Quando vedo una persona fumare, sento un vuoto allo stomaco, soprattutto se è una persona che conosco.
Ho molti amici che fumano, e quando mi parlano mentre fumano, tanto sono preoccupata per loro che non riesco a fare attenzione a quello che mi dicono, perché penso solamente a quant ciò che stanno assumendo possa silenziosamente distruggerli dentro.
Molti pensano che fumando si diventa “popolari”, ma io vorrei dire loro che non è questo il modo per avere più amici: essere gentili con le persone può procurarti più amici di una sigaretta.
A me il vizio del fumo sembra una trappola: ci avviciniamo alla sigaretta, ne fumiamo una pensando sia solo una cosa temporanea, che riusciremmo a smettere, ma restiamo lì, come capita ai topi, che non riescono più a scappare dalla trappola.
Noi giovani parliamo molto di quanto sia pericoloso e brutto stare in una relazione tossica, ma non capiamo che anche il fumo lo è, metaforicamente e nella realtà: credi di averne il controllo, ma sei tu quello controllato; ti promette felicità e sollievo, ma ti lascia sono un profondo male, dentro; ti manipola silenziosamente, pensi che un giorno smetterai, ma quel giorno tarda sempre di più ad arrivare. E non arriva.
Quindi, alla fine di tutto questo, mi chiedo: quel primo famosissimo tiro di cui tutti parlano, merita davvero?
Teresa Tribuzio