: il relax e per i numerosi eventi, tra cui il più recente è il famoso “Giardino di fiori” (ci si ritrova in un povero giardino che, man mano, colorando dei soggetti viene abbellito e diventa un giardino personalizzato), che però, attenzione, dura per un tempo limitato (7 giorni) e se non viene completato in tempo non farà guadagnare all’utente i premi in palio. 

Alcune Pixel Art possono essere bloccate acquistando il pacchetto premium al prezzo di 9,99 € al mese e 48,99 € all’anno. 

Oltre ad essere disponibili immagini 2D grazie ad un recente aggiornamento è possibile eseguire la Pixel art anche con immagini 3D: alcune sono gratuite, altre sbloccabili con il solito pacchetto premium. Si tratta naturalmente di immagini che richiedono molta precisione e pazienza.

Detto questo, spero di avervi fornito elementi utili per rilassarvi o fare qualcosa di creativo. Vi saluto. Al prossimo articolo!

 Giosuè Bennardo