A scuola con Davide Morosinotto. Incontro con l’autore di “Il fiore perduto dello sciamano di K.”

Leggere in classe durante le ore di narrativa il libro scritto da Davide Morosinotto “Il fiore perduto dello sciamano di K” è stato appassionante e coinvolgente, ma incontrarlo di persona è stata un’esperienza difficile da dimenticare.

Il libro racconta l’avventura di Laila,  una ragazza con una malattia grave che affronterà insieme al suo amico El Rato, conosciuto nell’ospedale del Santo Toribio, un lungo e intrepido viaggio attraverso la rigogliosa foresta Amazzonica per trovare il fiore che spera le consentirà di guarire.

La penna di Morosinotto ci ha subito coinvolti, facendoci immergere nella storia e rendendoci partecipi dei tanti episodi avventurosi, come il pericoloso viaggio in aereo verso Iquitos, la pesca dei ricordi nel mondo degli Spiriti e l’incontro tanto atteso con la Sachamama.

Quando abbiamo finito di leggere il libro, abbiamo pensato realizzare “prodotti” creativi ad esso ispirati per omaggiare, ringraziandolo, l’autore in occasione del tanto atteso incontro. La mia classe ha ideato e realizzato un gioco dell’oca e uno di carte (simile a Magic) facendo riferimento a personaggi, ambienti e trame del libro; un cartellone e alcuni souvenirs di pixel art. E’stato divertente lavorare in gruppo e mettere insieme le idee di tutti per trovare una soluzione comune che piacesse all’autore. Ci tenevamo a fare qualcosa di originale!

Quando finalmente abbiamo incontrato Davide Morosinotto nell’auditorium della nostra scuola mercoledì 18 gennaio eravamo emozionatissimi! Gli abbiamo mostrato i nostri lavori che lui ha molto apprezzato e abbiamo avuto anche la possibilità di porgergli delle domande relative alla sua esperienza di scrittore in generale ma anche inerenti il testo letto a scuola. C’erano davvero tante curiosità che volevamo soddisfare!

  1. Come hai pensato di poter diventare uno scrittore di libri per ragazzi?

Scrivevo, non certo pensando al successo che ne sarebbe potuto scaturire, perché mi piaceva. Poi un giorno ho capito che le mie storie interessavano anche ad altre persone, soprattutto ragazzi; da allora ho iniziato a farlo ‘sul serio’.

  • Generalmente le persone si alzano e vanno a lavorare. Com’è ,invece, la giornata di uno scrittore? Ti dai degli orari per scrivere?

Non mi dà degli orari per scrivere perché, per esempio, adesso mi trovo qui con voi a Bari; tra                           qualche ora mi troverò in altre scuole di altre regione e terminerò i miei impegni alle 22:00. Pertanto oggi non riesco a scrivere nel pomeriggio, come sempre faccio solitamente. Però, in treno, stasera, 2 righi li scriverò, per tenermi allenato e per non perdere l’abilità di scrittura.

  • Ricorda qual è stata la prima cosa che hai scritto che ti ha fatto credere di poter diventare uno scrittore.

La prima cosa che ho scritto è un testo, il cui protagonista era una fogliolina che si era staccata da un albero che doveva viaggiare tra vari mondi per trovare un tesoro. Non ho fatto leggere il testo alla maestra, l’ho tenuto per me.

  • Nel libro “Il fiore perduto dello sciamano di K” perché hai scelto di mettere degli animali guida all’inizio di ogni capitolo?

C’è un libro che si intitola “L’ombra del vento” e all’inzio di ogni capitolo c’è un simbolo; ho preso spunto da lì.

  • Qual è il tuo personaggio preferito nel libro “Il fiore perduto dello sciamano di K”?

Il mio personaggio preferito in assoluto è Miguel Castillo, perché è il personaggio più imprevedibile, quello che mi ha stupito di più per la sua evoluzione. Perché, dovete sapere, a me i personaggi vengono in mente e si presentano; poi, decidono loro cosa fare e dire ed io solo in alcuni casi riesco a prevenire le loro mosse. Miguel è quello che si è fatto più da sé.

  • Alcuni personaggi del libro “Il fiore perduto dello sciamano di K” non hanno uno spirito che li rappresenta come, per esempio, il compagno Ladoga; che spirito attribuiresti a quest’ultimo?

L’orso. Ladoga è un personaggio che ha molto coraggio e molta grinta; quindi lo comparerei sicuramente ad un orso.

Ascoltare  Davide è stato molto piacevole: è un ragazzo molto allegro e vicino al  nostro mondo (oltre alla scrittura ama i videogiochi e ne è stato anche ideatore). E’ stata una esperienza arricchente che ha incentivato in me una grande voglia di scrivere e di conoscere il mondo.                                                                                                                                                                  Giosuè Bennardo

Siete pronti per l’ennesimo scontro nel multiverso Marvel?

Qualche giorno fa, mentre navigavo sul web, mi è comparsa una pubblicità che parlava di un videogioco di carte, uscito recentemente, chiamato “Marvel Snap”. Incuriosito, l’ho istallato e, da quel momento, ho provato a giocarci e mi sono appassionato molto. In questo articolo, scopriremo dettagliatamente i pro e i contro che presenta questo meraviglioso titolo.

Marvel Snap è un videogioco di carte collezionabili strategico a turni, sviluppato da Second Dinner e pubblicato da Nuverse il 18 ottobre 2022. Il gioco è disponibile gratuitamente per Microsoft Windows, Android e iOS.

Panoramica

Rispetto ad altri giochi di carte (Hearthstone, Yu gi oh…) Marvel Snap è molto più semplice per una serie di motivi che elencherò nel corso dell’articolo. Inoltre le partite sono molto veloci e movimentate, infatti la parola Snap significa proprio “frenetico, movimentato”.

Carte

Le carte comprendono tutti i supereroi del “multiverso”, cioè l’insieme degli universi, Marvel (per fare qualche esempio Hulk, Spider Man, Iron Man, Medusa). Le carte presenti in un deck, ovvero in  un mazzo, sono in tutto 12. Ogni carta ha:

  • al centro la raffigurazione di un personaggio Marvel;
  • un costo, ovvero il numero blu in alto a sinistra;
  • un livello di potenza, ovvero il numero arancione in alto a destra;
  • un’abilità speciale che la caratterizza (es. raddoppiare il numero di potenza)

Le carte sono ottenibili dal pass stagionale o potenziando quelle che già sono in nostro possesso.

Gameplay: regole e procedure di gioco

Ogni partita dura circa 3-4 minuti e si svolge in 6 turni.  Si può giocare on-line con un giocatore  virtuale oppure con un robot. Il campo dove si svolgono le partite è così suddiviso.

I 3 esagoni al centro si chiamano campi e per vincere bisogna conquistarne 2/3 o 3/3. Sotto ad ogni campo ci sono 4 spazi per posizionare le carte. Per poter scegliere le carte più opportune bisogna confrontare il livello di potenza di ognuna e il loro costo. Dopo aver posizionato 2, 3 o 4 carte, i loro livelli di potenza si sommeranno e formeranno un unico numero di potenza. Il numero di potenza del giocatore e quello dell’avversario si confronteranno e quello più alto conquisterà il campo. Il cubo, posizionato in alto, marcato da un numero ci indicherà quanti cubi si vinceranno (o perderanno). Per raddoppiare i cubi, raggiunto il livello 10, il gioco ci offre la possibilità di fare Snap; l’avversario può, però, controbattere ripetendo lo Snap e aumentando la quantità del premio. Chi vince, guadagna il numero di cubi, chi perde, cede i cubi indicati. Per visualizzare il trailer del gioco e scoprirne di più visitate il sito www.marvelsnap.com.

Giocando a Marvel Snap, ci si diverte molto e ci si appassiona.

I personaggi sono ben disegnati ed animati e catturano l’interesse anche grazie all’effetto olografico e 3D. Inoltre, attendere  il proprio turno, incuriosisce il giocatore che inizia a ragionare sulle possibili tattiche e strategie per poter spiazzare l’avversario e vincere il campo.

Personalmente penso che, per un videogioco del genere, ben 4 anni di sviluppo ne siano valsi veramente la pena. Sono felice di aver espresso il mio parere di questo nuovissimo titolo con voi e auguro a tutti voi  delle entusiasmanti partite.

                                                                                                                                     

Giosuè Bennardo

RECYCLE AND CREATE #3 Bottle edition

Ciao a tutti e bentornati su “Recycle and Create”, la rubrica più creativa del nostro web giornale. Oggi ci dedichiamo al riciclo delle bottiglie di plastica, una delle più grandi cause di inquinamento ambientale e scoprirete come realizzare facilmente 3 utili costruzioni ecosostenibili per non inquinare il nostro pianeta.

  1. Giardino pensile

Materiale

  • bottiglia di plastica 
  • forbici 
  • una piantina 
  • spago
  • trapano

Procedimento

Per realizzare il giardino pensile basta tagliare con le forbici, sul corpo della bottiglia, una base rettangolare di dimensioni 15 × 8 cm. Fatto? Allora riempite il fondo col terriccio per piante e  inserite (delicatamente) la piantina al centro del vaso eco-sostenibile. Per concludere prendete il trapano e praticate due piccoli fori all’estremità della bottiglia per poi far passare lo spago e appendere la vostra opera d’arte al balcone. 

  1. Mangiatoia per uccelli

Materiale:

  • bottiglia di plastica
  • mangime per uccelli
  • 2 cucchiai in legno
  • spago
  • trapano
  • gancio di ferro (di piccole dimensioni)

Procedimento

Per prima cosa, con il trapano forate in due punti il corpo della bottiglia. I fori dovranno essere simmetrici e grandi quanto il diametro del manico del cucchiaio in legno. A questi due fori ne aggiungerete altri due, posti un po’ più in basso per poter inserire l’altro cucchiaio. Quindi incastrate i cucchiai nei fori come in figura per poter far fuoriuscire gradualmente il mangime. Per ultimo dovrà essere perforato anche il centro del tappo della bottiglia in modo da potervi applicare il gancio. Con lo spago si appenderà la bottiglia. Naturalmente il lavoro sarà finito quando avrete inserito il mangime per uccelli nella bottiglia.

  1. Portariviste economico

Materiale:

  • 6 bottiglie di plastica
  • barra di metallo (o di cartone) lunga 50 * 3 cm
  • forbici
  • colla attaccatutto
  • chiodi o viti 
  • martello o avvitatore 

 Procedimento

Tagliate ogni bottiglia di plastica con le forbici in modo da eliminare il collo di 5 cm. Sulla barra posta verticalmente, attaccate con la colla i fondi delle bottiglie in fila, uno dietro l’altro, in modo da non tralasciare nessuno spazio. Infine fissate il prodotto verticalmente ad una parete con i chiodi o con le viti.

Bene, spero che le mie creazioni possano esservi state utili. Alla prossima!

                                                                                            Giosuè Bennardo

                                                                                                                                                                          

Intervista al mitico Vincenzo Schettini: il Prof più social d’Italia.

Martedì 18 ottobre, alla Fiera del Levante, ho avuto il piacere di assistere ad una lezione di fisica tenuta dall’ormai mitico professor Vincenzo Schettini, diventato famoso per i suoi video su Tik Tok e Youtube, e amatissimo dai ragazzi delle scuole superiori! Il Prof. ha recentemente scritto un libro edito dalla casa editrice Mondadori intitolato “La Fisica che ci piace”, proprio come il suo canale.

La diretta è stata molto interessante perché ha coinvolto tutti gli studenti che , incuriositi, gli hanno posto tante domande.

Dopo la sua lezione live, ho avuto la fortuna di poterlo addirittura intervistare: sentite cosa mi ha raccontato! Ci tengo a dire che l’allegria e la simpatia che trasmette nel web sono ancora più evidenti dal vivo, basti pensare che si è fatto intervistare da un giornalista dodicenne come me…

  1. Ora che sei diventato popolare, come è cambiata la tua vita?
    E’ cambiata tanto però è bello, perché ho trovato degli equilibri nuovi e mi fa molto piacere avere contatti con tante persone.
  2. Hai saputo utilizzare la tecnologia e i social in maniera educativa e giusta. Quale messaggio vuoi lasciare ai docenti che ancora fanno fatica ad utilizzarla durante le lezioni?
    Di farsi ispirare da quelli come me, che magari hanno un po’ più di confidenza nell’utilizzo dei social e della tecnologia. Certo, per essere un bravo insegnante non è per forza necessario ricorrere a questi strumenti, però il fatto di lasciarsi ispirare, secondo me, cambia in meglio il modo di insegnare.
  3. Quale messaggio lasceresti agli studenti delle scuole medie?
    Di non avere paura di fare le scelte per le scuole superiori e di non avere l’ansia di dire “Oddio, forse scelgo quella scuola, ma sbaglio”, perché la possibilità di cambiare c’è sempre, e la scelta della scuola non è una decisione definitiva. Quindi, decidete con calma e con grande serietà e soprattutto godetevi tutto, anche gli esami (non vi fate venir l’ansia!!!), godetevi gli amici e sorridete”.
    E’ bellissimo quest’ultimo messaggio dedicato a noi studenti delle scuole medie; ci aiuta, secondo me, a cambiare prospettiva e a vivere il nostro percorso scolastico con più tranquillità, senza l’ansia che spesso ci rovina tanti momenti che dovrebbero e potrebbero essere belli!!
    L’intervista si è conclusa con un bellissimo videomessaggio di saluti, per la nostra Dirigente, tutti i professori e gli studenti del nostro bellissimo Istituto Comprensivo.
    Grazie Prof: tra due anni sarò anche io uno dei tuoi innumerevoli studenti!!!

Giosuè Bennardo

E’ DAVVERO SOLO UNO SCHERZO?

Il 18 ottobre la Scuola Secondaria di I grado Zingarelli ha partecipato alla terza edizione della campagna di sensibilizzazione per l’utilizzo consapevole dei digital media, promossa da Corecom Puglia in collaborazione con la Polizia Postale e altri importanti enti del territorio.

L’obiettivo della campagna è quello di offrire un vero e proprio “corso” di media education agli studenti degli istituti scolastici di primo e secondo grado, per metterli in guardia sui possibili pericoli della rete.

E’ stata colta l’occasione per approfondire il discorso già avviato lo scorso anno sul  tema del bullismo e del cyberbullismo, due fenomeni che interessano soprattutto i ragazzi della nostra età.

Tra le tante riflessioni, ci siamo soffermati a chiarire la differenza che esiste tra scherzo, litigio e bullismo. Troppo spesso, infatti, questi tre comportamenti vengono confusi con il rischio di sottovalutare alcuni atteggiamenti pericolosi, o di allarmarsi eccessivamente per altri che invece fanno parte delle normali relazioni tra le persone.

Lo scherzo è un evento caratterizzato dal fatto di essere divertente; non ha l’intenzione di ferire e ammette la reciprocità. Se lo scherzo dura troppo, e soprattutto se non è più reciproco, allora non può più definirsi tale, diventando un atto di prepotenza che può sconfinare nel bullismo.

Il litigio è un contrasto tra due o più persone: nessuno si diverte; esso non è ripetuto nel tempo e non è intenzionale. I ragazzi litigano, a volte anche aspramente, ma quasi sempre si chiariscono e tornano amici! E’ assolutamente normale che ciò accada.

Nel bullismo solo il bullo si “diverte”: egli ferisce (fisicamente o verbalmente) deliberatamente e continuamente la sua vittima, che si sente umiliata e subisce senza riuscire a difendersi e a prendere le distanze.

Insomma: scherzare, con moderazione, va bene; non è un male che ogni tanto capiti di litigare; il bullismo, invece, è assolutamente da evitare!

Giosuè Bennardo

                                                                                                        

“Prendi una lacrima”, l’albo illustrato che fa riflettere bambini e non solo.

Il 4 ottobre ho avuto il piacere di assistere alla presentazione del nuovo albo illustrato “Prendi una lacrima, ” delle autrici Beatrice Masini e Lucia Scuderi.

L’ incontro è avvenuto alle ore 17:00  presso il centro diurno “Arca di Noè” alla presenza di diversi membri dell’ associazione Anto Paninabella Odv. Questa associazione è stata fondata  da Angela e Domenico, genitori di una ragazza di 13 anni di nome Antonella, che, purtroppo,  attraversando un momento di malessere molto intenso, si è tolta la vita qualche giorno prima del suo quattordicesimo compleanno.

I genitori, ignari della situazione, hanno trovato, dopo la morte della figlia, alcuni scritti in cui Antonella raccontava il proprio stato d’animo e si apriva esprimendo i suoi sentimenti, il suo profondo disagio e la sua grande sofferenza. Dopo il racconto  da parte dei genitori, straziante e commovente,  ho avuto l’opportunità di porgere una domanda alla madre: “Quando avete trovato il diario di Antonella, che cosa avete provato voi genitori?”.

Angela ha risposto così: “Abbiamo provato di sicuro la disperazione, perché pensavo di conoscere bene mia figlia, ma quando ho letto il suo diario mi sono accorta che non era così. Vedevo Antonella  come una ragazza solare, ma solo dopo ho capito che stava attraversando un momento difficile e triste, purtroppo nascondendolo sotto la maschera della felicità”.

La vicenda di Antonella ha ispirato l’albo illustrato “Prendi una lacrima”, a cui hanno partecipato alcuni bambini del Centro Diurno che, conoscendo la vicenda, hanno realizzato una serie di disegni e frasi che sono state utilizzate nel libro.

Una frase presente nell’albo che mi ha particolarmente colpito  è stata questa:

 “ Prendi una lacrima. Se la condividi con me, peserà di meno”. Ciò sta a significare che se noi condividiamo il nostro malessere e il nostro stato d’animo con qualcuno non ci sentiremo mai soli. A tutti noi può capitare di vivere in un momento di tristezza e solitudine, l’errore da non commettere, ci insegna la triste vicenda di Antonella, è proprio chiudersi in un guscio e far finta di stare bene.

 C’è sempre una persona fidata con cui aprirsi, a cui raccontare le nostre emozioni, i nostri sentimenti, ma anche uno stato disagio che stiamo vivendo; può essere un genitore, un parente, un amico, un sacerdote. L’importante è non  rimanere mai soli con un fardello addosso che, se non raccontato e condiviso, può fare molto, molto male.

                                                                   Giosuè Bennardo

Pokémon UNITE

Avete mai visto uno scontro 5 contro 5 con i Pokemon? Se siete amanti dei Pokémon e dei giochi di strategia, Pokémon UNITE è il gioco che fa per voi.

Pokémon UNITE è un videogioco free-to-play strategico in tempo reale; essendo stato distribuito nel 22 settembre 2021 anche per Android e IOS, è candidato al “The Game Award for Best Mobile Game”.

Il gioco in questione è stato sviluppato dalla Timi Studio Group e pubblicato dalla famosa Pokémon Company; è disponibile su Nintendo Switch dal 21 luglio 2021.

Pokemon UNITE è ambientato nella leggendaria ISOA HEOS, nella quale i giocatori. Divisi in squadre, si affrontano in combattimenti: si vince o si perde insieme e questo è molto bello!!! L’unione, anche qui, fa la forza, insomma!

Ogni giocatore può scegliere il Pokemon anche in base al proprio modo di essere: ce ne sono tantissimi a disposizione, divisi in base al ruolo che svolgono nel gioco:

 Attacanti: Venusaur, Pikachu, Ninetales di Alola, Cinderace, Cremorant, Gardevoir, Sylveon, Duraludon, Decidueye e Greninja;

Difensori: Slowbro, Crustle, Greedent, Trevenant, Snorlax, Blastoise e Mamoswine;

Versatili: Charizard, Garchomp, Machamp, Lucario, Aegislash, Dragonite, Tsareena e il nuovissimo Azumarill;

Velocisti: Gengar, Zeraora, Absol e Talonflame;

Supporto: Mr. Mime, Eldegloss, Wigglytuff, Blissey e Hoopa;

Ogni giocatore può ottenere il proprio Pokémon acquistandolo all’interno del  “negozio” presente nel gioco stesso. Le monete e i coupon necessari si ottengono giocando, le gemme, invece, sono a pagamento (aimé…).

Come in tutti i videogiochi, i protagonisti si evolvono e salgono di livello: si parte dal livello 1 e, combattendo e ottenendo punti in base alle vittorie, si sale verso il livello 5 (alcuni Pokémon possono avere l’ evoluzione definitiva o altri la seconda evoluzione) e poi fino al livello 9 dove il Pokemon subirà l’ ultima evoluzione.

Ad ogni cambiamento di aspetto corrisponderà un cambiamento delle facoltà del personaggio.

Lo scopo del gioco è quello di segnare più goal possibili accumulando punti. Questi punti si possono ottenere battendo i Pokémon allenamento o battendo i propri avversari. Le aree dove in cui si segnano i punti si chiamano aree goal (5 per ogni squadra) che sono sempre difese dagli avversari che, con le loro mosse, cercheranno di mettere K.O. te e i tuoi compagni di squadra.  

La partita è strutturata in vario modo: in tutti casi (tranne che nelle lotte rapide) dura 10 minuti e si conclude con il conteggio dei punti: la squadra che avrà segnato più punti vincerà la partita.

Le modalità di gioco sono varie:

-la partita standard, con 5 aree goal; la partita dura 10 minuti;

-la partita rapida, che dura 5 minuti, con soltanto 3 aree goal; -la partita personalizzata, in cui si può giocare contro i giocatori CPU o contro i tuoi amici invitandoli nella partita;

-la partita competitiva che permette di far salire il tuo rango dalla classe Principiante alla classe Esperto, passando per classe Mega e Ultra.

Per aggiungere un tocco di colore i creatori hanno inserito degli abiti che prendono il nome di “Holowear”, destinati ai soli Pokemon: questi sono acquistabili dall’ emporio di Zirco e si ottengono con le gemme (sempre a pagamento). Pensandoci bene vi sarebbero anche altri modi per ottenere gli Holowear ma … se il mio articolo vi ha incuriosito, scopritelo voi stessi!!

                                             Giosuè Bennardo

RUGGERO E LA MAGIA

Nel 2015 Eusodoro, semidio figlio del dio Natura e della Principessa dei Boschi, e un mortale di nome Daniele Doesn’t Matter crearono un’organizzazione chiamata “Combattus Malus”, in cui  si impegnavano a combattere il terribile mostro Bullismo. I due si erano spartiti i compiti: Daniele si occupava del bullismo sui social (Cyberbullismo), mentre il semidio si occupava del bullismo nel mondo reale. Eusodoro aveva un carattere dolce ed educato, ma non sopportava le ingiustizie e quindi all’occorrenza diventava vendicativo. Aveva il potere dell’invisibilità e correva alla velocità della luce. Inoltre possedeva una mira impeccabile: infatti aveva un arco con due tipi di frecce, quelle  rosse rendevano ridicoli i bulli, quelle blu rafforzavano le vittime. Invece Daniele Doesn’t Matter aveva un carattere da solitario, ma era un ragazzo molto altruista. Magro, con una carnagione chiara, capelli castani e occhi neri, aveva il potere di leggere tutte le chat Whatsapp, utilizzando un telefono incantato. 

Quella mattina, come tutte le mattine, al suono della sveglia Ruggero Rettagono aprì gli occhi. Avrebbe voluto continuare a dormire, non aveva alcuna voglia di tornare in quella scuola, frequentata soltanto da perfidi individui. Il solo pensiero gli faceva venire la nausea. Ripercorse con la mente tutti i momenti terribili vissuti in quelle ultime settimane. Cosa aveva di sbagliato? Perché stava accadendo proprio a lui? Non trovava risposte. 

Ruggero era uno studente brillante. Magro e basso, vestiva sempre di nero; apparentemente era ingenuo e insicuro, in realtà lo caratterizzava un forte senso dell’umorismo. Era il più bravo della scuola “Magicotti”, una scuola di aspiranti maghi, e, sebbene non esitasse ad aiutare i suoi compagni di classe, attirava su di sé le invidie di molti di loro. I più insopportabili della classe erano GTA e i Fulminati Spettinati, una banda di bulli sempre pronti a colpire il povero Ruggero con qualche magia stramba o semplicemente usando la forza fisica. GTA era il tipico bullo, tronfio e prepotente; la sua altezza e corporatura gli conferivano un’aria spavalda e sicura. Era il mago più malefico della “Magicotti”. Certo, competere con un colosso di 1,86 metri, dalle spalle larghe quanto un armadio non era affatto semplice e questo Ruggero lo sapeva benissimo. Ogni volta che veniva bullizzato da GTA, una parte a caso del suo corpo si trasformava in demone, che diventava sempre più forte in momenti di odio e rabbia. Questo demone non faceva altro che indebolire Ruggero. A fare da spalla al “bullo dei bulli” vi era una banda di capelloni, spioni e sfaticati. La loro passione? Social e provocare tragedie di diverso tipo.

Arrivato il momento di alzarsi dal letto, Ruggero decise di affrontare la giornata, malgrado tutto. Poco dopo essere arrivato a scuola – l’ora di shockskate era iniziata da soli 10 minuti – dopo il riscaldamento, il professore era andato in bagno. GTA e i Fulminati Spettinati ne avevano approfittato subito per togliere lo zaino a Ruggero e utilizzarlo come palla da shockskate. Lo zaino era finito nel buco di Giogione (creatore dello shockskate) e Ruggero, a causa della sua bassa statura, non era riuscito a recuperarlo in tempo. Quando il professore fu rientrato dal bagno, Ruggero si beccò perciò un bel rimprovero, oltre che una bella nota incantata e una rigorosa F. 

Ma quella mattina non era come tutte le altre: qualcosa andò storto per quei bulli ed i loro piani naufragarono. Fu infatti grazie agli scambi Whatsapp tra i Fulminati Spettinati che Daniele Doesn’t Matter fu messo in allarme dal suo Magi-telefono. Dopo opportuni appostamenti, il mago si rese conto di ciò che stava succedendo al povero Ruggero. L’organizzazione “Combattus Malus” doveva intervenire! Così, Daniele ed Eusodoro ebbero l’idea di inviare a Ruggero messaggi anonimi, in cui gli rivelavano tutti gli scherzi che quei bulli avevano in mente di giocargli e le magie che intendevano usare contro di lui, consigliando anche delle strategie magiche per contrastarle. Ruggero, incredulo ma fiducioso nei suoi protettori, decise di seguire quei preziosi consigli. D’altronde, che aveva da perdere? Poteva essere la sua unica chance per non essere bullizzato nuovamente. 

Le cose andarono così. Il semidio durante la notte scagliò delle frecce blu verso Ruggero, che lo liberarono per sempre del demone che gli cresceva dentro, restituendogli la sua normale identità di mago. Il giorno dopo tornò a scuola con un po’ più di fiducia nel petto e, appena vide i suoi bulletti mettere in atto i loro piani diabolici, rispose con i controincantesimi suggeritigli dai suoi  misteriosi supereroi. La sua poca autostima crebbe a dismisura! I bulli videro fallire i loro tentativi di contrastare Ruggero, poiché questi utilizzò un incantesimo di protezione che creava uno scudo davanti a sè. Il combattimento durò a lungo, ma i bulli non riuscivano a sconfiggerlo e per questo scapparono dalla paura, tranne uno … GTA! Rimase perchè sapeva chi stava aiutando Ruggero. Utilizzò una magia che Ruggero non si sarebbe mai aspettato: lo colpì con un incantesimo e il giovane mago cadde a terra. A quel punto i protettori dovettero apparire per contrastarlo. Il semidio gli scagliò una freccia rossa, mentre Daniele utilizzò un incantesimo a tutti sconosciuto: quello di creare onde sonore con il telefono. Passò tutto il giorno in infermeria a dormire mentre lo curavano con farmaci magici. Qualche giorno dopo Ruggero si svegliò sano e senza ferite. Da quella sconfitta in poi, gli Spettinati e GTA non ebbero più il coraggio di attaccare Ruggero Rettagono per timore degli Dei. Il ragazzo, che non ebbe più problemi con loro, non potè ringraziare gli Dei, con cui aveva un debito che MAI sarebbe stato estinto.

Giosuè Bennardo, Matteo Bonifazi, Nicolò Montepara, Alberico Nigri

Antonio Savino, Guglielmo Sibilla 

All’I.C. Zingarelli si parla di Bari, “La città che partecipa”

Il 24 maggio lo staff di ZingarelliNews ha avuto l’onore di ospitare la scrittrice Anna Materi la quale ha raccontato, insieme agli altri ospiti presenti nell’Auditorium della scuola Zingarelli, l’esperienza delle Reti civiche urbane.

Insieme ad Anna Materi erano presenti l’Assessore Paola Romano, il professor Smaltone, Luca Ottomanelli, la dottoressa Rosa Porro, esperta di Crowfounding, e la nostra Preside, Manuela Baffari.

A presentare e coordinare gli interventi la professoressa Valeria Rossini, docente di Pedagogia Generale e Sociale dell’ Università degli Studi di Bari.

Il primo ospite che ha preso la parola è stato il professor Smaltone il quale ha spiegato che una Rete Civica è una forma condivisa di partecipazione alla vita della città messa in atto da diversi soggetti attivi sul territorio: parrocchie, associazioni, enti di vario genere. A partire dal 2018 nella Città di Bari si sono costituite 12 reti civiche; tra queste, il Prof. Smaltone ne gestisce due: Picone-Poggiofranco e San Pasquale-Mungivacca. 

Insieme ai relatori abbiamo riflettuto sul termine “rete” e poi abbiao sentito diverse esperienze relative alle Reti Civiche Urbane, grazie alle quali è stato possibile sviluppare molti servizi aperti ai cittadini. Durante il periodo di lockdown, per esempio, è stato possibile garantire prodotti di vario tipo ed alimenti nelle case delle persone che ne avessero bisogno, ma anche aiutare quanti avevano difficotà con la tecnologia (basti pensare alle lezioni in Didattica Digitale Integrata) , ad esempio. Quindi la rete è servita ad aiutare tanta gente in difficoltà per diverse ragioni e bisognosa di aiuto.

Successivamente, la professoressa Rossini ha presentato il secondo ospite,  Luca Ottomanelli, che ha tenuto un discorso prendendo come esempio Orto Domingo,  un progetto che si è evoluto in una rete civica e ha fatto partecipare e collaborare tanti cittadini. 

Luca Ottomanelli ha chiesto all’auditorio cosa significhi la parola “partecipazione”. 

Diversi di noi hanno risposto, ed è stato bello sentirsi parte del dibattito. Alcuni hanno detto che la parola “partecipazione” significa “azione”, altri “collaborazione per il bene comune” , altri ancora ” credere in un progetto migliorativo”. Tutto ciò si traduce in un patto di collaborazione che si può attivare in due modi: in modo semplice e in modo complesso. Semplice, quando tutti collaborano per un obiettivo da raggiungere, mettendoci la propria tenacia e volontà; complesso quando c’è dietro un progetto di più ampio respiro. Ne è esempio concreto l’Orto Domingo, frutto di un progetto durato anni e anni di lavoro che ha  trasformato, grazie alla partecipazione dei cittadini, un campo abbandonato e dissestato in un vero e proprio orto urbano nel quale si coltivano piante, ma anche relazioni umane: chi lo conosce sa che è un posto magico …

Nella seconda parte del convegno è stato presentato il volume “La Città che Partecipa”, scritto da Anna Materi. Alcuni di noi avevano partecipato alla presentazione ufficiale del libro, qualche mese fa, e in classe ne avevamo parlato con le nostre insegnanti. E’ stato bello sentirne parlare direttamente dall’autrice, la quale ha sottolineato l’importanza che tutti si sentano parte del territorio nel quale vivono, anche noi ragazzi.

Nell’introdurre le parole della dottoressa Materi, la prof.ssa Rossini si è soffermata su un “paradigma”, ha detto proprio così, presente in questo libro: dare- ricevere- ricambiare. Il paradigma che crea scambio e rete.

La rete più importante è quella fatta dalle persone, ha continuato la Materi, che apre e costruisce relazioni. Il cittadino che collabora e partecipa al bene comune diventa, afferma la Rossini, un cittadino virtuoso.

Anche l’Assessore Romano ha dialogato con noi, così come gli altri relatori, e questo è stato davvero bello! Ci ha chiesto cosa vorremmo cambiare della nostra città e molti di noi le hanno rappresentato dei problemi che lei ha ascoltato con molta attenzione e partecipazione. Queste sono le esigenze emerse: mezzi pubblici che rendano più semplice raggiungere la scuola anche a chi abita in periferia, piste ciclabili in tutti i quartieri della città, spazi nei quali condividere il tempo con i coetanei, luoghi nei quali fare sport all’aperto…

E’ stato bello per noi ragazzi ascoltare le testimonianze legate alla tematica della cittadinanza attiva, così come è stato bello essere interpellati e sentirci davvero già cittadini della nostra bella città.

                                                                                  Giosuè Bennardo

ZingarelliNews all’European Crowdfunding Festival 3.0

Nella mattinata del 12 maggio 2022, una delegazione della redazione di Zingarelli News ha partecipato all’European Crowdfunding Festival 3.0, presso l’Università degli Studi di Bari, organizzato dalla dottoressa Rosa Porro. Quando ho ricevuto l’invito a partecipare a questa iniziativa, mi sono incuriosito molto, perché non conoscevo assolutamente l’argomento di cui si sarebbe parlato.

Da una prima ricerca, svolta in maniera personale,  ho compreso  che il termine Crowdfunding si può tradurre in “finanziamento collettivo”  e indica il processo attraverso cui  un gruppo  di persone impegna il proprio denaro per sostenere gli sforzi di singoli o di organizzazioni.

Il Festival a cui ho partecipato è stato una bella occasione per approfondire questo argomento perché erano presenti molti ospiti: alcuni fisicamente, mentre altri a distanza, attraverso diversi canali (radio, piattaforme via internet, etc.): una piattaforma figital, insomma, fatta di persone che comunicano contemporaneamente in presenza o in modalità digitale!

Tra i diversi relatori, uno mi ha colpito in particolare per il suo intervento: Angelo Rindone, il quale  ha raccontato una storia davvero molto significativa! Se avete tempo e voglia, leggete di seguito e ve ne appassionerete anche voi!

Alcuni ragazzi del Politecnico di Milano hanno avuto un’ idea interessante: creare un oggetto  che “analizzasse’  la qualità dell’aria della loro città, che fosse diffuso in modo capillare sul territorio, alla portata di tutti e anche bello da vedere. Ovviamente, per rilevare l’inquinamento, doveva stare all’aperto, quindi , quale idea migliore di un vaso???

I ragazzi avevano bisogno di finanziare il loro progetto, e allora si sono rivolti a Produzioni dal Basso, la piattaforma di crowdfunding di Angelo Rindone, il quale è rimasto impressionato non solo dalla bontà della loro idea, ma anche dal loro entusiasmo e dalla loro voglia di farcela e così ha deciso di guidarli nella loro avventura.

I ragazzi, attraverso un profilo Facebook chiamato “Milano aria pulita” , hanno dato vita ad una comunità di persone che hanno lavorato INSIEME! La loro idea è diventata l’idea di tutti e così è nata Arianna: il vaso da balcone che, grazie a particolari sensori che inviano,  tramite Bluetooth, i dati ad uno smartphone, rileva i livelli di inquinamento in città.

Il progetto, innovativo ed ecologico, è diventato piano piano realtà grazie ai finanziamenti ricevuti mediante il  Crowdfunding ed è stato accolto anche da altre città, tra cui Roma, dove è stato finanziato da Toyota.

Il Festival è stata una grande occasione per vedere ancora una volta quanto  l’unione faccia la forza…

Sarebbe davvero bello utilizzare il crowdfunding anche a scuola per  realizzare iniziative a vantaggio di tutti noi!! Di idee ne abbiamo già tante!?

Giosuè Bennardo