Giorno: Maggio 2, 2026

Il silenzio che ferisce

Ieri in classe abbiamo parlato di come le parole usate incautamente possano offendere o ferire, addirittura, le persone a cui le rivolgiamo.

La professoressa ci ha letto il Manifesto della comunicazione non ostile e poi ciascuno di noi ha commentato la “regola” che ritiene più importante.

Per me, è “Anche il silenzio comunica”, l’ultima regola, la numero10.

Il silenzio di chi abbiamo davanti, infatti, è terribile perché la persona che non ti parla perché è offesa con te non vuole ascoltare il tuo punto di vista, non ti lascia spiegare il perché delle tue scelte, non ti permette neanche di scusarti o di capire come farti perdonare per tornare ai “bei vecchi tempi”.…

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Ribelli della Libertà: La Storia Incredibile delle Aquile Randagie

Immaginate un’Italia in bianco e nero, dominata da un regime che imponeva un’unica visione del mondo. Era il 1928 e il fascismo aveva deciso che i giovani dovevano indossare camicie nere, marciare e obbedire ciecamente agli ordini del Duce. Ogni altra forma di associazione era vietata, compreso lo scoutismo, un movimento nato pochi anni prima che proponeva l’esatto opposto: la libertà di pensiero, la responsabilità individuale e l’avventura nei boschi come scuola di vita.

Mentre la maggior parte delle associazioni si scioglieva per paura, un piccolo gruppo di ragazzi di Milano e Monza decise di compiere un atto di ribellione silenziosa ma potentissima.…

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Le parole hanno conseguenze

Le parole hanno conseguenze, ma non tutti lo sanno. O almeno, lo si sa, ma a volte non ci si rende conto che ciò che si dice può far male. Quando si crede di scherzare, non si comprende che una persona dal carattere fragile potrebbe sentirsi molto male.

Io ho provato quanto fanno male le parole nel momento in cui ero più fragile, e il dolore è stato grande anche perché le parole provenivano da persone a cui volevo un mondo di bene e da cui non mi sarei mai aspettata di essere ferita.

Non credo che non capissero che mi avrebbero fatto soffrire, perché non è difficile immaginare che sentirsi chiamare “cessa” o “cane” possa arrecare dolore.…

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