Ho paura di perdere le nostre chiacchierate, i nostri sorrisi quotidiani. Ho paura che tu smetta di parlarmi e che un giorno mi dica: «Fai schifo, non ti vuole nessuno». Ho paura di sentirmi triste, che tu possa stare male per colpa di una persona cattiva e che, in fondo, tu non mi voglia davvero bene. Ho paura di tante cose. Ma c’è una soluzione a tutto questo?

Ho paura che il tempo possa distruggere quello che abbiamo costruito e che il silenzio diventi troppo rumoroso da sopportare. Mi chiedo spesso se anche tu senta la mia mancanza quando non ci parliamo e se, nei tuoi pensieri, ci sia un posto speciale per me. A volte, nei corridoi affollati della scuola, mi sento così piccola. Mi capita di fissare il telefono, aspettando una tua notifica, e di chiedermi: «Ti stai dimenticando di me? O forse sono io che esagero?». Poi, però, ripenso a noi, alle volte in cui ridiamo per un’assurdità, e tutto sembra fare un po’ meno paura.

Ci sono pomeriggi in cui ripenso a ogni parola che ci siamo detti, come se avessi paura che i nostri ricordi possano sbiadire se non li tengo vivi nella mia mente. Mi domando: «E se domani fosse tutto diverso? Se diventassimo due estranei che si incontrano senza nemmeno salutarsi?». È un pensiero che mi fa stare malissimo. Vorrei avere la certezza che quello che c’è tra noi sia più forte delle mie insicurezze. A volte vorrei solo poterti guardare negli occhi e dirti: «Resta qui, anche quando tutto sembra andare storto, perché senza di te niente è più lo stesso».

E alla fine, a chi mi chiede se esiste una soluzione a questo groviglio che sento nello stomaco, rispondo che forse non serve cancellare la paura. Forse basta avere qualcuno che ti stringa la mano mentre la attraversi. Spero, con tutto il cuore, che quel qualcuno possa essere ancora tu.

Isabel Morena Strambelli

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