Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 lo scienziato John B. Calhoun condusse l’esperimento Universo 25:
vennero presi dei topi che vivevano in un recinto e avevano un’infinità di cibo e acqua, clima perfetto e una qualità della vita straordinaria. Si vide che raddoppiava la popolazione ogni 55 giorni.
Infatti, dai pochi che erano, iniziarono a essere decine, centinaia e infine ad arrivare all’esorbitante cifra di 2200 esemplari.
Dopo qualche anno, tuttavia, l’ambiente sociale diventò saturo: i maschi lottavano tra loro per accoppiarsi e arrivavano addirittura a uccidersi; le femmine invece diventavano aggressive nei confronti dei loro figli, infatti non se ne curavano e a volte erano protagoniste di atti di cannibalismo, tanto che il tasso di mortalità infantile arrivò al 96%.
Infine c’erano loro: i “Bellissimi”.
I “Bellissimi vuoti” li chiamava Calhoun. Erano un gruppo di maschi che non lottava o cercava di accoppiarsi, ma mangiava e si puliva compulsivamente il pelo, quasi fosse una ragione di vita.
Nel 23 maggio 1973, da 2200 che erano, diventarono 0, sancendo la fine dell’esperimento iniziato il 9 luglio 1968.
Con questo esperimento, Calhoun dimostrò che se non ci si impegna e si ha tutto, si finisce per spirare completamente.
Anche se reputo questa conclusione giusta, numerosi sociologi e psicologi hanno ridimensionato la portata dell’esperimento applicato agli esseri umani, evidenziando che a differenza dei topi, l’uomo possiede capacità culturali, tecnologiche e di organizzazione sociale complesse che cambiano radicalmente la gestione dello spazio e delle risorse.
Ettore Francesco Traversa