La Prima Guerra Mondiale è stata un evento molto difficile per molti soldati. Tra questi c’era anche Michele Biancofiore, un soldato italiano a cui è dedicata l’associazione “Biancofiore”, che si trova nel territorio di Rutigliano.
Questa associazione vuole far conoscere a noi studenti quanto è importante ricordare i caduti della Grande Guerra.
La testimonianza sulla vita di Michele Biancofiore nelle trincee è stata raccontata anche dal nipote, che ha voluto ricordare suo nonno e tutti i soldati italiani che hanno combattuto durante la Grande Guerra.
Michele Biancofiore, che faceva il marinaio, partì per il fronte senza avere molta preparazione e senza conoscere bene il territorio. Nel 20 agosto 1916 morì durante la guerra a causa di una ferita da arma da fuoco sul colle di Santa Caterina.
La vita dei soldati nelle trincee era disastrosa. Le trincee erano lunghe linee scavate nel terreno che servivano per proteggersi dai nemici. A volte arrivavano anche a 200 metri e venivano difese con il filo spinato. I soldati vivevano nel fango, nello sporco e con pochissima igiene. Spesso dovevano nascondersi e restare in silenzio per non farsi scoprire dal nemico.
Durante la guerra venivano utilizzati anche animali per aiutare i soldati: asini e cavalli trasportavano riserve e cibo sulle spalle.
Venivano usati anche i piccioni viaggiatori, che portavano messaggi da un posto all’altro grazie a una rete di comunicazione.
Le donne durante la guerra furono fondamentali, portavano sulle spalle ceste piene di munizioni che molte volte riuscivano a salvare la vita dei soldati.
In totale morirono circa 570.000 soldati italiani. Per questo dopo tanto tempo è ancora molto importante ricordare la loro storia e le testimonianze dei parenti in vita.
Studiare questi eventi ci aiuta a capire quanto sia indispensabile la pace e quanto la guerra porti sofferenza e dolore.
Un ringraziamento particolare alla dirigente scolastica prof.ssa Manuela Baffari per aver aderito a questo progetto e a tutte le docenti che quotidianamente ci offrono spunti per comprendere maggiormente gli argomenti del programma.

Maria Cristina Tetro e Elena Ingrao

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