UN POMERIGGIO CON I GUASTATORI DELL’11° REGGIMENTO

Il 15 febbraio 2022, dopo la scuola, mi sono recata a Foggia per intervistare il Comandante dell’11° Reggimento Genio Guastatori.

Appena arrivata alla Caserma intitolata a Nicola Sernia (Maresciallo artificiere dell’Esercito, Medaglia d’Oro al Valor Militare), i militari in servizio all’ingresso mi hanno chiesto i documenti e mi hanno rilasciato il pass da ospite, che avrei dovuto tenere fino all’uscita.

Sono stata accolta dal Comandante, il Colonnello Simone Gatto, e dal Sottufficiale di Corpo Giovanni Soldano. Entrati nell’ufficio del Comandante, per prima cosa abbiamo salutato la Bandiera, custodita in una teca. Il Comandante me l’ha mostrata da vicino e mi ha spiegato il significato di tutti i vari componenti, dalle Onorificenze fino al Puntale che, della Bandiera, è l’elemento più importante. Successivamente, mi ha presentato la mia accompagnatrice: il Maresciallo Valentina Nocco.

Terminate le presentazioni, ci siamo recati al Circolo, dove ci aspettava un rinfresco. Nel corridoio campeggia la statua di Santa Barbara, protettrice dei Genieri.

Successivamente abbiamo iniziato la visita della caserma, in cui è presente anche un piccolo museo storico del Reggimento, che custodisce modellini di ponti e altri cimeli.

Al centro del giardino, molto ben curato, c’è un grande tavolo, nel quale è incastonato lo Stemma Araldico del Reggimento che, attraverso i suoi Simboli, rappresenta la storia e i luoghi vissuti dal Reparto.

Continuando il nostro giro, siamo andate a visitare le camere del personale femminile: ciò che mi ha impressionato sono stati la pulizia e l’ordine di ogni camera.

Successivamente ci siamo recate in un luogo molto speciale, dove gli artificieri maneggiano gli esplosivi e intervengono anche per disinnescare le bombe aeree inesplose della Seconda Guerra Mondiale, ritrovate dalla popolazione a seguito di scavi per costruire case o coltivare campi. Qui ho potuto osservare una delle tute protettive di 30 kg che utilizzano gli Artificieri. Sono rimasta affascinata da molti strumenti tecnologici, tra cui robot manovrabili in remoto, che fanno dei Genieri italiani i più preparati al mondo.

La caserma è autonoma in tutto e per tutto, visto che al suo interno sono presenti una cucina, una sala mensa, le camerate, le officine meccaniche, una palestra… in sintesi, si tratta di una piccola città.

Sono salita su vari mezzi che hanno diverse funzioni, tutti con una tecnologia all’avanguardia. Ho ammirato anche degli escavatori con catene montate sugli pneumatici; anche se oggi c’è il sole, mi dicono che sono pronti per eventuali nevicate.

Dopo il giro tra gli automezzi, sono passata alle interviste, prima al Maresciallo Valentina Nocco e successivamente al Comandante.

Maresciallo Nocco, cosa l’ha spinta a dedicarsi alla carriera militare?

Sicuramente una passione che sento mia fin da quando ero piccola; nel corso degli anni, poi, è questa è maturata diventando la consapevolezza di voler essere a capo di uomini e donne impegnati nel raggiungimento di un obiettivo nobile.

E’ un compito abbastanza delicato e a volte non semplice, ma di grande soddisfazione, soprattutto nel momento in cui i tuoi ragazzi riescono a raggiungere l’obiettivo prefissato. Quando si arriva lì, tutti i sacrifici che si sono fatti vengono ripagati. È un po’ la cornice della vita militare, perché, si sa, la vita militare è una vita piena di sacrifici e di soddisfazioni.

In un periodo storico in cui si parla tanto di parità di genere, ritiene che qeusta sia rispettata nel contesto militare?

Sì, alla fine io vesto la stessa mimetica che veste il Comandante di Reggimento, così come i miei colleghi.

Quello che ci distingue è che io ho lo chignon e loro hanno la barba, però tutti facciamo le stesse attività e rispettiamo le stesse regole.

Com’è la sua esperienza in questo e in altri reggimenti ai quali è stata in servizio? E’ stata sempre in questo reparto o anche in altri?

Sono stata anche in altri reparti e nelle scuole di formazione: ho frequentato la scuola sottufficiali a Viterbo, mentre a Capua ho seguito i primi moduli da VFP1 (volontari in ferma prefissata di un anno) infine sono stata all’11° Guastatori dove sono adesso e nel 31° Reggimento Carri.

Riesce a coltivare anche i suoi hobby, nonostante i molti impegni lavorativi?

Sì, certo. Terminato l’orario lavorativo, ho tutto il tempo per dedicarmi ai miei hobby. Sono una sportiva e stasera ho una partita con i miei colleghi.

Secondo lei, indossare un’uniforme militare diminuisce la femminilità?

No, anche se i capi di abbigliamento che indossiamo sono uguali per tutti, la femminilità viene conservata perché non dipende dall”involucro” ma dal modo che ogni donna ha di essere se stessa.

Ha mai preso parte a una missione di solidarietà?

No, per ora ancora no.

Quali sono state le emozioni del primo giorno, appena entrata in caserma?

Era quello che mi aspettavo perché, fondamentalmente, ho entrambi i genitori che indossano una divisa, diversa dalla mia. Diciamo che ho trovato quello che mi aspettavo, ovviamente passare dalla vita civile a quella militare non è facile, però se si ha la giusta determinazione si può riuscire a fare qualsiasi cosa.

Anche la lontananza da casa piuttosto che dagli amici o dai fidanzati/e non si sente.

Intervista al Comandante Col. Simone Gatto

Che tipo di attività svolge un reggimento guastatori, quindi l’11° Reggimento?

All’interno dell’Esercito ci sono forze dette di combattimento, come la Fanteria, e poi forze al supporto del combattimento; in questa seconda fattispecie, rientriamo noi del Genio, che siamo un’ arma specialistica e abbiamo tutte quelle capacità per supportare la popolazione in diverse situazioni di emergenza: durante le alluvioni, i terremoti e nella bonifica del territorio dai residuati bellici della Prima e della Seconda Guerra Mondiale.

Quindi, i vostri compiti quali sono?

Come ho accennato sopra, i nostri compiti sono diversi: il primo è quello di difendere la Patria e salvaguardare le Libere Istituzioni; il secondo, quello di supportare la popolazione in caso di pubbliche calamità.

Essere comandante implica un ruolo e un senso di responsabilità. Come si sente, sapendo che da Lei dipende la vita di esseri umani?

Essere comandante è un privilegio, ma anche una grande sfida e una responsabilità. Sono fiero di poter guidare uomini e donne al fine di salvaguardare la Patria e far rispettare i valori di questa Bandiera. Il Presidente della Repubblica, che è il Comandante Supremo delle Forze Armate, mi ha concesso questo compito che onoro ogni giorno con il mio impegno e la mia dedizione.

Che tipo di studi le ha consentito di intraprendere questa carriera?

Ho iniziato il mio percorso in Accademia Militare, che è la scuola dove si formano tutti gli Ufficiali. Successivamente ho proseguito presso la Scuola di Applicazione e mi sono specializzato .

Mi può spiegare il significato della bandiera che custodisce nel suo ufficio?

La Bandiera di Guerra del Reggimento è pluridecorata:

  • una Medaglia di Bronzo al Valor Militare per “essersi distinta nella battaglia di Novara” (23 Marzo 1849);
  • una Medaglia d’Argento al valore dell’Esercito, perché “accorreva prontamente nelle zone del Friuli devastate dalle scosse sismiche del 6 maggio 1976, impegnandosi con tenace e instancabile opera nel soccorso alle popolazioni duramente colpite. In condizioni di estrema difficoltà, provvedeva, con abnegazione e spirito di sacrificio, alle più urgenti demolizioni e a ristabilire la viabilità interrotta da frane. Contribuiva altresì con generoso slancio e risparmio di energie, alla sistemazione di tendopoli. Mirabile esempio di coesione e di umana solidarietà” ( Friuli 6 Maggio 1976-30 Aprile 1977);
  • una Medaglia di Bronzo al Valore Civile, perché “con altruistico slancio ed elevato senso del dovere, si prodigava nelle difficili operazioni di soccorso a popolazioni colpite da una violenta alluvione” (Veneto 4-28 novembre 1966).

Riesce ad avere tempo da dedicare alla sua famiglia?

Ho tempo da dedicare alla mia famiglia, ma mi sento altrettanto gratificato a vivere il mio Reggimento e la mia Caserma, perché questa è la mia seconda famiglia anzi, per molti aspetti e molto tempo, questa diventa la mia prima famiglia.

Era questa la professione che sognava di fare, quando era ragazzo?

Sicuramente volevo essere un militare, poi, per fortuna, sono anche diventato un Guastatore del Genio.

Consiglierebbe ai giovani di intraprendere la carriera militare?

Un ragazzo o una ragazza che vogliono intraprendere una carriera militare devono sapere che questa è una sfida e una conquista, perché dare tutto se stesso per difendere la Patria e per aiutare gli altri è il dono più bello che si possa avere. Quindi sì, lo consiglio.

Ha mai preso parte ad una missione di solidarietà?

Sì, abbiamo preso parte a tante missioni di solidarietà, sia in Italia che all’estero. Ad esempio, abbiamo supportato le popolazioni durante le alluvioni, penso a quelle sul Gargano, o dopo i terremoti, come quelli recenti verificatisi nel centro Italia.

Abbiamo anche collaborato con il Parco dell’Alta Murgia per la rimozione di oggetti fuori dal contesto ambientale, ridandogli luce e lustro.

Mi racconta un aneddoto divertente della sua carriera?

Essendo il Comandante, considero questa una professione appassionante: “mi diverto ogni giorno, perché se non mi divertissi non farei questo mestiere”.

LO STEMMA ARALDICO

È inquartato a croce di Sant’Andrea.

Il primo quarto è azzurro e riporta il silfio d’oro Reciso a Cirenaica a ricordo del valore dei Genieri dell’Ariete in Africa Settentrionale.

Il secondo è rosso e si riferisce alla città di Treviso (croce d’argento con due stelle di otto raggi) dove aveva sede l’11° Reggimento genio.

Il terzo azzurro con testa d’ariete in oro innestata su trave spezzata, simbolo della gloriosa omonima Divisione cui il Battaglione è particolarmente legato.

Il quarto è rosso con croce d’argento e stella d’azzurro a cinque raggi a ricordo della Battaglia di Novara, dove si distinse la 3^ Compagnia del Corpo reale del Genio, diventata poi la 7^ del 5° Reggimento Genio Minatori e successivamente 2^ compagnia dell’ 11° Reggimento Genio.

Al centro, domina uno scudetto d’argento con fascia rossa della città di Bolzano, dove la 132^ Compagnia è stata costituita nel 1939 dal primo Reggimento Genio.

Sormonta lo scudo la corona turrita dalla quale scendono i nastri indicativi delle ricompense al valore cui il Battaglione ha titolo di fregiarsi.

Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante, il motto “Peritus et Audax” già dell’11° Reggimento Genio.

Giulia Gentile

INTERVISTA AL SINDACO DI AQUILEIA EMANUELE ZORINO

1) COME E’ NATA IN LEI LA PASSIONE PER LA POLITICA?

Per diversi motivi, soprattutto per l’amore che ho nei confronti del mio territorio, in particolar modo per Aquileia, città bellissima e molto importante per la sua storia, per il senso di comunità e delle sue origini.

La mia passione è nata ancor prima di diventare sindaco, poiché facevo parte di diverse realtà associative in favore della comunità. Partendo da tali realtà, in nome della nostra eredità culturale e delle potenzialità del nostro territorio è nata la passione che mi ha spinto a partecipare alla vita pubblica. 

2) DURANTE LA CERIMONIA D’INSEDIAMENTO, QUALI SONO STATI I SUOI STATI D’ANIMO?

Sicuramente la fortissima emozione, in particolare quando abbiamo saputo che saremmo stati noi, la Lista Civica, a guidare la città di Aquileia per cinque anni.

E’ stato come vivere un sogno, qualcosa che pensi non possa mai avverarsi e che poi diventa realtà. E tutto questo è stato possibile grazie ai moltissimi cittadini conosciuti durante la campagna elettorale avevamo conosciuto moltissimi cittadini e che successivamente hanno riposto in noi la loro fiducia.

3) AQUILEIA E’ UNA CITTADINA MOLTO FAMOSA PER LA SUA STORIA E PER I SUOI REPERTI. COME CI SI SENTE AD ESSERE IL SINDACO DI QUESTA CITTA’?

Aquileia ha una storia che dura da più di duemila anni: proprio per il fatto che sono consapevole della sua storia, è per me un onore ma anche una grande responsabilità guidarla verso scelte politiche importanti.

4) RECENTEMENTE SI E’ TENUTA LA RICORRENZA DEL CENTENARIO DEL MILITE IGNOTO. IL SUO COMUNE E’ STATO AL CENTRO DELL’ATTENZIONE DI TUTTA LA NAZIONE. MI PUO’ RACCONTARE QUALI SONO STATI I MOMENTI PIU’ IMPORTANTI E QUELLI CHE L’HANNO EMOZIONATA MAGGIORMENTE?

I momenti  importanti sono stati tanti; tra tutti mi ha molto emozionato la cerimonia durante la quale è stata ricordata la storia del Milite Ignoto, il soldato senza nome scelto da Maria Bergamas (Madre di tutte le madri d’Italia) i cui resti furono trasportati in treno dalla stazione di Aquileia, attraverso varie città, fino a Roma.

Altri momenti suggestivi sono stati la Messa dedicata a tutti i Caduti della Grande Guerra, che si è tenuta il 28 ottobre e che ha costituito un importante momento di riflessione sul valore della pace; l’inaugurazione, il 29 ottobre, del Cimitero degli Eroi recentemente restaurato; l’incontro con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che il 3 novembre è venuto ad Aquileia per onorare i dieci militi Ignoti e Maria Bergamas, sepolti proprio nel Cimitero degli Eroi. Alla manifestazione erano presenti i bambini delle scuole di Aquileia con le bandierine.

5) COM’E’ STATO L’INCONTRO CON IL PRESIDENTE DELLE REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA? QUALI SONO STATI GLI ARGOMENTI DI CUI AVETE PARLATO?

Durante la cerimonia si è tenuta la deposizione della corona al Cimitero degli Eroi; successivamente, in un clima amicale, abbiamo visitato la Basilica: il Presidente ha mostrato notevole interesse ed è rimasto affascinato dalla sua storia, tanto da confessarmi di voler ritornare presto ad Aquileia.

6) COSA PUO’ DIRE AI RAGAZZI DELLA MIA ETA’ RIGUARDO AI VALORI CHE IL MILITE IGNOTO HA ISPIRATO PER GENERAZIONI?

Sacrificare la propria vita per la collettività è un valore fondamentale. Si può fare in tanti modi, per esempio impegnandosi nel sociale, lavorando per aiutare gli altri e la società civile, attuando comportamenti che garantiscano a tutti noi la libertà. Libertà conquistata grazie a uomini che hanno immolato la loro vita per noi.

7) IN OCCASIONE DELLA RICORRENZA DEL CENTENARIO DEL MILITE IGNOTO , E’ STATA TRASMESSA DA RAI 1 LA FICTION “LA SCELTA DI MARIA”, NELLA QUALE LEI HA RICOPERTO IL RUOLO DI COMPARSA: COSA PUO’ DIRCI IN PROPOSITO?

Siamo venuti a conoscenza della possibilità di registrare questo film già nel mese di giugno 2021 e quindi abbiamo organizzato questo progetto in tempi brevissimi, con l’aiuto di tutta la comunità: il documento filmico di Rai fiction, infatti, rimarrà nella storia di Aquileia, dove si è svolta tutta la cerimonia del Milite Ignoto e dove per 20 giorni il cast si è sentito realmente nostro concittadino.

8) QUALI PROGETTI STORICO-CULTURALI HA INTENZIONE DI SVILUPPARE PER AQUILEIA NEL PROSSIMO FUTURO?

Intendo portare a compimento un progetto sul quale hanno già lavorato le precedenti amministrazioni, cioè la realizzazione di un parco archeologico. Naturalmente non si tratterà soltanto del parco, ma anche di tutto il contesto urbanistico e culturale della città.

9) CON QUALE SPOT PUBBLICITARIO POTREBBE INCENTIVARE NOI ADOLESCENTI A VISITARE AQUILEIA?


“Da Aquileia è passata la storia, qui si è fatta la storia” quindi un ragazzo, un bambino, un adolescente che vogliono capire l’Italia che viviamo, il territorio che viviamo non può non venire ad Aquileia: qui si comprende benissimo cosa siamo stati e cosa potremmo essere nel futuro. 

Giulia Gentile

L’INTERVISTA AL PRESIDENTE MATTARELLA … MANCATA PER POCO!

Era mia intenzione intervistare, tra gli altri, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Avevo preparato una decina di domande (es:” ho sentito dai vari tg, che a breve scadrà il Suo mandato e che Lei non ha intenzione di accettare un secondo incarico. Come mai questa Sua scelta?” Anche altre domande riguardanti le sfere più personali, come per esempio;” Quali sono i Suoi hobby?”).

Il 26/11/2021, alle ore 19:22, ho inviato alla mail del Quirinale la richiesta di poter intervistare il Presidente.

Poco dopo mi è arrivata la conferma che la mia richiesta è stata recapitata.

Sapevo già che l’impresa era quasi impossibile…quasi.

Passano i giorni e nessuna risposta.

Arriva il 15/12/2021 e al telefono di mio padre (numero fornito come recapito, non essendo io maggiorenne) arriva una chiamata da un numero di Roma alle ore 11,47, mio padre rifiuta (pensando fossero i soliti call center).

Stesso numero chiama un minuto dopo (11,48) e nuovamente mio padre non risponde.

Così avviene anche alle 12,18.

Si fa pomeriggio, ore 15,42, mio padre decide di rispondere al numero 06*****

Parla con l’Ufficio di Segreteria del Presidente (Direttore dott. Simone Guerrini)

Gli viene comunicato che:” il Presidente è dispiaciuto per non poter effettuare l’intervista, poichè a causa fine mandato gli impegni sono innumerevoli, però ringrazia sua figlia e ha espressamente richiesto di contattarla telefonicamente per scusarsi”.

Mio padre si intrattiene una decina di minuti chiarendo i motivi della richiesta.

Appena terminata la conversazione, mio padre mi contatta per comunicarmi quanto avvenuto.

“Peccato Sig. Presidente!!” Non importa, proverò nuovamente a intervistarLa, quando sarà Senatore a Vita.

“Grazie lo stesso per la Sua cortesia”.

Giulia Gentile