Capitolo 2
Ogni giorno più vicini
Ogni mattina mi svegliavo pensando a lui, agli abbracci profondi tra una lezione e l’altra, al nostro “naso naso” e ad ogni piccola tenerezza che cambiava la giornata. In fondo sono queste le cose che contano, sia nella vita, sia in una relazione. Alle 7 in punto di mattina ricevevo il suo buongiorno, spesso accompagnato da un dolce “ti amo principessa”.
Ogni momento con lui diventò quotidianità. A fine lezione, nel corridoio, ci cercavamo con lo sguardo. Erano degli sguardi magici, speciali. Si annullava tutto, esistevamo solo noi. Via i litigi con i genitori, via l’impreparato del professore, via tutto.
Solo noi due.
L’intesa diventò sempre più forte, ci capivamo con un sorriso o un cenno con la testa.
Sapeva quando avevo bisogno di silenzio e lo rispettava, anche quando fremeva dalla voglia di scrivermi un banale “come stai?”. Ogni giorno, parlando, scoprivamo qualcosa in più su di noi, aiutandoci anche a capire cosa migliorare. Perché noi accettavamo tutto ciò che ci dicevamo perché in fondo sapevamo che ogni parola non nasceva per ferire, ma per provare a chiudere delle ferite ancora aperte.
Insieme gli ostacoli sembrano molto più piccoli.
All’uscita di scuola mi aspettava sempre con una frase romantica e una rosa rossa. Sapeva che le rose rosse erano i miei fiori preferiti.
Ogni parola, ogni piccolo segreto, un sogno che faceva brillare gli occhi, le paure nascoste lasciavano un segno indelebile nel mio cuore.
Non ci serviva dialogare per essere complici, bastava esserci. lo c’ero per lui e lui c’era per me, sempre. Condividevamo ogni momento. Ascoltavamo musica insieme, camminavamo mano nella mano e i baci profondi, romantici, erano quotidianità.
Avevamo i “nostri” luoghi, quei luoghi speciali. La panchina a cento metri dalla scuola, l’angolo della palestra e il bar non molto distante dalla mia scuola di danza, il pezzo di strada che percorrevamo ogni giorno… Erano “nostri” perché ogni posto aveva un ricordo che ci legava in modo speciale. La nostra intesa cresceva silenziosa ma costante, come un filo invisibile che si faceva sempre più forte. Con lui mi sentivo tranquilla, come se potessi abbassare ogni difesa. E lui, con me, era strano, eppure semplice. Ciò che stava nascendo non era forzato. Non era più solo simpatia, era cura. Scelta. Affetto vero.
Non sapevamo cosa sarebbe successo dopo. Ma una cosa era certa: in quel momento, ci stavamo scegliendo. Giorno dopo giorno. Con semplicità. Con naturalezza.
Chicca Baio