L’ANTICO CARNEVALE DI BARI

“A Carnevale…Anche a Bari ogni scherzo vale!”

Ogni paese è lieto di  vantare tradizioni variegate per festeggiare questa festa vivace, spensierata e gioiosa.

Ma qual è la maschera tipica barese?

A Bari non ci sono personaggi e costumi particolari, simbolo della città, tuttavia, anche il capoluogo pugliese vanta il suo antico, “strano” e “vecchio” Carnevale, Se siete curiosi di saperne di più, leggete e sarete soddisfatti!!

“U funerale di Rocche”

Secondo la tradizione popolare, il contadino Rocco, tradito dalla moglie, e muore per la disperazione. Nel centro storico della città, dunque, i nostri nonni e bisnonni partecipavano, l’ultimo giorno di Carnevale, a “U funerale di Rocche”. Questo rito che si svolgeva ogni anno fino agli anni ‘30/40 del secolo scorso; successivamente, si è svolto sempre più saltuariamente, fino a scomparire quasi del tutto.

“Zii Rocche” veniva preparato sin dalla mattina nei minimi particolari: si prendeva una tuta tipo quelle da meccanico che veniva riempita con tanta paglia in modo che rimanesse rigida e tesa. Poi, con una calza piena di paglia, si faceva la testa, sulla quale si metteva la maschera di un politico del tempo. Infine, zii Rocche veniva dotato di cappello e sigaretta e gli si poneva tra le mani una carota chiamata “bastenache”. Al pupazzo così creato si facevano indossare una camicia, i pantaloni e le scarpe allacciate. Dopo la vestizione, il fantoccio veniva posto su travi in legno come quelle usate per trasportare le statue dei santi e si dava vita al corteo funebre.  

Il suo funerale attraversava le strade e i palazzi più importanti di Bari Vecchia fino a raggiungere il luogo ove era posto il falò, solitamente all’Arco Alto o in Largo Albicocca.

Il corteo veniva seguito dalla moglie, dai parenti del povero Rocco e da tutta la popolazione che indossava abiti variegati e disparati. Chi piangeva e chi gridava … Naturalmente tutti fingevano!

Era presente anche il prete, finto anche lui, che benediceva il corteo e i passanti con dell’acqua posta in un vaso da notte e uno spazzolone da bagno. Tutti ridevano e partecipavano con piacere e tanto divertimento.

Il funerale terminava nel pomeriggio del martedì grasso, quando Rocco finiva sull rogo nel quale veniva bruciato, circondato da canti umoristici, finché non risuonavano i rintocchi che annunciavano l’inizio della Quaresima. 

Solitamente a Bari si usa festeggiare Sant’Antonio Abate, protettore degli animali domestici. Fino al 1995, il 17 gennaio, era tradizione dei baresi portare i loro animali per farli benedire nella vecchia cappella di Sant’Antonio, un arco sotto il Fortino. Oggi, gli animali vengono benedetti nella chiesa di Sant’Anna, sempre a Bari Vecchia.

E’ tradizione a Bari mangiare piatti tipici come sgagliozze, calzengiidde di carne (panzerotti di carne fritta), orecchiette condite con il sugo dei tronere (involtini di carne di cavallo), sanguenacce (dolce fatto con il sangue del maiale), e le famosissime chiacchiere (frittelline dolci).

Arianna Manfredi

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