La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Il 20 novembre si celebra la Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e durante la lezione di Educazione Civica ne abbiamo parlato a lungo, ripercorrendo la strada che ha portato alla consapevolezza che anche i bambini e gli adolescenti siano soggetti di diritti.

Tra gli articoli della Convenzione Onu ( CRC ),  mi ha colpito molto l’art. 8. Esso esprime  il diritto ad avere  un’identità  che è  ciò che ci distingue dai robot. L’identità è il senso di chi siamo, un insieme complesso  di caratteristiche fisiche e psicologiche.

Essere se stessi  per me è fondamentale anche per fare cose normali, come ad esempio esprimere la propria opinione . Sentirsi sbagliata, non voluta in un certo contesto, inadeguata, non all’altezza, non è facile  ed è una delle cose più brutte che possa capitare ad una persona.

La  negazione o la discriminazione basata sull’identità ha conseguenze profonde e negative sulla salute  mentale, come ansia e depressione e può incidere sulla vita e sul futuro.

Mi sento fortunata a poter parlare di questo argomento e di essere libera di esprimermi, ma ciò avviene  perché sono “normale” se così possiamo dire, rientro nei canoni accettati dalla società e convenzionali.

E’ facile affermare che il diritto all’identità viene rispettato con riferimento a queste persone cosiddette “normali”. Io penso, invece, che il diritto all’identità non sia rispettato appieno e che non siamo ancora riusciti a raggiungere l’accettazione di persone diverse da noi.

Esempi di negazione di questo diritto ci sono anche nel nostro paese dove gli omossessuali e coloro che non si identificano nel genere in cui sono nati, non vengono ancora rispettati da tutti e subiscono insulti, offese e discriminazioni solo perché vogliono essere se stessi.

Gli esseri umani hanno paura del diverso e questa paura li condanna e li condannerà a non essere liberi, ad essere diversi da quelli che sono, e non potersi esprimere come desiderano e quindi a non essere felici.

Riconoscere un diritto è fondamentale, ma ancora più importante è che si permetta alle persone di poter esercitare concretamente il loro diritto, senza aver paura di essere giudicate o emarginate, e con la certezza di essere protette e tutelate, quando i loro diritti vengano violati.

Giulia Maggiore

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