Capitolo 1 – Il nostro incontro
Tutto è iniziato a scuola, in un giorno che sembrava uguale a tanti altri, ma che per me avrebbe cambiato molte cose. Lui era uno di quei ragazzi sempre in movimento, vivace e pieno di energia, sempre circondato da amici, sempre al centro dell’attenzione. Ma quando mi ha parlato per la prima volta, ho notato qualcosa di diverso: con me sembrava più calmo, si comportava come se mi vedesse davvero e non solo come una delle tante.
Ricordo perfettamente quel momento. Ero seduta in corridoio, aspettando la lezione successiva, quando lui si è avvicinato, con quel sorriso un po’ timido ma deciso. I suoi occhi erano fissi nei miei, e per un attimo tutto il rumore della scuola sembrò svanire. Abbiamo iniziato a parlare, all’inizio, di cose banali, come la lezione di matematica o la professoressa di francese, ma piano piano la conversazione è diventata più personale. Mi raccontava delle sue passioni, delle sue giornate, e io facevo lo stesso. Con lui tutto sembrava naturale e semplice. Nei giorni seguenti, ho iniziato a notarlo sempre di più: con me era più tranquillo e attento, studiava per me. Era come se in mezzo a tutta quella confusione, trovasse in me un punto fermo. Abbiamo trascorso molte pause per intervallo insieme, scambiandoci risate e chiacchiere, diventando pian piano “migliori amici”.
Poi, dopo circa tre settimane da quel primo incontro, è successo qualcosa di speciale. Un giorno, durante la ricreazione, mi ha chiamato da lontano e mi ha dato una lettera. Ricordo che il cuore mi batteva forte. Era un gesto semplice, una lettera scritta a mano, ma per me aveva un significato enorme. Mi chiedeva se volessi diventare la sua ”fidanzata speciale”. Non era solo una domanda, era la sua maniera di dirmi che voleva essere qualcosa di più che un amico.

Da quel momento, tutto cambiò.
Non eravamo più soltanto due compagni di scuola che si parlavano ogni tanto, né solo amici che si cercavano durante la ricreazione. C’era qualcosa di nuovo tra noi, qualcosa di più profondo. Ogni sguardo che ci scambiavamo, ogni parola detta o anche solo pensata, sembrava avere un significato diverso. La lettera che mi aveva dato non era solo un semplice pezzo di carta macchiata di un po’ di inchiostro: era una scelta, un passo in avanti, un piccolo coraggio. E io lo avevo sentito tutto, quel coraggio.
Iniziavamo a conoscerci davvero, ad ascoltarci con attenzione, a cercarci anche se solo con gli occhi nei corridoi affollati. C’era una complicità nuova, una leggerezza che rendeva tutto più bello. E anche se eravamo solo all’inizio, sapevamo che quello che stavamo costruendo, giorno dopo giorno, era un legame sincero.
Un legame che, forse, ci avrebbe accompagnati più a lungo di quanto immaginavamo.
Chicca Baio
(Illustrazioni di Agnese Frigerio)