Sogno la pace. Ma è davvero solo un sogno?

Bisogna andare indietro nel tempo e arrivare sino al 1948 per individuare l’inizio della guerra tra Israele e Palestina.

Un conflitto legato alla volontà della Palestina di essere riconosciuta come uno stato indipendente che vuole vivere nella striscia di Gaza. Per Israele, invece, la Palestina occupa dei territori di sua proprietà e quindi i palestinesi appartengono ad Israele.

Dopo i fatti del 7 ottobre 2023 il conflitto tra i due popoli si è nuovamente acceso, trasformandosi in una delle più sanguinose guerre degli ultimi tempi. In questo giorno triste per tutta l’umanità, i miliziani di Hamas attaccarono a sorpresa il territorio di Israele durante una grande festa ed uccisero e rapirono tantissime persone.

Come sempre sono i bambini a pagare il prezzo più altro per questi scontri tra adulti: ai bambini di Gaza, infatti, è stata negata per sempre l’infanzia e la spensieratezza.

I bambini dovrebbero trascorrere il loro tempo giocando, scherzando, divertendosi, imparando, e invece si ritrovano a dover correre per salvarsi da bombe, fucili, droni e non sempre riescono a correre più veloce dei cattivi.

Pensate che a Gaza muore un bambino ogni ora.

Far smettere la guerra è un sogno ma, dato che i sogni non costano nulla, ci possiamo provare!

Come prima cosa bisognerebbe trovare un accordo che renda tutti più o meno contenti, per fare in modo che mai più nessuno si ritrovi sotto le macerie di un palazzo, senza una famiglia, senza cibo, senza una casa, senza un arto o, peggio ancora, senza vita.

Poi io riunirei intorno ad un grande tavolo rotondo i Presidenti e i potenti di tutto il mondo, accompagnati però dai loro figli più piccoli o dai loro nipotini. Forse, guardando negli occhi chi hanno di più caro, il loro cuore tornerebbe a battere per l’umanità e non penserebbero più solo ai soldi. Perché è proprio così: tutte le guerre sono fatte esclusivamente per il potere e per il denaro.

Bisogna comprendere che, se la situazione non cambia, potrebbe sfuggire di mano non solo ai Palestinesi e agli Israeliani, ma anche a tutto il resto del mondo.

Come ultima cosa desidererei che la gente di Israele riflettesse su ciò che sta accadendo e che si ribellasse di fronte all’operato del Governo. Anzi, a pensarci bene, non dovrebbero ribellarsi solo gli Israeliani, direttamente coinvolti in questa tragedia, ma tutti i popoli della Terra.

Se si riuscisse a riportare finalmente la pace in questi luoghi martoriati, in ogni angolo della Terra tutti vivrebbero felici.

Così come è bello vedere nel cielo un arcobaleno dopo una tempesta, tornerebbe la gioia dopo tanta tristezza e rabbia. Forse è solo il sogno di una ragazza, ma non mi sembra poi così assurdo.

In fondo il mondo è tanto grande e c’è posto per tutti!

Greta Giuliani

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