I compiti a casa sono utili o no?
Su questa questione il dibattito è sempre aperto, sia tra ragazzi sia tra adulti, e, in entrambi i casi, le opinioni sono contrastanti.
Per dare una risposta a questa domanda bisogna riflettere e analizzare i pro e i contro della questione, che non è affatto semplice.
Sicuramente gli elementi a favore sono numerosi, infatti i compiti contribuiscono al consolidamento e all’approfondimento di quanto appreso in classe, sviluppano l’autonomia e migliorano la gestione del tempo degli studenti; tuttavia, secondo alcuni studi, quando diventano eccessivi, possono creare ansia e stress e sono, quindi, controproducenti.
Secondo uno studio del 2007 condotto da MetLife (Metropolitan Life Insurance Company) sugli studenti americani, l’89% di questi si sente stressato e il 34% dichiara di sentirsi spesso o molto spesso sotto stress. Capita anche a noi, diciamolo sinceramente.
L’eccessiva quantità di compiti, oltre a provocare stress, ha spesso anche ripercussioni fisiche sugli studenti, non a caso molti di loro dichiarano di avere sintomi quali i disturbi del sonno.
Un altro aspetto negativo legato ai troppi compiti è l’aumento, negli ultimi anni, della sedentarietà, con tutte le conseguenze che questa porta con sé: è indubbio, infatti che molti studenti, soprattutto della scuola superiore, sono costretti a rinunciare alle attività sportive per mancanza di tempo.
Lo sport, invece, è fondamentale, in primo luogo, per la crescita dei ragazzi, e, in secondo luogo, per far riposare la mente: durante le pause, il cervello elabora e consolida ciò che ha imparato, rendendo il successivo studio più produttivo e meno affaticante.
In conclusione, i compiti possono essere ritenuti utili se mirati e non eccessivi, pertanto bisognerebbe aumentare la produttività in classe, utilizzando il tempo a casa solo per approfondire e consolidare, e lasciando del tempo libero da dedicare allo sport, allo svago e (perché no?) al riposo.
Maria Grazia Visaggi